Un posto incantevole

Ognuno di noi ha un posto in cui si sente a casa. Può essere il bar dove vai a fare colazione, il ristorante dove mangi una pizza ogni tanto o la bottega in cui vai a comprare il latte e le uova: magari non ci hai mai fatto caso, ma dopo un po’ che ci vai la colazione o il latte finito diventano soltanto un pretesto, per te la cosa più importante è andare lì e passare un po’ di tempo in modo piacevole e spensierato.
Di solito questi posti sono così accoglienti perché a gestirli c’è una persona che sa trattare i clienti, ama stare con la gente, e riesce ad ispirarti simpatia dalla prima volta che metti piede nel suo piccolo regno. Se poi sono simpatici anche i clienti abituali, a quel punto è davvero il massimo.
Il mio luogo del cuore è una trattoria fiorentina, a due passi dalla stazione di Santa Maria Novella. La padrona è la versione toscana della Sora Lella, quella che faceva la nonna nei film di Verdone, e infatti sono 10 anni che mi considero ormai un suo nipote acquisito. Da lei si mangia benissimo, ma non è questo il motivo per cui non lo troverete mai vuoto: la gente va a mangiare dalla Maria perché grazie a lei in quella trattoria si respira un’atmosfera incantevole, percepisci quel pizzico di magia che non troverai mai in nessun fast food.
Di recente ho visto un film che coglie perfettamente la magia di questi luoghi: Jimmy Dean, Jimmy Dean. E’ ambientato principalmente in un bar, gestito dalla signora Juanita: lei avrà sicuramente i suoi difetti, perché è un po’ bigotta e non riesce a tenere a freno quella linguaccia, ma nel complesso è davvero di una simpatia infinita. Di conseguenza, anche se il suo bar non è certo all’ultima moda, i clienti vengono a frotte per berci un caffè o una spremuta. Ovviamente anche tra di loro ci sono dei personaggi indimenticabili: la fan sfegatata di James Dean, la sensuale Sissy, la frizzante Stella… ciascuno di questi comprimari ha un feeling perfetto con la vulcanica Juanita, e soprattutto ha alle spalle una storia clamorosa, che con il passare del film emerge in modo sempre più sorprendente.
Come avrete intuito, l’atmosfera e i personaggi sono senza dubbio due punti di forza di questo film. Ce ne sarebbero anche altri, ma preferisco non svelarli, per non rovinarvi il gusto della sorpresa. Se volete vedere Jimmy Dean, Jimmy Dean, lo trovate gratis su Youtube, e più precisamente qui. Non ringrazierò mai abbastanza chi ha caricato il video.

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195 risposte a Un posto incantevole

  1. SaraTricoli ha detto:

    Che Bell’articolo, ho sentito proprio profumo di casa… e grazie per il link, lo vedrò sicuramente. Buona domenica 😍

    • wwayne ha detto:

      Mi fa molto piacere di averti convinta a vedere il film. Come sempre, ti lascio una canzone:

      Grazie a te per i complimenti e per il commento, e buona Domenica anche da parte mia! : )

  2. 3quattordici ha detto:

    Il bar dove si beve il primo caffè del mattino deve avere proprio le caratteristiche di cui parli. Personalmente amo quei bar con le luci dolci, che accompagnino il risveglio e non lo aggrediscano. Amo i gestori abituati alla cortesia per carattere e non per commercio. Tavoloni grandi dove potersi fermare con le amiche a dir due parole prima di andare al lavoro. A Milano non è semplice trovare luoghi del genere ma esistono.

    • wwayne ha detto:

      Anch’io so distinguere al volo i gestori cortesi per carattere da quelli che simulano cortesia soltanto per tenersi buono il cliente.
      Riguardo al modo in cui impostare il proprio locale, è una scienza esatta e molto difficile, che ti obbliga a badare a mille dettagli piccoli ma decisivi per la sorte della tua attività. Proprio per questo, provo grandissima ammirazione per chi riesce a mandare avanti un locale, perché so quanta attenzione e quanto duro lavoro ci vogliano.
      Concludo il commento con questa canzone, perché in essa si parla proprio della tua Milano:

      Grazie per il commento! : )

    • 3quattordici ha detto:

      Ps. Mi ha fatto piacere aver ripreso contatto con il tuo blog attraverso un mio blog. Da più di un anno è diventato sottoblogsite.wordpress.com (se i tuoi lettori volessero condividere altri racconti di vita) . A presto. Paola

  3. lepastelbleu ha detto:

    stasera la guardo! grazie infinite! l’argomento mi intriga molto. buona domenica

  4. youngwildnpoor ha detto:

    lo metto subito tra i film da vedere!

  5. ehipenny ha detto:

    In tanti film e serie tv i bar o i ristoranti diventano luoghi di ritrovo tipici e insostituibili.. sto vedendo riverdale, che ha un bar molto simile a quello della foto 😀
    Io non so se ne ho trovato uno in particolare, ma con un’amica andiamo spesso a fare merenda in un bar del centro molto carino e tranquillo… mentre per gli aperitivi c’è un locale affollato ma tipico :))

    • wwayne ha detto:

