Ci sposeremo, te lo prometto

Sono figlio di una coppia interrazziale. Di conseguenza ho sempre vissuto secondo regole, principi e mentalità agli antipodi del razzismo. Per me il razzismo è sempre stato qualcosa di innaturale e inspiegabile, come l’acqua che va in salita o il fuoco che non brucia. Proprio per questo motivo, ho sempre guardato con interesse i film su questo tema: dapprima con la speranza che mi aiutassero a capire, poi per la gioia di poter vedere che alla fine i razzisti ricevono (quasi) sempre una gran bella musata.
In questo sono stato anche molto fortunato, perché sul tema gli americani hanno costruito una filmografia da urlo. Due anni fa, quando vidi Non predicare… spara!, pensai che avevo raggiunto la cima della montagna: il regista (che non a caso era proprio Sidney Poitier, quello di Indovina chi viene a cena?) aveva parlato del razzismo con una profondità, con una delicatezza, con una poesia che ero certo non potessero più essere eguagliate. Loving non le eguaglia, ma ci va molto vicino.
Questo film parla di una storia normale e straordinaria allo stesso tempo. E’ normale perché i due protagonisti, Richard e Mildred, sono due persone molto semplici, come è semplice il sentimento che li lega e la naturalezza con cui lo vivono; è straordinaria perché sono stati capaci di coltivare e proteggere questo amore pur essendo un bianco e una nera nell’America degli anni 50, una società che riteneva perfino criminale un’unione come la loro.
Ai due tocca quindi portare un fardello del quale potrebbero liberarsi in qualsiasi momento, semplicemente prendendo delle direzioni diverse. Ma loro sono troppo legati per lasciarsi andare, e quindi sono pronti ad affrontare qualsiasi difficoltà pur di rimanere insieme.
Queste difficoltà puntualmente arrivano, ma non sono quelle che lo spettatore si aspetta in un film di questo tipo. Non ci sono i tizi incappucciati del Ku Klux Klan che gli incendiano la casa, o un passante per strada che gli lancia un pomodoro: i razzisti che vivono intorno a loro sono troppo vigliacchi per delle azioni così eclatanti, e quindi gli mettono i bastoni tra le ruote con la burocrazia, con le leggi, perfino con le credenze religiose. Tutto questo con un fine ben preciso: impedire ai Loving di essere legalmente sposati nel loro stato. Riusciranno Richard e Mildred a superare tutti questi ostacoli? Non posso dirlo, naturalmente. Posso solo consigliarvi di andare a vedere Loving: non ve ne pentirete.

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138 risposte a Ci sposeremo, te lo prometto

  1. Vittorio Tatti ha detto:

    Non vedo il senso di tirare sempre in ballo la parola “razzismo”.
    Io sono italiano, e vorrei stare solo con un’italiana: né nigeriana, né svedese, né argentina, né cinese; solo italiana.
    Perché?
    Perché è una questione di gusti estetici, e perché ci sono usi, costumi e tradizioni che, ai già possibili problemi presenti con una connazionale, se ne aggiungerebbero immancabilmente altri.
    Non per questo, però, mi considero razzista, dal momento che considero le donne italiane tra le più mediamente stronze di tutto il globo.

    • wwayne ha detto:

      E’ indubbio che la parola razzismo venga spesso tirata in ballo anche in contesti dove non c’entra nulla. Per quanto riguarda il resto del tuo commento, ti posso assicurare per esperienza personale che le differenze di usi e costumi sono ampiamente superabili, se c’è amore e soprattutto se c’è determinazione nel superarli.
      Questa determinazione nel risolvere i problemi spesso manca alle coppie di oggi, anche quelle sposate e con figli, anche quelle italiane al 100%. E’ uno dei motivi per cui oggi ci sono così tante separazioni: la ritengo una vera e propria piaga sociale, e mi dispiace che l’opinione pubblica non la percepisca come tale, che venga accettata non solo con rassegnazione, ma perfino con leggerezza. Ma sto andando fuori tema, quindi è bene che mi fermi qui. : ) Grazie per il commento! : )

      • Vittorio Tatti ha detto:

        Che manchi la determinazione, anche in coppie italiane, è assolutamente vero.
        Personalmente, però, farei molta fatica (e mi mancherebbe del tutto la volontà di farlo) ad adattarmi a tradizioni diverse dalle mie, quindi non vedo la necessità di farlo per forza, soprattutto quando cancellerei volentieri pure metà di quelle italiane.

      • Dora Millaci ha detto:

        Se posso aggregarmi alla vostra discussione, aggiungo la mia esperienza personale. Da oltre 24 anni condivido la mia vita con una persona straniera. Pertanto ha usi, costumi, religione differente dalla mia. Certo non sono mancate e non mancano per questo momenti di “scontri” eheh… ma credo che il rispetto e l’amore se esiste, superi ogni differenza e fa in modo di apprezzare e non denigrare le diversità dell’altro. Per me è stato così. E rifarei tutto da capo… nonostante le evidenti difficoltà

      • wwayne ha detto:

        Le tue parole sono bellissime, e ti fanno davvero molto onore. Grazie mille per averle condivise sul mio blog! : )

      • Dora Millaci ha detto:

        Figurati è un piacere… in fin dei conti ho detto solo che penso e che vivo ogni giorno 🙂

