Oggi parliamo di…

…cinema. E quando si parla di questo argomento, prima o poi il discorso cadrà inevitabilmente su uno dei suoi personaggi più interessanti: Martin Scorsese. L’ anno scorso é riuscito, alla ottava nomination in ventisette anni, a vincere l’ Oscar: già questo dà l’ idea non solo del suo talento, ma anche della sua tenacia. Quanti infatti avrebbero avuto la forza e la serenità, dopo sette delusioni così cocenti, di continuare a sfornare un capolavoro dopo l’ altro?
Un altro dettaglio notevole é il contrasto tra la sua immagine pubblica e ciò che di lui traspare dai suoi film. A vederlo, infatti, sembra una bravissima persona, solare, sempre allegra e sorridente, molto gentile e cortese. Poi vai a vedere un suo film di mafia, e rimani sconvolto: possibile che quel signore così carino abbia girato scene così cruente? (Se ci pensate, lo stesso accade con Ang Lee. Dai suoi film é evidente che é ossessionato dal sesso, in tutte le sue forme: eppure, quando appare in pubblico lascia la stessa ottima impressione.) Per me Scorsese riempie di violenza i suoi film di mafia non per il gusto di farlo, ma perché questo impone la sceneggiatura. Di conseguenza, per me non c’é contraddizione fra il suo essere (o almeno sembrare) una brava persona e la brutalità presente in alcuni suoi film.
Un ulteriore elemento di interesse é il fatto che abbia avuto tanti alti e bassi. Voi direte: per forza, é impossibile non toppare mai in 40 anni di carriera. Ok, ma vi assicuro che Scorsese, quando un film gli viene male, toppa in modo davvero clamoroso. L’ esempio migliore é "The Aviator", per il quale vi rimando all’ intervento del 23 Agosto. Volendo, però, si potrebbe considerare un errore anche il suo ultimo film, "The Departed". E’ un film con molte doti, ma manca di una componente fondamentale: l’ atmosfera. Vedendolo si rimane freddi, non si trova un personaggio per cui tifare, non ci si sente "dentro" al film come succedeva in "Casinò" e soprattutto in "Quei bravi ragazzi".
Al di là di tutto questo, però, Scorsese verrà ricordato soprattutto per la bellezza delle sue opere migliori. Quando é in forma, infatti, i suoi film sono quasi perfetti: la regia, la recitazione, la storia, tutto é al posto giusto nel momento giusto. E sono così belli che, quando hai finito di vederli, perdoni a Scorsese tutti i suoi fallimenti, e ti resta solo un sentimento di ammirazione.
Mentre scrivo, in sottofondo c’é "Treasure" degli Zuco 103: ascoltatela tutta, e poi ditemi (anzi, in questo caso scrivetemi) se non é un capolavoro.
Questo intervento ha numerosi spunti di discussione. Ad esempio, sicuramente vi sarà capitato di conoscere qualcuno che, come Scorsese e Ang Lee, vi ha lasciato perplessi perché si comportava in modo molto diverso a seconda dei periodi o delle situazioni: come avete colto la sua ambiguità, e perché secondo voi faceva così? Era semplicemente una persona falsa, o c’era dietro qualcosa di più complicato? 
Se avete visto almeno un film di Scorsese, poi, la discussione si fa ancora più interessante: condividete le mie opinioni, oppure c’é qualcosa da rivedere?
Aspetto come sempre i vostri commenti. A presto!
Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

8 risposte a Oggi parliamo di…

  1. annacarbich ha detto:

    Io ero molto prevenuta verso i film di Scorsese, perché non sopporto la violenza, ma dopo che ho visto Hugo Cabret mi sono ricreduta. E’ un film che parla di cinema in modo diverso. Ne parlo quihttp://annacarbich.wordpress.com/2014/02/06/fra-il-cucu-e-il-computer-ce-di-mezzo-un-automa/
    E’ sempre bello parlare di libri e di film!

  2. dr.hazamakuroo ha detto:

    A meno di convincersi che sclerotizzarsi sia utile per farsi riconoscere credo che gli uomini non abbiano un carattere definito. Tra quel che sembriamo quel che siamo e quel che vogliamo essere c’e’ un oceano di possibilita’. Specie le pulsioni violente sono dagli artisti espulse con le opere. Da Go Nagai a Hitchcock a Dario Argento a cosi’ tanti altri che non basterebbe una settimana a citarli… o se pensiamo a uno scrittore qualunque che esprime sia la voce dell’eroe che delle sue nemesi.

    • wwayne ha detto:

      Quando hai nominato Dario Argento mi hai fatto andare in brodo di giuggiole: è semplicemente il mio regista preferito, e Profondo rosso occupa una posizione altissima nella Top 10 dei film più belli che abbia mai visto.
      Mi dispiace moltissimo che la sua carriera sia andata in vacca, peraltro per fattori esterni alla qualità dei suoi film: alludo ai suoi pessimi rapporti con i produttori (Giallo è rimasto nel cassetto per anni a causa di questo), e al fatto che la critica abbia cominciato ad azzopparlo quando ancora produceva degli ottimi film. Penso ad esempio a Il cartaio, un buonissimo thriller che venne stroncato senza un perché.
      Insomma, il duplice ostruzionismo dei critici e dei produttori ha stretto la carriera di Argento in una tenaglia, lui ci è rimasto intrappolato e purtroppo non ne è più uscito. Spero che presto o tardi ci stupisca tutti, e decida di regalarci uno splendido canto del cigno.

      • dr.hazamakuroo ha detto:

        ho seguito Argento in cronologia dalla A alla Z e il suo Dracula azzoppato dal 3d. Non e’ deprimente che un regista non possa prendersi una cam digitale e mettersi a girare per strada con gli amici suoi un corto? Non se se rendo l’idea.

      • wwayne ha detto:

        Probabilmente Argento è troppo orgoglioso per mettersi a fare un cinema così povero. Ed è perfettamente comprensibile: ha lavorato con dei premi Oscar, i suoi film sono stati esportati in tutto il mondo, e quindi per uno che ha toccato delle vette così alte dev’essere durissimo anche solo pensare di mettersi a fare cinema come l’ultimo dei dilettanti.

      • dr.hazamakuroo ha detto:

        Bastano una penna e un pezzo di carta per esprimersi e anche con pochi mezzi se sei in gamba fai Evil Dead. Ora non vogilo fare di Dario un bersaglio ma e’ a questo che mi riferivo con lo sclerotizzarsi. se ha ipiacere a fare una cosa te ne sbatti dell’orgoglio e realizzi quanto vuoi realizzare. Certo il mondo del cinema e’ molto piu’ compromissorio di quello di carta… PS: ma sei cibernaticamente collegato al blog? C’hai un tempo di risposta che manco un microprocessore :DDD Comunque ora stacco. Domani procedo con il cronoviaggio. CIAO!

      • wwayne ha detto:

        I cyborg mi affascinano moltissimo, ma purtroppo non sono uno di loro… buon cronoviaggio! : )

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...