      Hai perfettamente ragione: in molte serie tv il bar ha un ruolo fondamentale, perché è il punto in cui si incrociano le storie dei diversi personaggi, e spesso anche quello in cui succedono i fatti più clamorosi. Ad esempio, io ricordo con infinito affetto il Peach Pit di Beverly Hills 90210: uno dei protagonisti della serie (Brandon) addirittura ci lavorava, e il simpaticissimo proprietario del bar gli voleva bene come un figlio. Che nostalgia! : )
      Riguardo a “Jimmy Dean, Jimmy Dean”, te lo raccomando ad occhi chiusi. Non soltanto per i motivi che ho elencato nel post, ma anche perché il film si basa su un’idea narrativa semplicemente geniale, che adesso cerco di spiegarti.
      La storia viaggia su 2 linee temporali: alcune scene sono ambientate nel 1955, altre nel 1975. Il punto è che il regista non fa capire chiaramente i passaggi da un’epoca all’altra, e quindi ogni volta che arriva una nuova scena lo spettatore viene sfidato a capire in quale epoca siamo. Ho trovato molto stimolante questo gioco tra il regista e lo spettatore, e finalmente sono riuscito a capire perché Robert Altman fosse un regista così amato: avevo già guardato un altro suo film (Il dottor T e le donne), e non mi era piaciuto granché. Qua invece è stato un fenomeno. Grazie per il commento! : )

      • Enri1968 ha detto:

        La filmografia di R. Altman è corposa e piena di capolavori. Uno a caso? America oggi.

      • wwayne ha detto:

        Purtroppo non l’ho visto: come ho scritto nel commento precedente, la mia esperienza con Robert Altman si limita a due soli film (Il dottor T e le donne + Jimmy Dean, Jimmy Dean). Se vorrò proseguire nell’esplorazione della sua filmografia, adesso so quale film scegliere! : )
        Visto che siamo in tema di vecchi film, colgo l’occasione per consigliarti un autentico gioiello che ho visto il mese scorso: “Lo strano mondo di Daisy Clover.” E’ uno splendido esempio di cinema nel cinema, con degli attori giovanissimi che poi sarebbero diventati delle pietre miliari della settima arte (Robert Redford e Christopher Plummer). Lo trovi in dvd. Grazie mille per la dritta e per il tuo graditissimo ritorno sul mio blog! : )

      • Enri1968 ha detto:

        Ti leggo sempre comunque.
        Uno degli ultimi anche Gosford park un giallo elegante che usa il genere come pretesto, fra gli ultimi del regista.
        Film visto, bello interessante.

      • wwayne ha detto:

        Aggiungo anche questo alla mia watchlist! Grazie ancora per la fedeltà con cui mi segui, e a presto! : )

      • Enri1968 ha detto:

        Un piacere!

      • ehipenny ha detto:

        E grazie a te, sempre pieno di preziosi consigli! Beverly Hills l’ho sempre sentito e mai guardato, Jimmy Dean, Jimmy Dean ammetto di non conoscerlo… rimedierò 😀

      • wwayne ha detto:

        Ottima decisione! A presto! : )

      • ehipenny ha detto:

        A presto! Buona domenica :))

  6. Bellissimo articolo davvero ! È proprio vero che ci sono dei luoghi in cui ci sente a casa sempre forse come dici tu grazie alle persone che con i loro sorrisi e consigli ti accolgono. Mi hai fatto proprio voglia di vedere questo film ! Complimenti !

    • wwayne ha detto:

      Mi fa molto piacere di averti convinta a vedere il film, e sono convinto che lo amerai anche tu. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  7. lali1605 ha detto:

    Beh devo recuperare questo film che mi hai segnalato. Io ti consiglio invece quello di Guad

  8. lali1605 ha detto:

    scusami mi è partito invio…ti dicevo di provare a vedere il film di Guadagnino, la cui fotografia è superba. Delicato nei modi e nello stile, non so se riuscirà a vincere qualcosa…io lo spero tanto…una volta che siamo agli Oscar….è un peccato. Per il locale, che bello…da noi localini del genere non ci sono più purtroppo….

    • wwayne ha detto:

      Non ho ancora visto Chiamami con il tuo nome, ma mi fido ciecamente dei tuoi consigli, quindi questo film entra trionfalmente nella mia watchlist. Grazie mille per il commento e per la dritta! : )

  9. ildiariodimarggbi ha detto:

    Per quanto riguarda il film, lo metto sicuramente nella lista di film da guardare! Per il post io non mi sento così fortunata, purtroppo ancora non ho trovato il luogo dove posso dire di aver trovato la pace e la serenità come a casa… rimedierò cercandolo 🙂 buona domenica!

    • wwayne ha detto:

      Ottima decisione! Sono convinto che, esplorando un po’ la tua città o il tuo paese, troverai sicuramente ciò che fa al caso tuo. Ti lascio una canzone anche qui (e anche questa di Lodovica Comello):

      Spero che ti piaccia! : ) Grazie per il commento, e buona Domenica anche a te! : )

  10. siciliamara ha detto:

    Il bar dove faccio colazione al mattino, il barista sa esattamente di cosa ho bisogno e me lo fa trovare prima di arrivare al banco. C’è sempre buona musica è un sorriso per tutti.

    • wwayne ha detto:

      Ecco, questo fattore mi ero scordato di citarlo: anche una musica di qualità e ad un volume non invasivo può fare la differenza nel farti apprezzare o meno un locale. E visto che condividiamo la passione per la musica, ti lascio questa canzone (di un tuo conterraneo tra l’altro):

      Grazie per il commento! : )

  11. ilblogvuoto ha detto:

    Questo è un post semplice e genuino, eppure mi ha stabilizzato, considerando che un posto del genere non ce l’ho. Comunque, mi sorprende che il tuo post di Febbraio sia “vario” e non parli di tematiche tipo Sanremo, il carnevale o gli imminenti Oscar

  12. Paola ha detto:

    Grazie, per il suggerimento gastronomico (se mai lo identificherò) e per il film 🙂

  13. leggodicorsa ha detto:

    Mi verrebbe la voglia di chiederti il nome della trattoria…Tutte le volte che sono andato a Firenze mi sono trovato a mangiare una focaccina in ristori per turisti.