    • momoneta ha detto:

      Mah …..mi sembra un discorso molto limitato

  2. Non serve andare all’estero per trovare persone con abitudini e costumi diversi dai nostri. Io sto con una persona nata a mille chilometri da me, con abitudini ed un vissuto ovviamente diverso dal mio. Se avessi scelto una tedesca, per la zona in cui vivo, avremmo avuto molte più cose in comune. Eppure stiamo assieme da 10 anni conoscendo e superando di volta in volta le differenze e le difficoltà che i nostri diversi background ci pongono. Alla fine la penso come wwwayne, ci vuole determinazione e un po’di fortuna nel trovare la persona che fa per noi, senza pregiudizi e con spirito aperto. Un saluto

    • wwayne ha detto:

      In effetti il nostro paese è così variegato dal punto di vista culturale che una coppia Nord – Sud può tranquillamente ritrovarsi nelle stesse situazioni di una coppia interrazziale. Anzi, come hai detto tu, le differenze possono essere perfino più forti. Ma sono d’accordo con te, con la grinta, il fattore C e la capacità di affrontare la vita con un sorriso queste difficoltà si possono superare tranquillamente. Grazie per il commento, e in bocca al lupo per la tua storia d’amore! : )

  3. ilblogvuoto ha detto:

    Da quanto tempo ci commentiamo i blog a vicenda, due anni? E solo ora so di questa cosa che sei figlio di una relazione interraziale. Mi fai pensare alla stranezza del web. Facciamo prima a conoscere cose che, di persona, sapremo solo dopo un po’ di tempo che ci si frequenta, e poi si passa a quelle personali.

    • wwayne ha detto:

      Eh, in effetti i bloggers WordPress (me compreso) tendono a tirar su un muro alto 10 metri quando si tratta di condividere delle informazioni personali. Siamo un’oasi felice in mezzo ad un mare virtuale di social, come Facebook e Instagram, dove invece mettere in piazza i fatti propri è praticamente una regola. Stavolta però ho deciso di aprirmi, per spiegare il mio legame personale con il film e perché ci stava bene nel contesto del post. Grazie per il commento! : )

      • ilblogvuoto ha detto:

        Io più che altro non condivido spesso informazioni personali perché difficilmente posso inserirle. Se sto parlando di calcio, a meno che non mi metto a parlare di cose tipo quando giocavo a pallone coi miei amici, non riuscirei a condividerle.

      • wwayne ha detto:

        A proposito di calcio, visita il blog de ilbomberdelloratorio (che ha commentato qui sopra): è davvero fenomenale.
        Proseguendo qua la chiacchierata sui Power Rangers che abbiamo iniziato in un tuo post (https://ilblogvuotodinidellaneum.wordpress.com/2017/03/19/power-rangers-ninja-steel-lets-get-this-party-started-with-the-gold-ranger/), volevo chiederti: c’è invece una serie dei Power Rangers dark? Con quelle atmosfere alla Nolan che praticamente TUTTI hanno copiato dopo The Dark Knight?

      • ilblogvuoto ha detto:

        No, ma c’è una serie di genere tokusatsu che fa al caso tuo. Si chiama Kamen Rider Amazons, ed è una serie di Amazon (infatti secondo me il titolo è stato influenzato da questo).
        Si parla di una serie “dark” sui Power Rangers, ma non avrebbe il benché minimo senso. Tuttavia, tokusatsu “dark” esistono sin dagli anni ’70. Vuoi delucidazioni sull’Universo Toei? ^,.,^

      • wwayne ha detto:

        Per quello mi basta scandagliare il tuo blog! : )
        Cercherò senza dubbio Kamen Rider Amazons, e voglio trovare qualcosa anche di quel regista che mi avevi segnalato (Koichi Sakamoto): mi hai incuriosito molto quando mi hai detto che è praticamente il Michael Bay giapponese. Grazie per tutte queste dritte! : )

      • ilblogvuoto ha detto:

        Oltre ad essere una sorta di Michael Bay, Sakamoto coordina le controfigure. In pratica, immagina Michael Bay che è anche un esperto di arti marziali e che quindi sa come far combattere corpo a corpo i personaggi mentre tutto esplode. Se hai detto che adori il genere trash, potresti provarlo.

      • wwayne ha detto:

        A questo punto DEVO provarlo! Ti farò sapere! : )

      • ilblogvuoto ha detto:

        https://www.youtube.com/watch?v=6OUvJB3nvH0 ecco una clip del suo “Travelers: Polizia dimensionale”. Le protagoniste sono Nao Nagasawa e Ayumi Kinoshita che praticamente sono due “leggende” dei tokusatsu. http://www.digitaljournal.com/img/4/5/4/4/9/2/i/1/4/6/o/Travelers_-_Dimension_Police_Poster.jpg

      • wwayne ha detto:

        Da quel che vedo il buon Sakamoto è anche un fan della patata: la tizia del video Youtube, oltre ad essere abbastanza gnocca, decisamente non fa la ritrosa quando si tratta di mostrare la mercanzia.
        In effetti i registi “fracassoni” spesso sono anche molto sensibili al fascino femminile: basti pensare a Robert Rodriguez, che con il suo Machete ci ha regalato uno dei film d’azione più deliziosamente trash di tutti i tempi. Se non l’hai visto, te lo consiglio caldamente! : )

      • ilblogvuoto ha detto:

        Lei è Nao Nagasawa, ed è praticamente una tra le attrici più famose tra coloro che hanno interpretato un’eroina nei Super Sentai. Solo che vederla così disinibita fa stranissimo. Lo stesso Ayumi Kinoshita, altra protagonista di questo film.

