La fine di un’ altra era

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Qualche mese fa ho scritto un post a tematica letteraria. Pensavo che l’ avrebbero letto in pochissimi: se scrivi una recensione di un film come Il lato positivo o Il grande Gatsby allora é chiaro che ti leggeranno a decine, mentre un articolo che parla di libri, per di più sconosciuti, chi vuoi che se lo fili?

Contro ogni previsione, quel post é diventato il più letto e il più commentato che abbia mai scritto. Così ho deciso di concedere il bis, e per farlo ho scelto un’ occasione speciale: il traguardo dei 200 libri. Tanti sono i romanzi che ho letto dall’ Estate 2010 ad oggi. E per leggerli non ho dovuto nemmeno fare chissà quali tour de force: mi sono mantenuto ad un ritmo costante di 30 – 40 pagine al giorno, con rare accelerate quando un libro mi prendeva più del solito.
Ovviamente il libro numero 200 non poteva essere uno qualunque: ho scelto infatti il romanzo d’ esordio di un autore di enorme e riconosciuto valore, Stephen King.
Ma non voglio parlare di lui, non avete certo bisogno di me per scoprirlo. Come la volta precedente, voglio parlare invece di autori che magari non avete mai sentito nominare.
Il primo é Walter Mosley, del quale consiglio i libri con protagonisti il detective Easy Rawlins e il suo amico Mouse. Il primo é il classico uomo onesto che vuol fare tutto secondo le regole (quelle morali, sulle leggi scritte é molto più elastico); il secondo é uno psicopatico che, quando vuole ottenere qualcosa, non si fa troppi scrupoli ad abbattere con la forza qualsiasi ostacolo sul suo cammino. In teoria la loro collaborazione dovrebbe portare a degli esiti disastrosi; nella pratica Mouse svolge (spesso inconsapevolmente) il lavoro sporco che il suo amico é troppo onesto per fare, Easy chiude un occhio e spesso é proprio grazie al suo partner involontario che riesce a chiudere il caso.
Nei libri di James Lee Burke c’é uno schema narrativo del tutto analogo. Ne ho letti due, e in entrambi c’erano un detective tutto d’ un pezzo (Dave Robicheaux) e un suo collega matto come un cavallo (Clete Purcel). Entrambi si ritrovano a dover incastrare degli uomini marci ma assolutamente intoccabili, e quindi sbattono continuamente il muso su dei muri di gomma: Dave cerca di superarli giocando pulito, Clete invece si spazientisce e cerca di abbatterli tirando fuori l’ artiglieria pesante. E il bello é che, non importa quanto tu sia onesto, tu esulti quando Clete comincia a far volare un po’ di pallottole, perché gli antagonisti di James Lee Burke sono odiosi, ed é ancora più odiosa la loro convinzione di essere onnipotenti.
Mosley e Burke sono due autori molto simili, ma preferisco leggermente il primo: nei suoi romanzi infatti c’é un’ atmosfera così calda, così umana, così incantevole che resteresti incollato alla pagina anche se ti stesse parlando della fotosintesi clorofilliana.
William R. Burnett ha scritto alcuni libri decisamente spiazzanti. Nei romanzi western di norma troviamo un protagonista duro e puro alla John Wayne e la sua perfetta antitesi a fargli da antagonista: i due si incontrano, si scontrano, si insultano e si feriscono finché alla fine il buono vince. Anche se il lieto fine é scontato, ciò che rende interessanti questi romanzi é l’ abilità e la fortuna del protagonista, che in almeno 10 occasioni sembra spacciato, e invece viene sempre salvato da una sua intuizione o da un deus ex machina assolutamente geniale.
Ecco, tutto questo é assente nei romanzi western di Burnett. I suoi protagonisti sono delle carogne o degli inetti per certi versi peggiori dei cattivi che devono sconfiggere; a salvarli non é la loro intelligenza o il caso, ma la loro mancanza di scrupoli; il lieto fine può esserci come no, e anzi più il romanzo sembra convergere verso una felice conclusione, più Burnett si diverte a ribaltare tutto e a lasciarti con un palmo di naso. I suoi colpi di scena sono degni del miglior giallista.
 
