Una storia d’amore

Anna Senese era una ragazza napoletana: abitava nel quartiere Miano, che sta proprio nel mezzo tra 2 delle zone più difficili della città (Scampia e Secondigliano). Erano gli anni della seconda guerra mondiale, quindi per la città passavano molti soldati americani. Anna si innamorò di uno di loro, e non uno qualsiasi: era un afroamericano, James Smith. Il loro amore durò poco: alla fine della guerra lui decise di tornare in patria, e dato che a quei tempi c’era ancora la segregazione razziale sarebbe stato impensabile per lei seguirlo e vivere insieme a lui negli Stati Uniti. Per quanto possa sembrare ridicolo dirlo oggi, la cosa non era semplicemente inaccettabile, era proprio illegale.
Così Anna rimase a Napoli, a crescere da sola il figlio nato da quell’amore. Il piccolo Gaetano aveva nelle vene il sangue dei neri d’America, e i segni di quest’eredità non tardarono a manifestarsi: quando aveva solo 10 anni sentì al juke – box una canzone di Little Richard, e ne rimase folgorato. Quel brano conteneva una parte suonata con lo strumento per eccellenza della musica nera, il sassofono: su Gaetano ebbe l’effetto di una scarica elettrica, perché capì subito che in qualche modo quella musica era legata a lui, scorreva nel suo sangue e in quello di tutti i neri d’America.
Gaetano voleva imparare a suonarlo, quindi convinse sua madre a comprargliene uno. E qua la storia assume dei contorni eroici, perché a quella madre coraggio, che aveva cresciuto da sola un bambino nero in un quartiere difficilissimo di Napoli, era appena stato chiesto di acquistare uno strumento che ancora oggi costa migliaia di euro. Ma lei spese quei soldi, e ne spese degli altri ancora affinché un maestro privato insegnasse a Gaetano come si suonava il sassofono.
Quell’investimento le sarà costato dei sacrifici inimmaginabili, ma si rivelarono soldi ben spesi. Perché Gaetano era bravo, e con il suo nome d’arte (James Senese) cominciò a diventare sempre più conosciuto nell’ambiente di Napoli. Era anche generoso, perché accolse nella sua band un ragazzo che non aveva i soldi neanche per comprarsi il basso, glielo comprò lui con i suoi soldi e gli fece da maestro sia di musica che di vita: quel ragazzo un giorno sarebbe diventato Pino Daniele.
James Senese non è mai diventato famoso come Pino Daniele, ma è comunque molto contento di com’è andata la sua carriera. Lo percepisci dalla passione con cui parla di musica nelle sue interviste, che sono sempre molto piacevoli: infatti riesce a dire cose significative senza mai diventare complicato o intellettuale, ma anzi parlando con la semplicità di chi è cresciuto in un quartiere difficile e non l’ha mai scordato (né tantomeno rinnegato).
La sua storia mi è tornata in mente quando ho visto Miracolo a Sant’Anna. Questo film si apre subito con un giallo: senza alcuna ragione apparente, un impiegato delle Poste di New York ha preso una pistola da sotto il bancone e ha sparato a uno dei clienti in fila. Poi scavando nella vita dell’impiegato un giornalista scopre che ha combattuto la seconda guerra mondiale in Italia, all’interno di una compagnia formata interamente da soldati afroamericani: la soluzione del mistero potrebbe trovarsi proprio in quei lontani giorni passati nel nostro paese, e in particolare in un paesino chiamato Sant’Anna di Stazzema…
Come potete vedere, Miracolo a Sant’Anna è un film – puzzle: mette davanti allo spettatore tante tessere, e lo sfida a farle incastrare l’una con l’altra fino a creare un disegno chiaro e nitido. E quando alla fine vengono tirate le fila della storia ti accorgi che torna tutto alla perfezione, che lo sceneggiatore ha creato un’opera davvero perfetta. Un miracolo appunto. Come le canzoni di James Senese.

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205 risposte a Una storia d’amore

  1. crisalide77 ha detto:

    Bellissimo come hai raccontato la vita di Senese e l’incrocio con il film, che non conosco ma che ora mi toccherà vedere! Senese invece l ho ascoltato in concerto, anni fa e mo sono emozionata.

  2. vittynablog ha detto:

    E’ una storia bellissima, sembra la trama di un film! E sei stato bravissimo a intrecciare la storia di questo ragazzo e la storia del film di Miracolo a Sant’Anna. Ma la tua penna si sa scorre veloce e precisa su questo schermo fatato che ci fa scoprire chicche meravigliose come le tue! Ora che so la sua storia, seguirò la musica di James Senese, oltre ad essere un buon musicista, si capisce che è anche una gran bella persona. Grazie per avermelo fatto conoscere!!!! 🙂

  3. Il laboratorio dei bisbigli ha detto:

    Che storia bellissima

  4. Raffa ha detto:

    Storia bellissima, che non conoscevo, e raccontata con tanta passione.