      • ilblogvuoto ha detto:

        Sai che Machete non l’ho ancora mai visto? Anzi, non ho ancora mai visto film di Rodriguez a parte Spy Kids.

      • wwayne ha detto:

        Lo adorerai, ne sono certo! E’ il film più bello di Danny Trejo, seguito a breve distanza da Recoil – A colpo sicuro (dove invece fa il cattivo). Fammi sapere come l’hai trovato! : )

      • ilblogvuoto ha detto:

        Il bello è che una decina di commenti dopo a malapena abbiamo toccato il tema del tuo articolo. Ci sono altri film della sua tematica che consiglieresti?

      • wwayne ha detto:

        A United Kingdom. L’ho visto il mese scorso ed è perfino più bello di Loving, ma non sono riuscito a recensirlo: la sua bellezza è troppo sconfinata per essere tradotta in parole. Quel film va semplicemente visto e goduto, come tutti i capolavori. Ed è un termine che uso con molta parsimonia: pensa che secondo me negli anni 10 di capolavori ne hanno fatti solo 3 (questo, Tutto può cambiare e La famiglia Bélier). Speriamo di arrivare in doppia cifra prima del 2020! : )

      • ilblogvuoto ha detto:

        Beh, con tutti i film che guardi, 2 anni e 9 mesi sono sufficienti per trovarne altri. Potrei aiutarti io se non fosse che difficilmente becco film che mi piacciono.
        Ah, conosci “Sono dappertutto”? Un film francese a episodi che tratta degli stereotipi sugli ebrei.

      • wwayne ha detto:

        Ti confesso che non l’avevo mai sentito nominare. Se mi capita di vederlo, ti farò sapere anche per quest’altro film! : )

  4. Elisapinella ha detto:

    Davvero bello indovina chi viene a cena parla del ‘amore universale senza razzismo anche per epoca è stato movie di gran coraggio adesso ci sono tanti matrimoni misti.

  5. Laura Parise ha detto:

    Un articolo meraviglioso. Complimenti. Io la penso esattamente come te, non condivido nessuna forma di razzismo, sia per il colore della pelle, della religione o quant’altro. Ognuno ha il diritto di dimostrare la sua personalità e il suo cuore, il suo modo di essere e di amare. Come in tutto ci son i buoni e i cattivi, ma non si possono generalizzare e targhettizzare in etnie, razze o religioni.
    Sai se per caso esiste anche un libro su questo film? io una volta lessi un libro intitolato la negra bianca. Mi piacque da morire. Comunque grazie per questo articolo. È davvero bello

    • wwayne ha detto:

      Quella di Richard e Mildred Loving è una storia vera, ma curiosamente ci hanno fatto un film e non un libro. Credo comunque che, se il film avrà un buon successo di pubblico, il libro non tarderà ad arrivare.
      Non ho letto La negra bianca. Tuttavia, visto il mio interesse per questo tema e la mia fiducia nei tuoi gusti, credo proprio che lo comprerò presto. Grazie a te per i complimenti e per il commento! : )

  6. Giuseppe Marino ha detto:

    Un bellissimo articolo. Complimenti! Per quanto mi riguarda sono contro ogni forma di razzismo! Il film non l’ho visto.

    • wwayne ha detto:

      Hai ancora tempo per rimediare, visto che è uscito soltanto Giovedì scorso. Purtroppo in “soli” 112 cinema: il fatto di essere uscito in contemporanea a La bella e la bestia + i sequel di John Wick e The Ring inevitabilmente gli ha tarpato le ali. Aggiungi poi che molti cinema tengono ancora in cartellone Logan e Kong: Skull Island, e capisci bene che per Loving è già un ottimo risultato aver superato le 100 sale a disposizione. Purtroppo è l’ennesimo grande film penalizzato da una distribuzione sciagurata… io nel mio piccolo cerco di compensare quest’errore, facendogli pubblicità in ogni modo possibile. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  7. Pingback: CI SPOSEREMO TE LO PROMETTO | FACILE DARE DELLA STUPIDA

  8. Blackgrrrl ha detto:

    Questo film spero di vederlo, sembra promettente, purtroppo mi è rimasto indietro nel recupero pre-premiazioni e Ruth Negga l’ho vista solo in Preacher (nemmeno tutto, ma solo per questione di tempo) ma mi piace abbastanza come attrice.
    Il tuo post mi ha fatto salire la curiosità.

