Povero ma felice

Una volta i miei genitori mi portarono al circo: riuscimmo a sederci in prima fila, quindi ebbi la fortuna di godermi lo spettacolo da una posizione privilegiata.
Tra tutti gli artisti che vidi quel giorno, uno in particolare mi rimase impresso: il domatore di coccodrilli. Entrò in scena con una di quelle bestione totalmente libera: il coccodrillo cominciò a camminare a passo veloce verso gli spettatori, ma bastò che il domatore facesse un rapido movimento delle dita davanti ai suoi occhi e l’animale si bloccò completamente, come se l’avessero congelato. L’artista ripeté lo stesso trucco più e più volte, e in una di quelle occasioni il coccodrillo si fermò proprio davanti a me: tra noi ci sarà stato al massimo mezzo metro di distanza, e non c’era nessuna barriera a proteggermi. Il bello è che, nonostante la situazione di estremo pericolo in cui mi trovavo, io mi sentivo totalmente al sicuro: infatti il domatore aveva l’aria di sapere perfettamente cosa stava facendo, e riusciva a trasmettere questa sua sicurezza anche al pubblico. E infatti non successe niente a nessuno: dopo averli ipnotizzati tutti il domatore batté le mani, i coccodrilli si risvegliarono dall’incantesimo e tornarono tutti da dove erano venuti.
Quel giorno imparai che il senso di sicurezza è profondamente contagioso. Se hai la certezza assoluta che qualcosa andrà bene, le persone intorno a te se ne accorgeranno, e tenderanno a condividere questo tuo ottimismo. Se hai fiducia in te stesso, probabilmente otterrai anche la fiducia degli altri. E’ un meccanismo irrazionale, ma l’ho visto succedere più e più volte dopo quel giorno al circo. Ad esempio, talvolta sono andato a dare un esame all’università con la certezza di essere preparato, il professore si accorgeva della sicurezza con cui rispondevo alle domande e quindi l’esame diventava quasi una formalità. In un certo senso, ero diventato anch’io un domatore di coccodrilli.
Come avrete intuito, quell’unica volta in cui sono stato al circo ha segnato profondamente la mia vita. Per questo motivo, non potevo assolutamente perdermi il biopic su colui che il circo l’ha praticamente inventato: The Greatest Showman.
Questo film mi ha conquistato fin dalla prima scena, perché dal punto di vista estetico è di una bellezza e di un’eleganza senza pari. In più c’è anche tanta sostanza: infatti oltre al tema principale (la fondazione del circo Barnum) ci sono anche tante sottotrame che arricchiscono moltissimo la storia, e permettono di affezionarsi a molti altri personaggi oltre al protagonista. A seconda del proprio carattere ogni spettatore tenderà ad identificarsi con un personaggio diverso, e quindi a seguire la storia da un diverso punto di vista. Io mi sono immedesimato proprio nel protagonista, e di lui ho apprezzato soprattutto la capacità di conservare un atteggiamento solare e positivo qualsiasi cosa succeda: P. T. Barnum è partito dal nulla e ci è tornato più volte, ma anche nei periodi di maggiore povertà non ha mai perso il suo talento nel trovare sempre un motivo per essere felice. C’è sempre bisogno di uomini come lui. E c’è sempre bisogno di film come The Greatest Showman.

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203 risposte a Povero ma felice

  1. The Butcher ha detto:

    Non l’ho ancora visto ma in giro ho sentito parecchi pareri discordanti. Però la vuoi sapere una cosa? Il tuo discorso sul domatore di coccodrilli e sul tuo amore verso il circo mi hanno convinto a vederlo. Questo tuo ricordo mi ha fatto riaffiorare alla mente un evento a cui ho partecipato quando ero piccolo. Al circo c’era un domatore di serpenti che ti metteva sulle tue spalle un serpente enorme (era lungo 2 metri mi pare). E non avevo paura anche se da piccolo ero un fifone. Il domatore era riuscito a darmi sicurezza e il serpente era davvero bello e affascinante.

    Bellissimo articolo!

    • wwayne ha detto:

      Ho messo molto impegno nella scrittura di questo post, quindi le belle parole che hai speso per me mi lusingano profondamente, e mi ripagano di tutti i miei sforzi. Anche perché vengono da un blogger che stimo a mia volta.
      Riguardo all’aneddoto che hai raccontato, mi ha colpito moltissimo: evidentemente trasmettere sicurezza al pubblico è una delle doti fondamentali degli artisti circensi, in particolare quelli che lavorano con degli animali così aggressivi.
      Riguardo a The Greatest Showman, mi fa molto piacere di averti convinto a vederlo, e sono convinto che piacerà tantissimo anche a te. Tra l’altro anch’io l’ho visto fidandomi di un consiglio altrui: non ringrazierò mai abbastanza l’amica che me l’ha raccomandato. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

      • The Butcher ha detto:

        Di nulla! Anzi grazie a te per il bellissimo articolo e per avermi fatto tornare alla mente un bel ricordo.

  2. annaecamilla ha detto:

    Tu hai avuto un’esperienza positiva con il circo, io invece da bambina no. Una sola volta ci sono andata, ero alle elementari con tutti i miei compagni. Ma immediatamente mi sentii persa, il tendone mi sembrava che mi soffocasse, il cattivo odore. Mi ricordo la paura di non avere vicino mia madre per consolarmi e dare coraggio. Insomma io da allora quando sento la parola circo fuggo via e non riesco a vedere nessun film. Mi sento male. Rivedo sempre quella bimbetta spaurita. No mi dispiace ma questo film non posso proprio vederlo.

  3. vittynablog ha detto:

    E’ un film che ho visto qualche tempo fa, e devo dire che mi entusiasmo davvero tanto!! Anche se non amo il circo… ma apprezzai lo spirito e le atmosfere , le avventure. Le persone che lo popolavano, che grazie a quegli spettacoli acquistavano importanza e personalità. Un film coinvolgentissimo che rivedrei anche subito!! 🙂

    • wwayne ha detto:

      Hai centrato il punto: The Greatest Showman è un film così incantevole che potresti rivederlo anche 10 volte senza stancarti mai. E infatti ha avuto un successo strepitoso, sia di critica (è stato candidato all’Oscar) che di pubblico (è costato 84 milioni e ne ha incassati 434). Di norma recensisco dei film sottovalutati, che hanno avuto meno successo di quanto meritassero: in questo caso per fortuna il merito è stato universalmente riconosciuto. Grazie per il commento! : )

  4. vittynablog ha detto:

    Grazie a te per averlo descritto così magistralmente!!!! 🙂

  5. Sara Provasi ha detto:

    Bello The Greatest Showman 🙂
    Anche American Horror Story Freak Show parla di argomenti simili!

  6. Pingback: WWAYNE – Povero ma felice – Attenti al ciuco

  7. Laura ha detto:

    Che bello e bravissimo sei tu, bel post, complimenti, un abbraccio e buona domenica, 🙂

  8. maxilpoeta ha detto:

    ricordo anch’io la magia delle prime volte che sono stato al circo, anche il cinema mi ha sempre incantato per la maestria con la quale gli attori ti fanno calare nelle trame, spesso sembra davvero di essere lì con loro, ne sentiamo quasi il dolore. Molti film mi hanno fatto piangere, tanto che mi vergognavo a luci accese dopo la proiezione a farmi vedere dal pubblico in sala. Ultimamente li guardo quasi solo dalla tv, ormai abbiamo mille mezzi per poter guardare i film sullo schermo dei nostri tv.
    Buona domenica 😉

  9. lapinsu ha detto:

    Nonostante il protagonista sia uno dei miei pupilli (Hugh Jackman) non ho mai trovato la voglia di vedere questo film.
    Come sai non amo molto i biopic, ma ultimamente ho dovuto a imparare a fare buon viso a cattiva sorte, poichè questo genere è diventato molto “di moda” ad Hollywood. IN questo caso, probabilmente, a pesare di più è stato il mio scarso interesse (se non addirittura una certa avversione) verso il mondo circense. Credo che il tutto abbia origine dalla mia infanzia: quando c’era la festa di quartiere veniva sempre un circo per qualche settimana. In quel periodo i bambini del circo frequentavano la nostra scuola: non ho mai capito che senso andare 1 mese in una scuola, 1 mese in un’altra e 3 settimane in un’altra ancora. Di fatti la preparazione di quei bambini era pietosa (sapevano si e no scrivere…). Spesso mi domandavo che razza di vita facessero, sballottolati di qua e di là, senza una casa e senza amici al di là dei coetanei presenti nella comitiva.
    Fu allora, credo, che iniziai a provare un po’ di disgusto verso la vita nomade e circense e di fatti ho sempre rifiutato di andare al circo e forse anche per questa atavica avversione ho sempre scansato questo film, nonostante ci fosse un attore straordinario come Jackman.
    Se mai lo vedrò, ti farò sapere senz’altro.

    A proposito di biopic, ho recentemente visto due film assolutamente notevoli: Bohemian Rapsody e First Man. Sono due filim agli antipodi per ritmi e tematiche tuttavia molto affini perchè raccontano una storia così tremendamente Hollywodiana da diventare quasi paradigmi del genere. Sono due film molto ben imfiocchettati per piacere a un vasto pubblico, tuttavi ciò non è necessariamente un difetto perchè il valore artistico è sicuramente rimarchevole!

    Buona domenica amico mio!!! Io la vivrò per la prima volta dopo anni dal podio della classifica della Serie A, un’emozione che avevo francamente dimenticato!!!