    • wwayne ha detto:

      E’ la Trattoria Bondi. Mi fa molto piacere che tu abbia visitato più volte la mia città, e ti auguro di tornarci presto: anche se non è grandissima, ti fa scoprire qualcosa di nuovo ogni volta. Grazie per il commento! : )

  14. leggodicorsa ha detto:

    Come non detto , visto ora il nome della trattoria. Ci andrò e ti dirò.

  15. leggodicorsa ha detto:

    Visito spesso la tua città anche perché siamo vicini. Io vivo a Pisa, ma non sono pisano. Firenze mi ha sempre attratto.

    • wwayne ha detto:

      Come darti torto? : ) Rimanendo in tema di consigli gastronomici, quando vado a Pisa mangio spesso al ristorante Le bandierine: la loro amatriciana è di una bontà infinita. Se non ci sei mai stato, te lo consiglio caldamente! : )

  16. redbavon ha detto:

    Hai unito buon cibo e buon cinema in un solo articolo, il tutto condito da una genuina atmosfera familiare. Un connubio perfetto. È genere di film che amo, quindi mi ci fionderò a vederlo prima possibile. Grazie.

    • wwayne ha detto:

      Ci ho messo molto impegno a scrivere questo post, quindi le belle parole che hai speso per me mi fanno doppiamente piacere: perché ripagano i miei sforzi, e soprattutto perché vengono da una persona che stimo. Grazie a te per il commento! : )

      • redbavon ha detto:

        L’ho visto oggi: meraviglioso. In lingua originale, il drawl texano rende ancora meglio, anche se la comprensione per me è difficile. Visto in italiano prima, con i sotto-titoli, è possibile goderselo. Sicuramente merita una second visione in originale.

      • wwayne ha detto:

        Non hai idea di quanto mi lusinghi il fatto che tu abbia deciso di dare fiducia al mio consiglio cinematografico. Il fatto che tu abbia apprezzato il film, poi, mi fa ancora più piacere. Colgo l’occasione per dirti che oggi ho pubblicato un nuovo post: spero che ti piaccia! : )

  17. musicaamezzaria ha detto:

    Più ti leggo più penso di essere spaventosamente ignorante riguardo ai film!!!
    Devo recuperare!!!!

    • wwayne ha detto:

      Non preoccuparti: pur essendo un appassionato di cinema, anch’io ho recuperato tanti film fondamentali soltanto negli ultimi tempi. Tra tutti questi film “Jimmy Dean, Jimmy Dean” è senza dubbio una delle gemme più splendenti. Grazie per il commento! : )

  18. cuoreruotante ha detto:

    Anche il mio posto del cuore è un bar… ci vado serena perché il proprietario mi fa sentire davvero come a casa. Ho scoperto da poco i film su YouTube e sono stati davvero una bella scoperta

  19. Sayuri ha detto:

    Un articolo sentito, scritto con il cuore. 🙂

  20. alessandracampli ha detto:

    Capisco benissimo cosa intendi ebbene si anche io ma più di uno direi di questi posti accoglienti dove vado e la loro carineria è ottima,per fortuna voglio dire perché questo è importantantissimo sicuramente li consiglierei,buona notte caro Wayne un abbraccio a presto

    • wwayne ha detto:

      Sei davvero fortunata ad aver trovato addirittura più di un locale incantevole. O forse non è fortuna: sei proprio tu che hai fiuto nello scovarli! : ) Grazie mille per questo carinissimo commento, e buona notte anche a te! : )

  21. Cherryt. ha detto:

    Sai che mi hai fatto riflettere? Non penso di avere un posto così.. Magari è solo questione di tempo e lo troverò anche io.

  22. Sephiroth ha detto:

    Appena avrò un po’ di tempo, cercherò di vederlo. Maledetto tempo!! 🤦🏻‍♂️
    Ieri ho visto Oblivion con Tom Cruise. Mi aspettavo di meglio. Ma non è stato proprio malaccio. 😊

  23. iamtheoddnumber ha detto:

    Ora sono curiosa, devo vedere anche io il film!

    • wwayne ha detto:

      Sono un giovane fiorentino, innamorato della lettura, del cinema e di qualsiasi forma d’arte. Come puoi vedere, su queste mie passioni ci ho fatto addirittura un blog! : ) Vuoi sapere qualcos’altro?

      • Ahaha, sì, tutto ciò che mi hai detto lo si evince dal tuo blog. Ma non sono riuscita a scoprire il tuo nome! Complimenti per l’articolo comunque, scrivi davvero molto bene.

      • wwayne ha detto:

        Capisco benissimo la tua necessità di conoscere delle informazioni più personali: più tardi ti mando una mail, così ne parliamo lì. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  24. natipervivereblog ha detto:

    Carissimo, mi sorprendi sempre! Possiedi una straordinaria capacità, sicuramente una dote innata, che ti porta a raccontare trame di film abbinando sapientemente paesaggi di vita, luoghi che ci fanno vivere nell’intima complicità con le nostre vitali abitudini, con i luoghi dei film.
    Questo tuo scritto ne è la piena conferma!
    Il film lo vedrò sicuramente al più presto
    Ps: Anch’io, per parecchio tempo, ho frequentato luoghi speciali: le vere osterie della mia amata Venezia…Un cicheto e un ombra de bon Vin
    A presto e un grazie sincero per questo tuo scritto
    Adriana

    • wwayne ha detto:

      Venezia è una città molto caratteristica, quindi sono certo che abbia tanti posti speciali come la trattoria di cui parlavo nel post. Tu hai avuto la fortuna di trovarne addirittura più di uno, e mi fa molto piacere che tu ne abbia gustato in pieno la magia: sono davvero delle esperienze indimenticabili.
      Riguardo al mio stile di scrittura, hai ragione: cerco spesso di legare le mie recensioni a delle mie esperienze di vita, anche per far capire perché quel film mi ha colpito così tanto. Quando faccio questi post – macedonia (metà recensione, metà racconto autobiografico) raramente sono soddisfatto del risultato: spesso infatti tra la prima e la seconda parte del post c’è uno stacco troppo netto, e il collegamento logico tra di esse è troppo artificioso. Di conseguenza, è un grande piacere per me apprendere dalle tue parole che stavolta la “macedonia” mi è venuta bene. : ) Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  25. ariannadps ha detto:

    Sai che forse a Firenze sono stata proprio nella trattoria che dici? Mi piace pensare di sì 😉
    Per il resto, complimenti per il post!