    • wwayne ha detto:

      Io invece non la conoscevo prima di vederla in questo film. Conosco come le mie tasche invece il protagonista maschile, Joel Edgerton: superbo comprimario, che sa dare ottime risposte anche quando (come in questo caso) viene chiamato a ricoprire il ruolo principale. Tuttavia, nonostante il suo talento e il fatto che abbia lavorato con tanti registi importanti, finora è sempre rimasto molto in secondo piano. Deve ancora trovare il ruolo della vita, insomma.
      Tra i suoi film ti consiglio caldamente di vedere anche Warrior, Il grande Gatsby e Jane got a gun: 3 film che non potrebbero essere più diversi tra loro, ma accomunati dal fatto di essere tutti e 3 di altissima qualità. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  9. auryskitchen ha detto:

    molto bello e commovente,fa riflettere quanto ancora ai giorni nostri l’amore fra persone di culture diverse faccia scalpore…eppure i sentimenti sono una lingua universale che tutti possono comprendere!buona domenica e complimenti ^_^

    • wwayne ha detto:

      Hai ragione, tutt’oggi le coppie miste non sono viste come normali dalla totalità delle persone. I miei genitori sono stati fortunati perché mia madre viene dal Nord Europa: probabilmente, se lei fosse stata di origine africana come la protagonista del film, le cose sarebbero state ben diverse. Grazie mille per i complimenti e per il commento, e buona Domenica anche a te! : )

  10. natipervivereblog ha detto:

    Carissimo, scrivi che sei figlio di una coppia interraziale; io che vivo nel mondo della scuola da tanti anni, sono convinta che i figli di genitori che provengono da ambienti, tradizioni diverse, hanno una veduta, un orizzonte più ampio. Io stessa, a scuola, ribadisco sempre che “cultura” significa scambio di conoscenze, di tradizioni con un confronto e un arricchimento continuo.
    Aggiungo che solo persone decisamente ridicole, assumono atteggiamenti razzisti; penso che sia un modo meschino che nasconde forti problemi di personalità.
    Descrivi in modo mirabile l’amore di Richard e di Mildrad; parli di naturalezza e di semplicità.
    Questi sono i veri principi dell’amore.
    Ti lascio con un desiderio del grande Gabriel Garcia Marqueq
    espresso qualche mese prima del suo lascito terreno: ” Vorrei aver contagiato i miei lettori con la parola che rende onore all’uomo : amore che travalica anche la paura della morte”
    Un caro saluto e i miei complimenti
    Adriana Pitacco.

  11. Affy ha detto:

    Lo andrò a vedere prestissimo!
    Un caro saluto da Affy

    • wwayne ha detto:

      Ero sicuro che una persona con la tua sensibilità sarebbe stata attirata da questo film. Grazie per il commento, e un caro saluto anche da parte mia! : )

  12. tachimio ha detto:

    In effetti un’angolazione finalmente che esula dai soliti cliché. Ed una recensione che come al solito stimola alla visione. Grande wwayne. Un bacione , e come vedi sono subito arrivata. Questo la dice lunga sul nostro feeling. A presto caro amico. Isabella

    • wwayne ha detto:

      Sul nostro feeling non ho mai avuto alcun dubbio! : ) Comunque hai ragione: è insolito raccontare in questo modo una storia realmente accaduta, impostando il film in modo che sia a metà tra il romantico e il legal thriller. Una scelta rischiosa, che però si è rivelata vincente.
      Al solito ti lascio una canzone, perfettamente in linea con il tema dell’articolo (“La pelle nera” di Nino Ferrer):

      Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  13. kasabake ha detto:

    Mi hai fatto sorridere, ma di simpatia e spirito di solidarietà, quando nei commenti hai usato la frase “Siamo un’oasi felice in mezzo ad un mare virtuale di social […] dove invece mettere in piazza i fatti propri è praticamente una regola“, perché è indubbio che la cosa che più colpisce di questo tuo post, delicato e garbato, pieno di umanità e pudore, non è certo la recensione del film (di cui praticamente non parli, se non accennandone un po’ la storia), quanto la tua esperienza di vita ed anche questo tuo inedito confidarsi, fatto da te quasi entrando a gamba tesa nella critica estetica…

    Hai ragionissima quando dici che comunque a Hollywood esiste da tempo un intero filone (o genere che dir si voglia) che fa dell’anti-razzismo il suo obiettivo etico dichiarato, raccontando storie che divengono simboli, di così tante forme di segregazione ed umiliazione nei confronti delle minoranze etniche, da fornire un portfolio di storie da raccontare, alcune dal sapore del melodramma storica (come il pluripremiato ed un po’ paraculo “12 Years a Slave” o i drammatici “A Time to Kill” o l’ancora più vecchio “Mississippi Burning“, palese omaggio alla vecchia cinematografia di un grande interprete da te citato ovvero Sidney Poitier), altre invece più minimaliste o volutamente provocatorie (come “Do the Right Thing“, geniale opera che fece conoscere al mondo Spike Lee), altre ancora di stampo didattico (come “Higher Learning“) o sportivo (basti pensare al personaggio del Coach Carter, portato sullo schermo da Samuel Jackson nell’omonimo film o alla squadra di giovanissimi giocatori di baseball messicani di “The perfect game“, fino al mio preferito tra gli sportivi in generale ed ovvero lo splendido “McFarland”), processuale (su tutti certamente quel capolavoro di “To Kill a Mockingbird” del 1962 di Robert Mulligan, con Gregory Peck), familiare (a partire dal capostipite di un genere liberal come “Guess Who’s Coming to Dinner“, fino allo spielberghiano “The Color Purple“), antropologico e sociologico (come il classico perbenista “Driving Miss Daisy” o il didattico “The Help“), poliziesco (basterebbero su tutti quel “In the Heat of the Night” dove viene creato il personaggio dell’Ispettore Tibbs, ma dopo di questo negli States ne uscirono a fiumi) e potrei continuare, ma quasi sempre, purtroppo, nel cinema americano la condanna del razzismo è lieve, perché viene raccontato allo spettatore che comunque, nel sistema, c’è sempre una parte buona del white power che si ribella e che combatte la parte negativa, come la favola della CIA buona che combatte la CIA cattiva, dei soldati eroici che combattono contro i loro commilitoni ipernazionalisti, dei poliziotti buoni contro i poliziotti corrotti…

