Generazione Balotelli

L’Italia non ci ha mai saputo fare con le colonie. A inizio 900 ha mandato i suoi soldati a fare qualche scorrazzata in Africa, ma i territori che ha conquistato erano piccoli e poveri di risorse, e ce li siamo fatti strappare nel giro di pochi anni. Paesi come la Francia e l’Inghilterra invece hanno avuto un grande passato coloniale: riuscivano a mettere le mani anche sulle isolette più sperdute, e a mantenerne il controllo anche quand’erano distanti 10.000 chilometri dalla madrepatria.
E’ per questo che in Italia c’è molto più razzismo che in altri paesi. I francesi e gli inglesi sono abituatissimi al dialogo interculturale e al contatto con il diverso, perché da generazioni ognuno di loro è cresciuto avendo sempre in classe dei compagni algerini e ivoriani, oppure indiani e pakistani. In Italia invece questa situazione si è creata solo in tempi recentissimi, al punto che Fini coniò il termine “generazione Balotelli” per indicare quei giovani che erano cresciuti in Italia ma erano di origine straniera: una situazione che l’Italia non aveva mai vissuto prima, e alla quale non si è ancora abituata. Lo si vede da tanti dettagli, uno su tutti il successo di un partito che del razzismo più o meno velato ha fatto il suo cavallo di battaglia (non lo nomino per non fargli pubblicità).
Io faccio parte a pieno titolo della generazione Balotelli. Non solo perché abbiamo più o meno la stessa età, ma anche perché come lui sono di origine straniera. Di conseguenza, qualsiasi storia in cui si parli dell’incontro tra culture diverse ha sempre esercitato un fascino irresistibile su di me. Alla luce di questo, potete immaginare con quanto piacere io abbia letto la storia di Joan, una ragazza inglese che si ritrova catapultata in Estremo Oriente dall’oggi al domani: suo padre è un uomo molto potente, e ha deciso di spostarsi lì con tutta la sua famiglia per fondarci una colonia. L’ha chiamata Singapore, e grazie alla sua genialità nel giro di pochi anni è passata dall’essere una giungla in mezzo al mare al diventare una delle metropoli più ricche di tutta l’Asia. Adesso che il signor Blackett è riuscito a costruire il suo impero economico, gli resta un unico grande obiettivo da raggiungere: trovare un marito adeguato alla sua adorata figlioletta. Ma Joan non ne vuole sapere di un matrimonio combinato con un altro riccone, e vuole seguire soltanto il suo cuore…
Come potete intuire, La presa di Singapore di J.G. Farrell sfugge a qualsiasi definizione. Potrei classificarlo come un romanzo storico, una saga familiare o una storia d’amore, ma qualsiasi etichetta sarebbe riduttiva. Questo libro parla della vita, e lo fa con uno stile così vivido che leggendolo ti sembra di essere davvero in Estremo Oriente, ad esplorare insieme a Joan una terra che ti fa spalancare gli occhi per la meraviglia ad ogni angolo di strada. Probabilmente non andrò mai a Singapore, e continuerò a passare l’Estate in Liguria per il resto dei miei giorni. Ma grazie a questo libro ho avuto l’illusione di esserci stato in vacanza per qualche giorno, e di averla conosciuta molto più di tanti turisti che ci sono andati davvero. Per questo motivo, lo consiglio caldamente anche a voi.

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197 risposte a Generazione Balotelli

  1. BD ha detto:

    Generazione giovani … Senza definizioni distinzioni e cittadini del mondo. Ecco come dovrebbe essere.

  2. Evaporata ha detto:

    Grazie per il suggerimento. 😘

  3. Yleniaely ha detto:

    Grande Articolo mi è piaciuto tantissimo!! 😉 buona e bellissima domenica! 🥰🌹

    • wwayne ha detto:

      Il mio articolo precedente è andato peggio di come speravo, quindi avevo paura di fare flop per la seconda volta consecutiva: le tue parole mi hanno fatto provare un grande sollievo, perché mi hanno fatto capire che forse il mio timore era infondato. Grazie mille per i complimenti e per la tua costante presenza nel mio blog, e buona Domenica anche a te! : )

      • brunonavoni ha detto:

        wwayne, il tuo articolo è davvero bello: un’analisi lucida e utile a capire come vanno i rapporti sociali nel nostro Paese, che rimane uno stato fascista. Senza orbace e olio di ricino: ora controllano tutto con i media. Ciao

      • wwayne ha detto:

        Ho messo molto impegno nella scrittura di questo post, quindi i tuoi complimenti mi fanno molto piacere, e mi ripagano di tutti i miei sforzi. Grazie mille per le bellissime parole che mi hai rivolto! : )

      • brunonavoni ha detto:

        Grazie a te. Ciao

  4. Nove ha detto:

    Condivido il tuo pensiero in tutto, non conosco il libro di cui parli ma mi documenterò…
    Non sono mai stata a Singapore…non in questa vita almeno, in passato sicuramente si…sono terre che sento mie…molto più della Liguria.

  5. Grazie per questa bella recensione! Sono sempre in cerca di un libro interessante da leggere…

  6. Personalmente non credo che in Italia ci sia più razzismo che in altri paesi, anzi.
    Sono convinto che tutto sia dipeso dalla gestione dell’immigrazione. La sinistra che negava che ci fosse un problema e una destra che diceva che non li voleva, per poi nella realtà sfruttare a suo favore tutta questa manodopera a basso costo.
    Problema complicato.

    • wwayne ha detto:

      Sono figlio di una coppia interrazziale. Di conseguenza ho sempre vissuto secondo regole, principi e mentalità agli antipodi del razzismo. Per me il razzismo è sempre stato qualcosa di innaturale e inspiegabile, come l’acqua che va in salita o il fuoco che non brucia.
      Nonostante ciò, sono perfettamente d’accordo con coloro che attuano delle politiche molto restrittive sull’immigrazione (a meno ovviamente che non consistano nell’infliggere 5.000 euro di multa a chiunque osi salvare un migrante che sta affogando). Perché queste politiche sono dettate non dal razzismo, ma dalla consapevolezza che l’accoglienza dei migranti se non fatta con il contagocce è economicamente insostenibile e genera tensioni sociali. La stessa sinistra ne ha preso atto, infatti dopo aver portato avanti per anni una politica di accoglienza ha fatto una bella inversione a U e ha affidato la gestione dei migranti a Minniti, con i risultati che conosciamo.
      Chi porta avanti o approva le politiche restrittive sui migranti viene spesso accusato non solo di essere razzista, ma anche di essere disumano. Ebbene, anche quest’accusa mi sembra infondata: se gli italiani fossero contrari all’accoglienza indiscriminata dei migranti per razzismo o per pura cattiveria allora sì che saremmo disumani, ma se alla base della nostra contrarietà c’è l’intento di proteggere la nostra economia allora non c’è proprio niente di male. Perché proteggere la propria economia significa proteggere i propri cittadini, che con l’economia in buono stato campano e con l’economia in sofferenza per i troppi migranti da mantenere no. In paesi chiusi a doppia mandata come il Canada e l’Australia questo concetto così elementare è perfettamente chiaro a tutti i cittadini, qua in Italia invece c’è ancora chi insiste con questa baggianata della disumanità. Per fortuna sono una sparuta minoranza.
      Sdrammatizzo un po’ il tono di questa conversazione dicendoti che ho trovato molto divertente il tuo ultimo post, quindi metto il link qua nel mio blog, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://unallegropessimista.com/2021/07/04/battuta-del-giorno-scolastica/. Grazie per il commento, e buona Domenica! : )

  7. Io sono di origini meridionali, una volta eravamo noi vittime del razzismo.
    Ai tempi in cui i miei sono venuti al nord c’erano i cartelli con scritto : Non si affitta ai meridionali.
    E dicevano le stesse cose che dicono oggi sui pericoli dell’immigrazione.
    A me dispiace che tanti meridionali che sono state vittime ora sono carnefici.
    L’immigrazione va gestita, è palese che non puoi fare arrivare tutti, visto la bomba demografica (vero problema che nessuno affronta) nei paesi più poveri.
    Buona domenica anche a te

    • Daniela ha detto:

      hai perfettamente ragione. l’odio razziale è anche all’interno di uno stesso paese, il campanilismo regionale è la prima grande vera dimostrazione di ignoranza abissale.

  8. Daniela ha detto:

    i colonialismi sono sempre stati devastanti per i popoli invasi; il razzismo deriva dall’ignoranza e dalla superbia proprio di chi si crede altamente superiore a chiunque altro e purtroppo si manifesta in molte circostanze. Non solo per colore di pelle, ma già appena fuori confine, dove per radicamento di convnzioni distorte ci si tramanda un odio latente seppur subdolo. Chissà quando ci si renderà conto di abitare lo stesso mondo, senza confini e senza spazi rigorosamente difendibili per i soli interessi economici. Non conosco il libro che hai citato, sarà interessante recuperarlo. Grazie e un caro saluto

    • wwayne ha detto:

      Il motivo principale per cui i paesi europei colonizzavano era la volontà di rafforzare la propria posizione rispetto agli altri stati: infatti il fatto di possedere altri territori oltre al proprio e di poter contare sulle ricchezze che questi territori garantivano era un vantaggio non da poco, soprattutto in un periodo storico come l’inizio del 900, in cui i vari stati europei erano in forte concorrenza tra loro.
      Un altro motivo era la volontà di affermare la propria supremazia culturale: infatti i popoli africani e asiatici venivano considerati arretrati dagli europei, e quindi per i colonizzatori imporsi su questi popoli significava da un lato dimostrare la superiorità dell’uomo bianco rispetto a tutte le altre civiltà, dall’altro aiutare gli africani e gli asiatici a civilizzarsi, a modernizzarsi, ad abbracciare una cultura di livello superiore alla loro.
      Come puoi intuire, questo è un evidente tentativo di dare un aspetto buono e rispettabile a quella che in realtà è un’operazione decisamente brutale, perché gli europei magari riuscivano davvero ad elevare il livello culturale dei popoli colonizzati, ma li privavano anche della loro libertà, e quindi loro ne avrebbero fatto volentieri a meno.
      Tra l’altro questa propaganda a favore della colonizzazione è anche pericolosa, perché come hai detto tu diffondere l’idea per cui l’uomo bianco è superiore a tutte le altre civiltà significa anche radicare negli europei una mentalità razzista per cui esistono uomini di serie A e uomini di serie B, e una volta che è stato piantato questo seme velenoso nella testa delle persone poi succedono i disastri che abbiamo visto con Hitler e che continuiamo a vedere ancora oggi.
      Ho adorato uno dei tuoi ultimi post, quindi metto il link qua nel mio blog, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/2021/07/02/caos-dincompiuto/. Grazie a te per il commento, e buona Domenica! : )

  9. Cate L. Vagni ha detto:

    Articolo molto interessante. È vero: l’Italia è molto razzista e il fatto che determinati partiti potrebbero arrivare al governo non è molto rassicurante.