  26. kasabake ha detto:

    Un appassionato di cinema quale io sono potrebbe e dovrebbe parlare solo del film che hai celebrato in questo tuo post ovvero il celebre “Come Back to the Five and Dime, Jimmy Dean, Jimmy Dean” (da noi troncato semplicemente in Jimmy Dean, Jimmy Dean, sia per l’incapacità di rendere in italiano il nome generico di un locale, a metà tra una drogheria ed un bar, sia perché è insita nei distributori italici l’indole arrogante a modificare un titolo straniero), ma la statura di uno dei maestri del dopoguerra come Altman mi permette di sorvolare su tutto questo, concentrandomi invece sull’aspetto umano della locatione e dei suoi significati: un vecchio e tipico Five-and-Dime, locuzione con cui negli USA si indicavano un tempo (oggi sono passati di moda) quei locali dove era possible acquistare un po’ di tutto a basso prezzo (ricordavano i nostri “Tutto ad 1 Euro“), con anche tavolini per sedersi e fermarsi a chiacchierare, degustando un caffè o altrove un gelato o una fetta di torta fatta in casa.

    Le reminiscenze vanno subito, per chi conosce la storia del costume americano ai primi saloon del Far West, ma anche meglio alle locande costruite lungo le stazioni di posta, dove in mezzo al nulla di un deserto o di una prateria i viandanti si fermavano a rifocillarsi, incontrando persone e aggiorando i presenti sugli accadimenti delle città lontane.
    In questo senso, senza scomodaore i grandi classici della golden age, fermiamoci alla celebrazione che di posti simili ha fatto Tarantino con il suo bellissimo The Hateful Eight

    Quindi, un Five and Dime era un po’ come i vecchi HardWare del sud degli USA, dove un fattore poteva comprare attrezzi per il campo e sementi, ma dove le signore ordinavano capi di moda presi da cataloghi di corrispondenza e dove c’era sempre qualcuno che era fermo a sorseggiare qualcosa e che conosceva tutti… Era senza dubbio un Five and Dime anche quello dove sia l’agente federale (interpretato da Edward G. Robinson), sia il criminale nazista in clandestinità (interpretato da Orson Welles) si recavano per raccogliere informazioni l’uno sull’altro o per giocare a scacchi con il titolare nel capolavoro del 1946 The Stranger, mentre nel retrobottega una cuccuma di caffè sobbolliva per gli avventori ed una crostata di mele faceva mostra di se dalla vetrina.

    Aldilà della tipologia del locale (mi gira la testa al solo pensare a quante centinaia di pellicole americane abbiano scene ambientate in locali di questo tipo, sia contemporanee sia del passato glorioso di HollyWood), l’altro elemento che salta agli occhi guardando il film di Altman oggi è quella sorta di cenacolo o club che dir si voglia, dove tre amiche si ritrovano per commemorare i fasti di un divo del cinema come James Dean: quello dell’attore preamaturamente scomparso è il legame affettivo o se vogliamo il pretesto per stare assieme e confrontarsi, che è poi il nucleo su cui si costruisce tutto il film ossia una mescolanza di storie bizzarre e banali contemporaneamente, come un vero tranche de vie, fatto di vere confessioni, di ossessioni e di sorprese come solo la vita vissuta può portarti.

    In modo più superficiale, questo stile di narrazione innovativo per il cinema americano dei primissimi anni ’80 (che lo aveva preso in prestito da una certa Off-Broadway dei tempi scorsi) ha influenzato moltissime altre pellicole, tra le quali vale la pena ricordare la incredibilmente più scialba e stupida, ma comunque gradevole, The Jane Austen Book Club, del 2007, dove un gruppo di donne fonda una specie di circolo letterario, nel quale la comune lettura e e passione per i libri della scrittrice Jane Austen sono la scusa per parlare di rapporti sentimentali ed affettivi, mettendo in scena la più classica delle commedie americane.

    A noi cosa resta, se non l’inevitabile confronto con il bar italico, che, si sappia, è una tale istituzione sociale da essere stato persino celebrata a suo tempo negli USA con una mostra a tema ideata e curata da Umberto Eco… E non stiamo parlando di uno di quei locali in cui si beve uno Spritz, trangugiando il surrogato di una cena a poco prezzo o in cui si prendono le paste da portare a casa in celbrazione di qualche rito borghese, no, parliamo dei veri bar, quelli di quartiere, dove l’avventore conosce quasi tutti i suoi clienti e dove ogni estraneo è visto come qualcosa da scoprire prima ancora che come fonte di guadagno, un locale dove la gestione servendo da bere e da mangiare, infila in mezzo qualche buon consiglio umano gratuito, come una confessione di un vecchio parroco o una seduta psicanalitica basata sul buon senso… E’ il bar inteso come un ricamo a punto croce fatto sul tessuto sociale, qualcosa che quando si strappa lascia gli altri fili incapaci di ricongiungersi.

