“L’ importante é che tu stia bene” di Giuseppe Gatto

Ferdinando Peretti è il responsabile di un gruppo di venditori in una società di telefonia mobile, filiale di Milano. E’ costretto ad assentarsi per quasi sei mesi per dei seri motivi di salute. Prima di rientrare chiede di poter parlare con il Direttore della filiale, il Dottor Emilio Marzioni, e con il Direttore del Personale, Dottor Armando Calzavacca.
Siamo alla fine di febbraio.
Dr. Marzioni – “Ciao Ferdinando, allora? Cosa è successo? Come stai?”
Ferdinando – “Ora va tutto bene, grazie, ho avuto un po’ di problemi … piuttosto gravi, diciamo. Certo lo stress sul lavoro non mi ha aiutato. Però sono pronto a ricominciare. Fra un paio di settimane rientro.”
Dr. M. – “Guarda che io ho bisogno della tua massima disponibilità, lo capisci? Mi serviresti da ieri per la verità! Ti voglio al centoventipercento! Perché non rientri subito?”
F.- “Sto finendo una terapia, è questione di pochi giorni. Lo sa, io non mi sono mai tirato indietro, ho sempre viaggiato a ritmi forsennati, … la voglia di lavorare c’è… Certo correre quattordici ore al giorno, sempre in giro per l’Italia, … non so se riuscirò a riprendere fin da subito lo stesso passo…”
Dr. M. – “Questo un po’ mi preoccupa. Comunque la filiale è grande, una soluzione la troveremo. Lasciami parlare con Calzavacca, ci sono settori dove forse avresti meno pressioni. L’importante è che ora tu stia meglio e che torni fra noi. Lo dico per te!”
F. – “Grazie direttore. A presto!”
Stretta di mano.

Marzo. Sono trascorsi dieci giorni, Ferdinando incontra il Direttore del Personale.
Dr. Calzavacca – “Allora, come va?”
Ferdinando – “Bene, ora è tutto a posto, grazie.”
Dr. C. – “Si, ho sentito Marzioni, sono contento. Senti Ferdinando, tu capisci che, … dopo sei mesi, … non possiamo lasciarti nel tuo ruolo. Non va bene. L’azienda deve dare dei segnali precisi! Sei stato via tanto!”
F. – “Ma, … veramente, … non stavo bene!”
Dr. C. – “Eeeh lo so, lo so, ma nel tuo ruolo… uno viene a lavorare pure con la febbre o con il polso rotto, … sai come funziona!”
F. – “mmhm … io non potevo davvero fare diversamente… e comunque sono pronto a riprendere il mio posto. Certo non voglio nemmeno creare problemi alla società, … sono disponibile anche a valutare altre opportunità. Non voglio litigare”
Dr. C. – “Ma magari, … visto i problemi che hai avuto, … forse una situazione con meno pressioni potrebbe esserti più congeniale. Lasciami un mese o due per valutare un po’ di cose e ne riparliamo. Intanto potresti prendere delle ferie arretrate”
F. – “No, grazie. Non ne ho bisogno. Preferisco rientrare fra una settimana, come avevo già comunicato, tanto di cose da fare ce n’è a iosa!”
Dr. C. – “A presto allora, l’importante è che tu stia bene”
Stretta di mano.

Marzo, venti giorni dopo il primo colloquio, Ferdinando Peretti rientra. Incontra il Dr. Marzioni alle macchinette del caffé.
Ferdinando – “Salve, come va?”
Dr. Marzioni – “Ah, eccoti! Bentornato. Ho dato disposizioni di coinvolgerti subito su un paio di progetti a cui tengo molto. Per adesso il tuo team va avanti in autonomia, tu non te ne occupi. Ho anche parlato con il direttore del personale e gli ho detto: – Armando, Peretti è un caro ragazzo, ha avuto delle difficoltà ma ha sempre lavorato sodo. Ora è in una situazione particolare, dobbiamo aiutarlo – proprio così gli ho detto – Aiutalo, … va assolutamente aiutato! –
E dicendo così gli dà un’affettuosa pacca sulla spalla.
F. – “La ringrazio direttore, … grazie. E buona giornata”
Stretta di mano.

Fine di marzo, Ferdinando incontra di nuovo il Dr. Armando Calzavacca.
Dr. Calzavacca – “Ciao Ferdinando, la situazione si sta leggermente complicando. Qui su Milano sto esplorando varie soluzioni ma non c’è nessun ruolo in linea con il tuo profilo, le tue esperienze. Tu sei un funzionario! Sai bene che questa è una filiale. La direzione è a Roma e la sede operativa più importante a Palermo. Io avrei modo di sistemarti molto meglio in una di queste due città”
Ferdinando – “Io, … io veramente vorrei rimanere a Milano, credo sia anche un mio diritto, qui ho la famiglia, i miei parenti, gli amici. Abbiamo un bimbo piccolo. Almeno per i prossimi due anni non me la sento di affrontare un trasferimento e né posso fare avanti e indietro!”
Dr. C. – “Beh, questo rende le cose un po’ più complesse. Vedi, a Roma o Palermo avrei decine di soluzioni … mentre qui non ne ho nessuna, al momento”
F. – “… allora mi rimetto a fare il lavoro di prima!!”
Dr. C. “Eeeh non è così semplice. Le esigenze aziendali cambiano, stiamo rivedendo l’organigramma… Lasciami ancora un mese di tempo al massimo…”
F. – “Io l’ho già detto, non voglio litigare, ma se mi trasferite mi create un grosso problema…”
Dr. C. “Non ti preoccupare vedrai che si risolve tutto. Ci aggiorniamo, ok?”
F. – “Va bene. Arrivederci”
Stretta di mano.

Febbraio. Un passo indietro. Sono trascorsi due giorni dal primo colloquio fra Ferdinando e il Dottor Emilio Marzioni. Quest’ultimo incontra a Roma il Dottor Armando Calzavacca.
Dr. Marzioni – “Armando, vedi che sta per tornare quello stronzo di Peretti. Ci ho parlato qualche giorno fa”
Dr. Calzavacca – “Che faccia di culo! Così, … come se niente fosse?!”
Dr. M. – “Già! Guarda, non può assolutamente passare il concetto che uno sta via dei mesi, torna e ritrova la sua scrivania. Mica è a casa sua che fa come cazzo gli pare! Sei d’accordo?”
Dr. C. – “Sfondi una porta aperta! Ma stiamo scherzando?!? Tra l’altro creerebbe un precedente pericoloso…”
Dr. M. – “A me uno così non serve. Toglimelo dalle palle. Fallo f-u-o-r-i. Io ho già messo uno di mia fiducia al suo posto, ufficialmente con un ruolo diverso, … chiaro. E sta andando benissimo”
A. C. – “Ok. Consideralo già fatto”
Stretta di mano.

L’ autore ha anche un sito personale: www.giuseppegatto.com. A presto!

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