  10. Marisa Giuliani ha detto:

    Grazie a Dio che non siamo stati dei colonizzatori, qualcuno ci aveva anche provato a dire il vero. Colonizzare significa dominare e quando uno prevale (e lo fa con la forza) qualcun altro si sottomette e soccombe al colonizzatore. Conosco la realtà francese e credimi che la Francia non è la Parigi multiculturale. Un po’ come l’America e l’idea che abbiamo noi perché bombardati dai film e serie tv della grande Mela o altre “isole felici” come San Francisco. Ed invece la parte rurale sia Americana che quella francese (ma posso fare anche esempi sulla Gran Bretagna) sono di tutt’altro avviso. Alla fine della fiera, ogni culturale si sente minacciato dal diverso. Invece della foro di Balotelli, nonostante abbia avuto dei momenti di gloria resta una persona che spesso fa discutere di sé, io ci avrei messo la foto del libro che andrò sicuramente a leggere. Conosco Singapore 😉

    • wwayne ha detto:

      Davvero? Beata te che hai avuto l’opportunità di andarci! Ti è piaciuta?

      • Marisa Giuliani ha detto:

        Di certo non ci vivrei, ma ha un fascino incredibile. Quello che per qualcuno può essere New York in Occidente, per me Singapore è in oriente. Sono un passo in avanti, moderna tanto moderna! Certo che poi di contro ha delle leggi che condivido come la pena corporale e quella di morte per impiccagione ad esempio. Ha dei reati assurdi come fermarsi a parole in 4 o più persone, tirare lo sciacquone dopo essere stato in bagno! Quando me lo hanno raccontato non potevo crederci, quindi vai in un albergo occidentalizzato! Ma una cosa non tollero è che l’omosessualità sia considerato un reato

      • wwayne ha detto:

        Non conoscevo nessuno di questi dettagli su Singapore, mi hai aperto un mondo! : ) Ho adorato il tuo penultimo post, quindi metto il link qua nel mio blog, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://bloggingfromhome.blog/2021/06/25/boston-kitt-lagente-coraggioso-e-la-clam-chowder-haichiko-il-tuo-migliore-amico/. Grazie mille per i tuoi ottimi commenti, e buona Domenica! : )

      • Marisa Giuliani ha detto:

        E per l’ultimo invece avresti potuto farmi almeno gli auguri di buon compleanno 🎂 😉

      • wwayne ha detto:

        Non sapevo che tu compissi gli anni! Alla luce di questo, ti auguro di festeggiare il compleanno alla grande e di passare una giornata favolosa! : )

  11. telipinu ha detto:

    davvero interessante, wwayne! Grazie per la segnalazione.
    Hai ragione, gli adulti, direi dai 30 anni in su, specialmente, sono poco abituati, in Italia, ad avere a che fare con stranieri ed etnie differenti.
    Ma ho grande speranza nelle nuove generazioni. Ho avuto la possibilità, per motivi di studio, di fare un tirocinio in una prima elementare di Napoli, dove erano presenti, nelle classi, anche bambini di origine pakistana e nigeriana. Ebbene, ho visto che in classe erano perfettamente integrati e tutti li trattavano bene. Oserei dire che i bambini italiani non davano minimamente peso alla provenienza diversa e al colore della pelle.
    Quell’esperienza mi fece capire che è possibile sperare nel futuro e che i bambini piccoli sono privi di idee razziste… Purtroppo alcuni di loro le imparano crescendo; ma dato che le classi saranno sempre più interculturali, credo che saranno i piccoli, ad un certo punto, ad insegnare ai più vecchi l’integrazione.

    Grazie ancora per avermi segnalato il tuo articolo. Il libro sembra interessante, adoro i romanzi storici e Singapore è una bella ambientazione. Approfondirò.

    Buona giornata!

    • wwayne ha detto:

      Se adori i romanzi storici, allora La presa di Singapore è fatto apposta per te! : ) Molto bello l’aneddoto che hai condiviso riguardo alla tua esperienza nella scuola elementare di Napoli: fa davvero ben sperare per il futuro.
      Dato che anche tu hai da poco pubblicato la recensione di un libro, metto il link qua nel mio blog, nella speranza che la apprezzino anche i miei lettori: https://theboundlessemptiness.wordpress.com/2021/07/03/lettera-al-padre-franz-kafka-recensione/. Grazie per il commento, e buona giornata anche a te! : )

      • telipinu ha detto:

        Ci tenevo a raccontartelo, perché credo sia un tassello importante per ricostruire la situazione italiana. Purtroppo ora dobbiamo combattere contro certe idee e certi partiti… ma entrambi sono destinati a ridursi col tempo.

        Grazie ancora! Bye! 😉

      • wwayne ha detto:

        Sono totalmente d’accordo: adesso certe idee sono molto diffuse e popolari perché l’Italia non si è ancora abituata al multiculturalismo, ma è una situazione transitoria. A presto! : )

  12. speradisole ha detto:

    Sono un po’ perplessa sai, perché credo che gli italiani non siano capaci di “colonizzare” altri popoli, di sfruttarne le ricchezze, e poi abbandonarli al loro destino centinaia di anni dopo. Vedi l’India, per esempio, che ancora sa di Gran Bretagna, col suo thè, o l’Africa, mezza francese, mezza belga, mezza inglese, l’Angola portoghese e così via, e adesso anche mezza cinese. Vedi i De Beers che possiedono molte miniere di diamanti africane e producono circa il 40% dei diamanti mondiali, in Namidia, Sierra Leone e continuano a sfruttarle nel terzo millannio, e sottopongono la popolazione ad un regime rigido e sanguinoso. E così anche per l’America Latina.
    Per questo forse è meglio che gli italiani siano razzisti (meno violenti deila colonizzatori), ma qui, in Italia, dove esistono anche leggi umane
    L’America deve sopportare gli schiavi liberi, e sembra che lo faccia anche un po’ male, e i francesi debbono prendere in casa loro gli algerini, tutti neri. Si sono adattati gli americani? O i francesi? Riescono a sopportare questi “negri”? Non credo. Gli scontri sono quotidiani, il KKK esiste ancora e le banlieue francesi in Francia pure.
    Grazie per il bell’articolo che affronta un argomento difficile, divisivo politicamente, complicato e che sarà sempre all’ordine del giorno, in ogni paese europeo, per forza.

    • wwayne ha detto:

      Sono totalmente d’accordo: a causa della globalizzazione, il multiculturalismo è destinato a diventare un tema perennemente all’ordine del giorno in ogni paese europeo. Alcuni paesi tenteranno di stroncare il fenomeno e altri decideranno di adeguarsi ad esso, ma ignorarlo è e sarà impossibile.
      Come sai ho adorato il tuo penultimo post, quindi metto il link qua nel mio blog, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://speradisole.wordpress.com/2021/07/02/il-campicello/. Grazie a te per i complimenti e per questo ricchissimo commento, e buona Domenica! : )

  13. elisafalciori rg. ha detto:

    Mi sono sempre chiesta quale sia la percentuale della paura dell’altro nel razzismo…e anche il collegamento della paura all’ignoranza. Non credo che gli italiani siano razzisti, nn tutti. Credo invece che in nome dell’accoglienza si mascheri la possibilità di sfruttamento sia lavorativo che di di risorse elargite dall’Europa.. E ancora non è razzismo, ma solo cinico opportunismo.
    Dove abito io, si dice di costoro, (non dei clandestini) brutta gente!

  14. elisafalciori rg. ha detto:

    Grazie per la recensione che invoglia a leggere il libro: Buona Domenica a te!

  15. Giuseppa Sicura ha detto:

    Molto interessante il tuo articolo e il tuo blog, cercherò di seguirti e accogliere i tuoi consigli di lettura. Ciao, buona domenica! 😊 🤗🍀

  16. espress451 ha detto:

    Articolo sfaccettato e approfondito, come i tuoi pensieri…
    Ti consiglio “Americanah” di Chimamanda Ngozi Adichie, in cui la protagonista, una ragazza nigeriana che si trasferisce in America per studiare, scopre solo lì di essere “nera”.
    A presto, Es.