    Insomma, raramente si trovano negli USA film di onesta natura anti-razzista, ma quando li si incontra, allora hai davvero la sensazione che quel cinema americano, così intriso di materialismo capitalista, ma anche capace di grandi ideali e sentimenti positivi, così ubbidiente alle dure regole del marketing, ma anche capace di condurre battaglie fiere ed indipendenti contro i mali del mondo, beh, in quelle rare occasioni, hai davvero l’impressione che sia il miglior cinema del mondo.

    Hai iniziato il tuo post aprendo il tuo cuore e ti chiedo ora di continuare e da raffinato esegeta del cinema specie minore, ti chiedo quali siano i tuoi campioni cinematografici di vero spirito anti-racism, amico Wwayne!

    • wwayne ha detto:

      Kasabake!!! Non hai idea di quanta gioia io abbia provato nel ricevere la bellissima sorpresa di un tuo commento. Era da tempo che aspettavo spasmodicamente il tuo ritorno qui su WordPress (c’è ancora il letto come l’hai lasciato tu, direbbero i Cugini di campagna).
      Venendo alla tua domanda finale, ti dirò che su questo tema il mio film preferito è senza dubbio Hotel Ruanda. Un anti – razzista sui generis, perché racconta di un tentativo di pulizia etnica compiuto da neri contro altri neri, ma sempre di razzismo si tratta.
      Al secondo posto un film uscito appena il mese scorso: A United Kingdom. Non ci ho neanche provato a recensirlo, perché sapevo che non sarei stato all’altezza del compito: la sua sconfinata bellezza non può essere tradotta in parole.
      Al terzo posto metto proprio il film che ho citato nel post, Non predicare… spara!: se non l’hai visto, lo trovi su tantifilm.
      Menzione speciale per Fa’ la cosa giusta e The Help: molto originale il primo, molto commovente il secondo. Ma mai commovente quanto il tuo ritorno sulle scene, caro Kasabake! : )

      • kasabake ha detto:

        Grazie amico, ma non mi sarei mai potuto lasciare scappare ancora un tuo post!!
        Inoltre lo sai che Daniel Theron è mio alter ego e quindi il conto torna!!

      • wwayne ha detto:

        Già prima che tu me lo dicessi avevo la quasi certezza che tu e Daniel Theron foste la stessa persona: i vostri stili di scrittura erano davvero troppo simili. Io però ti preferisco in questa veste, con il nickname che ti contraddistingue ormai da diversi anni e ti ha anche portato fortuna, visto che su WordPress sei riuscito a diventare un blogger molto apprezzato. Squadra che vince non si cambia, ricordalo! : ) Grazie a te per il commento! : )

      • kasabake ha detto:

        Grazie amico, davvero.
        Questa sera sono riuscito a far vedere a mio figlio un film che mi avevi consigliato a suo tempo e che mi aveva emozionato moltissimo al suo primo passaggio su Sky (che ti dissi avrei atteso, proprio dopo la tua segnalazione): “La Famille Bélier“… Aldilà della bellezza della commedia in sé e della bravura degli interpreti, sono stato felice di notare quanto anche Leonardo (il nome appunto del mio pargolo) si sia immerso letterlamente nella vicenda, specie nel bellissimo finale, quando la brava Louane Emera, nei panni di Paula Bélier, canta Je vole di Michel Sardou all’audizione e lo fa usando anche il linguaggio dei segni… Quel suo “non fuggo, ma volo“, diretto alla sua famiglia, è davvero toccante…

        Toccante è anche quanto la musica sia così presente ed importante nei tuoi giudizi critici, nella tua memoria e di conseguenza nella tua educazione sentimentale, amico mio… potresti scriverci un saggio…

      • wwayne ha detto:

        Non amo molto la saggistica, e forse non avrei neanche lo spessore necessario per scrivere un saggio sulla musica. Un post sull’argomento però potrei scriverlo tranquillamente: ci penserò appena mi capiterà tra le mani un altro film musicale.
        Riguardo a La famiglia Bélier, che dire, è un capolavoro assoluto. Sono tanti i colpi di genio di quel film, ma hai ragione, la scena che hai citato è forse il diamante più prezioso. Mi fa molto piacere che anche Leonardo si sia commosso nel vederla e abbia apprezzato il film nel suo complesso. Buone visioni ad entrambi, amico mio! : )

  14. Miss E. ha detto:

    Eccomi! Mi manca anche questo. Due suggerimenti in un giorno, non saranno troppi? 🙂 Lo aggiungo alla lista che diventa di minuto in minuto più lunga!
    Io invece ti consiglio questo https://wordsinfreedomblog.wordpress.com/2017/02/28/coming-soon-falchi/?preview=true Buona visione 🙂

  15. vdm ha detto:

    Devo vederlo assolutamente. Spero di riuscire questa settimana.
    Il tema del razzismo in questi ultimi anni sembra essere tornato particolarmente sotto i riflettori di Hollywood e se da un lato c’è chi può trovare scontata la riaffermazione di certi principi, d’altro canto è innegabile che ce n’è ancora bisogno. E tanto.
    Sempre per restare in tema, ho visto da poco Hidden Figures e mi è piaciuto molto. L’hai visto?