  27. kasabake ha detto:

    ooops! Mi sa che ho messo troppi link al mio commento e l’ho mandato in spam…

    • wwayne ha detto:

      Esatto, il tuo commento era finito proprio lì! Ma per fortuna mi hai “avvisato” con un secondo intervento, e ho potuto recuperarlo subito. E meno male che l’ho recuperato, perché leggerlo è stata una vera goduria.
      Mi hai mandato in brodo di giuggiole in particolare quando hai nominato Edward G. Robinson. Era uno dei migliori caratteristi di sempre, e l’ho apprezzato in tanti splendidi film noir: non soltanto quello che hai nominato, ma anche altri 3 capolavori del genere, ovvero La strada scarlatta, La donna del ritratto e La fiamma del peccato (elencati in ordine crescente di qualità). In quest’ultimo film tra l’altro ha un ruolo molto simile a quello ricoperto ne Lo straniero: in entrambi i casi è un uomo molto intuitivo e molto furbo, che con le sue deduzioni mette sempre più il sale sulla coda del colpevole protagonista. Ovviamente anche gli altri 2 sono dei noir a 24 carati: il feeling unico che quest’attore aveva con Fritz Lang li portava a rendere ciascuno al meglio delle proprie possibilità, con risultati di una bellezza sconvolgente.
      Molto bella anche la digressione storica sui diner americani: non sapevo assolutamente che esistesse un locale “ibrido” a metà tra il diner e l’emporio (il Five – and – Dime appunto), e non ero riuscito ad intuire che questi locali nelle loro varie declinazioni sono tutti figli degli empori tipici del Far West. A questo proposito, è stato davvero geniale il tuo parallelismo tra “Jimmy Dean, Jimmy Dean” e “The Hateful Eight”: entrambi sono film quasi interamente “a porte chiuse”, e soprattutto hanno una location davvero molto simile.
      Non ho visto invece il terzo film che citi. Lo metto in watchlist, ma non so quando lo vedrò: come sai, per vedere i film pieni zeppi di dialoghi devi essere dell’umore giusto, devi avere una freschezza mentale e una capacità di concentrazione che non capitano tutti i giorni.
      Riguardo alle considerazioni con cui hai chiuso il tuo commento, sono totalmente d’accordo: i locali come quello della signora Juanita sono diventati delle “bestie rare”, ma come hai detto tu sono preziosissimi per la comunità in cui sono inseriti, e quindi vanno tutelati proprio come se fossero animali in via di estinzione. Io faccio il possibile, e sono convinto che anche tu dia il tuo contributo. Senza dubbio hai contribuito moltissimo al dibattito di questo post, fornendo un commento di una bellezza infinita: grazie mille amico mio! : )

      • kasabake ha detto:

        Quando si parla di cinema classico con te, John, ci si ritrova sempre! Non è retorica, sia chiaro, ma è la comune considerazione di quel periodo d’oro del cinema americano in cui gli autori riuscivano sempre a mettere miracolosoamente daccordo pubblico e critica e sfornvaano capolavori uno dietro l’altro…

        Grazie comunque delle bellissime parole che hai speso per me! Ah, ovviamente ti lascio con una piccola precisazione: dei film da me citati la gradevole commedia The Jane Austen Book Club non è nulla di più, davvero, che gradevole… senza paragoni con i colossi citati prima, compreso il film di Tarantino (concordo tra l’altro sul conectto di camera chiusa…).

        Alla prossima, amico… Ti lascio un caffè pagato al bar!

      • wwayne ha detto:

        E io ti offrirò una pasta la volta dopo! : ) A presto amico mio! : )

  28. lapinsu ha detto:

    Ai tempi dell’università, per circa 2 anni, ho gestito il bar un circolo ACLI insieme a due amici di infanzia. La cosa buffa è che quel bar era sempre stato il punto di ritrovo per tutta la nostra cricca di amici ed aveva sempre rappresentato per tutti noi un luogo “sicuro” dove ritrovarsi, divertirsi, confidarsi, etc.
    Averlo vissuto da entrambi i lati della barricata fu un grandissimo arricchimento per me, sia umano che professionale (non nego infatti che l’impegno “imprenditoriale” di gestire tutte le attività, i fornitori e i conti di un bar fu molto impegnativo).

    Ti confesso anche che ignoravo totalmente questo film, tant’è che pensavo fosse di recente uscita e sono rimasto non poco colpito nello scoprire che è del 1982….
    Comunque recupero subito il file dal link youtube che hai gentilmente lasciato, così lo potrò guardare alla prima occasione buona!!!!!!!

    • wwayne ha detto:

      Ottima decisione! : ) Tra l’altro se non ricordo male è proprio da dietro il bancone di quel bar che hai conosciuto tua moglie, quindi direi che quell’esperienza ti è servita tantissimo in tutti i sensi.
      Ah, poi ho visto Bright. Si capisce fin dai titoli di testa che è il classico film pataccone di David Ayer, e proprio per questo l’ho adorato alla follia. Sì, non ho dubbi sul fatto che passandolo ai raggi X gli si possano trovare difetti a non finire, ma questo vale praticamente per tutti i film di questo regista: se decidi di dare fiducia a David Ayer non puoi pretendere un film perfetto e senza sbavature, devi aspettarti soltanto adrenalina, azione e tamarrate. E su quelle stai pur certo che lui non giocherà mai al risparmio. : )
      Rimanendo in tema di film, navigando su imdb ne ho trovato uno sul rapporto padre – figlia che mi ha fatto subito pensare a te: Heart Beats Loud. Parla anche di musica, quindi sono curioso di vederlo anch’io.
      Ti segnalo anche questo video:

      Spero che faccia spanciare dalle risate anche te! : )

      • lapinsu ha detto:

        Ti confesso che BRIGHT mi è rimasto abbastanza sullo stomaco. Mi è sembrato un SUICIDE SQUAD venuto male: stessa ambientazione stradaiola, buoni contro cattivi, azione, adrenalina, ma stavolta zero pathos e zero coinvolgimento. Un film piatto, insomma, a differenza di tutti i precedenti film di AYER che, sia chiaro, come regista mi piace molto.