    Ps: scrivi senza pensare a quanti leggeranno e/o concorderanno con i tuoi post. La scrittura, se meditata e onesta, prima di tutto fa star bene chi la fa…

  17. Gianluca Brescia ha detto:

    Interessante! E comunque dall’immagine di copertina mi hai fatto ricordare la Raffaella Fico

  18. Emilio ha detto:

    Penso proprio che sia come dici, in altre nazioni il razzismo non è molto diffuso perchè loro sono abituati a convivere con persone di altre etine e culture, qui in Italia quando si vedono culture differenti si storce il naso… Fortunatamente non siamo tutti così.
    Ciao Buona domenica 🖐😊

  19. kasabake ha detto:

    Già dal titolo del tuo post (impossibile non soffermarsi dopo averlo letto), che come è tuo costume parte da un punto (sia esso un resoconto, un aneddoto o una descrizione) come scusa per arrivare da tutt’altra parte (in questo caso la recensione di un libro, ma sarebbe potuta essere di un film, nuovo o vecchio poco importa), l’attenzione del lettore (lo dimostrano il peso schiacciante dei commenti in tal senso) fatica ad arrivare al vero oggetto del tuo intervento ovvero alla recensione de La presa di Singapore di J.G. Farrell e si ferma comprensibilmente molto prima: hai infatti sollevato un argomento immenso, molto divisivo, come è appunto il razzismo.
    Dietro questo termine generico, infatti, si nasconde una molteplicità di atteggiamenti, legati alla propria cultura (se sei davvero colto non puoi essere davvero razzista, a meno di essere in mala fede ovvero a meno di trarne un vantaggio pratico, come un banchiere o un docente universitario tedesco che ai tempi del nazismo ambiva alle ricchezze e alle posizioni di potere occupati dalle famiglie ebree oppure oggi come un uomo della criminlaità organizzata che gestisce gli scafisti e la tratta degli schiavi, al quale interessa solo il profitto e non si cura davvero del colore della pelle e dell’etnia dei “pacchi” che trasporta), alla proprie tradizioni (un anziano contadino della Val di Non o della bassa bergamasca, abituato ad un mondo di bianchi, difficilmente potrà concepire l’esistenza di un nero, perché quella è la sua abitudine, ma con la giusta presentazione potrà accettare nella sua parrocchia un prete di colore o magari un addetto comunale di etnia mediorientale o africana o sudamericana, perché non c’è per l’appunto in lui un preconcetto di profitto ma solo la comoda adesione ad una consuetudine), alla faziosità del proprio branco (come i tifosi davvero poco sportvi, interessati ad una squadra come elemento identitario di un’esistenza altrimenti miserabile) oppure come ai finti liberali, fintamente aperti alle diveristà e contraddistinti dal classico intercalare del «Si, ma…» (tipo «Non ho nulla contro i neri, ho anche un sacco di amici neri, però…» e basta sostituire alla parola “nero” una qualsiasi altra minoranza, etnica, religiosa o sessuale, come musulmano, ebreo, gay, transessuale, etc.) perché la cosa importante è non perdere il diritto alla seconda casa, al Rolex al polso, alle settimane bianche a Cortina ed al cibo salutista costosissimo.
    Insomma, il razzismo è una galassia di interessi striscianti, non tutti identificabili negli estremisti, ma tutti concorrenti a creare diffidenza e quel muro di gomma contro cui si scontrano tutti coloro che non sono conformi alla maggioranza: è capitato e capita tutt’ora anche alle donne, perché in un mondo che da secoli è dominato da maschi bianchi eterosessuali, la parità di accesso alle leve del potere è un chimera ed è per questo che sono necessarie le costrizioni dello stato, come le quote imposte, ma questo è proprio uno dei terreni di scontro di chi non vede aldilà del proprio orticello.
    Sul discorso del colonialismo ed ovviamente su quello più attuale del neocolonialismo, è ovviamente prevalente un razzismo di convenienza da parte del potere (per assoggettare una popolazione straniere e trasformarla in mucche da mungere o manodopera gratuita, bisogna a tavolino studiare la presunzione di inferiorità) e credulone da parte della popolazione (la stessa che si trasforma in carne da cannone quando imbottita da falso patriottismo viene convinta dalla classe dirigente a morire sui campi di battaglia per difendere potentati o pompe di benzina), talmente storicamente manifesto da essere ormai indifendibile anche nei libri di testo più beceri e faziosi: la triste verità, ahimè, è che la realpolitik regna da sempre incontrastata perché mai adagio più veritiero di quello che recita «Il diritto arriva fino dove la forza lo accompagna», che è poi il motivo per cui l’Onu è un fantoccio nelle mani di interessi asserviti solo a giochi di strategia globale, del perché è impossibile scalfire la consuetudine dei cinesi ad offendere i diritti civili, perché periodicamente un paese che siede sopra giacimenti petroliferi diventa il paese canaglia numero uno, del perché i dittatori di tutto il mondo (dalla Turchia odierna a molti paesi arabi) possono continuare a commettere atrocità terribili finché rispettano gli accordi internazionali sul libero scambio di merci e prodotti.
    Buona Donenica amico mio!

    • wwayne ha detto:

      Sono totalmente d’accordo con te quando scrivi che sul tema del razzismo noi italiani tendiamo ad assumere un atteggiamento “da tifosi”, ovvero a dividerci in fazioni nettamente contrapposte che si ringhiano l’un l’altra come i tifosi di 2 squadre acerrime nemiche tra di loro.
      Hai ragione anche quando scrivi che per molte donne le possibilità di accedere ad un reale potere sono molto risicate: alcune di loro riescono ad ottenere un posticino nella stanza dei bottoni grazie alle quote rosa, ma le cariche “pesanti” sono quasi esclusivamente appannaggio degli uomini.
      Va detto comunque che ultimamente la politica ha fatto passi da gigante in questo senso. In realtà sono decenni che le donne hanno cominciato a ricoprire incarichi di rilievo in quest’ambito (Nilde Iotti venne eletta presidente della Camera addirittura negli anni 70), ma negli ultimi anni la loro presenza ha assunto un peso specifico maggiore: ad esempio, non era mai successo che ci fosse un candidato presidente donna (Hillary Clinton), o una vice – presidente donna (Kamala Harris), e neanche che un partito comandato da una donna fosse in testa nei sondaggi italiani (Giorgia Meloni).
      Come sai ho adorato il tuo post musicale, quindi metto il link qua nel mio blog, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://comecerchinellacqua.wordpress.com/2021/07/03/goodnight-from-kasabake-le-gioie-del-sampling-secondo-dua-lipa/. Grazie mille per questo commento così ricco di spunti e per il tuo graditissimo ritorno nel mio blog, e buona Domenica anche a te! : )

      • kasabake ha detto:

        Grazie a te anche per il link al mio post, ma non è nulla di cui stupirsi davvero perché da quando ti conosco qui su WordPress la generosità è sempre immancabilmente stata una tua cifra comportamentale!

      • wwayne ha detto:

        Anche tu sei sempre stato una persona squisita! A presto amico mio! : )

  20. cocoon1975 ha detto:

    Per metà ci faccio parte pure io di questa generazione, il mio nonno paterno era di San Francisco. Purtroppo penso che buona parte dell’Italia non sarà mai pronta a vedere le persone in quanto tali e di questo dobbiamo ringraziare soprattutto chi alimenta l’odio e la discriminazione, quando poi magari non avrebbero nemmeno il diritto di essere definite persone.

  21. ysingrinus ha detto:

    Hai la stessa età di Balotelli? Sai che ti facevo piú anziano?

  22. onofrio81 ha detto:

    Bravo , continua. Articolo originale e gradevole.

  23. Il razzismo è davvero una brutta bestia purtroppo, speriamo che piano piano si comprenda l’importanza della multiculturalità😊, è una cosa in cui ho sempre creduto, perché la ricchezza sta sempre nella diversità… hai fatto bene a svelare questa curiosità e il libro che hai consigliato sembra interessante

  24. luisa zambrotta ha detto:

    Bella recensione
    …. ma soprattutto ti ringrazio per le profonde riflessioni introduttive; un’analisi accurata che ho trovato interessante e coinvolgente 🙏🧡🙏

  25. eleonorabergonti ha detto:

    Purtroppo il razzismo è davvero una brutta bestia e in Italia, complice anche le dichiarazioni assurde di un certo signore le cui iniziali sono M.S. questa piaga sta dilagando come un virus è tutto ciò è davvero tristissimo, 😞. Ma come si fa dichiarare, tanto per fare un esempio, che bambini nati in Italia da genitori di origine straniera non sono italiani? È assurdo! Totalmente assurdo! Questi bambini sono ITALIANI, punto e basta. Non mi dilungo troppo perché su un certo partito ne avrei da dire ma il mio pensiero è che queste persone sono talmente chiuse mentalmente e che non si riuscirà a schiodargli da questo pensiero limitato. Inghilterra e Francia, in questo contesto, hanno molto da insegnare all’Italia.

    • wwayne ha detto:

      Come ho scritto nel mio post, a mio giudizio se Inghilterra e Francia sono più avanti di noi su questo tema è solo perché hanno seguito un percorso totalmente diverso dal nostro. Adesso questo percorso improntato al multiculturalismo l’abbiamo imboccato anche noi, e sono convinto che con il tempo darà buoni frutti.
      Ho adorato il tuo post su Italia – Austria (lascia trasparire un entusiasmo davvero trascinante), quindi metto il link qua nel mio blog, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://le1000e1recensione.home.blog/2021/06/27/italia-2-austria-1-litalia-e-ai-quarti-%f0%9f%92%99%f0%9f%92%99%f0%9f%92%99%f0%9f%92%99%f0%9f%92%99%f0%9f%92%99%f0%9f%92%99%f0%9f%92%99%f0%9f%92%99%f0%9f%92%99%f0%9f%92%99%f0%9f%92%99/. Grazie mille per la tua costante presenza nel mio blog, e buona Domenica! : )

      • eleonorabergonti ha detto:

        Verissimo: Inghilterra e Francia sono davvero all’avanguardia per quanto riguarda il tema dell’integrazione e spero che anche in Italia si riesca a rendere il processo d’integrazione sempre più concreto. Non ci sono bianchi, neri, gialli, ecc ecc: ci sono solo persone e su questo principio si deve iniziare a lavorare e speriamo che i risultati siano buoni, 🤞. Grazie mille per aver apprezzato il mio post e grazie per aver voluto inserire il link all’interno del tuo blog, 🙏🙏🙏🙏. Grazie a te perché è sempre un piacere leggere e poter commentare degli altri interessanti come quelli che pubblichi. Buona domenica anche a te, 😀😘🤗.

