Serate con gli amici

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Miles ha dei genitori apprensivi, una scarsa vita sociale e un’inquietante tendenza a recitare sempre e comunque il ruolo dello sfigato.
Poi si trasferisce in un college dell’Alabama, e la sua vita cambia da così a così. Per un gigantesco colpo di fortuna, gli viene assegnato come compagno di stanza il ragazzo più simpatico della scuola, Chip Martin detto il Colonnello. Questo autentico fuoriclasse dello scherzo prende Miles sotto la sua ala protettrice, gli insegna a vivere e gli presenta i suoi amici più fidati: il suo braccio destro Takumi e soprattutto lei, Alaska, bella come il sole, ribelle quanto basta e spumeggiante quasi quanto il Colonnello.
Così assistiamo alla vita universitaria di questo piccolo ma scatenato gruppo di amici: il Colonnello che organizza gli scherzi e le feste, Takumi che gli fa da spalla, Miles che tenta di far colpo su Alaska, lei che lo stuzzica ma in realtà pensa a un altro… insomma, una girandola di situazioni divertenti e appassionanti che più vai avanti a leggerle e più pensi “Cavolo, un libro così bello non l’ho mai letto in vita mia.”
Poi una sera Alaska riceve una telefonata. Quella breve conversazione telefonica la porta a scappare dal campus in piena notte, senza dire a nessuno chi l’ha chiamata, cosa si sono detti e perché ha tanta urgenza di andarsene da lì. Il romanzo a quel punto diventa un giallo, in cui questi misteri vengono dipanati a poco a poco, fino allo stupendo finale.
Non voglio aggiungere nient’altro su Cercando Alaska di John Green. Vi dico soltanto che, di tutti i libri che ho letto quest’anno, questo è quello che mi ha fatto più ridere, più commuovere, più riflettere su quanto gli amici possano cambiare in meglio la nostra vita.
Se non avete ancora deciso cosa regalare ai vostri amici per Natale, scegliete Cercando Alaska: andrete sul sicuro.

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66 risposte a Serate con gli amici

  1. Autumn ha detto:

    Mi hai incuriosita !
    Lo sto cercando su Anobii,appena me lo fanno avere lo leggerò!
    Ciao wwayne
    Autumn

  2. michelecpv ha detto:

    Mi piace perché anche se breve, dice tutto l’essenziale. Lascia la giusta curiosità per prenderlo e leggerlo tutto d’un fiato.

    • wwayne ha detto:

      Esatto, Cercando Alaska è il classico libro da leggere tutto d’un fiato. Io dormivo poco la notte per poter leggere qualche pagina in più! : ) Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  3. Alessandro Cruciani ha detto:

    interessante! segno 😉

  4. lapinsu ha detto:

    L’autore è lo stesso di The Fault in Our Stars, come mi segnalavi in un altro post dove temevi che questo libro scadesse nel finale.
    Mi fa piacere scoprire che non è stato così: per il tuo gusto di lettore e per la consapevolezza che forse stia germogliando un nuovo autore di grande talento. Terrò a mente il titolo 🙂

  5. lamelasbacata ha detto:

    Ok, oggi shopping! Grazie wwayne! 🙂

  6. Ant Sacco ha detto:

    Ciao,
    questa volta non sono del tutto d’accordo su quello che dici. Ho letto questo romanzo e l’ho trovato un buon romanzo per come è scritto, per come vengono espressi i sentimenti dei protagonisti, le dinamiche fra loro, i sentimenti di amicizia che li legano, i problemi adolescenziali che si trovano ad affrontare (ognuno ha i suoi e ognuno ha il suo modo). Definirlo una lettura divertente che poi si fa gialla mi pare un poco riduttivo, insomma.
    Credo tra l’altro che sia il primo romanzo, o almeno il primo di successo, di John Green che, quanto a successi, dopo, ne ha già riscossi un bel po’: non ha solo un grande avvenire, ha già un discreto passato. 🙂

    • wwayne ha detto:

      Come ti ho scritto il mese scorso, una delle mie paure era proprio quella di non riuscire a rendere appieno la bellezza di questo libro. So di non esserci riuscito, ma la mia speranza è che questo articolo possa servire quantomeno a far conoscere di più questo romanzo. Grazie per il commento! : )