  5. Che bellissima storia quella si Senese che hai saputo raccontare davvero bene e altrettanto bello dev’essere il film che non conosco ma che sicuramente guarderò. Grazie

  6. Yleniaely ha detto:

    Meravigliosa storia, mi ha toccato tantissimo il cuore, ho adorato tantissimo il tuo splendido post!!! 😊

  7. chiaraverzulli ha detto:

    Bellissimo il film, l’ho scoperto per caso qualche anno fa mentre cercavo un’informazione su quel periodo.

  8. C’è stato un periodo che insieme a Tullio De Piscopo Tony Esposito, ed Enzo Avitabile hanno avuto una certa notorietà, cercando di dare un nuovo volto alla musica napoletana.
    Certo non come Pino Daniele.

  9. silviatico ha detto:

    Fantastica! Sei riuscita a raccontare tre storie in una, con una capacità di tirar le fila davvero superlativa. Ho sempre adorato James Senese e Pino Daniele, oltre che ammirato tantissimo il regista Spike Lee. Ho visto diversi suoi films: da Fa la cosa giusta a malcom X
    Complimenti

    • wwayne ha detto:

      Mi fa molto piacere che tu condivida la mia passione per Spike Lee: è davvero un regista straordinario. Uno dei film che hai citato (Fa’ la cosa giusta) a mio giudizio è il migliore che abbia mai fatto, ma anche Miracolo a Sant’Anna è senza dubbio una delle gemme più splendenti della sua filmografia.
      Le belle parole che hai speso per me mi lusingano profondamente, e le ricambio di cuore: anch’io ti stimo molto come blogger e come persona. A questo proposito, metto qua il link del tuo ultimo post, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://sempreadelantando.wordpress.com/2021/08/25/haiku-verde/. Grazie mille per i complimenti e per il commento, e buona Domenica! : )

  10. Marta.Sognatrice ha detto:

    Mi piace come riesci a intrecciare insieme più storie! 🙂 Su Senese ammetto la mia ignoranza, mentre il film l’ho visto anni fa e mi era piaciuto molto!

  11. Alessandro Montani ha detto:

    Proprio pochi giorni fa, mentre tornavamo dalle ferie, ho pensato a James Senese. Stavamo ascoltando Edoardo Bennato e quando c’erano degli assoli di sassofono cercavo di ricordarmi se nei dischi di Bennato avessero mai suonato il sax James Senese o Enzo Avitabile. In effetti, controllando ho visto che Avitabile suona l’assolo di sax di “Così non va Veronica” e, in generale, dell’album “Uffa uffa”. Senese invece credo che non abbia mai suonato nei dischi di Bennato.

  12. Alidada ha detto:

    che bella storia quella di senese! Non la conoscevo e mi ha appassionata e incuriosita. Invece la storia di Sant’Anna di Stazzema purtroppo la conosco bene e tutti gli anni, in questo periodo, è una stretta al cuore ricordare e commemorare.. Cercherò il film..
    Grazie a te e buona domenica 🙂

  13. denken00 ha detto:

    Amico mio bello.
    La storia la conosco e tu hai saputo raccontarla con occhi lucidi e commossi.
    James Senese é uno dei figli di napoli (come avrai capito sono di zona) e come tale viene venerato. Pino Daniele era il cuore e l’anima. Senese è una storia da raccontare. Con lui spesso “duetta” Tullio de Piscopo. Senza contare trii con Joe Amoruso, Bennato o chi vuoi.
    Napoli è le sue storie.
    E tu, amico mio, mi hai fatto un bel regalo qui.
    Non sai quanto sono legato a quella città.
    Ti abbraccio forte
    Mi hai regalato un sorriso bellissimo.
    Ti auguro ogni bene. E fatti sentire sul blog! Scrivi e scrivi. Sei bravissimo

  14. mocaiana ha detto:

    Una storia bellissima.Mi ha fatto pensare a Tammurriata nera…grazie del post, come sempre.

    • wwayne ha detto:

      Hai centrato il punto: Tammurriata nera è una canzone ispirata proprio ai bambini come James Senese, nati dalle relazioni (più o meno occasionali a seconda dei casi) che i soldati afroamericani ebbero con le donne dei paesi in cui andarono a combattere. Nel caso dei genitori di James Senese si trattava di una relazione stabile, che si interruppe quando lui aveva solo 2 anni.
      I bambini di cui parla Tammurriata nera all’estero sono chiamati brown babies, qui in Italia invece si usa un’espressione più generica, figli della guerra: sono cresciuti in un’epoca molto più dura della nostra, in cui il razzismo imperava e il politicamente corretto non esisteva, quindi tanto di cappello a James Senese per essere riuscito a farsi strada nonostante tutti gli ostacoli che avrà dovuto affrontare.
      Ho trovato molto divertente il tuo ultimo post, quindi metto il link qua nel mio blog, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://bagatelle.blog/2021/08/27/ope-legis/. Grazie a te per i complimenti e per il commento, e buona Domenica! : )