    • wwayne ha detto:

      No, ma per fortuna è ancora nelle sale, quindi sono ancora in tempo per rimediare. Se riesco a vederlo, sarai la prima a saperlo! : )
      Riguardo alle tue considerazioni sul genere anti – razzista, sono pienamente d’accordo: c’è sempre bisogno di film così, perché la piaga del razzismo non è sconfitta e perché non dobbiamo mai dimenticare a cosa ha portato. Grazie per il commento! : )

  16. emanuelepagin ha detto:

    Che combinazione, ho visto ieri sera questo film. Quello che mi ha colpito, come tu stesso hai sottolineato, è l’estrema semplicità dei due protagonisti, che si trovano ad essere, quasi inconsapevolmente, elementi centrali di un evento che ha cambiato in profondità il loro paese. Mi è piaciuto anche il personaggio del funzionario di polizia, talmente odioso che non posso che complimentarmi con l’attore che lo ha interpretato.

    • wwayne ha detto:

      In effetti ci voleva un attore di grande talento per ritagliarsi uno spazio in un film come questo, che ruota quasi esclusivamente attorno ai due protagonisti. Lui tra l’altro ho l’impressione di averlo già visto in qualche altro film: stasera cercherò di capire dove facendo un salto su imdb. Grazie per il commento! : )

  17. Ivan ha detto:

    A proposito di cinema razziale…avevi più visto Free State of Jones? Commentasti la mia recensione dicendo che avresti visto il film ma non ho più avuto responsi. Ti era piaciuto?

    • wwayne ha detto:

      Purtroppo non l’ho ancora visto, ma non temere: sai bene quanto mi interessa il cinema anti – razzista, e quindi lo vedrò appena avrò un altro momento libero. Momento che dovrebbe arrivare presto, anche perché credo che non andrò al cinema per un bel pezzo: più precisamente fino al 20 Aprile, data in cui esce un film che sto aspettando da mesi (L’eccezione alla regola). Anche Loving l’ho aspettato per mesi, e ne è valsa ampiamente la pena. Grazie per il commento! : )

  18. musicandother95 ha detto:

    Be che dire…riesci sempre a descrivere perfettamente la trama dei film che proponi senza svelare nè poco e nè troppo.
    Per quanto riguarda il razzismo penso che non verrà mai debellato del tutto fino a quando continueremo a giudicarci a vicenda e a pensare che uno sia superiore all’altro.
    Più andiamo avanti e più sembra che il passato non ci abbia insegnato nulla.

    • wwayne ha detto:

      Esatto. Oltre ai motivi che hai elencato tu, il razzismo trova terreno fertile anche a causa di un altro fattore, la paura per il diverso: anch’essa va contrastata in ogni modo possibile, e film come questo indubbiamente sono molto utili alla causa. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

      • musicandother95 ha detto:

        Già e nel periodo in cui viviamo si sta rafforzando sempre di più alzando un muro tra noi e gli altri…quando capiremo che abbiamo solo una vita su questa terra e che dovremmo sfruttarla a pieno viaggiando, conoscendo nuove persone e usi e costumi diversi dal nostro?!
        Solo con la conoscenza potremo non commettere più errori che nel passato hanno recato solo danni e morte.

      • wwayne ha detto:

        Parole sante! A presto! : )

  19. Barbara ha detto:

    Mi dici il titolo del film per favore ? Sono curiosa di vederlo

  20. abctheron ha detto:

    Scusa se scrivo fuori luogo, ma volevo avvisarti che ti ho mandato una mail ed anche Kasabake lo ha fatto!

  21. libra63clan ha detto:

    Avevo già in mente di vederlo, dopo averti letto ancora di più. Qui a Bologna in Cineteca lo danno in lingua originale, che è sempre un valore aggiunto.

  22. mchan84 ha detto:

    A me queste storie commuovono sempre 😢Quindi grazie per la segnalazione.
    Come recita il sottotitolo del mio blog per me è inconcepibile rimanere rinchiusi nel proprio orticello. Per cui se devo essere razzista lo sono con i miei connazionali ristretti di vedute 😑
    Mchan

    • wwayne ha detto:

      Quello più che razzismo è autodifesa! : ) Scherzi a parte, sono totalmente d’accordo con te, e mi fa molto piacere che il film da me recensito sia perfettamente in linea con i tuoi gusti: sono certo che non ne rimarrai delusa. Grazie a te per il commento! : )

  23. lapinsu ha detto:

    Già questo film era tra quelli che più attendevo: la tua recensione ha, se possibile, ulteriormente accresciuto la mia attesa.

    Tra l’altro il film vanta un cast di tutto rispetto, perchè Edgerton è veramente bravo (imparai ad apprzzarlo in Warrior e da lì è stato un crescendo) mentre Shannon è tra i migliori supporting actors tra le nuove leve.

