Cinematest

meryl streep

Qualche tempo fa mi sono imbattuto in un test molto carino, e dopo aver cambiato l’ordine delle domande ho deciso di farlo anch’io.

1) Qual è il film più bello che tu abbia mai visto? Il mio piede sinistro.
2) E il più brutto? Mulholland Drive.
3) Miglior commedia: La vita è bella.
4) Miglior horror: L’esorcista.
5) Miglior thriller: Profondo rosso.
6) Miglior film di guerra: Salvate il soldato Ryan.
7) Miglior film drammatico: Crash – contatto fisico.
8) Miglior film d’azione: L’eliminatore.
9) Miglior film di fantascienza: L’isola perduta.
10) Miglior film fantasy: Non seguo il genere.
11) Qual è il tuo regista preferito? Dario Argento.
12) Qual è il film al quale sei legato fin dall’infanzia? Praticamente tutta la filmografia di John Wayne, Arnold Schwarzenegger e Sylvester Stallone.
13) Quali sono i film che più ti hanno fatto piangere? Soltanto un film mi ha fatto piangere a dirotto: Tutto può cambiare. E il bello è che non è affatto un film triste: piansi perché ero commosso dalla sua bellezza.
14) E quelli che più ti hanno fatto ridere? Scemo e più scemo, Johnny Stecchino e Qualunquemente.
15) Quale film rivedresti centinaia di volte? In mezzo scorre il fiume.
16) Qual è il tuo genere preferito? Non c’è un genere specifico. Diciamo che mi sento più coinvolto quando la storia è realmente accaduta.
17) Quali sono i tuoi 3 personaggi preferiti? I protagonisti di … e giustizia per tutti; Hotel Ruanda; La dolce ala della giovinezza.
18) I tuoi 3 attori stranieri preferiti: Daniel Day Lewis, John Goodman, Mark Ruffalo. Il primo per il talento, il secondo per la simpatia, il terzo sia per il talento che per la simpatia.
19) Le tue 3 attrici straniere preferite: Meryl Streep, Heather Graham, Helen Hunt. La prima perché è brava, la seconda perché è bona, la terza perché è sia brava che bona.
20) Qual è l’attore/attrice che più odi? In vita mia ho odiato pochissime persone, e nessuna di loro era un attore o un’attrice.
21) Film italiano preferito: La vita è bella.
22) Attrice Italiana preferita: Donatella Finocchiaro.
23) Attore Italiano preferito: Alessandro Haber.
24) Un film che ti hanno trascinato al cinema a vederlo? Natale a Miami.
25) Qual è l’ultimo film che hai visto al cinema? Vizio di forma. Era meglio se restavo a casa.
26) Qual è l’ultima videocassetta/DVD che hai comprato/affittato? Tutto può cambiare.

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 64 commenti

Oscar 2015: sorprese e conferme

grand budapest hotel

Non poteva mancare il mio commento sulla notte degli Oscar, che anche quest’anno ho seguito in diretta.
Quando furono annunciate le nomination, scrissi che erano 3 i verdetti per cui tifavo: miglior canzone per Tutto può cambiare, miglior attore non protagonista Mark Ruffalo, miglior attrice non protagonista Keira Knightley. Nessuno dei 3 ha vinto, quindi per me è stata una cerimonia molto amara. Tuttavia, un motivo di consolazione ce l’ho: infatti altri due film che ho molto apprezzato, Selma e Grand Budapest Hotel, sono riusciti a tornare a casa con qualcosa in mano. Non era affatto scontato: il primo era penalizzato dalle poche nomination, il secondo dalla sua natura leggera e favolistica, così lontana dai film “seriosi” prediletti dall’Academy.
Mi ha fatto piacere anche la vittoria di Inarritu, meritevole di averci regalato dei filmoni come Amores perros e Babel.
Tra l’altro la decisione di premiare Birdman come miglior film mi ha sorpreso moltissimo: ero convinto che avrebbe vinto Boyhood, e che i media avessero ingigantito le chances di Birdman soltanto per mettere un po’ di pepe su un verdetto in realtà scontato. Alla fine invece Boyhood è stato un clamoroso flop, e ha preso soltanto un Oscar minore.
Dei premi agli attori, l’unico incerto era quello per il miglior attore protagonista. All’inizio si profilava un duello tra Cumberbatch (The Imitation Game) e Redmayne (La teoria del tutto), poi nelle ultime settimane aveva preso quota l’ipotesi Michael Keaton (Birdman). Alla fine l’ha spuntata Redmayne: è un attore giovane e con pochi film all’attivo, quindi solo il tempo dirà se è un fuoco di paglia o se invece è nata una nuova stella.
Analizzando le premiazioni nel loro complesso, ho l’impressione che l’Academy abbia tentato di gratificare il maggior numero di film possibile: American Sniper, Interstellar, The Imitation Game… tutti i titoli più popolari dell’anno hanno avuto il loro riconoscimento. Questo l’ho apprezzato molto: odio quando un unico film si prende tutta la torta, e tutti gli altri restano a bocca asciutta.
E voi, per quali film facevate il tifo? Cosa ne pensate delle premiazioni? E soprattutto, qual è il vostro film dell’anno?