  15. •Pat ha detto:

    Le interpretazioni di Senese sono emozione pura: questo film non me lo posso perdere! grazie per la segnalazione, davvero preziosa. Buona domenica 😊

  16. Cipriano Gentilino ha detto:

    Un bella storia molto ben raccontata

  17. almerighi ha detto:

    me lo ricordo bene James Sanese coi suoi Napoli Centrale

  18. silvia ha detto:

    Stupendo il tuo partire dal racconto della vita di Senese che non conoscevo per arrivare al film.
    Spesso gli allievi superano il maestro, anche per fortuna, ma in questo caso penso che la cosa si riferisca solo alla visibilità e alla presenza in TV perché per il resto Senese è conosciuto, amato e rispettato come merita nell’ambiente. I veramente “grandi” che hanno la musica nell’anima come lui non hanno bisogno di pubblicità. Buona domenica 🙂

  19. brunonavoni ha detto:

    Direi che lui suonava bene il sax, e tu scrivi altrettanto bene. Ciao. Un abbraccio per questo tenerissimo pezzo

  20. Evaporata ha detto:

    Che bella informazione. 😃 In ogni caso Janes Senese è ben conosciuto da chi ama la musica. 😊

  21. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Conoscevo già la storia di James Senese, però mi ha fatto molto piacere leggerla raccontata con le tue parole.

    • wwayne ha detto:

      Io invece l’ho conosciuta molto di recente, giusto poco prima di vedere Miracolo a Sant’Anna. In fondo anche questa coincidenza è una specie di miracolo.
      Come sai ho adorato il tuo ultimo post, quindi metto il link qua nel mio blog, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://iannozzigiuseppe.wordpress.com/2021/08/26/al-mattino-la-fine/. Grazie mille per i complimenti e per il commento, e buona Domenica! : )

      • Iannozzi Giuseppe ha detto:

        Senese l’ho scoperto insieme a Pino Daniele, vale a dire parecchi anni fa. Non è mai diventato una superstar, ma questo non significa niente. Nel corso della sua lunga carriera, Senese ha raccolto un meritatissimo plauso e il rispetto di tantissimi colleghi musicisti. Ha una discografia di tutto rispetto e le sue collaborazioni sono davvero qualcosa.

        Grazie per il link. ^_^

      • wwayne ha detto:

        Sono totalmente d’accordo: ogni volta che lui produce musica, foss’anche come mero collaboratore del cantante principale, riesce a dare alla canzone un tocco davvero magico. E il fatto che riesca a brillare anche quando fa il comprimario la dice lunga sulla sua grandezza come artista. Grazie a te per aver ricambiato il favore, e a presto! : )

  22. onofrio81 ha detto:

    Non conoscevo nè la storia di Pino Daniele nè l’esistenza del film. Oggi provo a cercarlo da qualche parte perché hai suscitato in me parecchio curiosità. Ho apprezzato molto questo tuo articolo e come lo hai collegato al film. Grazie di averlo scritto.

  23. Nicola Bianchini ha detto:

    Chissà quante ce ne sono di storie così, rimaste sepolte dalla grande Storia. Ogni tanto esce qualche piccola antologia locale a fare un po’ di luce.
    Quanto al film, capisco il legame, meno il film che non mi ha mai convinto; non molto nemmeno il romanzo. È comunque un bel racconto

  24. Dani ha detto:

    Splendida storia !!! Buona domenica 🤗

  25. Maria ha detto:

    Che storia! Sapevo anche di questo film, ma non credo di averlo mai visto. Non conoscevo poi la storia privata di Senese! e di questa donna, Anna, che abitava non lontano dal mio quartiere 😃

  26. Antonio Gaggera ha detto:

    Grandissimo musicista, ci ha regalato, a metà anni ’70, almeno un paio di album di ottimo rock-jazz, con testi attenti alle tematiche sociali.
    A dicembre terrà un concerto all’Arcimboldi, a Milano. Pandemia permettendo, penso che andrò.

    • Antonio Gaggera ha detto:

      Dimenticavo di dire che il film Miracolo a Sant’Anna non mi è piaciuto fino in fondo. Solita storia romanzata, all’americana. Avrei preferito un taglio più storico.

    • wwayne ha detto:

      Fai benissimo ad andarci, anche perché raramente fa concerti fuori dal Sud. Quest’Estate l’unica tappa non meridionale della sua tournée l’ha fatta a Sant’Agata Bolognese: ci sarei voluto andare, ma alla fine ho rinunciato, perché mio padre non si era ancora fatto la seconda dose di vaccino, e quindi l’avrei messo a rischio togliendomi questo sfizio.