  7. marisasalabelle ha detto:

    Incuriosisce… sebbene io non sia tipo da romanzi sentimentali! 🙂

  8. ehipenny ha detto:

    Ho letto da poco questo romanzo, e devo dire che ho apprezzato davvero tanto. È una storia che incuriosisce pagina dopo pagina, e nello stesso tempo affronta molti dei temi importanti degli adolescenti senza mai scendere nel banale o nella superficialità 🙂 ottima scelta e complimenti per la recensione

    • wwayne ha detto:

      Hai perfettamente ragione, questo romanzo è molto profondo e pagina dopo pagina ti conquista sempre di più. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  9. Lisa Agosti ha detto:

    Ne avevo sentito parlare, mi incuriosisce molto, ora mi scarico l’estratto. Grazie della dritta! 🙂

  10. Zio Gio ha detto:

    Poche parole, molto convincenti

  11. silviastarfire ha detto:

    Sembra davvero molto interessante ! ** 😍👍

  12. The Butcher ha detto:

    Sembra interessante. Ci farò un pensierino =)

  13. katekatekate77 ha detto:

    Lo cercherò!! 🙂

  14. daZeroaInfinito ha detto:

    Bellissima recensione. Mi hai colpito e incuriosito. Credo che lo leggero’.
    Buona giornata.
    Leonardo

  15. tixit ha detto:

    sono curiosa – biblioteca, però.

  16. loscalzo1979 ha detto:

    Incuriosito, credo che lo cercherò e leggerò 🙂

  17. tachimio ha detto:

    Grazie del consiglio wwayne. Sei sempre un caro amico. Isabella

  18. Annalisa ha detto:

    Bello questo post ! ed è vero gli amici veri ti cambiano sempre la vita , in meglio. Senza amici la vita quasi non ha senso . Lo comprerò sicuramente , grazie del consiglio ! 🙂

  19. Cercando Alaska è uno dei miei libri preferiti. Credo che Green sia una delle migliori scoperte che io abbia mai fatto, è grandioso.

  20. M ha detto:

    Il Culver Creek dovrebbe essere un liceo, non un’università. 😉

    • wwayne ha detto:

      Miles fa riferimento ad un corso di Teologia, quindi credevo che lui e i suoi amici frequentassero la facoltà di Filosofia. Se ho sbagliato, chiedo venia. Grazie per il commento! : )

      • M ha detto:

        Diciamo che ora mi hai fatto venire il dubbio, però non mi sembra che i protagonisti abbiano più di diciotto anni.

  21. Stefano ha detto:

    interessante, segnato! 🙂

  22. dilettabruno ha detto:

    Bella recensione! compimenti! ti va di seguirmi che ricambio?:) sono nuova, ho aperto il blog da un mesetto, e mi piacerebbe farlo conoscere!

  23. athenabruna ha detto:

    Interessante! In effetti ho decisamente molto più timore di leggere Colpa delle stelle!

  24. giuliablackwood ha detto:

    Letto qualche mese fa ma non mi aveva fatto impazzire. Non dico che non sia bello, ma secondo me il personaggio di Alaska non è bello e misterioso come mi aspettavo. Se ti interessa qui c’è la mia recensione 🙂 https://antrodellibro.wordpress.com/2014/08/23/looking-for-alaska-john-green/

    • wwayne ha detto:

      La tua recensione è ottima. Anche tu hai giustamente rilevato che Cercando Alaska è un libro spezzato in due, con un registro, un’atmosfera e delle tematiche completamente diverse tra la prima e la seconda parte.
      Sono d’accordo anche sul fatto che Alaska avrebbe potuto venire tratteggiata meglio. L’attenzione è puntata principalmente su Miles e sui sentimenti che lui prova per lei: Alaska è più un oggetto del desiderio che un vero e proprio personaggio.
      Nell’ultimo periodo ho letto:

      Patrick Quentin, “Fiesta di morte”
      Giuseppe Bertolini, “Pollentia A.D. 402”
      Pierfrancesco Prosperi, “Undicimila settembre”
      Darcey Steinke, “Salvami”
      Lewis B. Patten, “L’assassino di Yuma”
      John Green, “Città di carta”

      Quest’ultimo libro ha molti punti in comune con Cercando Alaska (infatti l’autore è lo stesso): anche qui un ragazzo un po’ sfigatello che si innamora di una ragazza bellissima e problematica, anche qui un’improvvisa fuga da parte di lei, anche qui l’ossessivo tentativo da parte di lui di capire cosa sia successo. Nonostante la sua scarsa originalità, mi è piaciuto moltissimo. Tra l’altro ho deciso di leggerlo grazie alla raccomandazione di questa youtuber:

      Talvolta parla di libri troppo “giovanili” per me, ma in linea generale tendo a dare fiducia ai suoi consigli. E poi è troppo simpatica! : ) Grazie per il commento! : )

      • giuliablackwood ha detto:

        Anche io avevo sentito parlare molto bene di “Città di carta”, ma avevo pensato di non leggerlo perché, come hai detto anche tu, mi sembrava troppo simile a “Cercando Alaska”. Però se mi dici che ti è piaciuto posso dargli una chance 🙂

        Grazie anche per il canale Youtube! Mi piace sempre scoprire qualche nuova persona che parla di libri 🙂

      • wwayne ha detto:

        In pratica Città di carta è una versione “rallentata” di Cercando Alaska, nel senso che ha una trama di base molto simile, ma raccontata con un ritmo mooolto più lento. Comunque, ad avercene di libri (e di scrittori) così. Grazie a te per i tanti interventi che hai fatto sul mio blog! : )

      • giuliablackwood ha detto:

        Mi hai incuriosito, lo leggerò di sicuro!
        Figurati, mi piacciono i post che fai e poi è sempre bello confrontarsi e scambiarsi idee 🙂

  25. Frencina ha detto:

    Sento parlare di questo libro da un sacco di tempo e ce l’ho anche in ebook. Prima o poi arriverà il suo momento e, dopo aver letto la recensione, risale di molto nella classifica dei libri da leggere in tempi brevi 😉

  26. jejesunflower ha detto:

    Ciao! Io ho trovato il libro veramente bello (anche se la protagonista femminile, Alaska, mi ha fatto storcere il naso un paio di volte) però il mio preferito tra quelli di J. Green, per adesso, è Teorema Catherine…dire che è un romanzo spiritoso è poco! Se non l’hai ancora letto (ma anche se lo hai già fatto) la mia recensione è qui https://lalibreriadij.wordpress.com/2015/01/22/teorema-catherine/ 😉

    • wwayne ha detto:

      Ho letto tutti i libri di John Green, e anche secondo me Teorema Catherine è il migliore. Ovviamente condivido anche la tua speranza che ne facciano un film: in tanti punti sembra quasi la sceneggiatura di un road movie.
      Nell’ultimo periodo ho letto:

      Lewis B. Patten, “Il cacciatore di bisonti”
      Frank Leslie, “Il sentiero della morte”
      Marco Greganti, “L’ultimo diario”
      Marco Ursano, “Cronache dalla seconda guerra dell’acqua”
      Daniel F. Galouye, “Stanotte il cielo cadrà”
      John Green, “Colpa delle stelle”
      Patrick Dewitt, “Arrivano i Sister”
      John Green, “Teorema Catherine”
      Wallace Breem, “Aquila nella neve”

      L’ultimo è quello che mi è piaciuto di più: te lo straconsiglio se non l’hai già letto. Grazie per il commento! : )

  27. valentinapalermo ha detto:

    Eh…abbiamo avuto delle sensazioni diffeenti. Secondo me siamo lontani da Città di carta…

    • wwayne ha detto:

      Io invece, se dovessi fare una classifica dei migliori libri di John Green, al primo posto metterei Teorema Catherine. Ma la qualità media dei suoi libri è talmente alta che è difficilissimo dire qual è il migliore o il peggiore, sono tutti bellissimi! : ) Grazie per il commento! : )

  28. Pingback: ma perchè il grande Boh? | La Mela sBacata

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