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 74 commenti

Inseguire i propri sogni

sidney poitier 3

Nel 1865 gli Stati Uniti abolirono la schiavitù. Poco dopo, molti schiavi di origine africana virarono in massa verso la Florida, stato nel quale ciascuno di loro aveva il diritto di possedere, secondo la legge, “40 acri di terra e un mulo.”
Questa fu una sciagura per i latifondisti del Sud, che furono privati di quella manodopera gratuita sulla quale avevano prosperato per anni. Di conseguenza, misero insieme un esercito di mercenari e dettero loro un incarico preciso: raggiungere le carovane dei neri prima del loro arrivo in Florida, e costringerli con la forza a ritornare alle piantagioni.
Non predicare… spara! è un film basato su questa storia. Racconta la lunga ed estenuante fuga di un gruppo di schiavi verso la Florida, e il loro disperato tentativo di arrivarci prima di venire catturati e riportati indietro dai bianchi.
La trama è basata su un inseguimento, e quindi è molto avvincente; tuttavia, non è questo il maggior pregio di Non predicare… spara!. A rendere questo film unico è la simbiosi totale che si crea tra personaggi e spettatore. Minuto dopo minuto, tu conosci sempre meglio i vari membri del gruppo, vieni a conoscenza delle loro speranze e dei loro progetti per il futuro, e ti affezioni sempre di più a tutti loro. L’eccentrico predicatore che dà il titolo al film, il coraggioso Buck, la dolcissima Ruth… ognuno di loro è un personaggio nobile e speciale, che ha tutto il diritto di vedere realizzati i propri sogni, ma che deve lottare e rischiare la vita per inseguirli. E vedendo che questi progetti sono in pericolo, che basterebbe un minimo intoppo per rispedire tutti quegli schiavi nell’inferno che cercano di dimenticare, tu rimani incollato allo schermo come davanti a una partita dei Mondiali, e speri con tutto te stesso che alla fine ce la facciano ad arrivare in Florida, che tutti i loro sogni possano diventare realtà.
Concludo questo post con uno dei tanti splendidi dialoghi del film:

Voglio avere una casa da qualche parte con te, come la gente normale. Voglio darti dei figli, e allevarli dove non si sappia nemmeno che cosa vuol dire la parola schiavitù. Sogno soltanto di cucire, di fare cose belle per la mia famiglia, finché potrò muovere queste mani.