      • Antonio Gaggera ha detto:

        Ulteriore dimenticanza: anche gli altri musicisti di Napoli Centrale, meno conosciuti di altri artisti partenopei più mainstream, erano molto bravi.
        Napoli Centrale è stato un gruppo di notevole valore e l’album Campagna una vera perla.

      • wwayne ha detto:

        Allora devo assolutamente comprarlo! Grazie per la dritta! : )

  27. Daniele Artioli ha detto:

    Sei il secondo nel giro di poco tempo ad aver parlato di questo film, che io non ho visto: ho un grande problema con i film di guerra perchè mi fanno stare davvero male, per cui se posso evitate di vederli lo faccio. Ma ormai mi avete convinto su Miracolo a Sant’Anna, per cui mi farò forza e lo guarderò!

    Bellissima la storia in apertura, che non conoscevo; come qualcuno ha già scritto, sarebbe un soggetto perfetto per un film!

    • wwayne ha detto:

      Queste coincidenze mi lasciano sempre a bocca aperta. Riguardo a Miracolo a Sant’Anna, mi fa molto piacere di averti convinto a vederlo: è davvero un film straordinario.
      Anche il tuo ultimo post è molto bello, quindi metto il link qua nel mio blog, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://chestoftalesblog.wordpress.com/2021/08/28/madre/. Grazie mille per i complimenti e per il commento, e buona Domenica! : )

  28. Grazie anche da me, non conoscevo questa bellissima storia! 🌷
    (…e mi dispiace fortemente ancora per Pino Daniele)

  29. Davvero un post interessante complimenti😊! Non conoscevo la storia di James Senese! Anche il film che hai citato sembra bello! Darò un’occhiata

  30. E vabbè non ho resistito!! Racconto bellissimo, storia che mi ha commosso!! Complimenti Wwayne!!

  31. luisa zambrotta ha detto:

    E’ una storia bellissima, che mi ha coinvolto ed interessato
    … e grazie per la menzione di quel film, che devo proprio vedere 🙏🙏🙏

  32. Ehipenny ha detto:

    Ammetto la mia ignoranza, non conosco James Senese, ma mi hai incuriosita tanto! E non ho visto nemmeno il film a cui ti sei ricollegato 😅

  33. marisasalabelle ha detto:

    Davvero una bella storia! Non ho visto Miracolo a Sant’Anna, che a suo tempo è stato criticato per una reinterpretazione un po’ sui generis della Storia…

    • wwayne ha detto:

      Non è sui generis, è proprio storicamente sbagliata, perché allevia la posizione dei nazisti: infatti nel film l’eccidio viene fatto passare per una ritorsione, quando invece fu una strage totalmente gratuita. Tuttavia, nonostante questa grave pecca Miracolo a Sant’Anna è comunque un ottimo film. Grazie mille per i complimenti e per il commento, e buona Domenica! : )

  34. kasabake ha detto:

    Voglio essere molto franco con te, amico mio, anche perché questo tuo post, da una rapida scorsa che avevo dato già ieri notte dopo il tuo messaggio sul mio blog che ne segnalava l’uscita, ho subito capito che meritava la mia giusta attenzione: è così che ho rimandato la sua lettura a questa mattina, di una Domenica iniziata con un signor caffè latte, fatto con tutti i sacri crismi e consumato in famiglia, in pace e serenità, predisponendomi così al mio meglio per una lettura che mi sono goduto e di cui ti ringrazio!
    Come ho scritto all’inizio, sarò molto sincero e ti dico, senza tanti giri di parole e senza, ti assicuro alcuna esagerazione che, malgrado il film di Spike Lee citato nel post non sia assolutamente il mio preferito ed anzi io personalmente lo consideri uno dei suoi meno riusciti, se non addirittura il peggiore, ho trovato questo tuo pezzo di puro giornalismo narrativo davvero eccellente ed oserei dire che non solo è uno dei tuoi migliori e più sentiti scritti (senza sbavature, impeccabile nel ritmo e nei collegamenti tra una cronaca storica romanzesca e la recensione del film di Lee, senza retorica piagnona o melensaggini che ti saresti potuto permettere per la tua bravura ma che hai sapientemente evitato), ma è un esempio di scrittura di come si crea un post per un blog non solo di cinema e che non esiterò a mostrare o segnalare a chiunque mi chieda di fare esempi sull’argomento!
    Detto questo, assolutamente dovuto per la brillantezza del post, aggiungo alcune note sul film di Lee: il nostro battagliero ed impegnatissimo Spike è un regista che fino ad ora (compreso questo film da me messo in fondo alla classifica) non mi ha mai deluso e quando dico mai intendo davvero mai, nemmeno quando si è preso nella sua carriera delle pause molto commerciali nella sua filmografia, altrimenti sempre di forte impegno civile (come quando ha girato un heist movie molto action, ma con dei risvolti etici certamente in secondo piano ma anche presenti, come Inside Man, il film con gli strepitosi Denzel Washington, Clive Owen e Jodie Foster e non a caso ad oggi l’incasso in assoluto più alto della carriera di Spike Lee), tuttavia io personalmente ritengo che questo regista, fisicamente esile ma possente come narratore, un vero Davide contro Golia, dia il suo meglio quando parla newyorkese per tutto il tempo ovvero quando parla la lingua della sua gente, sia che si muovano nella metropoli, sia nella periferia razzista (encomiabile il lavoro di regia e scrittura fatto nel superbo in BlacKkKlansman) ed addirittura nella giungla (come nel grandioso e tesissimo Da 5 Bloods), ma quando deve parlare di una terra particolarissima come l’Italia e descriverne gli abitanti, anche lui (come tutti i registi nordamericani , senza esclusione, come testimoniato da un film orrendo come The Sicilian – Il Siciliano, malgrado sia stato diretto a suo tempo da MIchael Cimino, uno dei registi da me più amati e non casualmente presente da sempre nel mio pantheon personale dei 25 registi per me più grandi di sempre) pecca di una certa fastidiosa retorica e lungaggine mielosa: impossibile non notare in questo film una insistenza su certi particolari stilistici che sono assolutamente alieni dallo stile in genere più asciutto di Lee, come la caduta al ralenti della tazzina dalle mano di Lo Cascio o altri dettagli che caratterizzano tutta la seconda parte del film e questo al netto di una storia stupenda, praticamente un giallo storico, con un finale che non sembra nemmeno diretto dalla stessa mano che ha creato il favoloso incipit dentro l’ufficio postale.
    Alla fine ciò che resta è il tuo post grandioso, con questo parallelo incrociato tra il soggetto filmico e la reale vita di un artista come James Senese che non conoscevo e che grazie a te ha adesso un suo nuovo estimatore ovvero me.
    Buona Domenica, amico mio.