  26. Giuseppe Grifeo ha detto:

    Ottima descrizione e ottime considerazioni. La premessa storica ha una falla principale. In confronto a Francia e Inghilterra, l’Italia è nazione giovanissima, per questo non ha avuto passato ed esperienza coloniale rispetto ai transalpini e ai figli d’Albione che in alcuni secoli hanno preso possesso di tutti quei territori nel mondo, fino alle isole più sperdute. L’Italia come Nazione esiste solo dal 1860-1861, esperienza nulla in fatto di colonizzazione, neppure le nazioni preunitarie erano colonizzatrici, semmai avevano avviato fiorenti commerci con i paesi nordafricani e col più lontano oriente (vedi Venezia o il Regno delle Due Sicilie).
    Non potevamo fare di certo in meno di un secolo, molto molto meno, quello che altri avevano fatto in più secoli, ne accumulare lo stesso livello di esperienza-gestione. La Francia ha continuato fino a tempi recenti (vedi la guerra d’Algeria) ma, in maniera diversa, governando/influenzando dal punto di vista economico e finanziario e tramite mercenari, continua a farlo nella fascia nord ell’Africa.
    Sulla Libia, una delle colonie che l’Italia ha avuto per un po’, nei fatti circa e solo una decina di anni di dominio effettivo totale (anche se i primi tentativi di conquista iniziarono nel 1911 con presa della sola Tripolitania nel 1912 e la Cirenaica nel 1925 ecc), fino ad appena prima della fine della Seconda Guerra Mondiale, un episodio chiuso nel 1943 con la resa italiana agli alleati (senza considerare il periodo 1943-1945 quando in Africa non c’eravamo più come autorità).
    La Libia come tale è oggi nacque solo nel 1934, sotto il controllo italiano e dopo un decennio di “compravendite” e passaggi di territori con gli altri colonialisti, quelli storici e di lungo corso, gli inglesi (in Egitto e Sudan) e francesi (Tunisi e Algeria).
    Gli italiani non arrivarono mai ad accorgersi pienamente e a sfruttare le risorse libiche, un po’ per inesperienza, mancanza di vera pianificazione, si pensava più all’utilizzo della terra, alla valorizzazione agraria e di creare aziende facendo arrivare in massa (e a forza… non riuscita mai bene) italiani dal Veneto alla Calabria e Sicilia nel segno del colonialismo demografico… del resto le autorità del regime dal 1934 in poi si impelagarono con la conquista e controllo pieni dell’Etiopia. In breve, grande casino.
    In breve, la nostra realtà dell’epoca, non può essere confrontata con quella inglese e francese sotto ogni punto di vista: loro, veri professionisti – e da lungo tempo – del colonialismo; noi, per nulla, soprattutto per il brevissimo tempo in cui ci fu il tentativo di far la figura dei colonialisti… a caro prezzo anche in termini di vittime.

    • wwayne ha detto:

      Hai sottolineato un punto importante: l’Italia è diventata uno stato unitario molto tardi, e quindi si è inserita molto tardi nello scacchiere delle colonizzazioni. E anche allora avrebbe fatto meglio a rimanerne fuori, perché aveva tali e tanti problemi (sia economici che di politica interna) che a stento riusciva a gestire il proprio di territorio, figuriamoci quelli degli altri.
      Ho adorato il tuo penultimo post, quindi metto il link qua nel mio blog, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://grifoneartigliopennaeforchetta.wordpress.com/2021/07/01/terrasini-dal-2-al-4-luglio-carretto-icona-dellidentita-siciliana-antico-mezzo-di-lavoro-simbolo-di-sicilia-voglia-dessere-nel-patrimonio-unesco/. Grazie mille per quest’ottimo commento, e buona Domenica! : )

      • Giuseppe Grifeo ha detto:

        Certo che avrebbe dovuto rimanerne fuori. Sottoscrivo! Ma quando un regime deve tenersi in vita, meglio buttare la gente in guerre per tenerla impegnata e non pensare più di tanto, che lasciare troppo tempo per riflettere. Il gioco solito sulla fame altrui: fucile in braccio, conquista, facciamo l’impero e avrai terra da arare. Purtroppo per gli italiani dell’epoca, non avevamo né mezzi né conoscenze per fare gli imperialisti-colonialisti con successo. Poi la Seconda Guerra Mondiale con altre velleità di dominio che non potevamo permetterci

      • wwayne ha detto:

        Hai detto bene: la nostra storia dall’unità fino alla seconda guerra mondiale è stato un continuo fare il passo più lungo della gamba. Per fortuna poi abbiamo aggiustato il tiro! : )

  27. recensioni53 ha detto:

    L’accoglienza degli stranieri è basilare se si vuole parlare di un paese civile. Pongo solo un limite: bisogna amare usi e costumi di tutti i popoli ma non bisogna sdoganare e barattare i diritti fondamentali dell’uomo. I diritti all’itruzione, alla libertà di movimento, all’integrita fisica e alla scelte sentimentali delle donne ecc. non possono essere messe in discussione da tradizioni diverse. Anche perché la storia ci insegna che il canone inverso è più veloce dell’avanzamento. L’ oriente poi è molto affascinante, ultimamente sto guardando i drama coreani che riflettono anche il modo di pensare popolare. Un mondo!!

    • wwayne ha detto:

      Non ho mai visto un drama coreano. Quali mi consigli?

      • recensioni53 ha detto:

        Puoi cominciare con “Crash landing on you” che parla anche del rapporto fra Corea del nord e corta del sud. Tieni presente che sono anche un po’ buffi e molto ingenui. l, amore poi è trattato con estremo pudore ed un bacio da vedere è già troppo. Sembrano serie di altri tempi ma hanno il loro fascino perché puntano sui sentimenti.

      • wwayne ha detto:

        Allora sono fatti apposta per me! : ) E cosa rivelano i drama coreani sul modo di pensare popolare?

      • recensioni53 ha detto:

        La famiglia è ancora centrale e a volte organizza ancora gli appuntamenti al buio per i fidanzamenti, baciarsi in pubblico e parlare di sesso è disdicevole e anche gli uomini sembrano molto pudici , il cibo è molto importante è cucinano tanto, bevono anche tanto e si ubriacano spesso, nel sud ammirano molto l’America e usano spesso parole inglesi, odiano ancora i Giapponesi…. Tutto ciò in un paese dove al sud sono in alcuni campi all’avanguardia tecnologica. Puoi guardare anche “Itaewon Class” dove il protagonista è duro e puro come un personaggio dei Manga.

      • wwayne ha detto:

        Lo guarderò senz’altro! Grazie mille per la piacevolissima chiacchierata e per avermi aperto un mondo sulla società coreana! : )

  28. Rosemary3 ha detto:

    Concordo appieno, con quanto da te asserito nell’interessante post…
    Ros

  29. chiaramarinoni ha detto:

    Ciao wwayne
    io so che siamo tutti persone, con culture diverse, lingue diverse, con forme e colori, altezze o normalità ognuno il suo; ed è il non sapere, il non essere curiosi e tanta ignoranza, a etichettare tutti. Sarebbe bello un mondo di persone con cuore e anima.
    Grazie, interessante libro e storia.
    Un abbraccio e ancora grazie!
    Chiara

  30. annikalorenzi ha detto:

    grazie del consiglio. E della tua storia.

  31. Ciao, bellissimo articolo, ottimo suggerimento per il libro che ho già letto e delcondivido pienamente 8l tuo pensiero. Non per ultimo, sono contraria al razzismo e a qualsiasi forma di razzismo…Pardon una curiosità: ma tu in Liguria ci vivi oppure ci vai soltanto a trascorrere le tue ferie? Io sono nativa di La Spezia anche se poi la mia vita l’ho costruita in Emilia Romagna dove risiedo tutt’ora, di tanto in tanto ritorno nella mia città nativa per trascorrere un pò di tempo con la mia zia e fare delle rimpatriata con le mie amiche di sempre, coloro che chiamo amiche secolari. Buon pomeriggio 😉

  32. valentina ha detto:

    Leggerò sicuramente il libro che mi ha incuriosita. Un abbraccio

  33. Madame Verdurin ha detto:

    Hai fatto una riflessione molto interessante. Già vedo che i miei figli hanno a scuola e all’asilo con loro tanti figli di immigrati o di coppie miste: credo sia una grande opportunità per loro per crescere senza pregiudizi e venire in contatto fin da subito con culture diverse senza considerarle troppo estranee. Per quanto riguarda il libro che consigli vorrei tanto leggerlo ma è un periodo molto intenso tra lavoro (finalmente) e corsi di formazione, quindi temo che non riuscirò a leggerlo. In ogni caso è stato un piacere leggere il tuo articolo, come sempre!

  34. Ivana Daccò ha detto:

    Vorrei commentare il tuo post, molto bello, ma il tema è complesso, troppo per me, e per questi spazi. Per intanto, mi leggerò il libro, poi magari…
    E grazie per la segnalazione, mi pare che il libro meriti davvero.