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , | 49 commenti

Mettiti nei miei panni

rambling rose 4

Come molti italiani della mia generazione, sono cresciuto nel mito della Sora Lella. Era un’attrice che faceva la nonna nei primi film di Verdone, e incarnava alla perfezione tutte le qualità necessarie per questo ruolo: un grande cuore, una simpatia infinita e un’assoluta purezza d’animo.
Di conseguenza, quando in un film mi capita di incontrare un personaggio femminile simile a lei, subito mi sciolgo davanti a tanta tenerezza, e mi sembra di tornar bambino. Questo è il motivo principale per cui ho adorato Rosa Scompiglio e i suoi amanti.
La trama di questo film è molto semplice. Una ricca famiglia americana, gli Hillyer, assume come domestica una ragazza povera in canna, soprannominata Rosa Scompiglio per la sua esuberanza. In breve tempo tutti i membri della famiglia sviluppano un grande affetto per lei, sono tutti conquistati dalla sua vivacità quasi infantile. In seguito, tuttavia, cominciano i problemi: la ragazza si concede a tutti gli uomini del paese, e arriva perfino a portarseli in camera di soppiatto. Quando il signor Hillyer si accorge di questo viavai, va su tutte le furie e decide di licenziare Rosa su due piedi.
Ed è qui che entra in gioco il personaggio simil – Sora Lella, ovvero la signora Hillyer. Lei si rende conto che la ragazza è un po’ troppo civettuola: tuttavia, ha intuito che Rosa agisce così non per lussuria né tantomeno per cattiveria, ma perché è una ragazza bisognosa di affetto. Invece di fermarsi alle apparenze e bollare Rosa come una poco di buono, la signora Hillyer cerca di capirla, astenendosi da qualsiasi giudizio moralistico. Ovviamente cerca anche di convincere il marito a non gettarla sul lastrico, perché ormai le vuole bene come a una figlia. Riuscirà a raggiungere il suo obiettivo, o prevarrà la linea dura del marito?
Come ho detto prima, il punto di forza di questo film è l’adorabile signora Hillyer: tuttavia, ci sono tanti altri dettagli che lo rendono davvero molto carino.
Prima di tutto, il messaggio. Questo film ti fa capire che, davanti ad un comportamento condannato dalla morale comune, giudicare e sputare sentenze è la reazione più facile, ma anche la più sbagliata: per capire davvero una persona bisogna provare a mettersi nei suoi panni, senza lasciarsi influenzare da pregiudizi di nessun tipo.
In secondo luogo, l’atmosfera. Anche se non c’è nessuna scena pienamente comica, il film ha un tono leggero, e generalmente non indugia più di tanto sulle parti tese o tristi della vicenda.
Infine, tutto il resto. L’intesa tra la signora Hillyer e Rosa (infatti le due attrici sono madre e figlia nella vita reale), la sontuosa interpretazione di Robert Duvall nel ruolo del marito, le splendide e assolate campagne del Sud degli Stati Uniti a fare da sfondo… certo, ci sono anche dei lati negativi (ad esempio, alcune scene le ho trovate troppo scabrose), ma a mio parere sono ampiamente compensati dai mille pregi e dalla profonda umanità che traspare da questa storia. Non mi ha stupito scoprire che era uno dei film preferiti di Lady Diana, e credo che piacerebbe molto anche a voi.