    • wwayne ha detto:

      Higuain invece si starà mangiando le mani: era convinto di fare il colpo della vita scaricandovi per il Chelsea, e invece adesso voi siete con il vento in poppa, mentre i Blues vivono una crisi di nervi e di risultati senza precedenti (almeno nell’era Abramovich).
      Alla fine la sua cessione, che poteva essere una sciagura, si è rivelata soltanto un bene per il Milan: non soltanto perché vi siete liberati di un giocatore scontento e costosissimo, ma anche perché al suo posto avete preso Piatek. Non ho problemi ad ammettere di aver sbagliato quando lo definii un giocatore sopravvalutato in uno dei tuoi ultimi post (https://lapinsu.wordpress.com/2019/01/14/i-film-piu-brutti-del-2018/).
      Riguardo ai 2 biopic che hai citato, Bohemian Rhapsody è senza dubbio un film ruffiano; non direi lo stesso invece per First Man. Al contrario, mi sembra molto poco ammiccante nei confronti del pubblico, perché Chazelle ha dato un tono sommesso ad ogni singola scena, anche quelle più piene di pathos: se invece avesse voluto titillare gli spettatori, le avrebbe caricate di un tono epico in stile Ridley Scott che sarebbe piaciuto molto di più. E a mio giudizio il film sarebbe venuto ancora meglio, ma anche così il risultato è stato decisamente buono.
      Ah, negli ultimi giorni ho deciso di vedere 2 film basandomi esclusivamente sul buon voto che gli avevi dato su imdb.
      Il primo è Red Sparrow. L’ho trovato molto (troppo) simile ad un titolo uscito l’anno prima, Atomica bionda: in più punti sembra di vedere proprio lo stesso film. E’ inevitabile quindi fare un confronto tra le 2 opere: a questo proposito ti dico che Red Sparrow ha una trama più lineare e facile da seguire, ma ha anche delle scene d’azione molto meno spettacolari. E dato che in questi film lo spettacolo è l’unica cosa che conta davvero, per me Atomica bionda vince nettamente il duello. Detto questo, sono contento di aver visto anche Red Sparrow: mi ha intrattenuto piacevolmente dal primo all’ultimo minuto, e non era affatto scontato per un film che supera abbondantemente le 2 ore.
      Il secondo è Blow: un classico film alla Scorsese (e infatti c’è pure il suo pupillo Ray Liotta in un ruolo secondario). Mentre Tarantino è un regista impossibile da copiare (non a caso tutti quelli che ci hanno provato hanno fallito miseramente), lo stile di Scorsese invece è stato replicato con successo innumerevoli volte: in questo senso, Blow e American Hustle sono forse i cloni più riusciti in assoluto. American Hustle mi piacque di più, ma anche Blow è un buon film: sono proprio contento di averlo visto! : )
      Chiudo il commento con 2 tweet che mi hanno fatto molto ridere:

      Spero che strappino un sorriso anche a te! : )

      • lapinsu ha detto:

        Devo cospargermi di cenere il capo anche io ed ammettere che su Piatek avevo dato un giudizio frettoloso ed avventato. Inizialmente il suo ingaggio non mi convinceva perchè ritenevo inadatto a reggere da solo l’attacco di una squadra con ambizioni importanti, ma mi sbagliavo alla grande. Il polacco ha doti fisiche e realizzative fuori dal comune, che gli permettono di sopperire a una tecnica di base non eccelsa. Mi ricorda molto Klose nel suo modo di giocare asciutto e rapido. Inoltre ha la testa da campione, altrimenti avrebbe patito almeno un po’ l’impatto con uno stadio esigente (a volte anche troppo) come San Siro.
        Buon per noi, anche perchè l’Higuain scoglianoto dei mesi scorsi era più un danno che altro.
        Il terzo posto mi galvanizza ma i limiti sono ancora rimarchevoli: Gattuso ha molto da lavorare per portarci in Champions.
        Se non altro gli harakiri di Roma e Inter (aggravata dalla grana Icardi,, un caso veramente assurdo) ci stanno agevolando.

        Tornando al cinema, dopo questa inevitabile chiosa calcistica visto il momento topico che sta vivendo al campionato, sono lieto che tu mi abbia dato fiducia recuperando due film che ti avevo consigliato.
        Riguardo Red Sparrow, il tuo paragone con Atomica Bionda è sicuramente calzante, tuttavia i due film hanno un’anima profondamente diversa: mentre quello con protagonista la Theron è un film molto action e poco spy, quello con la Lawrence è l’esatto opposto, ovvero più spy e meno action. Se mi permetti il paragone letterario, Red Sparrow sembra scritto da Le Carrè, mentre Atomica Bionda sembra uscito dalla penna di Tom Clancy o del primo Follet.
        Riguardo Blow, il tuo paragone coi film di Scorsese è senz’altro calzante anche se in certi passaggi io ci ho visto anche l’Oliver Stone de Le Belve (tra l’altro, ad oggi, l’unica trasposizione cinematografica di un romanzo di Winslow di cui io sia a conoscenza. Il cast eccelso, con un Depp in forma smagliante, sicuramente ha agevolato il lavoro, inutile girarci intorno. E poi la Cruz non è mai stata gnocca come in quel film, il che indubbiamente ha il suo peso, almento per buongustai come noi.

        Una piccola precisazione sull’aspetto ruffiano dei due biopic di cui ti ho cantato le lodi, perchè probabilmente mi sono espresso con scarsa precisione. Ho individuato ruffianeria non già (o almeno non soprattutto) nella messa in scena, bensì nel tema e nel protagonista: narrare le gesta di una delle più grandi voci della musica rock e del primo uomo a mettere piede sulla Luna implica l’idea di fare film che attireranno un grande pubblico solo per il soggetto…. E se devo essere sincero a me è piaciuto più Chazelle che Singer proprio per il motivo da te evidenziato, ossia l’aver cercato di raccontare la storia con uno stile meno convenzionale di quanto ci si sarebbe potuto attendere.
        Ti dirò di più: ignoravo che Armstrong avesse perso una bimba piccola e la scena finale, quando lui lascia il braccialetto della bimba sulla Luna, mi ha steso come un pugno di Rocky. Per i motivi che tu ben sai, sono molto sensibile a tematiche di questo genere e il pathos che mi ha suscitato la visione del film è quindi stato enorme. Forse ne scriverò addirittura…

        Buona domenica di nuovo e in bocca al lupo per la partita di oggi!!!!

      • wwayne ha detto:

        Hai ragione, l’harakiri dell’Inter è stato provvidenziale per voi: insieme a Juve e Napoli, i nerazzurri sono gli unici ad avere la famosa “doppia squadra”, ovvero 11 riserve pienamente all’altezza degli 11 titolari, quindi soltanto una crisi di spogliatoio poteva mettere in bilico la sua qualificazione in Champions’.
        Riguardo al caso Icardi, il post autoreferenziale che ha pubblicato su Instagram non cambierà di una virgola la situazione: l’unico reale rimedio sarebbero le sue scuse alla squadra. E non per il rinnovo del contratto: quella faccenda può aver influito sulla scelta di togliergli la fascia di capitano, ma i suoi compagni non ce l’hanno con lui per quello. Il vero motivo per cui Icardi ha rotto con la squadra è il fatto di aver lasciato che la moglie sputasse delle sentenze velenose sui suoi compagni, e di non aver cercato di ricucire dopo: avrebbe dovuto prendere le distanze da quelle dichiarazioni, o indurre la moglie a scusarsi. Adesso dovrebbe farlo lui per la passività dimostrata in quella situazione, ma la mia impressione è che sia troppo orgoglioso per ammettere questa sua colpa. Non si rende conto che per una questione di stupido orgoglio sta buttando via una storia d’amore (calcistico) che meritava ben altra durata e ben altro finale.
        Per quanto riguarda le romane, a mio giudizio la Lazio è molto più pericolosa della Roma, sempre per il discorso della panchina lunga: una società che può permettersi di tenere Badelj e Luis Alberto fuori dalla squadra – tipo non può non competere per la Champions’ fino alla fine. Di Francesco invece quando si volta verso la sua panchina può scegliere solo giocatori acerbi come Kluivert o scandalosi come Schick, e quindi è ovvio che nel derby sia stato triturato dai biancocelesti…
        Passando al cinema, hai perfettamente ragione: la scena del braccialetto ha una potenza enorme. E il fatto che sia stata inserita in un film per il resto volutamente piatto dal punto di vista emotivo l’ha fatta risaltare ancora di più. Sarebbe valsa la pena di pagare il prezzo del biglietto soltanto per quello splendido e profondissimo momento. Crepi il lupo, e buona Domenica anche a te! : )

      • lapinsu ha detto:

        oggi vi è andata male…
        Temo che la sconfitta in questo scontro diretto vanifichi le restanti speranze di conquistare un posto in Europa.
        Purtroppo la discontinuità dei vostri giocatori migliori (su tutti Muriel, ma anche Chiesa) vi penalizza oltremodo.

      • wwayne ha detto:

        A me va benissimo così: una volta sfumata la Champions’ League, a quel punto tanto vale restare fuori dalle coppe, dato che l’Europa League è una competizione inutilissima.
        Dimenticavo: finora l’esplosione di Piatek è stata soltanto un bene, ma è importante che non abbia anche un devastante effetto collaterale, ovvero la cessione di Cutrone. Te lo dico perché ho letto che Patrick non accetta la panchina, e quindi ha già cominciato a trattare col Torino. Il Milan ha già buttato al vento un pezzo importante del suo futuro dando via Locatelli, e sarebbe una sciagura se ripetesse l’errore anche con il vostro centravanti di riserva. Gattuso dovrà essere bravo a gestire il suo malumore, ad esempio giocando ogni tanto con quel modulo (il 4 – 4 – 2) che permette a Piatek e Cutrone di giocare insieme.
        Le fortune del Milan sono sempre arrivate quando c’erano almeno 2 centravanti forti: Van Basten, ma anche Massaro; Shevchenko, ma anche Tomasson; Inzaghi, ma anche Gilardino. Se questi giocatori sono rimasti a fare le riserve anche per anni, è stato perché il Milan riusciva a far sentire tutti importanti e coinvolti nel progetto tecnico: Gattuso dovrà essere bravo nel fare lo stesso con Cutrone.
        Tornando al tuo profilo imdb, ho visto che tra i tuoi ultimi voti c’è uno scintillante 8 per The Mule: mi fa molto piacere che anche tu l’abbia apprezzato! : )

      • lapinsu ha detto:

        Ah, dimenticavo che non ti ho detto che poi sono riuscito a vederlo ed è stata una goduria dal primo all’ultimo secondo. Non è un capolavoro come Grantorino, tuttavia The Mule è un film veramente coinvolgente che mi ha conquistato pienamente. Proprio ora ne sto scrivendo un post 🙂

        Riguardo la corsa all’Europa hai tristemente ragione: la UEL è una competizione inutile, a meno che non ci arrivi come l’Inter o il Napoli, quindi avendo comunque squadre attrezzate per arrivare fino in fondo. Se la devi fare senza ambizione è solo uno sperpero di energie.