  35. almerighi ha detto:

    Noi fino al 1860 abbiamo vissuto una situazione in cui il paese era da parecchi secoli diviso in tanti staterelli, ci manca una mentalità piu’ cosmopolita per questo motivo, ma non venirmi a dire che siamo piu’ razzisti di inglesi e francesi perché loro hanno avuto imperi coloniali piu’ duraturi nel tempo, questo significa soltanto che hanno depredato di piu’ altri popoli.

  36. astrorientamenti ha detto:

    Argomento difficile.
    Uno tra i tuoi tanti meriti é quello di riuscire sempre a trovare il modo e le parole giuste
    per affrontare anche questioni così complesse, controverse e, come in questo caso
    sempre attuali
    Non so perché ma non mi attira tanto Singapore in se (forse reminiscenze o esperienze di altre vite?…), ma probabilmente il libro che citi potrebbe farmi cambiare idea ed anzi
    forse anche farmi scoprire una realtà a me sconosciuta, magari magica 🙂
    ciao buona serata
    monica
    🙂

    • wwayne ha detto:

      Le belle parole che hai speso per me mi lusingano profondamente, e le ricambio di cuore: anch’io ti stimo molto sia come blogger che come persona. Il tuo ultimo post in particolare mi ha colpito molto, perché dice una grande verità: ognuno di noi tende a crearsi una propria zona di comfort, e una volta che l’ha trovata fa molta fatica a distaccarsene. Metto il link qua nel mio blog, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://astrorientamenti.com/2021/07/04/4-luglio-4/. Grazie mille per i complimenti e per il commento, e buona serata anche a te! : )

  37. loredana ha detto:

    No, ti sbagli, gli italiani non sono razzisti. Direi che siano invece intolleranti (cosa molto diversa) perché i numerosi reati dei quali sono stati protagonisti un certo numero di extracomunitari ha fatto sì che vengano guardati con diffidenza (non certo con odio), e questo si verifica solo con alcune categorie di persone. Non ho mai sentito episodi di intolleranza verso cinesi, filippini od altri, solo nei confronti di ALCUNE persone provenienti da certe parti del mondo e di una precisa religione. Il razzista è colui che si sente SUPERIORE al prossimo: si può essere razzista non solo per il colore della pelle, ma anche verso chi non è dello stesso sesso, oppure può esserlo (purtroppo) il sano nei confronti del malato e via dicendo. Tutti si riempiono la bocca con questo termine, senza andare veramente a fondo del problema.

  38. Neda ha detto:

    Non ho letto i commenti, perciò, può essere che ripeta qualcosa, forse già detta. Il razzismo nasce in Francia, nella metà dell’ottocento, a nome di De Gobineau che dimostra, secondo lui, con teorie scientifiche la superiorità dell’uomo bianco sulle altre razze. Gli Inglesi sono stati, sempre, molto più razzisti di noi e conosco abbastanza bene gli statunitensi per definirli molto, molto razzisti, almeno per la maggior parte di loro. Noi italiani siamo sempre stati poco razzisti, più tolleranti verso altre culture e altri popoli, visto che fino all’unità d’Italia, la nostra terra è stata solcata e invasa da tutti. Siamo diventati intolleranti, più che razzisti, in questi ultimi vent’anni, quando qui da noi si sono riversati molti personaggi non sempre gradevoli nei loro comportamenti, spesse volte poco rispettosi delle nostre leggi, dei nostri usi e costumi, alcuni pure delinquenti. E tutto ciò ha poco a che vedere con il razzismo. Io non ho alcuna tessera politica in tasca. parlo alcune lingue straniere e ho sempre rispettato tutti coloro che si comportano bene, ma far passare sotto razzismo molte forme di intolleranza causate da inciviltà altrui, di qualsiasi razza sia l’incivile, non ha fatto altro che aumentare l’insofferenza di chi è costretto, per educazione, a sopportare la mala-educazione e l’arroganza di altri. Ho vicini di casa pachistani, romeni, indiani, non ho mai avuto problemi. Ci sono italiani maleducati e stranieri maleducati. Credo che ciò che spesso viene scambiato per razzismo sia solo una intolleranza reciproca quando si scontrano usi e costumi che non rispettano il vivere civile e non si può pretendere che la tolleranza sia solo da una parte. Inoltre bisogna anche considerare che negli ultimi vent’anni, non tutte le persone che sono venute qui in Europa, scappavano dalle guerre o dalla fame. Le migrazioni di questi ultimi anni hanno portato disagi e malessere e tutto ciò ha creato intolleranza che, ripeto, non è razzismo. Il razzismo è altra cosa.

    • Neda ha detto:

      Tra l’altro, Balotelli certe critiche se le è andate a cercare con comportamenti non sempre ortodossi, che poi lui preferisca farle passare per razzismo e che ci siano idioti che hanno usato termini razzisti contro di lui…intendo dire che nessuno mai si è comportato da razzista contro Pelé, giocatore di altra levatura e di altra educazione.

      • wwayne ha detto:

        Sono totalmente d’accordo: oggi si bolla come razzista anche chi ha una posizione contraria riguardo all’immigrazione incontrollata, e questo non va bene. E’ vero, qualcuno guarda con antipatia ai migranti perché è razzista, ma c’è anche chi è contrario all’accoglienza per tutt’altri motivi, e non è giusto buttare tutti nello stesso calderone.
        Ho adorato il tuo ultimo post (il dipinto in particolare è un vero capolavoro), quindi metto il link qua nel mio blog, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://undentedileone.wordpress.com/2021/06/29/ultimo-martedi-di-giugno/. Grazie mille per questo commento così articolato e ricco di spunti! : )

      • Neda ha detto:

        Sempre grazie a te, che ci dai spunti per riflettere.

      • wwayne ha detto:

        Questo è un grandissimo complimento! : ) A presto amica mia! : )

  39. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    E’ un libro che non ho letto “La presa di Singapore” di J.G. Farrell. Ho letto libri simili, ma questo no.

  40. Centoquarantadue ha detto:

    Pur non sapendo nulla delle tue origini, ho sempre sentito che il tuo modo di pensare e di sentire era molto più aperto dell’italiano medio. Lo attribuivo alla cultura, che sicuramente fa la sua parte, ma ora capisco perché. Penso che tu sia davvero fortunato.

  41. il barman del club ha detto:

    Grazie del consiglio, lo leggerò… Per quanto riguarda il discorso sul razzismo in Italia siamo ancora molto indietro e dovranno passare ancora due generazioni prima che si accetti normalmente un colore di pelle diverso. E’ un peccato perché questa situazione potrebbe essere potenzialmente un arricchimento intra-culturale, e darebbe tanto alla nostra crescita. Anni fa organizzai in ciclo intitolato “Le tracce dell’arcobaleno” che analizzava proprio i risvolti artistici sviluppatasi come conseguenza delle onde migratorie nei vari paesi dove esiste questo passaggio, e sono usciti delle proposte sorprendenti che ci hanno aperto degli orizzonti inaspettati. Speriamo…

  42. Alidada ha detto:

    anch’io penso che non sia vero che in Italia ci sia più razzismo che in altri paesi. Qui si chiacchiera di più ma noi italiani di fatto siamo ospitali per natura. Poi però c’è il problema degli sbarchi e dell’immigrazione clandestina.. e c’è il problema di chi cavalca questa situazione strumentalizzandola per accaparrarsi voti.. Insomma, c’è da lavorare per migliorare le cose

  43. recop ha detto:

    Non conosco questo libro devo procurarmelo e leggerlo.

    Il tema che hai affrontato è complicato da discutere senza essere fraintesi o tacciati di qualsiasi “ismo” possibile.

    Come ben sai ho avuto la fortuna di poter viaggiare molto sia in Europa sia nel mondo.
    E parere mio personale, ci sono molte altre nazioni che sono molto più razziste di noi.
    Solo che fanno una campagna di marketing per far credere di non esserlo.

    Le due nazioni che ho citato, se pur hanno avuto imperi importati e soprattutto l’UK senza di esso nella seconda guerra mondiale sarebbe crollata nel giro di 2 settimane.
    Hanno una infinita di scheletri nell’armadio.

    Esempio banale è dal 2014 che si sta ancora aspettando che il governo britannico rilasci oltre 8000 mila file di crimini compiuti durante l’impero (sono ancora sotto segreto di stato).
    Di questi ne sono stati rilasciati 1200 e sai cosa si è scoperto?
    Che mentre l’Italia invadeva l’Etiopia con relative sanzioni da parte loro.
    I nostri cari amici britannici soffocavano una ribellione nel Sud Sudan (in mano loro) con la morte di 350 mila persone.
    Ne avevi mai sentito parlare? Immagino no, sai perché? Sono bravi nel marketing e sapersi vendere.

    Hai citato che i britannici sono abituati ad avere ivoriani, pachistani a scuola. È vero, l’ho vissuto anche io.
    Ho fatto la triennale e la magistrale in Scozia e le università (soprattutto quelle importanti e grosse) sono multietniche.

    Ma durante le lezioni si venivano a creare quelli che venivano definiti “blocchi”.
    Blocco europeo, blocco asiatico (Cinesi, Coreani, Giapponesi) e il blocco indiani e pachistani che a loro volta erano separati perché non si sopportano.

    Cosa voglio dire? Che in maniera “naturale” tutti si associavano a chi ritenevano più affine a loro.

    Ho chiesto più volte ai ragazzi pachistani perché non si sedessero con noi e loro rispondevano così.
    “Se pur sono nato e cresciuto in Scozia, io prima di tutto sono pachistano, poi britannico ma solo di passaporto, sicuramente non sono europeo”.
    Va da se che devo generalizzare ma non credere ci sia così tanta apertura anche da parte loro.