  35. elisafalciori rg. ha detto:

    Una storia interessante e molto ben scritta! Ottimo anche il video con l’intervista che ho gradito moltissimo! Grazie, buona Domenica!

    • wwayne ha detto:

      Mi fa molto piacere che tu abbia visto l’intervista a James Senese, e soprattutto che tu abbia apprezzato così tanto il mio post: è un grande motivo di orgoglio, perché i tuoi complimenti vengono da una blogger che stimo moltissimo a mia volta.
      Anch’io ho adorato uno dei tuoi ultimi post, quindi metto il link qua nel mio blog, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://elisafalciori.wordpress.com/2021/07/20/arriva-la-luce/. Grazie a te per i complimenti e per il commento! : )

  36. Che bella storia ! Anche se “Miracolo a Sant’Anna” non è molto il mio genere. In tema di razzismo mi è piaciuto “Blakkklansman”. Che ne pensi ? Grazie per la visita Wwayne.

  37. astrorientamenti ha detto:

    Grazie per aver raccontato questa storia che non conoscevo,
    James Senese è proprio una bella persona, così come lo è stata
    la sua mamma, fiera e propositiva.
    Storie come questa fanno bene al cuore.
    buona domenica🌈

  38. gialloesse ha detto:

    Grandioso wwayne, davvero una meraviglia: hai raccontato con garbo e palese partecipazione una storia, che in tanti anni ed in molteplici occasioni, esperti critici non hanno saputo fare. Il tutto poi intelligentemente condito dalla video spiegazione di James ( per inciso un importante esponente italiano di musica colta ) Bravo !

    • wwayne ha detto:

      Mi fa molto piacere che tu condivida la mia passione per James Senese, e soprattutto che tu abbia apprezzato così tanto il mio post: è un grande motivo di orgoglio, perché i tuoi complimenti vengono da una persona che stimo moltissimo a mia volta.
      Come sai anch’io ho adorato il tuo ultimo post, quindi metto il link qua nel mio blog, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://gialloesse.wordpress.com/2021/08/11/come-spoon-river/. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  39. Laura Parise ha detto:

    È una bellissima storia. Io adoro la musica di Pino Daniele e non sapevo di dover essere grata a Gennaro e alla sua fantastica mamma. Il film di cui parli non lo conosco, ma stasera andrò a cercarlo.

  40. Giuseppe Grifeo ha detto:

    Eccomi e ho letto tutto! Hai centrato in pieno la narrazione, la cadenza, la resa della situazione e dei sentimenti, le difficoltà, il sacrificio della madre di James-Gaetano Senese e la passione di quest’ultimo sotto la guida di musicisti napoletani e il coinvolgimento di altri nella sua vita da artista. Ottimo come racconto-articolo, brillante e coinvolgente. Il parallelo con il film, Miracolo a Sant’Anna, pur non amando particolarmente quest’ultimo, l’ho compreso perfettamente nel suo allaccio al racconto, al parallelismo storico col personaggio, i risvolti umani che pesano nelle esistenze.
    Complimenti

  41. S. ha detto:

    Bella storia, bel post, ciao buona giornata!