    Del regista – Jeff Nichols – ho visto solo MUD: una bella storia con attori in palla, che però aveva qualche difetto nel ritmo di narrazione (troppi tempi morti e poca focalizzazione su alcune emozioni chiave). Evidentemente

  24. lapinsu ha detto:

    il giovane cineasta statunitense sta aggiustando la mira

    (ps: puoi accorpare questo commento all’altro, se vuoi. Mi era scappato l’invio senza volerlo…)

    • wwayne ha detto:

      Di Jeff Nichols ho visto solo Loving, e lì di tempi morti non ce ne sono: questo mi fa pensare che la tua ipotesi è corretta, e strada facendo questo giovane regista ha imparato che talvolta è meglio una scena in meno che una scena in più.
      Riguardo a Michael Shannon, ho saputo che con ogni probabilità sarà lui ad interpretare Cable in Deadpool 2. Non ho esultato alla notizia, perché il ruolo di Cable (un X – Man armato fino ai denti, dai capelli brizzolati ma ancora energico e carismatico) era tagliato su misura per Liam Neeson, principale candidato insieme appunto a Michael Shannon. Ma magari anche quest’ultimo si rivelerà all’altezza del ruolo.
      A proposito di film imminenti, ho saputo che Sly dirigerà un film sulla vita di Travis Mills. Facendo i debiti scongiuri, ho la sensazione che qui ci scapperà l’Oscar che gli è sfuggito l’anno scorso, per vari motivi:
      – il soggetto si sposa in pieno con i gusti dell’Academy;
      – il protagonista sarà Adam Driver, un attore amatissimo dalla critica;
      – Sly interpreterà la sua spalla matura, un ruolo identico a quello di Creed.
      Insomma, potrebbe essere la volta buona! : )

      • lapinsu ha detto:

        non conoscevo questo film: visto il tipo di soggetto e trama non è affatto un film “da sly”: motivo in più per guardarlo e tifare per lui se sarà candidato all’oscar!!!!

  25. Ciao, Volevo farti i complimenti per il blog e dirti che ti ho nominato per il Liebster Award, spero ti faccia piacere 🙂 https://laportadellafrontiera.wordpress.com/2017/03/26/liebster-award-2/

  26. Daniela Morandini ha detto:

    Mi hai convinta a vedere il film.
    Il razzismo di cui parli è quello di oggi, quello più subdolo e nascosto, perchè essere razzisti è passato di moda, quindi passa tra le reti più invisibili. Ed è quello peggiore. Perchè chi lo pratica ha tutte le caratteristiche del codardo.
    Grazie per il consiglio!;)

    • wwayne ha detto:

      Hai perfettamente ragione: oggi nessuno può dichiararsi apertamente razzista, e quindi chi porta avanti un’ideologia di questo tipo lo fa in modo più subdolo, con slogan del tipo “Prima gli italiani” o discorsi che nella sostanza esprimono esattamente questo concetto (se non di peggio). Stiamo attenti alle parole e all’uso che se ne fa, perché leggendo tra le righe è possibile scorgere delle cose pericolosissime e inaccettabili nei ragionamenti dei nostri politici… grazie a te per i complimenti e per il commento! : )

  27. Pingback: LOVING, di Jeff Nichols, con Joel Edgerton, Ruth Negga, 2016 | Il Cinema Racconta ...

  28. Pingback: Indifferenza assoluta con il trailer della Justice League | Il blog vuoto

  29. pehankaua ha detto:

    L’amore è amore, i gusti sono gusti, ma quello che può variare è il carattere

  30. Pingback: JEFF NICHOLS, regista di LOVING, con Joel Edgerton, Ruth Negga, 2016 | Il Cinema Racconta ...

  31. lapinsu ha detto:

    Vado totalmente Off Topic per segnalarti che mi è capitato di vedere un tuo pupillo nel ruolo di Villain in una serie tv che sto seguendo.

    La serie tv in questione è ARROW.
    Il pupillo è Dolph Lundgren.

    La genialata dei produttori è stata quella di scritturare Lundgren per interpretare un mafioso russo, stess anazionalità del personaggio che gli ha dato la fama (Ivan Drago).
    Tra l’altro, non ti dico la llibidine quando, nel mezzo di una scazzottata col protagonista ha ringhiato un “ti spiezzo in due”…

    • wwayne ha detto:

      Porca miseria che chicca!!! Ti ringrazio infinitamente per avermela segnalata.
      Tra l’altro mi fa molto piacere che abbiano ricominciato a coinvolgere Dolph in delle produzioni di alto profilo (seppur televisive): anche se gli action di serie B gli calzano a pennello, sarebbe bello se la sua carriera tornasse ai livelli di un tempo. Chiaramente faccio il tifo per lui, e se anche riprendesse a fare filmacci non sarebbe certo un dramma: lui ci sguazza, e io pure! : )

  32. Linda ha detto:

    Molto interessante il tema di questo film,molto interessante la tua profonda opinione attinente alla stessa recensione..
    Sai circa 4 o 5 anni fa ,conobbi nel mondo virtuale una persone che per ciò che scrivi me lo ha fatto ricordare.
    Non so perché sento di depositare qui queste parole,so solo che devo farlo.
    Buona continuazione.