    In Inghilterra esiste anche se ben nascosto il classismo.
    Cosa intendo?
    Vieni da Oxford, Cambridge o Saint Andrews (top universities) puoi entrare a far parte di certe cerchie.
    Ma…. a determinate condizioni.

    Tipi “posh” o snob ne ho incontrati tanti e di facciata sono quelli che ti diranno: “si certo viva i diritti per tutti, ecc ecc” appena ti giri indossano una cappuccio bianco con tre K.

    In Asia vige la stessa cosa, ti ho parlato del “razzismo” giapponese.
    Se bene sia poco discusso ma basta digitare su YouTube “ razzismo giapponese” e qualsiasi YouTuber italiano che vive in Giappone ne ha parlato.
    Lo stesso ce in Cina e buona parte dell’Asia.

    Lo si trova anche in Africa, solo che non se ne parla mai o si tende a ignoralo.

    Le varie pulizie etniche che ci sono state in Ruanda, Uganda e altre nazioni ne sono la prova.
    Si odia per via dell’Etnia e continuano questo odio anche in Europa.

    Il problema dove sta?
    I vari politici di sinistra o destra (oggi giorno hanno più senso questi termini?) non sanno l’enorme bomba sociale che stanno creando e non sanno come disinnescarla.

    In realtà, non lo sa tutta Europa. Siamo presi dal nostro benessere e sia portati a ritenere lontane da noi certe tematiche.
    Crediamo di averle lasciate nel 900.
    L’Italia soprattutto è al confine, con quella che in geopolitica viene definita “caoslandia” solo che non ne siamo consapevoli.

    Italia razzista?! Dopo aver toccato con mano 94 paesi nel mondo, ti direi di no. Per lo meno, ci sono italiani che hanno paura ma queste paure derivano da uno Stato debole, corrotto e per metà sorretto dalle organizzazioni mafiose (ma questo è un altro tema).

    L’argomento è estremamente complesso e spero di non essere stato frainteso.

    Grazie per aver segnalato questo libro.

    • wwayne ha detto:

      E’ evidente che hai accumulato una grande esperienza sull’argomento, e che grazie al tuo spirito di osservazione sei riuscito a cogliere tanti aspetti del problema: ti ringrazio per averli condivisi e analizzati tutti così bene.
      Del tuo intervento mi ha colpito in particolare il riferimento alla pulizia etnica in Ruanda, perché mi ha ricordato uno dei miei film preferiti in assoluto, intitolato appunto Hotel Rwanda: se non l’hai visto, te lo consiglio caldamente.
      Dato che anche tu hai da poco pubblicato un post letterario, metto il link qua nel mio blog, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://recensionieopinioni.wordpress.com/2021/07/01/5-cose-che-dovresti-sapere-sulla-letteratura-giapponese/. Grazie ancora per questo splendido commento! : )

      • recop ha detto:

        Diciamo che viaggiando molto mi sono reso conto di cosa sia parlare con le persone e diverse culture.

        E pregiudizi, stereotipi ecc gli hanno tutti in ogni parte del mondo.

        Sinceramente, quando la gente scrive, “Italia bigotta” o ” Italia più razzista di..” capisco al volo che non sono mai usciti dal nostro paese o al massimo la vacanza di 1 settimana.

        No che io sia un esperto sull’argomento, posso solo descriverti esperienze personali.

        Tuttavia, la realtà fuori dall’Europa è ben diversa da quello che dicono i media.

        Hotel Rwanda l’ho visto, film stupendo e dovrebbero vederlo tutti.

        Grazie per condividere l’articolo sempre molto gentile.

  44. Kikkakonekka ha detto:

    Non è che siano abituati al dialogo interculturale, perché hanno sempre un tono di “superiorità” nei confronti del cittadino proveniente da ex-colonie. Tuttavia c’è maggiore integrazione, questo sì.
    Ma tu, se non sono troppo indiscreto, hai provenienze da…? (forse me l’avevi già detto, in realtà, ma non ricordo, sorry).

    • wwayne ha detto:

      Sono di origine inglese. Questo chiaramente mi ha fatto identificare ancora di più con Joan.
      Come sai ho adorato il tuo post su Sledgehammer, quindi metto il link qua nel mio blog, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://nonsonoipocondriaco.wordpress.com/2021/07/03/saturday-pop-peter-gabriel-sledgehammer/. Grazie per il commento! : )

      • Kikkakonekka ha detto:

        Accipicchia, se segui il calcio al momento c’è molta euforia in terra inglese.

      • wwayne ha detto:

        Il calcio suscita delle passioni profondissime negli inglesi, che vivono questo sport in maniera molto più intensa rispetto a qualsiasi altro popolo. Non a caso qualche mese fa la Superlega aveva scandalizzato tutti i tifosi europei, ma quelli inglesi furono gli unici a scendere in piazza e a rivoltarsi contro i loro stessi club: tutti gli altri si limitarono a scrivere qualche commento indignato dal divano di casa propria. Si meriterebbero di vincere l’Europeo solo per questo! : )

      • Kikkakonekka ha detto:

        Una squadra forse non fortissima, tuttavia. Ma più forte certamente della DAN, quindi la finale è raggiungibile.
        Poi in finale, se trovano l’ITA sarà dura.
        Però è altrettanto vero che l’ING fino ad ora non ha ancora subito un gol.
        Vedremo.

  45. vittynablog ha detto:

    Decisamente un libro molto impegnativo che fa parte di una trilogia. Quindi mi hai messo in una situazione di apprensione. Riuscirò a entrare bene nella storia non avendo letto i due precedenti? Il tuo entusiasmo è contagioso, dovrò leggerlo per forza, perchè del tuo giudizio mi fido ad occhi chiusi!!!!! 🙂

    • wwayne ha detto:

      Io non sapevo che fosse l’ultimo capitolo di una trilogia, eppure ho seguito benissimo la trama: di conseguenza direi proprio che puoi leggerlo senza timore! : )
      Le belle parole che hai speso per me mi lusingano profondamente, e le ricambio di cuore: anch’io ti stimo molto sia come blogger che come persona.
      Noto che anche tu di recente hai pubblicato la recensione di un libro. Metto il link qua nel mio blog, nella speranza che la apprezzino anche i miei lettori: https://vittynablog.wordpress.com/2021/06/26/la-bellezza-di-un-filo-dolio/. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  46. S. ha detto:

    Grazie mille per il consiglio e buona giornata 🙂

  47. lapinsu ha detto:

    Genere, ambientazione e per certi aspetti anche il titolo mi impediscono di dirti, come faccio sempre, che lo “mettero in watchlist”. Non leggerei un romanzo di questo tipo nemmeno sotto tortura, nemmeno se me lo consigli tu che, fra tutti i miei amici, sei sicuramente quello che ha più credito in fatto di film e narrativa.
    E visto che si parla di libri, mi permetto, con un volo pindarico sensazionale, di menzionare un autore che ho sempre amato e che recentemente ho imparato ad apprezzare ancor più convintamente: Carlo Lucarelli.
    Sto letteralmente divorando la sua produzione e mi permetto di menzionare con grandi lodi la serie dedicata al “Commissario De Luca”, poliziotto brillante e un po’ introverso che lavora in un periodo difficile (le storie sono ambientate a cavallo tra il Ventennio e il dopoguerra.
    De Luca è un poliziotto di grande umanità e il contesto cin cui lavora è sempre descritto con grande coinvolgimento creando grande empatia.
    Credo che Lucarelli sia un po’ sottovalutato perchè probabilmente i più lo riconoscono per le sue apparizioni televisive ma ti assicuro che è un narratore coi controfiocchi e, cosa rara per chi fa il suo mestiere, più tempo passa più il suo stile diventa acuto ed empatico.
    Ovviamente non c’entra niente con il post, ma spero mi perdonerai…

    PS: è notizia di questi giorni che Balotelli è disoccupato… nemmeno il Monza se l’è voluto tenere… che fine indegna. E pensare che ha soli 30 anni e questa sera avrebbe potuto essere la punta di diamante nelle mani del Mancio…

    • wwayne ha detto:

      E’ stato un bene che Balotelli non abbia offerto prestazioni da Nazionale, perché la forza degli azzurri è il gruppo e l’unità dello spogliatoio, e lui notoriamente ha rotto le scatole in tutti gli spogliatoi che ha frequentato. Non a caso Lippi (altro tecnico che badava molto a quest’aspetto) non lo convocò per il Mondiale 2010 nonostante avesse appena vinto il Triplete.
      Riguardo a Carlo Lucarelli, ho letto soltanto un suo libro molti anni fa (Almost Blue): mi piacque, ma non così tanto da spingermi a divorare tutta la sua bibliografia come stai facendo tu. Non escludo comunque che possa approfittare del tanto tempo libero che avrò quest’Estate per approfondire la mia conoscenza di questo scrittore: del resto anche con Michael Connelly non fu amore al primo romanzo, ma dopo aver letto il secondo rimasi così folgorato che finii per leggere quasi tutta la sua produzione.
      Nonostante la mia fede viola mi induca a guardare con poca simpatia la Nazionale, chiudo la mia risposta con un bel FORZA ITALIA!!! : )

      • lapinsu ha detto:

        Hai ragione: Balotelli in questa nazionale sarebbe stato solo una mela marcia che avrebbe compromesso lo spirito di gruppo. E’ un peccato però che il suo talento sia andato sprecato: resto del parere che con un procuratore diverso avrebbe senz’altro guadagnato meno, ma forse avrebbe avuto un percorso di crescita più fluido che gli avrebbe impedito di rovinarsi la carriera (il passaggio al City l’ha di fatto distrutta).