  42. Nuccio ha detto:

    Bravo. Buono l’articolo! Complimenti

  43. Neogrigio ha detto:

    bella storia! e mi hai fatto venire voglia di vedere il film di cui ho già sentito parlare

  44. Giuseppa Sicura ha detto:

    Ho letto la tua bella storia d’amore e mi è piaciuta molto, perché usi un linguaggio chiaro e corretto e riesci a catturare l’attenzione del lettore. Mi ha incuriosito la figura di questo musicista che (confesso la mia scarsa cultura musicale) non conoscevo. Mi documenterò. Vedo che scrivi post molto interessanti, Bravo davvero! Ciao … buonanotte! 🙂

  45. espress451 ha detto:

    Film cult, che hai saputo “tramare” a meraviglia con James Senese. Chapeau!
    A presto, Es.

  46. whitebutterfly ha detto:

    Bellissimo questo tuo post. Si scoprono sempre tante cose leggendoti. Ma il sassofono sarebbe il sax o sono due strumenti diversi? Alcune delle canzoni di Pino Daniele mi piacciono anche se non tutte. James Senese purtroppo non lo conosco ma a dire da quello che hai scritto credo valga la pena approfondire la sua musica, no? Un sorriso, Lila

  47. @didiluce ha detto:

    “Io nun capisco, ê vvote, che succede…E chello ca se vede, Nun se crede! nun se crede!
    E’ nato nu criaturo niro, niro…
    E ‘a mamma ‘o chiamma…” Gaetano, in arte James Senese
    Bel post 👌 Grazie!

  48. Paolo Popof ha detto:

    Molto bella questa tua escursione che da Napoli Centrale 😉 porta sino a Sant’Anna di Stazzena.
    Molto belli e interessanti i commenti che hai saputo suscitare.
    Sai io James Senese me lo ricordo ancora prima dei NC, ovvero quando partecipò ad un Sanremo con un gruppo rhythm & blues che si chiamavano Showman, eseguirono “Un’avventura” di Battisti. In quell’edizione del festival ogni canzone veniva interpretata a coppie. Ero ancora 13enne ma già ascoltavo James Brown e quindi apprezzai molto quell’esecuzione, forse ancor di più di quella di Battisti.
    Ritengo che dietro tutto il fermento blues di quegli anni a Napoli ci fosse Renzo Arbore. Pensa negli Showman suonava anche Elio D’Anna che poi dette vita agli Osanna il cui primo disco (L’Uomo) fu recensito/pubblicizzato (in copertina) da Arbore.

  49. Paolo Popof ha detto:

    Ti ringrazio per le parole e per la condivisione.
    Mi sa che dovrò pubblicare qualcosa.

  50. Enza detta Masha ha detto:

    Grazie davvero, bellissima storia!!!

  51. Ivana Daccò ha detto:

    …che avevo ovviamente già letto, e apprezzato.
    NOn so se si coglie, ma faccio un po’ di confusione tra il tempo dei giorni e il tempo della mia testa. Cerco di non preoccuparmi ma…
    Sai, sono stata per decenni della mia vita una cinedipendente, non dico di una dipendenza paragonabile a quella dai libri ma quasi. Poi, per la verità, basta.
    Mi incuriosisce la filmografia contemporanea; ne seguo le vicende, in parte, essendo circondata da famliari che, anche se in aree diverse dalla mia, ne sono appassionati.
    Ma continuo a vedermi, per lo più, i miei vecchi film. Da sola, temo. A casa. Sono diventata anche un po’ misantropa e non mi attirano le sale cinematografiche come un tempo; e dunque va bene così.
    Mi piacerà questo film, sia o meno il più riuscito del regista, perché, ma sì, la storia, l’epoca, Pino Daniele, sono cosa mia.
    Amo comunque molto “leggere” dei film. Strano a pensarci, dato che solitamente non li ho visti e quasi certamente, per lo più, non li vedrò. E’ come un filo che lega il tempo della mia vita.
    I tuoi post sono sempre molto belli.

  52. lapinsu ha detto:

    Sono sempre stato convinto di aver visto tutti i film di Spike Lee, tuttavia devo ammettere che questo mi manca.
    Indubbiamente il genere (bellico) e la durata (quasi 3 ore) mi hanno dissuaso tutte le volte che me lo son trovato davanti.
    Tuttavia non posso ignorare i commenti lusinghieri che gli hai riservato, pertanto in quache modo dovrò recuperarlo.

    Visto che si parla di cinema, mi permetto di segnalarti alcune delle mie visioni che credo potrebbero stuzzicarti.
    Innanzitutto ti cito due film italiani e, visto che tu sai la mia ritrosia verso il cinema nostrano, già questa cosa è di per sè una notizia.
    VIVA LA LIBERTA’, sempre in bilico tra la commedia e la riflessione, con un Toni Servillo delizioso
    IN FONDO AL BOSCO: un gran bel thriller, con plot twist talmente sottili da non sembrare nemmeno italiano.