        Riguardo Cutrone, deve solo avere pazienza. Se bastano 2 mesi di panchina per buttarlo nello sconforto e chiedere la cessione allora non è un giocatore da Milan.
        Uno degli effetti positivi dell’arrivo di Maldini e Leo è che certi atteggiamenti ora sono giudicati in maniera corretta e chi non ha le palle o l’intelligenza per tare a Milanello viene fatto fuori, anche se si chiama Higuain. Figuriamoci Cutrone.
        Ovviamente spero si tratti di un malessere passeggero e che torni presto a fare un gol, che senz’altro gli farebbe tornare il buonumore!!!!!

      • wwayne ha detto:

        A mio giudizio Cutrone si è abituato male: l’anno scorso la nullità di Kalinic e André Silva gli ha permesso di godersi una stagione da protagonista, e quando hai assaporato quella sensazione poi è tremendamente difficile accettare che i riflettori si spostino su qualcun altro. Ma come hai detto tu, nelle grandi squadre ci sta: soltanto nelle piccole un giocatore può pensare di avere sempre il posto garantito.
        Se Cutrone imparerà che fare un po’ di panchina è inevitabile per restare in un top club, allora la sua carriera continuerà luminosa; se invece preferirà avere il posto garantito in un club di seconda fascia, allora concluderà la carriera con 30 partite ad ogni stagione ma 0 trofei in bacheca. A lui la scelta.
        Riguardo a The Mule, a me è piaciuta in particolare la scena dell’uccisione di Andy Garcia: è un colpo di scena totalmente inaspettato, e anche il modo in cui muore è più spettacolare che mai.
        Sempre su imdb ho visto che stai dando bei voti a profusione a Titans. Sono molto curioso di vedere quella serie tv, perché ci sono alcuni supereroi che nei fumetti sono davvero superlativi: su tutti Dick Grayson (il primo Robin), ma anche i mitici Hawk & Dove (che io ADORO). La serie tv rende giustizia a questi personaggi?

      • lapinsu ha detto:

        Andy Garcia è superbo in The Mule e in generale il cast dei comprimari (da Cooper a Pena) è esaltante, arricchendo oltremodo il film.

        Riguardo Titans, la serie mi sta stregando: pensavo fosse una serie adolescenziale (gli attori lo facevano presagire) in realtà la narrazione è molto dura, il linguaggio pesante, le scene spesso violente. Non so dirti quanto sia fedele al fumetto originario giacchè non solo non ho mai letto di questi Titans, ma addirittura non ne conoscevo nessuno a parte ovviamente Robin.
        Titans ha il grande pregio di provare a raccontare i supereroi in maniera diversa dal solito e già solo per questo andrebbe vista.
        Insomma, te la consiglio. SOno anche pochi episodi (11 in totale finora) quindi è poco impegnativa.
        Ovviamente se la vedrai sono curioso di conoscere il tuo parere, come sempre!!!!!!

      • wwayne ha detto:

        La presenza di Hawk & Dove rende la visione di Titans praticamente obbligatoria per me. Ti farò sapere senz’altro! Grazie mille per la chiacchierata (piacevolissima come sempre), e buona notte! : )

      • lapinsu ha detto:

        Giusto per farti rimanere male: Hawk & Dove sono presenti nella serie, tuttavia non in tutti gli episodi. Nei primi, in parte negli ultimi. Ma in quelli centrali non ci sono mai. I protagonisti indiscussi sono Dick, Rachel (Raven) l’aliena coi capelli rossi e il ragazzino mutaforma.

      • wwayne ha detto:

        Va benissimo lo stesso: li adoro così tanto che mi accontento della loro presenza anche in un ruolo secondario. Anche il fatto che Dove sia interpretata da questa strafiga non guasta affatto:

        Non vedo l’ora di ammirarla in tutto il suo splendore! : )

      • lapinsu ha detto:

        Minka Kelly grandissima gnocca!!! E nel film è bionda platino, che la rende ancora più gnocca.
        Ti confesso però che le preferisco la tizia che fa Donna Troy, già ammirata anche in The Man in the high Castle:

      • wwayne ha detto:

        Oh porca miseria, ma Titans è il festival della stratopassera! Quest’attrice non la conosco, ma è di una bellezza da far slogare la mascella. A questo punto sono ancora più motivato a vedere questa serie! Grazie per avermi fatto rifare gli occhi con cotanta passeritudine! : )

      • lapinsu ha detto:

        credo sia inutile dirti che ho cominciato a vedere Titans solo perchè c’erano queste due…

      • wwayne ha detto:

        Sui tuoi ottimi gusti in fatto di gnocca non ho mai avuto dubbi! Tra l’altro, come hai messo in rilievo in uno dei tuoi post migliori (https://lapinsu.wordpress.com/2015/06/04/tira-piu-un-pelo-nel-film-che-un-carro-di-buoi/), talvolta la tua passione per le attrici bone ti ha portato a scoprire degli autentici gioiellini, che con delle interpreti meno avvenenti magari non avresti mai guardato. Questo discorso comunque vale anche per me: ad esempio, vidi lo splendido Four Brothers soltanto per la presenza di Sofia Vergara.
        A proposito dei tuoi post, mi fa molto piacere che tu abbia in rampa di lancio una recensione di The Mule: quando parli dei tuoi miti personali, da Bruce Springsteen a Sherlock Holmes, finisci sempre per tirar fuori dei post molto sentiti. Clint rientra senz’altro in questa tua personale Hall of Fame, quindi non vedo l’ora di leggere la tua recensione! : )

      • lapinsu ha detto:

        L’ho appena finito di scrivere!!!!!!
        Conto di pubblicarla in settimana!

  10. Conte Gracula ha detto:

    Non ho mai visto un domatore di coccodrilli al circo – e nemmeno di alligatori, a scarso di equivoci 😛
    Il film non l’ho ancora visto e i biopic mi lasciano sempre un po’ perplesso, a volte sfiorano l’agiografia. Comunque, se un giorno ci inciamperò sopra, gli darò un’occhiata.

    • wwayne ha detto:

      Hai ragione, i biopic hanno spesso un’impostazione smaccatamente agiografica. Tuttavia, non è questo il caso di The Greatest Showman: lo sceneggiatore non ha avuto alcuna remora nel mettere in evidenza tutti i lati più controversi di P. T. Barnum, sia sul lavoro che nella vita privata. Ma nel complesso il protagonista ne esce bene, perché non c’è niente di più affascinante di qualcuno che lotta con tutto se stesso per realizzare i propri sogni. Grazie per il commento! : )

  11. Daniele Artioli ha detto:

    Purtroppo non ho ancora mai visto The Gratest Showman, anche se tutti quelli che me ne hanno parlato l’hanno fatto in modo entusiastico. Non c’è neanche un motivo, semplicemente l’ho perso al cinema e non ho avuto l’occasione di recuperarlo; c’è il caso che adesso lo cerchi nel Torrente e me lo guardi!

    Io sono stato al circo una sola volta, ed ero già molto grande; azzardo che sia stato una decina di anni fa, quando ero a cavallo tra le superiori e l’inizio dell’università. Moira Orfei era venuta a Cremona con il suo circo, ed è stato un evento da non perdere. Purtroppo non c’erano domatori di coccodrilli, e onestamente non ricordo se ci fossero altri animali, ma sicuramente sì; quello che ricordo di più sono stati gli acrobati e, in generale, le persone che si sono esibite, uno spettacolo eccezionale. Il circo è un tema che mi ha sempre affascinato moltissimo, come cultura e ambiente, ed essere lì presente è stato un po’ come entrare in un altro mondo, forse un po’ vintage, ormai, quasi fuori dal tempo, ma che mantiene sempre il suo fascino e il suo senso di meraviglia.

    Buona domenica!

    • wwayne ha detto:

      Anche in The Greatest Showman gli artisti circensi puntano più sul proprio corpo che sulla loro abilità nel domare gli animali. Probabilmente lo sceneggiatore ha dato quest’impostazione al film per non incappare nell’ira funesta degli animalisti.
      Hai ragione sul fatto che il circo ha un che di retrò che aumenta il suo fascino: oggi vanno per la maggiore altri tipi di divertimento, più tecnologici rispetto ad un semplice tendone con della sabbia al centro, ma non per questo più incantevoli, anzi.
      Mi sono ritrovato moltissimo in ciò che hai scritto all’inizio del tuo commento: anche a me capita molto spesso di “ronzare” attorno a un film per moltissimo tempo prima di decidermi a vederlo. In certi casi ne rimando la visione anche per anni, perché non mi convince in pieno o perché ci sono sempre altri film che desidero guardare con maggiore urgenza. E nella maggior parte dei casi, quando alla fine mi decido a vederlo, mi do dello stupido da solo per averlo ignorato fino a quel momento. : ) Grazie mille per questo ricchissimo commento, e buona Domenica anche a te! : )

  12. kasabake ha detto:

    Sarò molto franco con te, amico mio: spinto dall’entusiasmo di uno dei miei più cari amici di Bologna, appassionatissimo di musical sia teatrali che cinematografici, andai a vedere questo film persino al cinema, ma ne rimasi molto deluso…

    Sono anche convinto che la mia delusione non sia stata frutto di una disamina critica obiettiva, come invece mi reputo di saper fare spesso, ma sia stata piuttosto legata alla mia mancanza profonda di cultura e preparazione su questo genere cinematografico, che non ho mai compreso davvero…

    Pensa che quello del musical è forse l’unico genere cinematografico di cui in assoluto io abbia gradito un numero di film inferiori a quello delle dita di una mano!!