        Riguardo Lucarelli, Almost Blue è uno dei suoi primissimi romanzi ed è un’opera molto acerba. Io ti consiglio di partire direttamente dall’ultimo: L’INVERNO PIU’ NERO, a mio parere la sua opera migliore. Se non ti piace questa, inutile perdere tempo dietro ad altre sue produzioni 😀

        Mi unisco al forza Italia!!!!

  48. Come colonie l’Italia ha avuto le ultime due spiagge disponibili che non voleva nessuno, tanto per contentino. Dimostrava e dimostra quanto l’italia conti nel mondo

    • wwayne ha detto:

      Quando decise di colonizzare l’Africa l’Italia fu costretta a prendersi quel poco che era rimasto (e che non voleva nessuno, come hai detto tu), perché Francia e Inghilterra avevano creato da tempo un’enorme rete di colonie e protettorati in quel continente, e quindi se l’Italia gli avesse pestato i piedi conquistando dei territori che facevano gola anche a loro ci avrebbero messo un secondo a spazzarla via da lì.
      Ho adorato il tuo ultimo post (anche perché gli 883 sono stati una pietra miliare della mia infanzia), quindi metto il link qua nel mio blog, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://povertaricchezza.org/2021/07/06/i-ragazzi-liceali-si-lamentano-nei-bar-di-periferia-nei-pomeriggi-destate/. Grazie per il commento! : )

      • Infatti quando nel 1941 l’Italia perse il suo effimero impero gli inglesi occuparono i territori africani e portarono via tutto, anche le traversine delle ferrovie 🙂
        Beh gli 883 sono musica generazionale, chi più di loro, Litfiba ecc. Grazie, sei molto gentile della condivisione e dell’apprezzamento, ad maiora 🙂

  49. tanadeilibri ha detto:

    Dalla trama sembra molto interessante! Non mi stanco mai di incontri tra culture, né di viaggi in estremo Oriente. Di Singapore so anche ben poco, quindi questo mi sembra un ottimo libro per rimediare. Ho visto che è prevista anche una serie TV basata sul romanzo.

    • wwayne ha detto:

      Questo non lo sapevo, mi hai dato davvero una bellissima notizia! : ) Adesso capisco come mai questo libro (scritto nel 1979) è stato pubblicato solo nel 2021: evidentemente l’editore ha saputo che era in cantiere una serie tv tratta da questo romanzo, e quindi ne ha acquistato i diritti per l’Italia nella speranza che si riveli un buon investimento.
      Dato che anche tu hai da poco recensito un romanzo storico, metto qua il link del tuo post, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://latanadeilibri.home.blog/2021/06/20/ognuno-accanto-alla-sua-notte-recensione/. Grazie per il commento! : )

      • tanadeilibri ha detto:

        Penso sia andata proprio così! Da una parte è un po’ triste che bei romanzi acquistino fama solo perché arriva la serie TV. D’altra parte, ben venga se questo ci consente di scoprire piccoli gioielli del passato.
        Grazie per il link 🙂

  50. ili6 ha detto:

    “Come si fa a cambiare vita così, Enaiat? Una mattina. Un saluto.
    Lo si fa e basta, Fabio. Una volta ho letto che la scelta di emigrare nasce dal bisogno di respirare. È così. E la speranza di una vita migliore è più forte di qualunque sentimento. Mia madre, ad esempio, ha deciso che sapermi in pericolo lontano da lei, ma in viaggio verso un futuro differente, era meglio che sapermi in pericolo vicino a lei, ma nel fango della paura di sempre.”

    Nel mare ci sono i coccodrilli by Fabio Geda

    Tratto dal libro che ho finito di leggere la scorsa settimana, fa capire cosa penso dell’immigrazione che certamente deve essere regolata ma mai denigrata.
    In Italia c è il razzismo, non superiore a altri Stati, ma c è, C ‘è anche fra Regioni, strisciante, mellifluo e altrettanto tossico e velenoso. Lasciatelo dire da una Meridionale DOC.
    La cosa positiva è che parecchi giovani stanno crescendo come figli del mondo, quali tutti siamo, e questo potrebbe fare sperare in un futuro migliore. Futuro al momento fortemente adombrato da certi partiti politici italiani e europei a dir poco vergognosi. La Storia non ci ha insegnato nulla?
    Il colonialismo è sempre stato una vera piaga nella storia dell’umanità.

    Grazie per la segnalazione del libro, lo appunto.

  51. 2010fugadapolis ha detto:

    Buonasera wwayne, è la prima volta che commento sul tuo Blog e sono costretto a farlo con una nota negativa. Non me ne vorrai, spero.
    Atteso che la prima parte del post altro non è che un’ introduzione per la seconda (sulla quale “nulla quaestio”), mi trovo assolutamente in disaccordo, parola per parola.
    A parte “the very beginning”, la prima riga, per il fatto che l’esperienza coloniale italiana sia stata un flop – cosa sulla quale concordo – le conclusioni che ne trai (cioè che l’Italia sia un paese razzista) sono per me incongruenti. Inghilterra e Francia a mio avviso proprio per la loro antica forza coloniale sono molto ma molto più razziste dell’ Italia: è vero che hanno sempre avuto a che fare con stranieri ma ciò non ha implicato la loro integrazione, tant’è che ancora oggi (senza alcun reale motivo) vengono visti e considerati come “colonizzati”. Prova a vivere da “indiano” o “pakistano” a Londra, o da “marocchino” a Parigi, poi mi dici… 😉
    In Italia la storia è un’ altra: come già altri nei commenti sopra hanno evidenziato, possiamo al limite parlare di “intolleranza”, e aggiungiamo che questa è dovuta a fattori che con il razzismo c’entrano poco o nulla. E c’entrano molto invece con le colonie. Spiego meglio: il marocchino in Francia è figlio del colonialismo. Si trova lì quasi di diritto, probabilmente ha radici profonde nel paese, e non è detto che sia un “immigrato”. E anche l’immigrato arrivato col barcone ha sicuramente in Francia qualche “compaesano” già integrato cui far riferimento. Lo stesso vale ad esempio per l’Inghilterra per quanto riguarda indiani o pakistani. In questi paesi, quindi sarà difficile riscontrare “intolleranza” perchè questi particolari immigrati si guarderanno bene dal comportarsi in maniera inappropriata, proprio per la sudditanza che viene loro ricordata in ogni momento della loro permanenza.
    In altre parole, l’indiano a Londra ricorda ancestralmente le frustate del Sahib prese dai suoi antenati, e si comporta di conseguenza. Sta semplicemente al suo posto.
    Ben diversa la situazione in Italia.
    Sin dai tempi dell’ Impero Romano, la nostra politica è sempre stata inclusiva: non abbiamo mai tentato (parlo a livello laico, perchè se ci mettiamo dentro la religione è tutt’altra storia) di imporre la nostra cultura agli altri, ma abbiamo in qualche modo incorporato la loro nella nostra, ampliandola e migliorandola. Le popolazioni che entravano a far parte dell’ Impero erano orgogliose di poter dire “Cives Romanorum Sumus”. Per questo basti osservare quanti paesi nel mondo usano simboli, maniere, espressioni latine e romane senza dover rinunciare alle loro tradizioni ed ai loro costumi.
    Dato che alla fine l’Italia è (seppur a volte indegna) erede di tanta e tale civiltà, è matematicamente impossibile che sia un paese razzista.
    Ho letto che sei di origine inglese, quindi ti farò fare una risata: devi sapere che mia moglie è inglese e che ancora oggi quando voglio farla arrabbiare le ricordo che gli inglesi se non fosse stato per i romani mangerebbero ancora con le mani e si dipingerebbero la faccia di blu intonando canti tribali. Ovviamente è una battutaccia, ma un fondo di verità c’è. Il fatto che oggi come oggi gli inglesi siano stati talmente bravi da “superare il maestro” significa solo che a suo tempo sono stati dei buoni allievi e che hanno fatto tesoro di ciò che veniva loro offerto.
    Purtroppo lo stesso non si può dire di chi viene portato al giorno d’oggi in Italia (e dico “viene portato” perchè così è: l’immigrato qui non ci viene, ci viene portato): qui arrivano solo persone “who don’t have a clue about what they’re supposed to do here”, persone che vengono abbandonate a loro stesse in un posto che ha tanto da offrire ma non sa come offrirlo e che finiranno inevitabilmente ai margini della società, non per razzismo ma per incapacità di gestirne correttamente l’integrazione.
    No, l’italiano non è razzista. L’italiano è aperto, ospitale, benevolo. Quello di destra come quello di sinistra, è nella sua natura. L’ Italia è il centro del Mediterraneo e per estensione il centro del Mondo. Non conosco sulla terra un paese meno razzista dell’ Italia.

  52. 2010fugadapolis ha detto:

    Yowza, Wayne ! That’s what I call a lightspeed reaction ! 😀
    Sei sorprendente, se non fosse per alcuni dettagli che ti rendono “umano” sarei portato a sospettare che tu sia un bot…
    Nel caso, sarebbe un caso di AI fuori dai canoni conosciuti.

  53. 2010fugadapolis ha detto:

    Tutto ciò è inquietante… 😉 Non oso pensare a cosa riesci a fare in una chat in tempo reale…

    • wwayne ha detto:

      Pensa che in questi pochi minuti sono riuscito anche a commentare il tuo ultimo post: dacci un occhio, ti ho segnalato un video carinissimo! : )

  54. 2010fugadapolis ha detto:

    Visto, visto… ancora più inquietante. OK, ti saluto per ora, ti auguro una buona serata !

  55. E. ha detto:

    Interessante spunto di lettura è ancora più interessanti le tue osservazioni. Buona serata !