        Ignoravo questo “Hearts Beat Loud” , tra l’altro ho notato che nonostante sia uscito da 2 settimane su IMDB vanta la miseria di 42 voti… meno di un film indie…. il che mi gasa ancora di più: quando vedo un film così poco noto la mia curiosità schizza alle stelle.

        Ultimamente sto accumulando un sacco di film da vedere perchè sto procedendo al recupero di molte serie tv lasciate a prendere polvere per troppo tempo. Se NETFLIX non si dà una calmata qua ne esco pazzo…
        Comunque appena avrò terminato OZARK (carina ma non troppo) attaccherò con i film: ne ho una decina che desidero vedere il prima possibile, tra cui alcuni romanticoni come “IL DOMANI TRA DI NOI” che promettono bene 😀

      • wwayne ha detto:

        Immaginavo che “Il domani tra di noi” ti avrebbe fatto venire gli occhi a cuoricino: non soltanto per il genere, ma anche perché i protagonisti sono i tuoi 2 pupilli Kate Winslet e Idris Elba.
        Riguardo alle serie tv, io sono in una situazione opposta alla tua: ho “congelato” The Punisher dall’anno scorso, proprio perché ho tanti film in sospeso da anni che ho deciso finalmente di togliere dalla watchlist.
        Adesso a The Punisher si è aggiunta anche Altered Carbon: la trama è molto promettente, anche se non mi spiego come faccia Joel Kinnaman a ottenere un ruolo importante dietro l’altro. Non è bello, non è bravo, non ha carisma, non ha niente. Tranne forse un bravo agente. Ma tant’è, la trama mi intriga abbastanza per chiudere un occhio su questa discutibile scelta di casting! : )

      • lapinsu ha detto:

        THE PUNISHER è una delle serie tv più belle che abbia visto l’anno scorso.
        Non conosco i fumetto, quindi non so quanto sia fedele all’originale, comunque è una serie riuscitissima con dei personaggi eccezionali e delle interpretazioni meravigliose. Tra l’altro brilla in bellezza questa ragazza di cui ignoravo l’esistenza prima di vederla in THE PUNISHER: Jayme-Ray-Newman

        Insomma, un valido motivo per vedere la serie.

        Sto finendo di scaricare Altered Carbon ma ignoravo che fosse quel carciofo di Kinnaman il protagonista. Mi andò in totale antipatia quando prestò il suo volto al remake di ROBOCOP: faceva cagare pure con il volto coperto per metà del tempo. L’ho poi rivisto in HOUSE OF CARDS e tra tanta meraviglia d’attori non c’azzecava una beata fava.
        Evidentemente ha sponsor molto potenti, perchè la sua inettitudine è palese, evidente anche a un neofita come me.

        PS: tra i film che vedrò al più presto c’è anche quel “Come ti ammazzo il bodyguard” di cui tu mi parlasti benissimo tempo fa!!!

      • wwayne ha detto:

        Che film delizioso… intendiamoci, non devi guardarlo con aspettative troppo alte: paragonato ad altri buddy movies come The Nice Guys, potrebbe risultare perfino deludente. Se invece lo guardi senza aspettarti chissà cosa, passerai un paio d’ore nel modo più divertente e spensierato possibile. Mi raccomando, aggiornami dopo la visione! : )

  29. tachimio ha detto:

    Sei delizioso, assolutamente delizioso. Guardo che non mi sono sbagliata, non parlo del film, parlo di te. Di come sei capace ad invogliare a vedere un film, come in questo caso e su YouTube per giunta, comodamente da casa. Me lo gusterò senz’altro amico mio. Grazie. un bacione. Isabella

    • wwayne ha detto:

      Le belle parole che hai speso per me mi fanno gonfiare il petto di orgoglio, perché vengono da una persona per la quale anch’io nutro la massima stima e il massimo affetto. Mi fa molto piacere di averti convinta a vedere il film, e sono convinto che lo amerai anche tu. Al solito, ti lascio una canzone (“Mia libertà” di Claudio Baglioni):

      Grazie a te per i complimenti e per il commento, e un bacione anche da parte mia! : )

      • tachimio ha detto:

        Sei un carissimo amico e lo sai. Sono contenta quando vengo a trovarti, il tuo modo di recensire un film partendo anche da talvolta paragoni, mi piace proprio. E poi sei sempre così garbato nell’esposizione…Buonanotte dolce wwayne e grazie .anche della canzone. Isabella

      • wwayne ha detto:

        Buonanotte anche a te, e a presto! : )

  30. Sylvia ha detto:

    Io invece non ringrazierò mai abbastanza chi ha scritto questo post. Grazie wwayne!!!

    • wwayne ha detto:

      Ci ho messo molto impegno nello scriverlo, quindi ricevere un riscontro come il tuo è davvero una grandissima soddisfazione. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  31. Paola ha detto:

    Mi accodo al resto dei commenti. Complimenti per la scrittura piacevole e fluente. Buona domenica

    • wwayne ha detto:

      Le belle parole che hai speso per me mi lusingano profondamente, e mi ripagano di tutti gli sforzi che ho fatto per rendere giustizia a questo film. Grazie mille per i complimenti e per il commento, e buona Domenica anche a te! : )

  32. Gnoma Irma ha detto:

    Non ho un luogo così speciale, ma sono certa che prima o poi lo troverò. Grazie per la segnalazione!

  33. peentoow ha detto:

    L’ha ribloggato su raffaelepintoe ha commentato:
    Bell’articolo: asciutto, efficace, chiaro, coinvolgente. Il suggerimento sul film non ammette repliche. Se avessi un giornale ti assumerei a occhi chiusi.