    Tuttavia, ciò che invece mi ha lasciato davvero colpito del tuo post e che mi fa applaudire senza un minimo di esagerazione è il fatto che probabilmente questo è il tuo pezzo più bello che io abbia mai letto! Hai scritto una vera meraviglia, amico mio, palesemente frutto non solo di tanto lavoro, ma anche di un vero talento letterario!

    Leggerti è stato un tale piacere che sto consigliando il tuo post a tutti quelli che conosco perciò non ti dico grazie del film, ma certo ti dico grazie del tuo post!

    • wwayne ha detto:

      Il musical lascia freddo anche me. Pensa che non mi è piaciuto neanche La La Land. In questo caso però la mia avversione per questo genere non mi ha impedito di godermi il film, forse perché le parti musicali sono limitate nel numero e nella durata.
      Riguardo al mio post, mi fa molto piacere che tu l’abbia apprezzato così tanto, e ti sono molto grato per la tua decisione di pubblicizzarlo a tutto spiano. Hai ragione, c’è dietro tanto lavoro: non era facile trasmettere ai miei lettori l’incanto che ho provato davanti al domatore di coccodrilli, quindi ho messo il massimo impegno in ogni singola riga, sperando di riuscire almeno ad avvicinarmi all’obiettivo. Sapere che i miei sforzi hanno portato a qualcosa mi ha fatto tirare un gran sospiro di sollievo. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  13. Farfalla Legger@ ha detto:

    Il film non l’ho visto però sono sempre stata convinta che la positività e la sicurezza, nell’affrontare certe situazioni, aiuta e molto. Abbraccio siempre 😀

    • wwayne ha detto:

      Mi fa molto piacere che siamo sulla stessa lunghezza d’onda riguardo all’importanza dell’ottimismo: come hai detto tu, una mentalità positiva può cambiare il destino di una persona da così a così. Grazie per il commento, e un abbraccio anche da parte mia! : )

  14. apheniti ha detto:

    Al circo non sono mai andata, né da piccola né ora che sono più grandicella (per motivi etici, più che altro (: ). Però la scena con il coccodrillo mi ha ricordato Steve Irwin ed il suo amore per gli animali in generale (coccodrilli ed alligatori in particolare). Ho visto proprio qualche giorno fa il video di quando portò un alligatore al Jay Leno Show, ed il modo in cui lo maneggia, la sicurezza con cui ne parla, anche la dolcezza del suo atteggiamento è coinvolgente. Anche quando parla di con quanta forza ha nelle fauci, o di quanto i coccodrilli siano veloci!
    Ti lascio il link su youtube: https://www.youtube.com/watch?v=8JORR25R4Y0
    E ti consiglio anche i video della moglie e dei figli, che continuano con la stessa passione (Robert Irwin è spesso ospite di Jimmy Fallon e negli occhi puoi vedere quanto sia innamorato del suo lavoro).
    Non ho ancora avuto occasione di vedere The Greatest Showman, ma ogni volta che vedo il trailer, non posso non pensare al film Freaks…

    • wwayne ha detto:

      Anche a me è venuto spontaneo pensare a quel film, anche se non l’ho mai visto.
      Riguardo a Steve Irwin, ricordo che godeva di grande popolarità e simpatia quando ero al liceo: proprio per questo motivo la notizia della sua morte, per quanto prevedibile vista la pericolosità del suo lavoro, mi lasciò davvero molto dispiaciuto. Guarderò molto volentieri il video che mi hai segnalato, e anche quelli della sua famiglia. Grazie mille per quest’ottimo commento! : )

  15. Vincenzo ha detto:

    Film ingiustamente maltrattato da alcuni, ma avvincente, come ben dici, fin dalla prima scena, con la canzone principale…
    Bella la storia del coccodrillo, sono quegli episodi dell’infanzia che non dimentichi!

    • wwayne ha detto:

      Hai centrato il punto: ciò che ti succede durante l’infanzia te lo porti dentro per sempre, e se è stata un’esperienza positiva finisci per ricordartela in modo più vivido e più piacevole di qualsiasi altra bella giornata tu abbia avuto in seguito. E infatti alcuni bei fumetti che ho letto da bambino, per farti un esempio, rimarranno i miei preferiti per sempre, e tutt’oggi li rileggo ogni volta che ho bisogno di un momento di beatitudine. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  16. fantasyadilaura ha detto:

    il film l’ho visto e mi è piaciuto molto. Vorrei avere anch’io la stessa determinazione positiva del protagonista anche quando tutto sembra andare a rotoli. Forse nella prossima vita riuscirò ad imparare l’importanza del pensiero positivo, o meglio, la capacità di trattenerlo perché il resto mi pare chiarissimo!

    • wwayne ha detto:

      Io ti auguro di riuscire ad impararla già adesso, e vedere (o rivedere) The Greatest Showman può essere molto utile in questo senso: infatti la vicenda di Barnum insegna proprio questo, ovvero che una mentalità positiva può cambiare da così a così il destino di una persona. Ed è davvero un bellissimo messaggio. Grazie per il commento! : )

  17. Harley ha detto:

    Non ho mai visto quel film però da come hai descritto quanto ti è accaduto mi sembra che hai avuto una bellissima esperienza dentro a quel circo.

    • wwayne ha detto:

      Oh yes! I soldi spesi per il biglietto sono stati un ottimo investimento da parte dei miei genitori: non soltanto perché mi sono divertito da pazzi, ma anche perché, come ho detto nel post, è stata un’esperienza davvero molto istruttiva. Grazie per il commento! : )

  18. emmepi ha detto:

    La sicurezza è un elemento fondamentale in qualsiasi tipo di relazione; e se poi riesci anche ad avere coscienza delle reazioni che il tuo comportamento genera puoi (quasi) manipolare il tuo interlocutore.
    Quanto al trovare elementi positivi anche nei momenti bui, quando faccio formazione di “vendita comportamentale” mi piace proporre sempre un esercizio da fare in aula e ripetere poi ogni giorno: scrivi tre cose per cui ti rallegri (in quel momento) descrivendone anche la motivazione, e ripensaci nei momenti di difficoltà.

    • wwayne ha detto:

      Io citerei:

      – i fumetti di supereroi, perché li leggo da più di vent’anni e perché alcuni sono fatti davvero benissimo;
      – i film, perché sono uno dei modi migliori possibili per raccontare una storia;
      – i romanzi, perché anche se non hanno la rapidità e l’impatto visivo dei film possono essere anch’essi più coinvolgenti che mai.

      Menzione onorevole per la musica, che nella mia vita non ha mai avuto un ruolo pari a quello del cinema o della lettura, ma mi ha comunque rallegrato moltissimo in tante occasioni. Grazie mille per questo interessante e utilissimo commento! : )

      • emmepi ha detto:

        Tutto bene, ma per funzionare il motivo non deve essere applicabile ad un momento indefinito. Cosa ti rallegra in questo preciso momento? Perché proprio adesso? (Queste sono le domande corrette)
        Buona settimana

      • wwayne ha detto:

        Le mie risposte rimangono invariate: vado pazzo per la lettura e per i film in ogni tempo e in ogni luogo! : ) Buona settimana anche a te! : )

  19. cristinabia ha detto:

    Io adoro un certo tipo di circo, e il tuo ricordo mi ha riportato all’infanzia, quando sognavo di diventare amica della piccola acrobata che ogni estate, con la sua famiglia, passava dalla mia cittadina! Il film mi ispirava poco, ma ora lo recupererò!

    • wwayne ha detto:

      Mi fa molto piacere di averti convinta a guardare il film, e soprattutto di averti riportato alla mente un bel ricordo d’infanzia: è uno dei risultati più gratificanti che un blogger possa ottenere. Grazie per il commento! : )

  20. Kikkakonekka ha detto:

    Ho notato anch’io che quando mi porto dentro un certo tipo di sicurezza e determinazione interiore poi le cose vanno meglio, e forse proprio per questo motivo io sono sempre molto meticoloso in ciò che faccio, per avere la situazione pienamente sotto controllo ed ottenere il risultato migliore.

    Tutto ciò mi procura ansia: effetto collaterale.
    🙂

    • wwayne ha detto:

      Anche a me piace avere sempre tutto sotto controllo. Questo è uno dei motivi per cui odio i cambiamenti: di norma finiscono per scompaginare una situazione che fino a quel momento ero riuscito a gestire senza troppi problemi, e quindi mi costringono a cercare di ricostruire faticosamente un nuovo equilibrio.
      Visto che abbiamo in comune la passione per la musica, condivido con te e con i miei lettori questa canzone, a mio giudizio molto bella e molto profonda:

      Spero che ti piaccia! Grazie per il commento! : )

  21. Runa ha detto:

    Non ho visto il film , ma ne ho colto il senso . Non sono mai entrata in un circo , dopo che da piccola allo zoo i miei genitori mi obbligaronoa farmi fare una foto con un serpente in mano e messa seduta di un pony alquanto agitato . Credo che alla fine di questo grande show chiamato vita la semplicità paghi più di ogni altra cosa 👍
    Buona serata 🙂

    • wwayne ha detto:

      Sono totalmente d’accordo: la semplicità viene spesso confusa con la banalità e quindi viene vista come un difetto, quando invece è un grandissimo pregio. Grazie per il commento, e buona serata anche a te! : )

  22. Paola ha detto:

    Non amo il circo, e quindi avrei snobbato questo film. Dopo la tua recensione, ci sto ripensando. Vediamo …

    • wwayne ha detto:

      Mi fa molto piacere che la mia recensione ti abbia fatto considerare l’ipotesi di vedere il film. Sono convinto che, se deciderai di dargli una chance, piacerà moltissimo anche a te. Grazie per il commento! : )