E adesso che siamo arrivati a 200 libri, che si fa? Si continua. Ho sullo scaffale 3 libri di Richard Stark che aspettano di venire letti da più di CINQUE anni: da oggi comincio col primo, e conto di averli esauriti tutti per metà Settembre. Per i libri ancora successivi, si accettano suggerimenti.
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25 risposte a La fine di un’ altra era

  1. Annalisa ha detto:

    Burke e Robicheux mi sono piaciuti, anche nel film, quindi è d’obbligo che ora mi ci metta con Mosley!

    • wwayne ha detto:

      Non sapevo assolutamente che avessero tratto dei film dai libri di James Lee Burke. Dopo il tuo commento ho cercato informazioni su Google, e ho scoperto che Dave Robicheaux é stato impersonato da due attori di un certo livello: Alec Baldwin e soprattutto Tommy Lee Jones, al quale effettivamente il ruolo del poliziotto onesto e tutto d’ un pezzo calza davvero a pennello.
      Nei commenti al precedente post a tematica letteraria avevo elencato i primi 180 libri che avevo letto dal 2010 ad oggi. Ecco i successivi 20:

      James Lee Burke, “Ultima corsa per Elysian Fields”
      Lewis B. Patten, “La patacca di latta”
      William R. Burnett, “Sul sentiero di guerra”
      Lewis B. Patten, “Imboscata sul Soda Creek”
      William Hopson, “Montana”
      Robert J. Steelman, “Volpe-che-danza”
      Stephen King, “22/11/’63”
      Stephen King, “The Dome”
      James Lee Burke, “La palude dell’ odio”
      William Hopson, “L’ implacabile Cogin”
      Lewis B. Patten, “Sei modi per morire”
      William Hopson, “Il vaquero sorridente”
      Yasmina Khadra, “Morituri”
      James Morrow, “Il ribelle di Veritas”
      Lewis B. Patten, “La città arrabbiata”
      William Hopson, “Un tipo tranquillo”
      Keith Thomson, “Spia per sempre”
      Michael Hornburg, “La cenere degli angeli”
      Stephen King, “Ossessione”
      Stephen King, “Carrie”

      Grazie mille per il tuo commento, mi hai dato delle informazioni preziose! : )

  2. lapinsu ha detto:

    invidio questa tua costanza nella lettura. FInchè ho fatto l’università l’avevo anche io: almeno 2 libri al mese me li pappavo sempre. Ma da quando lavoro ho perso questa abitudine: leggo troppo poco, sicuramente meno di quanto vorrei e dovrei.
    mea culpa, devo impegnarmi di più

    • wwayne ha detto:

      Leggere é come andare in bicicletta, riprendere l’ abitudine é un attimo. Hai solo bisogno del libro giusto, di un romanzo che ti faccia scoccare la scintilla. L’ ultimo di Stephen King, per esempio, potrebbe essere un ottimo candidato.
      Il guaio di quando hai diverse passioni é che non riesci mai a portarle in parallelo: se ti dedichi intensamente ad una, tutte le altre devi metterle in secondo piano o addirittura mollarle. Per dirti, da Giugno in poi mi sono focalizzato così tanto sulla lettura che ho abbandonato del tutto il cinema: negli ultimi 3 mesi ho visto soltanto UN film, Il grande Gatsby. Probabilmente interromperò il digiuno la settimana prossima: se non cascherò dal sonno ho in programma di andare a vedere “La migliore offerta.” Grazie per il commento! : )

      • lapinsu ha detto:

        Sulla lettura hai proprio ragione: tempo e passione sono fondamentali. Voglio recuperare questa abitudine a tutti i costi.
        PS: ho visto la miglior offerta: carino ma non bello….