    Poi ci sono due film stranieri, affossati dalla critica, ma che io ho gradito:
    BECKETT (disponibile su Netflix): è chiaramente ispirato a Intrigo internazionale di Hitchcock, tuttavia è onesto e sincero, ricco di scene dove azione e suspence si mescolano sapientemente
    THE PROTEGE’ (disponibile su prime): ammetto di averlo visto solo per la protagonista tanto gnocca (maggie q), tuttavia grazie a due attori di supporto entrambi premi oscar (Samuel Jackson e Michael Keaton) il film assume uno spessore solido, ancorchè leggero.

    Se invece puoi, evita JUNGLE CRUISE, un film creato in laboratorio al solo scopo di solleticare il più possibile le papille gustative dello spettatore, senza per altro curarsi di trasmettere un sapore sincero, limitandosi a riflettere repliche plastificate simili al cibo giocattolo nelle ceste per bambini.

    • wwayne ha detto:

      Anch’io ho evitato a lungo Miracolo a Sant’Anna, e per i tuoi stessi motivi: mi spaventavano sia il genere che la durata. Entrambi si sono rivelati un falso problema: infatti Miracolo a Sant’Anna è più un giallo che un film di guerra, e ha una storia così coinvolgente che la sua durata non pesa minimamente.
      Leggo su Wikipedia che è stato un superflop (è costato 45 milioni e ne ha incassati 9 in tutto il mondo): se lo avessero accorciato e presentato come un giallo anziché un film di guerra sarebbero andati sicuramente in pari, anche perché il budget non era certo altissimo. Ma sappiamo bene che Spike Lee è il classico artista radicale e non incline ai compromessi: probabilmente è quel tipo di regista che dà in escandescenze anche solo se il produttore gli propone un taglio di 5 minuti.
      Riguardo a Jungle Cruise, l’espressione “creato in laboratorio” è perfettamente calzante, perché si vedeva già dal trailer che c’era un uso molto pesante e molto maldestro della CGI. E infatti non avevo intenzione di vederlo: tornerò al cinema per ben altro film, ovvero il prossimo action movie di Gerard Butler, Copshop (in uscita il 16 Settembre).
      Qualche giorno fa avevo condiviso con te le mie impressioni su Ultima notte a Manhattan: ti trovano d’accordo?

      • lapinsu ha detto:

        Riguardo le tue osservazioni sull’ultima opera di Winslow non potrei essere più d’accordo: il romanzo andava snellito nella prima parte, eccessivamente lenta e verbosa, a favore della seconda, più brillante e adrenalinica.
        Tuttavia, quest’opera resta secondo me un’incompiuta. Si trova in una terra di mezzo tra il Winslow epico della trilogia de IL CARTELLO o di THE FORCE e quello più action e scanzonato degli altri romanzi, ma il percorso è tortuoso e il risultato non all’altezza degli altri. Forse è solo una evoluzione artistica che si consoliderà nei prossimi romanzi, che comunque non vedo l’ora di scoprire.

        Colgo l’occasione per aggiornarti anche sugli ultimid ue film che ho visto.

        UNA DONNA PROMETTENTE:
        nutrivo grandi aspettative dal momento che ha vinto l’oscar per la miglior sceneggiatura originale, tuttavia sono stato parzialmente disattese. Intendiamoci: non è un brutto film e la Mulligan è bravissima, tuttavia non mi è parsa assolutamente una sceneggiatura degna di tal premio. Probabilmente è stata agevolata dal fatto che nel 2020 sono usciti pochissimi film e dall’oggetto principale della trama (vendetta per violenza sessuale) , questione molto sentita negli USA sull’onda del movimento #MeToo. Insomma, un film trascurabilissimo.

        L’OMBRA DELLE SPIE:
        questo non potrà non piacerti dal momento che innesta nei classici clichè degli spy-movie il sentimento dell’amicizia tra i due protagonisti, che mettono a repentaglio ciascuno la propria vita pur di salvare l’altro. Ho trovato quest’accappiata inconsueta (spionaggio e buoni sentimenti) così bella e originale che mi ha fatto adorare il film, tanto da dargli un bel 7.

      • wwayne ha detto:

        L’ombra delle spie l’ho registrato il giorno stesso della prima visione su SKY, ma non l’ho ancora visto: chiaramente il tuo parere positivo mi indurrà a colmare la lacuna quanto prima. Grazie mille per il commento e per le dritte! : )

      • lapinsu ha detto:

        Dopo un anno esatto ho fatto ritorno al cinema e il caso ha voluto che scegliessi un autentico filmone che probabilmente passerà fuori dai radar ma che merita assolutamente attenzione.
        IL COLLEZIONISTA DI CARTE è un thriller coi controcosi, avvince, seduce e ammalia. Oscar Isaac giganteggia in una sceneggiatura solida come raramente mi è capitato di ammirare. La sua natura più psicologia che d’azione lo renderà senz’altro indigesto al pubblico più superficiale, tuttavia è un film meraviglioso.
        Non ti far fuorviare dal titolo (il gioco d’azzardo è i realtà un elemento sussidiario nella narrazione) e gustatelo quanto prima.