  23. zoastudio ha detto:

    Quel film è stata una droga! Keala ha una voce da paura!!! Se non l’hai visto trovi in youtube le prove di quello che diventerà il “pride anthem” con Hugh Jackman che fa i lacrimoni. Btw, Hugh è in tour proprio ora con il suo show dove praticamente incarna il personaggio del film. Chi può e trova i biglietti poi mandi una foto che rosichiamo un pò ^.^

    • wwayne ha detto:

      The Greatest Showman ha avuto un successo di pubblico davvero strepitoso, quindi non mi stupisce che ne abbiano tratto un musical. E hanno fatto benissimo a confermare Hugh Jackman nel ruolo principale: un attore con il suo carisma è semplicemente insostituibile.
      Ti ringrazio per il suggerimento “youtubbiano”: vado subito ad ascoltare Keala. E a proposito di Youtube, visto che abbiamo in comune la passione per la musica, condivido con te e con i miei lettori il video di quest’esibizione da brividi:

      Spero che piaccia anche a te! Grazie per il commento! : )

  24. pangolino ha detto:

    Articolo molto ben scritto e con un contenuto estremamente interessante: la fiducia, la sicurezza in sé è contagiosa. Ed è quella che tutti i genitori dovrebbero avere per permettere uno sviluppo sano nel bambino. Grande racconto. Bravo! PS: inutle dire che vedrò anche il film, ma è un’altra storia…

    • wwayne ha detto:

      Sono totalmente d’accordo: un bambino ha bisogno di serenità, e vedere che i suoi genitori sono delle persone ottimiste, fiduciose e sicure di se stesse senza dubbio lo aiuta in questo senso.
      Mi fa molto piacere che tu abbia deciso di dare fiducia al mio consiglio cinematografico, e sono convinto che il film piacerà moltissimo anche a te. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  25. Sam Simon ha detto:

    Bel post, grazie!

    Io questo me lo sono perso, vedrò di dargli una chance in futuro!

  26. aven90 ha detto:

    the greatest showman è un grandissimo film e Hugh Jackman ha fatto molto bene 😀

  27. Blackgrrrl ha detto:

    Purtroppo non l’ho ancora visto The Greatest Showman ma lo recupererò. Il tuo post mi ha dato da pensare ed è assolutamente vero, non so come funzioni ma è un dato di fatto, si vede che trasudare spavalderia paga solo vorrei saperlo fare a comando e affinare la tecnica 😀

    • wwayne ha detto:

      Bisogna stare attenti a non esagerare però: la sicurezza in sé è apprezzata, un’eccessiva spavalderia invece viene vista come il fumo negli occhi. Come in tutte le cose, ci vuole il giusto mezzo.
      Riguardo al film, mi fa molto piacere di averti convinta a vederlo, e sono convinto che piacerà moltissimo anche a te. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  28. tachimio ha detto:

    Certo non so come avrei reagito con un coccodrillo, davanti a me, seppur imbambolato. Forse sarei scappata prima del risveglio, mah, vallo a scoprire. Cioè non ci tengo proprio. Al circo non ci sono andata poi spesso nella mia vita ma mi affascinano i domatori, i trapezisti , per cui un film sulla sua nascita e per giunta parlando del circo Barnum lo andrei a vedere. Grazie mio caro. Le tue recensioni invitano sempre ad andare al cinema. Bacione. Isabella

    • wwayne ha detto:

      Il film è già uscito in dvd, quindi te lo puoi gustare comodamente a casa.
      Come sempre, ti lascio una canzone (e ovviamente scelgo “Crocodile Rock” di Elton John):

      Grazie a te per i complimenti e per il commento! : )

  29. Chris Morand ha detto:

    Il film non l’ho visto ma mi hai invogliata molto a guardarlo. Concordo in toto con la tua opinione riguardo il senso di fiducia; da insicura cronica quale sono ne pago spesso le conseguenze e mi sento naturalmente attratta dalle persone che trasmettono grande sicurezza di sé.
    Grazie per aver condiviso questa tua bellissima esperienza.

    • wwayne ha detto:

      Mi fa molto piacere che tu abbia confermato la tua teoria, e spero che tu trovi il modo di ottenere (e quindi mostrare) una maggiore sicurezza in te stessa: come ho scritto nel post, ho imparato sulla mia pelle che un atteggiamento ottimista e sicuro fa una differenza da così a così. Grazie a te per i complimenti e per il commento! : )

  30. lucio copuletti ha detto:

    C’è una bella differenza fra un insicuro ed uno che coltiva un sano rispetto per il dubbio: anche se possono sembrare identici, il primo soccombe alla paura, il secondo aspetta solo una buona occasione per agire

    • wwayne ha detto:

      Sono totalmente d’accordo, mai soccombere alla paura: chi è incapace di gestire i propri timori è destinato a non raggiungere mai i propri obiettivi. Grazie per il commento! : )

  31. diamanta ha detto:

    Io son un pò contraria al circo con gli animali, ma a parte ciò, quello che dici sul “senso di sicurezza” è vero, anzi lo amplierei quando noi crediamo in noi stessi, ci credono anche gli altri.
    Ma il problema di base è proprio quello credere davvero in noi stessi e non solo a parole…

    • wwayne ha detto:

      In effetti la fiducia in se stessi e l’autostima non possono venire a comando: sono doti innate, o ce le hai o non ce le hai. Io per fortuna ce le ho, e l’episodio che ho raccontato nel post mi è servito a capire quanto possono tornare utili in certe situazioni. Grazie per il commento! : )

  32. musicaamezzaria ha detto:

    Il circo con gli animali mi ha segnata. La prima volta che ho visto un elefante sono rimasta talmente impressionata da iniziare a piangere a dirotto. Mia cugina, seduta di fianco a me, ha invece temporaneamente perso la parola terrorizzata dai clown. In pratica una tragedia. Vedrò il film solo perchè lo suggerisci tu e mi fido….e per non rimanere con i miei ricordi da Freack Show! 😀

  33. macalder02 ha detto:

    Apparentemente non c’è altra scelta che guardare il film perché la tua recensione punta sulla tua gentilezza. Il tuo post è bello avere come guida utile e necessaria prima di scegliere un film.

    • wwayne ha detto:

      Mi fa molto piacere che tu abbia deciso di vedere il film, e sono convinto che piacerà moltissimo anche a te. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  34. lauraluna ha detto:

    Sono venuta a trovarti, come promesso, ho letto non solo il tuo post su The Gratest Showman, ma anche i numerosi commenti e relative risposte dai quali si evince che molti, come me non hanno goduto della visione di questo film che ti ha entusiasmato tanto.
    Non solo, mi sono meravigliata del fatto che parecchi non amino il circo.
    Io da ragazzina non vedevo l’ora che un tendone circense arrivasse nella mia città per godere di questo spettacolo che non mi deludeva mai.
    Col trascorrere degli anni l’entusiasmo è scemato ma non il ricordo dei numeri ammirati e dei brividi che suscitavano in me. Come ho letto, il tuo ricordo è ancora vivissimo e ne hai ben donde in quanto un’esperienza del genere accade raramente.
    Mi viene in mente , a proposito della tua analisi solo una frase dettata da tutta la vicenda : ” Lo spettacolo deve continuare ” Non so se sarà in sintonia con il film, a me sembra di sì.
    Un saluto e buon proseguimento di serata.

    • wwayne ha detto:

      Quella frase è pienamente in sintonia con il film: P. T. Barnum viene travolto più volte da crisi professionali o personali, ma non prende mai nemmeno in considerazione l’eventualità di chiudere il circo e rinunciare al suo sogno. La sua determinazione è uno dei tanti fattori che rendono questo film davvero indimenticabile: sono convinto che piacerebbe moltissimo anche a te. Grazie mille per quest’ottimo commento, e buona serata anche a te! : )

  35. Lettrice Assorta ha detto:

    Bellissimo post, dove ci sono spunti per tante riflessioni. Anche io non ho visto il film, ma lo farò certamente! Buona giornata e grazie

  36. fulvialuna1 ha detto:

    Un insegnamento che arriva in modo inaspettato, ma che diventa una concretezza di vita per te. Eri comunque un bambino sensibile e attento-. grazie per aver condiviso questa tua esperienza.

    • wwayne ha detto:

      Il tuo intervento mi ha fatto riflettere su una cosa molto importante: talvolta anche dai fatti più inaspettati possiamo trarre dei grandi insegnamenti. Per me è stato così in occasione di quella visita al circo, e probabilmente anche in tante altre occasioni che sul momento non riesco a richiamare alla mente. Dovrò pensarci un po’ sopra. Grazie a te per i complimenti e per il commento! : )

  37. amourisamore ha detto:

    Trucchi da domatore a parte, il significato che hai voluto trasmettere è molto veritiero nel suo svolgimento e nella pratica. La sicurezza più che contagiosa, può essere una buona arma per demolire i muri di insicurezza degli altri. Probabilmente i docenti di cui parli si sono fermati più all’apparenza che alla sostanza.
    Il “trucco” dell’esame è proprio questo. Credo invece che vi sia altro sotto questo aspetto. Convincersi di essere sicuri di se stessi potrebbe diventare un’arma con cui ci si potrebbe procurare ferite molto profonde e difficilmente sanabili. Ma se questa sicurezza è data dalla consapevolezza delle personali capacità, solo in quel caso la sicurezza che descrivi si trasforma in carisma. Sono due termini molto vicini e facilmente si può fuorviare il significato. Sicurezza e carisma sono conseguenti ma non consecutivi.