  3. Harielle ha detto:

    Sono anche io una lettrice forte, non so quanti libri abbia letto perchè non ne tengo il conto, ma sul mio Kindle ho 350 titoli tra romanzi e saggi e ne ho letti quasi tutti. Tra luglio ed agosto, essendo in vacanza e volendomi concedere letture leggere mi sono appassionata al ciclo di Agatha Raisin di MC Beaton, e ho letto anche in lingua originale ben 14 su 24 della Aga Saga, alternandolo con altri due titoli “Il caso Harry Quebert” e “E l’eco rispose”. Tornerò ovviamente a leggerti, perciò, un saluto e a presto!
    Harielle

    • wwayne ha detto:

      Mi sono informato su Agatha Raisin, e mi sembra decisamente nelle mie corde. Se ti piacciono i romanzi pieni della deliziosa e sottile ironia british, ti straconsiglio “Breve storia dei trattori in lingua ucraina” di Marina Lewycka. Grazie per il commento! : )

  4. Massimo Orsi ha detto:

    Condividiamo lo stesso “metodo” nel leggere libri con una certa costanza: anch’io ogni sera mi sono “imposto” (termine un poco forzato, in quanto la voglia di leggere mi viene naturale) di leggere almeno una trentina di pagine .
    Per quanto concerne gli scrittori da te menzionati , il King l’ ho trascurato parecchio: a parte la parentesi aperta e subito richiusa con la lettura del libro 22/11/63 sono circa dieci anni che non leggo nulla di quanto concepito dalla sua penna, sarà per una sorta di assuefazione o piu’ probabilmente perchè mi sono convinto che il tipo è un po a corto di idee (ovviamente si tratta di un parere personalissimo , che sottolineo, e so bene che sto varcando una soglia molto pericolosa, quindi non me ne vogliano i fans del buon Stephen…). Le affinità tra W. Mosley e James Lee Burke ci sono senza dubbio anche se i libri della serie Easy Rawlins e Mouse con le loro avventure li ho sempre accostati ad Hap e Leonard di Joe Lansdale non per le affinità dei personaggi ( in quanto Leonard è un omosessuale di colore che adora la musica country e Hap un bianco un po’ triste e sempre pensieroso) ma per il modo in cui le storie vengono raccontate, le situazioni sempre divertenti e spesso imbarazzanti nelle quali entrambe le coppie di detective finiscono abitualmente nei guai.
    Per quanto mi riguarda James Lee Burke ha sicuramente molti punti in comune con i due autori precedenti ma lo trovo piu’ legato ad uno schema narrativo noir classico, con storie piu’ crude e drammatiche rispetto al pulp violento e quasi fumettistico di Lansdale e le atmosfere piu’ piacevoli che Mosley crea con la sua scrittura.
    Un trio di autori ai quali non rinuncerei assolutamente, per questo motivo ho la bibliografia completa di tutti (ovviamente delle uscite in lingua Italiana).
    Infine di William R. Burnett non lo conosco in quanto non impazzisco per i romanzi western (ma lo ammetto: è un mio limite….) e di Richard Stark alias Donald Westlake ho già scritto in risposta sul mio blog…..
    Auguri di buon proseguimento per le tue sempre ottime letture
    ciao,
    Massimo

    • wwayne ha detto:

      Gli ultimi 3 libri di King, ovvero The Dome, 22/11/’63 e Joyland, sono tutti bellissimi. The Dome in particolare é uno dei libri più coinvolgenti e scorrevoli che abbia mai letto: basti dire che, nonostante sia lungo più di mille pagine, l’ ho finito in 5 giorni.
      Per quanto riguarda la letteratura western, fino a due anni fa anch’ io la pensavo come te: per me i film western erano la noia fatta location, e di conseguenza ero convinto che i libri dello stesso genere non potessero essere molto più divertenti.
      Poi trovai in libreria il volume “Tutti i racconti western” di Elmore Leonard. Fu una rivelazione: da allora cominciai ad informarmi su questo genere letterario, e ad acquistare molti romanzi appartenenti ad esso. Sono ancor oggi trovabilissimi su ebay a prezzi stracciati. Praticamente te li regalano, perché non hanno mercato. Per me, invece, non hanno prezzo.
      Se anche tu vuoi ampliare la tua conoscenza della narrativa western, ti consiglio di cercare in particolare i libri di:

      Clay Fisher
      Norman Fox
      Clair Huffaker
      Theodore V. Olsen
      Lewis B. Patten

      L’ ideale punto di partenza sarebbe “Il crepuscolo dei Cheyenne” di Clay Fisher, oppure “Passaggio di notte” di Norman Fox. Sono entrambi dei romanzi di una bellezza unica, che ti restano dentro. Contraccambio gli auguri, e grazie mille per l’ ottimo commento! : )