  56. soleil ha detto:

    Francesi e inglesi hanno avuto un modo diverso di approcciarsi agli abitanti originari nelle colonie. Gli inglesi sono partiti da un sistema a caste che hanno via via addolcito (tanto il sistema a caste lo avevano anche a casa loro), i francesi non erano molto meglio ma avevano dalla loro la naturale tendenza a cercare il métissage culturale e fisico. Mia suocera (francese) è vissuta per un bel po’ in Camerun e Algeria quando ancora l’impero coloniale era una realtà, aveva stretto un reale rapporto con le persone che ha incontrato e adottato molte abitudini . Uno dei suoi piatti forti a casa era il cous cous e aveva un talento incredibile nella scelta degli avocado. Ben altra apertura che alla fine ha dato origine alla Francia black blanc beur che in alcune comunità francesi è realtà. Non che sia tutto perfetto ovunque, tutt’altro. Ma l’Italia è ancora indietro. Ciao Wwayne, alla prossima!

    • wwayne ha detto:

      Hai messo in luce un punto importante: cercare il métissage culturale è fondamentale per creare una società pacificamente multietnica. L’avevano capito già gli antichi romani, e i francesi hanno avuto la stessa intuizione: nonostante questo periodicamente in Francia ci sono delle tensioni tra i bianchi e i francesi di seconda generazione, ma la strada è quella giusta.
      Ho adorato uno dei tuoi ultimi post, quindi metto il link qua nel mio blog, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://mammaoggilavora.wordpress.com/2021/05/09/di-birre-al-bacio-e-riciclaggio-di-sogni/. Grazie per il commento, e buona Domenica! : )

  57. delicatezzeacolori ha detto:

    Chissà forse un giorno andrai a Singapore … mai dire mai 😊

  58. silviatico ha detto:

    Sono una festa per l’occhio e per la mente i tuoi articoli, quest’ultimo ancor più, dal momento che riesci ad affrontare un problema tanto spinoso, quello dei giovani che sono cresciuti in Italia, con intelligenza e posatezza.
    Complimenti

  59. cuoreruotante ha detto:

    Che storia affascinante, gran bel consiglio di lettura ☺️

  60. Lady Justice ha detto:

    Hai dato una spiegazione alle discriminazioni razziali italiane molto valida, e sulla quale non avevo riflettuto. Affondavo le cause della nostra mancanza di apertura mentale nel fatto che l’Italia ha un territorio meno esteso di Francia, Germania e Inghilterra, e meno industrializzato, specialmente al Sud Italia. Quando non ci sono risorse per tutti, è più facile guardare in cagnesco il diverso.

    Quando hai parlato di una giovane ragazzina trasferitasi in Asia mi è venuto subito in mente un altro famoso romanzo da cui è stato tratto recentemente anche un film: “Il giardino segreto” di Frances H.Burnett. Te lo consiglio, la prima parte è ambientata in India e poi si ritorna in Inghilterra 🙂

    A presto!

    • wwayne ha detto:

      Ho letto “Il giardino segreto”, e ti dirò che mi è piaciuto di meno rispetto a “La presa di Singapore”. Comunque hai ragione, è senza dubbio un libro da consigliare. Il film invece non l’ho visto, ma potrei rimediare molto presto.
      Ho adorato il tuo penultimo post, quindi metto il link qua nel mio blog, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://detersiviallaspina.wordpress.com/2021/06/11/film-horror-di-amazon-prime/. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

      • Lady Justice ha detto:

        Grazie mille! In effetti Il giardino segreto è un libro per ragazzi, probabilmente più leggero. Si respira però il fascino dell’Inghilterra e del periodo del colonialismo, ed è un must per gli appassionati di fiori. 🙂

      • wwayne ha detto:

        Anche il libro di cui ho parlato in questo post è più affascinante che mai: se deciderai di leggerlo, sono convinto che catturerà anche te. Grazie ancora per la piacevole chiacchierata “spalmata” su ben 2 post! : )

  61. Maria ha detto:

    Il libro sembra interessante! Non sapevo della “generazione Balotelli”, grazie! E non è un dettaglio da poco sapere anche delle tue origini, non dichiarate espressamente, ma comunque non italiane… qualche volta potresti parlarci di come vivi questa cosa! E se hai mai percepito che la gente ti guardi come un “diverso”. Ti dirò, anche in Italia alla fine tra Nord e Sud non c’è tutta questa fratellanza… ma anche se vai in un quartiere di Napoli, quelli di periferia son sempre visti un po’ lontani da quelli che abitano in centro… non so se sono uscita fuori traccia da quello che hai spiegato, ma era per dire che il razzismo è ovunque… però effettivamente hai ragione quando dici che in Italia facciamo più fatica a riconoscere gli altri che provengono da fuori, diversamente dagli americani e magari dai francesi. Penso inoltre che negli USA ci sia un’apertura mentale che non c’è in Italia. L’altro giorno, sotto ad un post su Facebook, un americano commentò citando la Bibbia… e apriti cielo: fu deriso da tanti commenti di italiani, fu chiamato stupido anche… invece di dialogare in maniera seria rispetto ai versetti biblici citati. So inoltre che in America il dibattito scienza-evoluzione è più acceso e ci sono gruppi di persone che si battono anche per spingere le scuole a non introdurre solo la teoria dell’evoluzione ma di parlare anche di chi la pensa in maniera diversa. Questo in Italia non accadrà mai, indipendentemente dal fatto che abbiamo il Papa… è proprio una questione di mentalità un tantino chiusa.

    • wwayne ha detto:

      Hai detto bene: tanti italiani fanno fatica a considerare loro pari anche chi viene dal Sud o dalla periferia, figuriamoci cosa possono pensare di chi viene dall’Africa. Ma la mentalità dell’italiano medio, in questo momento chiusissima, può comunque fare passi da gigante in tempi insospettabilmente brevi: in fondo anche negli Stati Uniti sono passati in pochi decenni dalla segregazione razziale a Obama presidente.
      Ho scoperto che hai appena aperto un nuovo blog: ovviamente mi ci sono iscritto al volo! : ) Invito i miei lettori a fare lo stesso, il link del blog è questo: https://cambiodaria334600222.wordpress.com/. Grazie mille per questo ricchissimo commento! : )

      • Maria ha detto:

        Infatti!
        Mi ricordo di un altro episodio: ero in autobus e davanti a me ho visto una signora che si è rivolta ad un ragazzo di colore, tutta agitata, “e fatti più in là! Mi stai addosso!” . Oppure un’altra signora fece la pazza perché, sempre un ragazzo di colore, era passato ai tornelli della metro senza staccare il biglietto. Ora, anche un bianco a volte non stacca il biglietto, anche un bianco può casualmente starti addosso perché in bus c’è poco spazio… ma non ti rivolgi mai in maniera violenta come lo fai con una persona di colore… perchê?! Perché c’è mancanza di rispetto e razzismo. Ricordo che poi rividi quello stesso ragazzo di colore della metro, mentre io ero alla fermata dell’autobus, e lui, senza che io gli dicessi niente, si avvicina e mi fa “ciao bella, tutto bene?”, molto cordiale e sorridente! Io poi non me lo aspettavo e risposi di sì, tutto bene… e poi si allontanò un po’ ad aspettare anche lui l’autobus. Percepisco proprio una sorta di tatto nelle persone straniere che non sento invece nell’italiano medio quando deve confrontarsi con un altro italiano, figuriamoci quando deve relazionarsi con uno straniero. C’è diffidenza.

        Grazie a te per avermi suscitato questi commenti! E per la condivisione del blog nuovo… non era necessario 😃🙏🌸 ciao wwayne 👋

  62. phileasfogg2020 ha detto:

    Ho letto proprio oggi che in un paesino limitrofo al mio hanno finalmente trovato un medico di base. È di origini albanesi. Se non ci fosse la “generazione Balotelli”, non avremmo nemmeno i dottori

  63. mocaiana ha detto:

    Scrivo in base all’esperienza di chi vive in una grande città di mare della Sicilia. Molto,molto meno razzismo di Londra o Parigi. I ragazzi arrivati con i barconi sono nelle nostre classi, non più isolati di un italiano, nemmeno dai docenti. Non vedo quartieri ghetto, come esistono nelle grandi città del Nord Italia. Film come La classe ci dicono la vita dei ragazzi immigrati di seconda generazione a Parigi, nelle belle periferie-ghetto che lo Stato francese formisce agli ex-coloni; nessuna contestazione del genere qui, nei quartieri cadenti del centro storico, ma un meltimg pot da manuale. Lo scrivo senza fierezza. Non è un merito, è una lezione di storia, un’abitudine secolare. cercherò il libro, grazie mille del post.

  64. The Butcher ha detto:

    Il problema del nostro Paese è che non abbiamo mai veramente tentato di parlare in maniera seria e approfondita di certe tematiche. Abbiamo sempre cercato di sensibilizzare, ma lo abbiamo sempre fatto in maniera superificiale. In realtà è un comportamento che vedo molto spesso qui in Italia. Certamente dobbiamo migliorare sotto tanti punti di vista e cercare di non trattare chi è diverso da noi come un nemico.

    • wwayne ha detto:

      Un altro problema del nostro paese è che sul tema del razzismo abbiamo sempre impostato una sorta di derby politico (con la sinistra nettamente contraria e la destra molto più morbida), quando invece per combatterlo degnamente sarebbe servita una ferma condanna da parte di tutti. Non è un problema soltanto italiano comunque: anche in America la destra è profondamente razzista, come si è visto durante l’era Trump.
      Da fan di Kubrick ho adorato il tuo ultimo post, quindi metto il link qua nel mio blog, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://mymadreams.com/2021/07/17/rapina-a-mano-armata/. Grazie per il commento! : )

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