    Linda

    • wwayne ha detto:

      Hai fatto benissimo a lasciare qui queste parole, le ho apprezzate molto! Grazie mille per i complimenti e per il commento, e buona continuazione anche a te! : )

      • Linda ha detto:

        Sai, io ho apprezzato molto la tua risposta,ciò che hai evocato e che evochi …..hai la capacità di staccarti dallo schermo…, dal cinema …dando ascolto alle tue emozioni interiori che si sostituiscono tante volte, al contenuto delle tue recensioni, lasciando il sapore del mistero nell’animo del lettore… disorientato ed affascinato dal tuo ruolo più che da quello a cui tu fai riferimento….

        Ho letto abbastanza da farne una recensione sulle tue … dove si apre il sipario e si scopre l’anima….e tutto ciò che l’Animo ha ritenuto un mistero L’ Anima ….la Tua….svela ..

        L.

      • wwayne ha detto:

        Le belle parole che hai speso per me mi lusingano profondamente, e mi farebbe molto piacere se tu scrivessi un post su di me. Se decidi di farlo mandami il link, mi raccomando! : )

  33. La Princessina ha detto:

    Le discriminazioni sono spesso legate unicamente all appartenenza al branco.
    Puoi essere giallo verde o blu, ma se appartieni al branco del più feroce e assassino nessuno ti attaccherà. E se offri sacrifici la tua sarà una lunga vita.

  34. Anche io sono figlia di una copia mista, e ho spesso vissuto il razzismo sulla mia pelle. Il trailer del film già mi aveva incuriosita; la tua recensione mi spinge a vederlo ancora di più!

  35. mariaelenadidonna ha detto:

    Ho visto “Indovina chi viene a cena?” di Stanley Kramer, in lingua originale ed è a dir poco meraviglioso che un tale film sia uscito nel 1967! Ho visto anche un’altro film, ma in italiano “The Bulter-Un maggiordomo alla Casa Bianca” di Lee Daniels. E’ stato fondamentale vederlo. Io non ho mai vissuto una discriminazione, né come spettatrice, né come carnefice, né come vittima, invece in questo ultimo film ho provato tutto mi sentivo maltrattata, emarginata, picchiata. Credo sia un film che sensibilizza in maniera interessante la questione! Un saluto

    • wwayne ha detto:

      Anch’io ho visto The Butler, e concordo con te nel dire che è un film straordinario. Tra l’altro è stato uno dei pochissimi film che ho visto al cinema e che hanno fatto scattare l’applauso a fine proiezione: è successo, oltre che con The Butler, anche con My father Jack e A United Kingdom.
      My father Jack tuttavia non conta molto, perché a guardarlo… c’ero solo io. : ) Grazie ancora per i tuoi ottimi interventi! : )

  36. fulvialuna1 ha detto:

    Razzismo….dobbiamo arrivare oltre alpe? Non credo. Sono sposata con un italiano, siciliano, io romana…eppure quando ci siamo messi insieme (25 anni di matrimonio festeggiati l’anno passato, 5 di convivenza e 6 mesi di fidanzamento), all’epoca sapessi quanti miei amici hanno arricciato il naso, pregiudizi, ma non è forse anche questa una forma di “razzismo”‘ Comunque per me tutto passa dall’intelligenza, l’umiltà, la delicatezza dell’essere umano. Ho amici intimi rumeni, albanesi, un’amica sposata ad un iraniano, un’amica sposata con un somalo…per me è tutto nella normalità. Conta solo il rispetto. (punto) Loving è nella mia immensa, lunghissima lista.

    • wwayne ha detto:

      E sono convinto che lo adorerai! Così come io ho adorato questo tuo profondissimo commento. Corro a rispondere a quello che mi hai lasciato nel post sugli Oscar! : )

  37. therealme ha detto:

    E’ un film che dovrò assolutamente vedere. La tua recensione mi ha incuriosito molto, poi sono particolarmente interessata a queste tematiche tanto che cerco sempre film che abbiano lo scopo di sensibilizzare. Ho visto “Indovina chi viene a cena?” quando avevo dieci anni e l’ho adorato, anche se non riuscivo a comprendere quale fosse il problema: erano una coppia ed erano innamorati, cosa importava il colore della pelle di lui? E’ proprio vero che i bambini nascono senza pregiudizi.
    Ultimamente ho rivisto “12 anni schiavo”, un film duro, toccante che mi è entrato nel cuore. Ci sono stati momenti in cui ogni singola frustata la sentivo sulla mia pelle, come se quella cintura stesse lacerando me e la mia dignità di essere umano.
    Sono dell’idea che di film del genere non se ne possa fare a meno, abbiamo ancora tanto da imparare, ma soprattutto dobbiamo imparare ad amare. Purtroppo delle discriminazioni dovute alla persona con cui desideri condividere la vita ne so qualcosa, anzi direi anche troppo.
    Ti aggiorno appena avrò visto il film 🙂

  38. Nunzio Censabella ha detto:

    Non l’ho visto, rimedierò ….

  39. lilasmile ha detto:

    Non so se vedrò il film. Alla fine della giornata tra lavoro, casa e nipotini sono cotta. E’ stato bello però tornare a leggerti! Mi piace soprattutto il messaggio che lasci. In ogni caso convivere non è sempre facile anche per una coppia italiana. Credo sia importante ascoltare l’altro e rispettarlo.
    Buona serata e un sorriso 🙂

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