Un’ ottima annata

Oggi sono state annunciate le nomination agli Oscar 2012. Tutto é andato più o meno secondo le previsioni: pioggia di candidature per i titoli “forti”, qualche pacca sulla spalla ai titoli che sono piaciuti tanto ma non troppo, qualche esclusione eccellente per riscaldare subito l’ ambiente. A questo proposito, nella categoria “attore protagonista” sembrava che Di Caprio (J. Edgar) e Fassbender (Shame) si giocassero il quinto posto, e invece tra i due litiganti ha goduto l’ outsider Bichir (A better life). Entrambi gli esclusi hanno pagato il fatto di aver offerto sì un’ ottima interpretazione, ma in dei film scomodi, ai quali l’ Academy non ha voluto dare ulteriore visibilità. Per chi tifare? Partendo dagli attori, spero che gli Oscar vadano a chi non li ha mai ricevuti: a dei divi pluripremiati come Clooney o Meryl Streep una statuetta in più non farebbe né caldo né freddo, mentre per un emergente come Dujardin sarebbe un incredibile trampolino di lancio, e per dei pilastri come Plummer e Von Sydow giungerebbe come il giusto (e tardivo) coronamento di una carriera straordinaria. Per quanto riguarda i film, premetto che anche quest’ anno ho visto davvero pochi dei titoli in gara. Quello che ho apprezzato di più (Le idi di Marzo) ha una sola candidatura, peraltro in una categoria quasi secondaria (sceneggiatura non originale). A Clooney va comunque il mio plauso: solitamente i film di denuncia, e più in generale quelli che vogliono far riflettere lo spettatore, tendono a scadere in una serie di difetti (ritmo lento, eccessiva verbosità, toni livorosi o depressi) che rendono l’ opera inguardabile; il regista invece non solo ha evitato tutte queste trappole, ma al contrario ha costruito un film dai ritmi perfetti, che coinvolge lo spettatore senza farlo annoiare nemmeno un minuto. Tornando agli Oscar, é quasi inevitabile tifare per The Artist: per il suo coraggio, per la sua simpatia, perché é un titolo europeo, perché, pur essendo francese, incarna il sogno americano di chi arriva da 0 a 100 confidando solo in se stessi e nel proprio talento. Per quanto riguarda i registi, le candidature di questa categoria sintetizzano in pieno le 2 principali tendenze degli Oscar 2012: incoraggiare le nuove leve (Hazanavicius) e contemporaneamente guardare al passato (Allen, Scorsese e Malick). Ovviamente anche qui tifo per The Artist, perché spesso il film che vince l’ Oscar per la miglior regia mette una seria ipoteca anche su quello più importante. L’ Academy ha dimostrato grande coraggio nel dare così tante nomination a The Artist, ma é da vedere se avrà anche il coraggio di andare fino in fondo, attribuendo un premio tanto prestigioso ad un film così alternativo e lontano dai canoni moderni. Purtroppo la sensazione é che, come successo con Avatar, la giuria si spaventerà di fronte a delle opere “rivoluzionarie”, e preferirà ripiegare su titoli meno meritevoli ma più “rassicuranti.” Chiudo con una speranza: che almeno non ci sia alcun film “cannibale.” Quest’ anno ci ha offerto tanti titoli straordinari, e sarebbe un vero peccato che uno solo oscurasse tutti gli altri facendo incetta di premi. E poi, al di là del fatto che questa sia stata una buona annata, é irrealistico che un film sovrasti tutti gli altri in ben 10 o più categorie. Quando succede, vuol dire che si é deciso di incoronarlo a prescindere, e questo ridimensiona il suo valore, anziché esaltarlo. A presto!

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2 risposte a Un’ ottima annata

  1. cinemaleo ha detto:

    Anch’io tifo per “The Artist” …ma come negare l’Oscar a George e a Meryl?. Il primo andrebbe premiato per il suo coraggio e per le scelte anticonformiste, la seconda perché ancora una volta dimostra d’essere la numero 1 e per farsi perdonare per gli ultimi Oscar non concessi ma che meritava senz’altro

    • wwayne ha detto:

      Un po’ hai ragione anche tu. In particolare per quanto riguarda la Streep: negli ultimi anni le hanno davvero negato l’ impossibile, soprattutto quando non ottenne l’ Oscar per “Il dubbio”. Quell’ anno fu evidente la volontà di premiare Kate Winslet a prescindere, e, come scrivevo anche nell’ articolo, queste decisioni a priori uccidono la meritocrazia e tolgono credibilità al premio. Speriamo che quest’ anno non succeda niente del genere. Ci risentiamo (spero) a premi assegnati!

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