    • wwayne ha detto:

      Nei miei esami c’era anche sostanza, ma senza dubbio anche il modo in cui esprimevo ciò che sapevo ha contribuito a quei successi scolastici.
      Sono d’accordo sul fatto che un’eccessiva autostima può portare anche a sbandare: se ci convinciamo di essere invincibili e di poter raggiungere qualsiasi obiettivo, poi quando la vita ci riporta con i piedi per terra la delusione è cocentissima. Come in tutte le cose, non bisogna esagerare. Ma se non raggiungono livelli iperbolici, l’autostima e l’ottimismo possono diventare davvero utilissimi. Grazie mille per quest’ottimo commento! : )

      • amourisamore ha detto:

        Non insinuavo di certo che nella discussione d’esame non vi sia stato da parte tua una concretezza nello studio, mi riferivo più che altro all’incapacità del docente a discernere. Tu hai certamente evidenziato la forza e la sicurezza, ma io ho riscontrato forse qualcosa che va oltre le tue parole. Che ovviamente non sono oggetto del tuo post, ma che riguardano l’aspetto universitario della conoscenza. Superare gli step, a tutti i costi e cercare in qualche modo di portare a casa un risultato.
        Sono contento che dal mio commento tu abbia colto qualcosa, quindi grazie a te per aver scritto questo post. 😉

  38. Mia figlia mi ha costretto ad andare a vedere il film , (adoro il cinema) avevo letto delle critiche che mi avevano persuaso a rimanere a casa. Il film è bello, e sicuramente il protagonista crede nel suo sogno, e riesce a realizzarlo. Tra la storia del film e la verità sulla vita del protagonista c’è un abisso, non ricordo quante mogli abbia avuto, decine di figli, e molto altro di poco edificante, nulla toglie che la sua idea iniziale fosse geniale.
    Certamente dimostrarsi sicuri aiuta, soprattutto nella fase iniziale, ma come ammetti anche tu, se non fossi stato preparato col cavolo che l’esame sarebbe andato bene.

  39. EmoticonBlu ha detto:

    Bell’articolo, hai saputo trasmettere in modo caldo e coinvolgente i tuoi ricordi e le tue emozioni.
    Ma il circo è un tipo di spettacolo che mi ha sempre provocato infinita tristezza.Ci sono stata soltanto un paio di volte da bambina e poi mai più.:)

    • wwayne ha detto:

      Io invece ci sono stato soltanto quella volta, ma come ho detto nel post è stata un’esperienza davvero decisiva. Oggi probabilmente non mi farebbe lo stesso effetto, e infatti non penso di tornarci proprio per questo motivo: non voglio rischiare di rovinare quello splendido ricordo d’infanzia. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  40. Maria ha detto:

    Credo di non aver mai visto il film, ma ottima lezione di vita quella ispirata dalla tua esperienza al circo. E non tutti sanno fare di eventi simili delle lezioni.

    • wwayne ha detto:

      Sono totalmente d’accordo: la vita ci lancia tanti messaggi e ci dà tante lezioni, ma spesso non siamo abbastanza attenti e perspicaci da cogliere questi segnali. Io stesso, te lo confesso, in alcuni casi non sono stato così intuitivo. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  41. cuoreruotante ha detto:

    Premesso che io non ami andare al circo, queste tue parole sono molto vere
    “Se hai la certezza assoluta che qualcosa andrà bene, le persone intorno a te se ne accorgeranno, e tenderanno a condividere questo tuo ottimismo. Se hai fiducia in te stesso, probabilmente otterrai anche la fiducia degli altri”
    Bravissimo 👏👏👏

  42. Dimmi di Scampia ha detto:

    Ciao. Sono capitato sul tuo blog credo perché c’è stato un collegamento con il mio. Ho letto questo articolo e devo dire che ho trovato veramente geniale collegare il discorso del coccodrillo al film. Mi domando se questa intuizione ti è venuta dopo o prima di averlo visto. Comunque è vero, se sei convito di una cosa puoi influenzare chi ti è a torno, purtroppo anche se sei convito di una cosa che è sbagliata, e quindi questo discorso è un arma a doppio taglio =)

    • wwayne ha detto:

      Sono totalmente d’accordo: la sicurezza in se stessi è contagiosa e può portare gli altri a condividere le tue idee, ma è importante che tali idee siano positive, altrimenti è meglio non avercela! : )
      Mi fa molto piacere che tu abbia scoperto il mio blog: qua dentro sei sempre il benvenuto, e spero che mi lascerai altri bei commenti come questo.
      La decisione di collegare la recensione del film alla mia esperienza con il coccodrillo mi è venuta dopo aver visto il film. Tra l’altro mi capita spesso di introdurre la recensione di un film condividendo un mio ricordo personale in qualche modo legato ad esso: iniziai a farlo 3 anni fa, al mio pubblico piacque moltissimo, e da allora ho cercato di impostare le mie recensioni in questa maniera tutte le volte che potevo.
      Tra tutti i post che ho impostato in questo modo, forse il mio preferito è questo: https://wwayne.wordpress.com/2017/12/03/salvami/. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

      • Dimmi di Scampia ha detto:

        Di nulla =) Ho letto l’articolo che hai linkato e mi è piaciuto molto, anche se credevo all’inizio che la ragazza fosse quella in foto =)…è molto bello fare recensioni così, si valorizza l’importanza del significato di un buon film. Con tanti blogger non riesco a seguirne molti ma mi ha fatto piacere conoscere il tuo di blog 🙂

      • wwayne ha detto:

        Anche a me ha fatto tanto piacere parlare con te! Grazie ancora per la chiacchierata! : )

  43. da Zero a Infinito ha detto:

    bello il tuo racconto Wayne, mi piace molto e condivido la tua considerazione sull’importanza di lavorare a consolidare in noi il senso di sicurezza come risultato di un lavoro umile e consapevole piuttosto che come deriva seducente a chissà quale ideale dell’io. Come i domatori anche ognuno di noi ha le proprie parti, le proprie storie belle e quelle un pò meno da saper domare e soprattutto utilizzarne le energie bloccate per crescere e trasformare la realtà in ciò che fortemente desideriamo e desidera il ns cuore. Non ho visto il film ma tu sei un prezioso suggeritore, quindi grazie. Buona giornata.

    • wwayne ha detto:

      Mi fa molto piacere di averti fatto scoprire questo film, e sono convinto che lo adorerai anche tu. Grazie a te per i complimenti e per questo ragionatissimo commento, e buona giornata anche a te! : )

  44. Giuseppina D'Amato ha detto:

    Non ho visto il film, ma lo vedrò di certo. La sicurezza, la fiducia, la gioia, la tristezza, il coraggio e gli stati d’animo in genere o le convinzioni possono “contagiare” chi le percepisce. Mi viene in mente un mantra che recitava un mio compagno di università. Disse il tarlo alla noce dammi tempo che ti perforo. Il potere dell’auto persuasione palesata ogni cinque minuti.

    • wwayne ha detto:

      Il tuo compagno di università era giovane, ma già molto saggio! : ) Mi fa molto piacere che tu abbia deciso di seguire il mio consiglio cinematografico, e sono convinto che anche tu amerai moltissimo The Greatest Showman. Grazie ancora per la tua costante e graditissima presenza nel mio blog! : )

  45. David Di Luca ha detto:

    Bella metafora: ogni giorno possiamo imparare come si ipnotizzano i nostri coccodrilli…

  46. virginia ha detto:

    l’ atteggiamento solare e positivo qualsiasi cosa succeda
    e’ il mio modus operandi di vita . intanto essere positivi attira la positivita’ e se poi non va’ come deve andare almeno non si e’ sofferti anche prima con atteggiamenti negativi che non portano da nessuna parte .
    ps non sono sparita sono nel frullatore della vita appena finisce il frullato
    ho piu’ tempo e testa e torno a scrivere
    intanto complimenti per le recensioni fa venire voglia di vederi tutti :-))

    • wwayne ha detto:

      Sono totalmente d’accordo: un atteggiamento solare e positivo ti cambia la vita da così a così, e aiuta anche ad attirarti le simpatie della gente.
      Mi fa molto piacere che tu abbia intenzione di tornare presto in pista: il tuo talento come blogger (e come commentatrice) non deve andare sprecato. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  47. Emozioni ha detto:

    Ottimo lavoro!
    Sul senso di sicurezza, sono perfettamente d’accordo.
    Quando da giovane, dovetti sostenere diversi concorsi e selezioni, essendo allora una persona piuttosto timida, decisi di indossare falsi occhiali da vista che mi “ proteggevano”.
    Essi mi procurarono una specie di corazza, di schermo protettivo, che ben funzionò.
    Io mi sentivo sicura.
    Sul circo, penso che quasi tutti i bambini, almeno una volta nella vita, debbano andarci.
    Io ci sono stata e poi, da mamma, ho portato i miei figli.
    La magia di quel luogo cattura…
    Il film m’incuriosisce. Beh…del resto, tu sei un ottimo recensore.
    Buona notte💫

    • wwayne ha detto:

      Sono totalmente d’accordo: il circo ha qualcosa di magico, e se vissuta da bambini questa magia resta ancora più impressa dentro di noi.
      Riguardo al film, mi fa molto piacere di averti incuriosita: sono convinto che, se deciderai di vederlo, lo adorerai anche tu. Grazie a te per i complimenti e per il commento, e buona notte anche a te! : )

  48. natipervivereblog ha detto:

    Con lo sguardo magico della tua infanzia sapevi creare, già allora, il tuo meraviglioso”pezzo di cielo anche nei luoghi fino allora sconosciuti.
    Il luogo misterioso del circo e lo sguardo meraviglioso dell’infanzia: un connubio di vita, con il quale hai trovato la chiave della vera felicità! Stavi sfogliando le pagine di un libro magico, oso dire un libro “vitale” con personaggi che ti stavano offrendo il dono di tessere la trama, di continuare la storia con la forte e unica saggezza che solo i piccoli possiedono. Perché il tuo sguardo ti stava suggerendo una nuova via, e forse, la mano magica del destino, ti stava prendendo per mano per condurti ad esplorare le piccole verità dell’esistenza, dentro agli attimi incantatori della realtà quotidiana, dentro ai passaggi di un giorno straordinario vissuto con gl’occhi di un bambino!
    Quanta bellezza! Straordinario era il tuo potere, la tua magia, di trasformare ciò che vedevi, nel paesaggio dell’anima…
    e qui, fatico a trattenere le emozioni…
    perché senza quel paesaggio, io chi sarei? Ognuno di noi, è ciò che ha scoperto nel mondo della nostra infanzia… E questo mondo è il nostro paesaggio, ciò che di noi vivrà nell’attimo eterno, al di là della nostra imperscrutabile condizione di finitudine. E così, solo attraverso quel magico sguardo, riusciamo ancora a trasformare ciò che vediamo per vivere nella magia, nel desiderio di conquistare la pura bellezza della vita! Osservavi i due personaggi: il coccodrillo e il domatore…e dentro alla scena, hai trovato la chiave della felicità, perché come scrivi “il senso di sicurezza è profondamente contagioso”. In quel senso di sicurezza, stavi vivendo anche quel senso di tranquillità, di fiducia che ognuno di noi infonde con la sua gentilezza: la nobile carezza che diamo all’arrivo del nuovo giorno…il nostro “saluto giornaliero”. Mentre leggevo le tue incantevoli parole, sbocciava un dialogo profondo che anni fa, scoprii, durante le mie avventure letterarie su Claude Monet, il mio amato “pittore della luce”, ma anche il pittore dalle verità uniche e indiscutibili.
    Nell’ultimo periodo della sua vita, quasi cieco, di fronte ad un suo giovane estimatore, indicò la via della felicità anche dentro alla sua cecità.
    ” Tu mi vedi? I miei occhi quasi ciechi…li scorgi? Ti sei mai chiesto come posso vivere? Quale potrebbe essere la loro condizione? Ecco! Ora prova a chiudere gl’occhi per un tempo che non ha più la parola fine, perché la condizione del buio, forse per me, sarà senza tempo, senza risoluzione… Dimmi un po’… Quante bellezze ti mancano?” Sbigottito l’estimatore chiuse gl’occhi continuando ad ascoltare le parole di Claude Monet…
    “Sai in realtà io vedo ancora! Io la bellezza la vedo ancora….Sono i miei ricordi che si trasformano nel mio presente….ma se non avessi mai amato questi incantesimi, se il mio sguardo non avesse amato così tanto, non potrei più “vivere” e rivedere la bellezza.”
    Anche dentro al buio della cecità, si modulava la melodia “visiva” e vitale della sua vita….
    e continuava l’attimo della “gioia”, l’attimo della luce, quell’attimo unico e irripetibile della sua vita.

    Anche Il grande Claude si trovava nel “the Greatest Showman”, in quelle sottotrame, da te mirabilmente raccontate, nelle quali seguiamo la storia identificandoci con un personaggio diverso…
    Lui ha scelto di identificarsi con la vita, e dentro di lui vive quanto scrivi “la capacità di conservare un atteggiamento solare e positivo qualsiasi cosa succeda”
    Io, dentro al mio paesaggio dell’anima, chiedo solo di brindare a questa tua meravigliosa lezione di felicità!

    Grazie!
    Adriana

    • wwayne ha detto:

      Anch’io ritengo che in quella mia unica giornata al circo (unica in tutti i sensi) ci fosse la mano del destino: ero lì perché dovevo imparare una lezione che mi sarebbe tornata molto utile in futuro.
      Riguardo a Monet, conservo un ricordo molto vivido e molto caro del post che gli hai dedicato. Metto il link qua nel mio blog, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://natipervivereblog.com/2018/03/18/ritratto-allopera/.
      Anch’io mi sono emozionato moltissimo nel leggere i tuoi complimenti e le tue riflessioni, anch’esse davvero molto belle e molto profonde. Grazie a te per averle condivise sul mio blog! : )

  49. Elisa Vagnarelli ha detto:

    “…imparai che il senso di sicurezza è profondamente contagioso”. Che meraviglia!!!
    Ricambio con piacere la tua visita e scopro, con piacere ancora più immenso, della bellezza di un film che – ahimè! – avevo ignorato. Guarderò senz’altro; ora. Completamente d’accordo con le tue parole. Con la possibilità che c’è, in ognuno di noi, di essere domatori di coccodrilli. A presto!

    • wwayne ha detto:

      Mi fa molto piacere che tu abbia apprezzato il mio post, e soprattutto che tu abbia deciso di dare fiducia al mio consiglio cinematografico: sono convinto che The Greatest Showman manderà in estasi anche te. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  50. AURORA FAMIGLIO ha detto:

    Mi spiace e chiedo venia ma non riesco a non dissentire leggendo questo post.
    Gia’ da piccola non riuscivo a provare divertimento, come gli altri, nel veder soggiogare animali a quel modo… e negli anni, approfondendo la dinamica delle TECNICHE di ammaestramento, ne ho compreso il motivo. ESSERI ANIMALI domati con violenze inaudite, messi alla fame per ottenerne in controllo e l’addomesticamento. VITE nell’animo SELVATICHE e per questo ancora piu’ sensibili ……ridotte a BURATTINI senza fili solo per l’EFFIMERO DIVERTIMENTO UMANO !
    Come e’ possibile ESALTARE il controllo e la violenza sotto ogni sua forma ??
    cit. : – “Serve il POTERE
    quando si vuole fare qualcosa di DANNOSO,
    altrimenti l’AMORE
    e’ sufficiente per fare tutto il resto” Charlie Chaplin
    ed ancora : “A volte e’ sufficiente smarcarsi dai propri preconcetti e dalle proprie PRESUNZIONI DI VERITA’ per cogliere appieno…il SENSO PROFONDO delle cose.
    AURORA

    • wwayne ha detto:

      Io invece da bambino ero più ingenuo rispetto a te, e quindi non riuscivo a capire che per gli animali il circo era un’esperienza tutt’altro che divertente. Crescendo però l’ho capito, e infatti non ci sono più tornato. Grazie per il commento! : )

  51. lapinsu ha detto:

    Stamane ho visto Triple Frontier.
    La tua analisi dell’altro giorno calza a pennello: il film fila veloce come un treno fino alla conclusione della rapina, poi si perde un po’ fino al finale, abbastanza telefonato.
    Nel complesso un film carino, un Mercenari meno tamarro.
    Bene Isaac (e si sapeva) ma anche Hunnam. Mi è piaciuto anche Ben Affleck, nonostante avesse una faccia gonfissima (mi sa che l’ha registrato prima di ricoverarsi per disintossicarsi dall’alcol).
    Unica pecca la Arjona: sempre troppo coperta 😛

    • wwayne ha detto:

      Sono totalmente d’accordo: ingaggiare una fregna come la Arjona e farla recitare a collo alto è un crimine contro l’umanità. Ultimamente anche Margot Robbie, dopo aver mostrato tutto il mostrabile, si è trasformata tutto d’un botto nella più devota delle orsoline: prima non ha mostrato nulla in Whiskey Tango Fox-trot, poi si è addirittura imbruttita in Maria regina di Scozia. La mia impressione è che voglia darsi un’aria più seria, per avere maggiori chances di conquistare i bigottissimi votanti dell’Academy: di conseguenza, temo proprio che dovremo sopportarla in questa veste fino a quando non le daranno l’Oscar.
      Di recente anch’io ho visto un film meritevole, basandomi anche in questo caso sul buon voto che gli avevi dato su imdb: Io, robot. Gli effetti speciali sono invecchiati malissimo, ma la storia è davvero ben congegnata: mischia giallo e fantascienza in modo magistrale, e tira fuori dal cilindro un colpevole assolutamente insospettabile.
      Se proprio devo trovare un difetto a questo film, ti dirò che non mi è piaciuta la scelta di concentrare tutte le scene d’azione nella parte finale: qualche scazzottata potevano metterle anche prima. Tuttavia, anche così resta un film godibilissimo: grazie mille per avermi convinto a vederlo! : )

      • lapinsu ha detto:

        Parole sante amico mio.
        Coprire troppo la Arjona o la Robbie è come avere Ronaldo e poi farlo giocare in difesa o peggio ancora in porta.
        Riguardo Io Robot, tra l’altro, dovrebbe essere tratto da un racconto di Asimov, autore che però non conosco affatto quindi non ci metterei la mano sul fuoco.
        Ricordo che all’epoca gli effetti speciali sembrano grandiosi, ma su questo versante l’obsoloscenza è ormai rapidissima…

      • wwayne ha detto:

        In effetti è questo il difetto principale di molti film di fantascienza: si affidano molto alla computer grafica, e quindi già dopo pochi anni diventano esteticamente inguardabili.
        A mio giudizio gli unici che si salvano sono quelli che puntano a compiacere non solo l’occhio dello spettatore, ma anche il suo cervello, con una storia così bella da mettere in secondo piano gli effetti speciali ormai superati.
        Gli esempi in questo senso sarebbero moltissimi: tralasciando quelli più scontati (da Blade Runner a Men in Black), a mio giudizio un altro film di fantascienza che continuerà a piacere nel tempo è Seven Sisters, perché ha una storia più bella e coinvolgente che mai.
        Ti vengono in mente altri esempi?

      • lapinsu ha detto:

        Bel tema wayne, mi hai stuzzicato.
        Il primo che viene in mente è EX MACHINA (sempre su robot e IA).
        Un altro film di fantascienza molto bello seppur poverissimo di effetti speciali è MOON con un sontuosissimo Sam Rockwell.
        Poi se ho tempo scorro la mia lista su imdb e se trovo qualche altro titolo interessante te lo consiglio
        (Moon guardalo se ancora non l’hai fatto, a me è piaciuto da matti)

      • wwayne ha detto:

        Ex machina è un’altra citazione molto opportuna, e lo stesso vale per Annientamento, anche se qui Garland ha fatto un uso più massiccio degli effetti speciali.
        Non ho visto Moon, ma a questo punto devo assolutamente rimediare: grazie mille per la dritta e per la piacevole chiacchierata! : )

      • lapinsu ha detto:

        Purtroppo la ricerca di titoli interessanti non è stata molto fruttuosa.
        Tra i film recenti mi son ricordati di due ottime pellicole:
        The Martian (di Ridley Scott)
        A quiet place (di Kocinsky)

        Andando qualche anno più indietro ci sarebbe About Time, film che recensii anni fa,in cui però l’elemento sci-fi è molto marginale.