      • Massimo Orsi ha detto:

        Ci farò sicuramente un pensierino in futuro, per provare a leggere qualche romanzo western, magari partendo proprio dal grande e compianto Elmore Leonard che hai citato e del quale uno dei pochi suoi libri non letti dal sottoscritto riguarda proprio la raccolta di racconti western e di seguito tutto ciò che mi hai consigliato.
        A dire il vero rammento ora di aver letto già qualcosa del filone western (almeno suppongo si possano definire tali…) ed ovviamente di James Lee Burke : “Two for texas”(Meridiano Zero 2004 ma scritto nel 1982) e “Terra Violenta ” (Mondadori 2000 – scritto nel’97) ma in questo caso, come ben sai, sono moooolto di parte !!
        ciao
        Massimo

  5. mchan84 ha detto:

    200, complimenti!!!
    Io mi ripropongo di leggere almeno due libri al mese, poi d’estate non ne parliamo…
    Leggere fa bene al cervello, scopri tante cose nuove e se il libro è scritto bene ti alleni a parlare in un certo modo. Spesso dopo aver letto una parola inusitata in un libro mi ritrovo ad usarla più spesso nella vita normale.
    Continua così 😉
    Mchan

  6. sherazade ha detto:

    30, 40 pagine dopo una giornata di lavoro a volte è faticoso e se un libro non te lo ‘gusti’ meglio poche pagine e rimandare a domani. Inoltre ci sono riviste di aggiornamento politico (es Micromega per me) riviste di ‘evasione’ come Airone o Travelling insomma vogliamo scordare un quotidiano al giorno? Poi c’è la sera degli amici, del cinema e il piacere di addormentarsi abbracciati.

    Un libro? Erri De Luca ‘Il giorno ptrima della felicità’ Un libro ricco delle emozioni emozioni forti nella descrizione di un primo amore.
    “Sono cosa che capitano il giorno prima.”
    “Il giorno prima di che?”
    “Il giorno prima della felicità.”

    sherazade

  7. sandro ha detto:

    leggere, leggere con costanza permette di conoscere gente che non avremmo mai potuto conoscere. i protagonisti dei romanzi che leggiamo sono amici di cui veniamo a sapere molto. il concorso Prima I Lettori (www.primailettori.wordpress.com) vuole fare proprio questo. aiutarci a leggere bene e di più. bravo. ciao sandro

  8. sandro ha detto:

    peraltro avresti voglia di aiutarmi nel concorso?

    • wwayne ha detto:

      Manderò senza dubbio la mail con la segnalazione dei titoli che più mi hanno appassionato. Grazie mille per i complimenti (che contraccambio: il tuo blog di storia dell’ arte é interessantissimo) e per il commento! : )

  9. The Butcher ha detto:

    Ottimo articolo! Sei riuscito a incuriosirmi parlando soprattutto di William R. Burnett. Appena posso vedrò di leggere qualche suo romanzo.

    • wwayne ha detto:

      Di Burnett ho letto nell’ ordine:

      Mi amigo
      Il nido dell’ aquila
      Sul sentiero di guerra
      Eravamo amici

      Il nido dell’ aquila é di gran lunga il migliore. Ho fatto una rapida ricerca, e ho visto che per fortuna sono tutti e 4 disponibili su ebay. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  10. returngame ha detto:

    Io ti consiglio , la stretta del granchio e fiore di ghiaccio di Andrea Valeri, confessions di Kanae Minato, Grande Sertao di Guimarães Rosa João , tutti diversi tra loro, ognuno per un motivo, bellissimi.

    • wwayne ha detto:

      Adoro i commenti come questo, pieni di spunti e che mi fanno conoscere tanti libri che altrimenti non sarebbero mai arrivati alla mia attenzione. Ho googlato tutti i titoli da te citati, e ad una prima occhiata quelli di Andrea Valeri sono quelli che mi attirano di più. Appena li leggo ti farò sapere come li ho trovati. Grazie mille per l’ ottimo e preziosissimo commento! : )

  11. orlando778 ha detto:

    Grazie del commento. I libri sono parte integrante della mia vita!

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