    • wwayne ha detto:

      Ci ho messo molto impegno nello scrivere questo post, quindi le belle parole che hai speso per me sono una grande soddisfazione, e ripagano tutti i miei sforzi. Anche perché vengono da una persona che stimo a mia volta. Grazie mille per il commento e per il reblog! : )

  34. sherazade ha detto:

    Ed io non smetterò mai di ringraziare te ‘a bocce’ ferme prima ancora di vederlo e a rivelarti il mio luogo magico dove mi sento a casa è una roccia nascosta alla vista dei turisti a Sperlonga dove solo il mare mi ascolta e mi accoglie.

    Sherabbraccicaribrividosiventosi

    Film x film…ma a pagamento : Ove dal libro L’uomo che voleva mettere in ordine il mondo

    • wwayne ha detto:

      Non conoscevo il film Mr. Ove, ma leggo su Wikipedia che Tom Hanks vuole farne un remake, quindi credo proprio che tu mi abbia dato un ottimo consiglio! : )
      Riguardo a Sperlonga, non ci sono mai stato, ma se mai la visiterò mi ricorderò certamente di cercare l’angolo di paradiso che mi hai segnalato. Grazie mille per le dritte, i complimenti e il commento! : )

      • sherazade ha detto:

        MI pare strano un remake a distanza di un paio di anni ma certamente si adetta alla personalità di THanks.
        Cmq ti aggiungo quello che ho scritto in una mia rece : “Non voglio aggiungere altro anche perché Mr. Ove è l’adattamento del romanzo L’uomo che metteva in ordine il mondo pubblicato in Italia da Mondadori nel 2014. L’autore Fredrik Backman, giornalista e blogger di successo, ha creato il personaggio immaginario di Ove inizialmente per il suo blog ma il successo è stato tale che i lettori gli hanno chiesto di trasformarlo nel protagonista di un romanzo. ” Insomma l’autore un nostro ‘collega’
        sherabientot.

        ps. Sperlonga è pura magia (per me)

      • wwayne ha detto:

        Anche il tuo blog è pura magia, e a questo punto sono ancora più curioso di vedere quel film! : ) À bientôt! : )

      • sherazade ha detto:

        Mi saprai dire Sono curiosa anch’io del tuo giudizio di esperto.
        Goodnight

  35. Petra ha detto:

    Eccoti finalmente ti o ritrovato, non mi uscivano i tuoi post non capisco come mai

  36. diserieZero ha detto:

    Anche nei blog ci si può sentire a casa. Entrando nel tuo, si respira sempre un’aria familiare. Ci sono molti modi di sentirsi a casa e, dove si sta bene, si desidera ritornare, quindi eccomi qui, persa fra le righe ed i pensieri di un recensore appassionato. Anch’io vorrei mandarti una canzone, di quelle che mi fanno sempre sentire nel posto giusto 😉🙋

    • wwayne ha detto:

      Le belle parole che hai speso per me mi hanno sciolto dalla commozione, e mi fanno gonfiare il petto di orgoglio.
      Mi fa molto piacere anche che tu abbia deciso di partecipare allo scambio di suggestioni musicali, impreziosendo il mio post con una canzone davvero bellissima. Te ne lascio una anch’io, meno “di culto” ma spero a te altrettanto gradita:

      Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  37. sherazade ha detto:

    Allora!? Nun se batte chiodo?
    Sherabientot

    • wwayne ha detto:

      Il mio post mensile l’ho già pubblicato, quindi fino a Marzo sto a posto. Probabilmente il mio prossimo articolo parlerà della notte degli Oscar. Grazie per l’interessamento! : )

  38. normi ha detto:

    E’ bello trovare un bar dove ci si sente a casa!

  39. Emozioni ha detto:

    Lo guarderò sicuramente.
    I tuoi indizi, son sempre accurati.
    Sei meglio dì Sherlock 🕵️‍♂️!
    Non so se ho un posto particolare , in cui mi sento a casa.
    Beh…forse, a ben pensarci, quando avverto un abbraccio che mi stringe il cuore. Uno di quelli speciali.
    Dal quale non vorrei più staccarmi. Ecco, sì, tra quelle braccia, avverto il calore di casa.
    Buon sabato.

    • wwayne ha detto:

      Non ci crederai, ma ho un’amica che è esattamente come te: dice di non esser capace a star da sola non per motivi sessuali o per dipendenza psicologica, ma perché non riesce a fare a meno della tenerezza che avverte quando viene abbracciata da un uomo. Effettivamente è davvero uno dei grandi piaceri della vita. Grazie mille per i complimenti e per il commento, e buon Sabato anche a te! : )

  40. fulvialuna1 ha detto:

    Mi piace sempre molto quando scrivi i post, parti da una storia per arrivare al film.

    • wwayne ha detto:

      Hai ragione, parto spesso da una mia esperienza autobiografica prima di introdurre la recensione vera e propria. Talvolta questo mix tra vita vera e cinema riesce, talvolta no: proprio per questo, quando scrivo un post di questo tipo sono sempre molto curioso di vedere se piacerà o meno ai miei lettori. Questa volta è andata bene, e spero che anche le mie prossime recensioni otterranno lo stesso gradimento. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  41. Adriana De Caro ha detto:

    E noi ringraziamo te per questo articolo! Mi ha fatto ritornare in mente un luogo di Lanzarote, un bar che frequentavo quando vivevo là, particolare, antico e conosciuto solamente dagli abitanti dell’isola. Il bancone era altissimo, mi arrivava al collo e quando uscivi, tipico di un paese lontano dal turismo del centro, di fronte c’era una chiesa sul cui muretto sedevano per ore gli anziani del paese, sotto un albero grandissimo. Ho sentito pronunciare al barista si e no dieci parole negli anni. Luogo speciale. Qui a Trieste non ho ancora ritrovato il luogo del cuore, di quelli che ti entrano dentro ma arriverà. Per intanto, guarderò il film. Grazie!