        Andando ancora ancora più indietro (credo anni 80) c’è quel filmone assoluto che si chiama The Abyss, per molti aspetti il film di Cameron che io preferisco in assoluto.

      • wwayne ha detto:

        A quiet place l’ho visto, e l’ho trovato sopravvalutato. The Martian invece mi manca, ma non ho dubbi che sia un ottimo film, perché di Ridley Scott ho apprezzato tutto ciò che ho visto, anche i suoi film più criticati (come The Counselor). Ti farò sapere per Moon e The Abyss! : )

      • lapinsu ha detto:

        The Martian è un film divertente ed è questa la cosa bella. Contrariamente al suo solito, Scott ha evitato doni epici o drammatici e ha messo in scena un personaggio volutamente ironico e che decide di affrontare col sorriso tutte le disgrazie che gli capitano. E proprio l’eccezionalit di una storia drammatica e di sci-fi raccontata con l’ironia fu, a mio parere, la leva che spinse il film addirittura tra le 10 pellicole candidate all’oscar come miglior film nel 2016.

        Moon è invece altra storia, un film più autorale per certi aspetti, tuttavia intenso e con colpi di scena veramente stupefacenti.

        Mi sorprende invece che tu non abbia mai visto The Abyss: si tratta di un autentico colassal in stile Cameron, tra l’altro il primo ambientato nel mare, suo pallino ormai fisso. C’è un po’ di Alien, un po’ di Avatar e anche un po’ di ET. Un classicone che non può assolutamente mancare nella tua ricchissima fimografia!!!!

  52. lilasmile ha detto:

    Buonasera amico mio. Sono venuta per complimentarmi con te. Mi piace proprio questo tuo ultimo post e diciamo che provo a farmi viva quando posso. Tra l’altro mi sono ricordata che molto tempo fa dovevo inviarti un link e poi mi sono dimenticata. So la peggio! Per adesso ti auguro buona serata o buonanotte. Un sorriso. Lila

    • wwayne ha detto:

      Non sei la peggio, anzi sei la meglio! : ) Mi fa molto piacere che tu abbia apprezzato il mio post, e soprattutto che tu sia tornata a trovarmi: le tue visite sono sempre graditissime. Grazie mille per i complimenti e per il commento, e buona notte anche a te! : )

  53. GramonHill ha detto:

    Ormai conosco bene il tuo stile: parti con un aneddoto autobiografico e poi finisci per parlare di un film o un libro. Eppure ogni volta trovo i tuoi post imprevedibili. The Greatest Showman è piaciuto molto anche a me, nonostante non sia un amante di musical. È curiosa anche la sua performance al box office: partito in sordina, è riuscito a mantenere un’andatura costante e avere un successo sempre più crescente. E la colonna sonora è l’album più venduto del 2018 nel Regno Unito.

    • wwayne ha detto:

      Hai ragione, mi capita spesso di introdurre la recensione di un film condividendo un mio ricordo personale in qualche modo legato ad esso. Iniziai a farlo 3 anni fa, ai miei lettori piacque moltissimo, e da allora ho cercato di impostare le mie recensioni in questa maniera tutte le volte che potevo.
      Riguardo alla colonna sonora, non sapevo che avesse avuto così tanto successo, ma non mi stupisce: è molto bella e curata nei minimi dettagli, come il film nel suo complesso d’altronde. Grazie mille per il tuo graditissimo ritorno nel mio blog! : )

  54. Pi’s enterprise ha detto:

    Io ho adorato il circo e la sua atmosfera e il tuo post anche! 👍❤️

    • wwayne ha detto:

      Mi fa molto piacere che tu abbia apprezzato il mio post: sia perché ci ho messo molto impegno nello scriverlo, sia perché queste belle parole vengono da una blogger che stimo a mia volta. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  55. Ren ha detto:

    Ciao, sono tornato! Ma questa volta veramente! https://wp.me/p6f9qn-Z0

  56. ilblogvuoto ha detto:

    Oltre un mese fa, mi avevi chiesto cosa pensassi di questo tuo articolo, ma non ti avevo risposto. Devo dire che è stato bello che tu abbia esternato parte della tua storia, ed è altrettanto bello che tu possa vedere una parte del genere con felicità, nonostante tutto.

  57. Marsi's postcards ha detto:

    E …..ora tocca a “Dumbo” daiiii dici ta tua 🙂

    • wwayne ha detto:

      In realtà non avevo intenzione di vederlo al cinema, perché ho l’impressione che Tim Burton abbia intrapreso da tempo una parabola discendente. Magari gli darò una chance quando passerà in tv, e se mi piacerà potrei tranquillamente dedicargli un post.
      Ho dato un’occhiata ai tuoi ultimi post, e volevo farti i miei complimenti, perché quello su Parigi è davvero incantevole. Anzi, metto il link qua nel mio blog, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://memoriesofapostcard.wordpress.com/2019/04/09/rouge-rose-paris/. Grazie per il commento! : )

      • Marsi's postcards ha detto:

        Oh grazie wwayne 🙂 Ti dirò “Dumbo ” mi ha lasciato piacevolmente sorpresa. Secondo me ti piacerà.
        L’ho trovato pieno di messaggi positivi e molto importanti.

      • wwayne ha detto:

        Ora mi hai incuriosito tantissimo… sono troppo impegnato per poterlo andare a vedere al cinema, ma a questo punto aspetto a gloria un suo passaggio in tv! : ) Buon fine settimana! : )

  58. unpugnoditerrazago ha detto:

    poverta’ e felicita’…non sempre vanno d’accordo, devo dire che nel nostro caso invece e’ proprio cosi…
    Quello che abbiamo e’ di una bellezza straordinaria..impossibile non essere felici.
    ah…il film? STRAORDINARIO. adoro i film sul circo.
    crilu

    • wwayne ha detto:

      Mi fa molto piacere che anche tu abbia apprezzato The Greatest Showman: come hai detto tu, è davvero un film straordinario. Grazie per il commento! : )

  59. ArteMia ha detto:

    Ho amato questo film sin dalle prime scene. Ottima recensione complimenti!

  60. Buona sera, Mr. Wayne ! 😊

  61. Paolo Di Marcelli ha detto:

    Da queste righe credo di aver capito di che tipo di film si tratti e hai ragione: abbiamo bisogno, ogni tanto, di storie del genere raccontate in modo da toccare le corde un po’ di tutti. Ti commento dopo averlo visto 🙂

  62. Valeria ha detto:

    Complimenti per il racconto. Ora sono curiosa di vedere il film. Grazie

  63. Erika ha detto:

    Io l’ho adorato!!!! Comunque complimenti, mi piacciono le tue storie/recensioni, sono molto originali, non il solito commento buttato là su questo o quel film. 🙂

    • wwayne ha detto:

      Le belle parole che hai speso per me mi lusingano profondamente, e le ricambio di cuore: anch’io adoro il tuo blog, infatti mi ci sono iscritto. Inoltre, metto qua il link del tuo ultimo post, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://border-minds.com/2019/07/16/la-valle-della-luna/. E ovviamente, nel mio blog sei sempre la benvenuta! : ) Grazie per il commento! : )

      • Erika ha detto:

        Oh che bello, grazie davvero!!! Allora come si dice: ora ci seguiamo!!! Fa molto stalker detta così!!! 😛
        Grazie anche per la condivisione, io attendo la tua prossima recensione! 😉

      • wwayne ha detto:

        Ne pubblico una al mese, e la prossima dovrebbe arrivare a fine Agosto: spero che non deluda le tue aspettative. A presto! : )

      • Erika ha detto:

        A giudicare dallo standard non credo, ora devo tornare a lavoro, ma piano piano leggerò anche quelle più vecchie. Buon pomeriggio. 🙂

      • wwayne ha detto:

        Spero che ti piacciano anche quelle! Buon pomeriggio anche a te! : )

  64. Deborah Mega ha detto:

    Anch’io da piccola amavo il circo perchè solo in quel modo avevo la possibilità di vedere animali esotici e lontani dalla nostra quotidianità oltre ad artisti eccezionali e affascinanti che per me erano i trapezisti. Pian piano però me ne sono allontanata perchè crescendo sono diventata estremamente animalista dunque anche se gli animali che si esibiscono nei circhi sono tenuti bene, sono comunque tenuti in cattività. Immagino i loro ricordi se prima sono stati liberi, ne percepisco perfino la tristezza. Per questo motivo, oltre alla bravura indiscussa ed eccezionale degli artisti che vi si esibiscono, ora apprezzo tantissimo le Cirque du Soleil, che ti invito a seguire. Vedrò il film che consigli sia per effetto della tua recensione sia perchè mi ha ricordato un altro film sul circo che mi è piaciuto, “Come l’acqua per gli elefanti”. Il tuo discorso sul fatto che il domatore di coccodrilli riesca a trasmettere al pubblico fiducia e sicurezza nel mio caso non vale. Qualche anno fa mi trovavo a Singapore e, in un mercatino, un indonesiano invitava i turisti a indossare un gilet colorato su cui posizionava un pitone bellissimo perchè si potessero far scattare una fotografia. Anche lui trasmetteva sicurezza. Io però sono stata tra i pochi a non fidarmi. Gli animali sono imprevedibili, come diversi esseri umani del resto.

    • wwayne ha detto:

      Sono totalmente d’accordo: gli animali sono imprevedibili, e proprio per questo è meglio non scherzare con quelli meno… amichevoli, diciamo così! : )
      Non ho visto “Come l’acqua per gli elefanti”, ma mi fido ciecamente del tuo buon gusto, quindi questo film entra trionfalmente nella mia watchlist. Grazie mille per questo ricchissimo commento! : )

  65. A million dreams… thank you so much.. Notte!

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