      • wwayne ha detto:

        Ricordavo che Oscar Isaac era un tuo pupillo, quindi ero certo che avresti visto Il collezionista di carte. Non credevo tuttavia che ti interessasse così tanto da indurti a tornare al cinema: mi fa piacere che ne sia valsa la pena.
        A differenza tua Oscar Isaac non mi fa né caldo né freddo, ma gli riconosco il merito di aver recitato da protagonista in uno dei film più belli dello scorso decennio, The Promise. Per me il cast di quel film è un vero e proprio All Stars Team, perché riunisce il regista di Hotel Rwanda (uno dei miei film preferiti in assoluto), la mia pupilla Angela Sarafyan e Christian Bale, che è uno degli attori più bravi del mondo. Quasi quasi me lo rivedo! : ) Grazie mille per quest’altra dritta! : )

  53. The Butcher ha detto:

    Che bello leggere qualcuno che parla in maniera interessante di un film di Spike Lee. Come sempre riesci a fare delle introduzioni veramente affascinanti e quella che hai fatto oggi era veramente dolce e drammatica.
    Il film in questione a mio avviso è molto sottovalutato. Forse non è il migliore di Spike Lee, ma è un film davvero ben fatto con una trama interessante, capace di trasmettere forti emozioni.

  54. chiaramarinoni ha detto:

    Ciao wwayne
    bella storia che non conoscevo, grazie e tra l’altro scritta benissimo, come sempre riesci ad emozionare.
    Grazie per essere passato da me.
    Un abbraccio 🥰
    Chiara

  55. il barman del club ha detto:

    James Sanese non sarà mai diventato famoso come Pino, ma nell’ambiante della musica è un personaggio enorme, soprattutto pensando ai concerti dei “Napoli Centrale”, una band eccezionale. La sua figura non sarà mai dimenticata, come le pagine immortali dei migliori romanzi, e lui, è sempre stato il protagonista che in disparte, faceva opere meravigliose.

  56. Mapy ha detto:

    Quindi film da vedere assolutamente. ❤️

  57. Mapy ha detto:

    Grazie Wwayne, sei gentilissimo! A presto! ❤️

  58. sulfureo ha detto:

    Bello questo tuo raccontare, che in un certo senso rende giustizia ad un grande musicista, alla sua originalissima verve musicale. La sua musica innata è sempre stata di livello sia in Napoli Centrale che nel supergruppo con De Piscopo, Daniele, Esposito. Un maestro del ritmo sincopato e un’anima jazz mai banale e commerciale.
    Grazie per aver dato spazio a questo grande artista che meriterebbe una maggior attenzione dei media.

    • wwayne ha detto:

      Hai detto bene: James Senese è sempre stato un artista sperimentale e orgogliosamente anti – commerciale, e anche questo gli ha impedito di raggiungere lo stesso successo del suo allievo Pino Daniele. Ma sono convinto che lui stesso abbia preferito così, e potendo tornare indietro non cambierebbe una virgola della propria carriera.
      Ho adorato la tua ultima poesia, quindi metto il link qua nel mio blog, nella speranza che la apprezzino anche i miei lettori: https://sulfureo.wordpress.com/2021/08/17/cercando-luce-nel-buio/. Grazie a te per i complimenti e per il commento! : )

  59. Transit ha detto:

    Quando si parla di James Senese vuol dire parlare del gruppo musicale degli Showman questo perchè di quella band faceva parte anche Mario Musella che ha avuto una storia simile a James. Anche Mario aveva avuto un padre americano ma di sangue indiano. Mario purtroppo morì e aveva delle grandi doti canore e poteva dare ancora molto alla musica sia napoletana che italiana. Ti segnalo anche un libro in cui si parla della storia di Senese.

    James Senese. Je sto’ cca’ di Carmine Aymone.

    • wwayne ha detto:

      Hai ragione, Mario Musella aveva una storia molto simile a quella di James, ed è una splendida coincidenza che le loro strade si siano incrociate.
      Riguardo al libro, ne conoscevo l’esistenza e l’ho anche cercato, ma purtroppo è introvabile. Confido comunque che presto o tardi spunterà fuori su ebay. Grazie ancora per gli ottimi commenti che hai condiviso nel mio blog! : )

  60. Mr.Loto ha detto:

    Bella storia quella vera… la vita ha più fantasia degli sceneggiatori! 😉

  61. Cooking Dona ha detto:

    Quando leggo i tuoi post scopro sempre qualcosa di nuovo. Grazie mi hai incuriosito molto 😉

  62. zipgong ha detto:

    anche se lo hanno già detto tutti…un plauso.

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