    • wwayne ha detto:

      Il tuo commento mi ha fatto venire una nostalgia incredibile della Spagna, anche se io porto nel cuore soprattutto l’area catalana, e non quella delle isole Canarie. Grazie a te per aver condiviso con noi questo bellissimo ricordo! : )

  42. Ci sono luoghi che sanno diventare casa: ti accolgono con un odore, uno sguardo, una musica.
    Magari è uno sbieco di luce o il disegno di una piastrella che ritrovi e diventa familiare.
    I luoghi parlano se si è disposti ad ascoltare.
    Grazie.
    z

  43. amleta ha detto:

    Il mio posto sicuro è una panchina ad Hampstead Park a Londra. Ma da qui mi viene un pò lontana ahahaha….

  44. amleta ha detto:

    In passato era una biblioteca l’unico posto dove mi sentivo a casa. Adesso sono i boschi. Come vedi due posti pieni di esseri umani eh?

    • wwayne ha detto:

      Anch’io in passato ero un po’ misantropo. Ora invece sono cambiato da così a così: la solitudine mi fa perfino paura, e provo sempre grande piacere a stare in compagnia. Grazie mille per i tuoi commenti! : )

      • amleta ha detto:

        Io non ero misantropa, ero solo ancora una ragazzina che non aveva conosciuto il mondo perchè viveva dentro l’arte. Poi sono cambiata anch’io e son diventata molto socievole ma non temo la solitudine perchè ho anche vissuto da sola in grandi città e quindi avrei sempre modo di trovare qualcuno.

      • wwayne ha detto:

        Ti fa onore il fatto di esserti ambientata senza problemi anche in contesti che possono creare difficoltà in questo senso, come appunto le grandi città. Io invece sono sempre vissuto in realtà più ristrette, anche quando sono dovuto emigrare per lavoro. Chissà, magari un’esperienza come la tua la farò prima o poi! : )

      • amleta ha detto:

        Io te la consiglio un’esperienza del genere. Ti arricchisce dentro e ti fa conoscere meglio te stesso.

      • wwayne ha detto:

        Allora penso proprio che la farò, perché sono sempre alla ricerca di esperienze che mi arricchiscano dentro. Anche con le persone è così: mi piace frequentarle, ma dedico il mio tempo a qualcuno solo se ho la sensazione che mi arricchisca, che sia un valore aggiunto per la mia vita. In caso contrario, questo investimento (in termini di tempo, ma anche di affetto) preferisco non farlo. Grazie per il consiglio! : )

  45. berlienne ha detto:

    Proprio vero, ognuno ha il proprio posto del cuore e non andarci ci farebbe sentire come se avessimo perso un pezzettino di noi stessi.

  46. marisasalabelle ha detto:

    Devo essere un’asociale, se il mio posto del cuore è il terrazzino di casa mia dove mi godo la mia solitudine…
    https://marisasalabelle.wordpress.com/2018/04/03/il-mio-luogo-del-cuore/
    A proposito: oggi piove, e neanche poco… L’appuntamento col luogo del cuore è rimandato!

    • wwayne ha detto:

      Ma no, a mio giudizio Lei non è affatto un’asociale! Al contrario, dal Suo blog traspare una personalità molto propensa al contatto con l’altro, e molto inserita nell’ambiente pistoiese a cui appartiene. Certo, a tale ambiente Lei non ha lesinato critiche in passato (soprattutto riguardo alle scelte politiche dei Suoi concittadini), ma questa non è asocialità: al contrario, è un segno di profondo coinvolgimento e attaccamento alla Sua terra, un sentimento che Le fa davvero onore. Forse è Pistoia nel suo complesso ad essere il Suo luogo del cuore. : ) Grazie per il commento! : )

  47. marisasalabelle ha detto:

    No, non sono un’asociale, sono molto curiosa delle persone, ho tante amiche e alcuni amici, ho una famiglia numerosa e organizzo spesso pranzi di famiglia, ma dopo una vita intera in cui non rimanevo praticamente mai da sola (prima come figlia in una casa affollatissima e come nipote con tante zie a casa di mia nonna, poi come madre in un’altra casa ancora più affollata, come insegnante tra schiere di alunni) ora passo le mie giornate praticamente da sola, e la solitudine mi piace moltissimo…

    • wwayne ha detto:

      Io invece ho perfino il terrore della solitudine: l’ho provata in passato (tra l’altro per un periodo abbastanza lungo), e non la auguro a nessuno. Il mondo è bello perché è vario! : ) Grazie ancora per questa bella chiacchierata! : )

  48. La forma tonda ha detto:

    Hai ragione!!! Io avevo i miei posti del cuore…poi sono diventata mamma e la vita di prima è un lontano ricordo. Ora sono in cerca di equilibrio e nuovi posti del cuore 😍

  49. magicamente73 ha detto:

    Passerò dalla trattoria Bondi. Ogni tanto sono lì per lavoro.

  50. atavolaconpuccina ha detto:

    Wow, un bel racconto, sono più che d’accordo con te è difficile trovare gente che sappia gestire un locale in questa maniera ci sono poche quelle che sanno stare a contatto con la gente e se ne trovi uno ci rimani per sempre perché è bello andare in un posto dove sentirti a casa.

  51. giovanna ha detto:

    Sono stata in toscana qualche giorno fa la prossima volta cercherò la tua trattoria.
    Ciao buona serata

  52. astrorientamenti ha detto:

    Grazie, lo vedrò sicuramente 🙂

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