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , | 48 commenti

Vi devo confessare una cosa…

BEGIN AGAIN

Fino allo scorso Ottobre non mi era mai capitato di piangere per un film. Molti mi hanno fatto venire gli occhi lucidi, ma il pianto a dirotto, quello con i lacrimoni caldi che ti scorrono giù per le guance, nessun film era mai riuscito a provocarmelo.
Poi, appunto lo scorso Ottobre, andai al cinema a vedere Tutto può cambiare. Quanto piansi per quel film. Non una, ma ben 3 volte. Piansi anche mentre tornavo a casa, ripensando a tutte le emozioni che avevo provato durante la visione. E il bello è che Tutto può cambiare non è affatto un film triste: piansi perché ero commosso dalla sua bellezza.
Di conseguenza, sono STRAFELICE che questo film abbia ottenuto una nomination agli Oscar (per la miglior canzone). Tra l’altro meritatissima: Lost Stars è un brano magnifico.
Ovviamente spero che i due attori principali di quel film vinceranno l’Oscar, anche se sono candidati (come non protagonisti) per titoli diversi: The Imitation Game per Keira Knightley, Foxcatcher per Mark Ruffalo.
Ma passiamo a commentare le nomination nelle altre categorie.
Per l’Oscar al miglior film e alla miglior regia (li considero in coppia, perché spesso vengono dati allo stesso film) prevedevo un dualismo The Imitation Game/Selma: avevo sentito parlare bene di Boyhood, ma credevo che la sua natura indie e sperimentale gli avrebbe tarpato le ali nella corsa ai premi più importanti. Alla fine invece non solo Boyhood si è rivelato l’asso pigliatutto ai Golden Globes, ma ha anche preso una vagonata di nomination. A questo punto, dato che Selma è stato un clamoroso flop, credo che soltanto The Imitation Game possa ostacolare l’ascesa inarrestabile di Boyhood. Escludo comunque di vedere il film di Linklater: ho letto che parla di una famiglia sfasciata, e questo tipo di storie proprio non lo digerisco.
Per l’Oscar al miglior attore ho la sensazione che se la giochino Benedict Cumberbatch (The Imitation Game) ed Eddie Redmaine (La teoria del tutto): entrambi hanno il vantaggio di interpretare dei personaggi straordinari, e i giurati dell’Academy sono notoriamente sensibili al fascino delle grandi personalità.
Al limite come outsider potrei vedere Steve Carell (Foxcatcher), perché ho letto in un articolo che “sta ricevendo molti elogi per la sua impressionante trasformazione.”
Tra l’altro questo è stato un anno eccezionale per le interpretazioni maschili: oltre ai 3 che ho appena citato, erano in lizza per una nomination anche Bradley Cooper (American Sniper), Michael Keaton (Birdman), Jake Gyllenhaal (Nightcrawler) e Joaquin Phoenix (Vizio di forma). Alla fine ce l’hanno fatta soltanto i primi due: Bradley Cooper mi sta molto simpatico, quindi tiferò per lui.
Per quanto riguarda invece l’Oscar alla migliore attrice, non c’è molto da dire: Julianne Moore (Still Alice) sembra imbattibile.
Dei film nominati oltre a Tutto può cambiare ho visto soltanto L’amore bugiardo – Gone girl (candidato per la migliore attrice protagonista). Confesso di non averlo amato molto: i film sulle famiglie in crisi sono forse quelli che detesto di più in assoluto, ma anche quelli sulle coppie in crisi non mi fanno certo impazzire… ad ogni modo, riconosco a questo film il merito di essere una potente ed efficacissima denuncia contro la tv del dolore (della quale noi italiani sappiamo qualcosa).
E voi, quali film avete visto tra quelli nominati? Per chi tiferete alla notte degli Oscar? E soprattutto, quali sono i film che vi hanno fatto piangere?

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 83 commenti

Noi siamo infinito

noi siamo infinito 9I film americani, quando appartengono ad un sottogenere ben preciso, tendono ad avere tutti la stessa identica trama.
Se è un film sportivo, ci sarà una squadra scarsissima, formata da giocatori inesperti e imbranati, che riuscirà miracolosamente a vincere il campionato.
Se è un film d’azione, ci sarà un palestrato armato fino ai denti e con la bava alla bocca, che tenta di salvare una damigella in pericolo.
Se è un film catastrofico, ci sarà un’imminente fine del mondo, scongiurata all’ultimo secondo dal provvidenziale intervento di un eroe senza macchia e senza paura.
Poi ci sono i film romanticoni. Si basano quasi tutti su un triangolo amoroso: un ragazzo un po’ sfigatello ama una ragazza bellissima, ma lei è già fidanzata con uno cento volte più figo.
Il mese scorso Lapinsù ha confessato la sua passione per questo genere nella sua recensione di A case of you: adesso io lo seguo a ruota, parlandovi di Noi siamo infinito.
Anche qui c’è il triangolo amoroso che vi ho descritto prima; tuttavia, ci sono tanti dettagli che rendono questo film superiore a tutti gli altri dello stesso tipo.
In primo luogo, i comprimari. Noi siamo infinito non si concentra soltanto sullo sfigato di turno e sulla bellezza che lui cerca di conquistare: i due infatti fanno parte di un gruppo di amici davvero fantastici, che con la loro simpatia rubano più volte la scena ai veri protagonisti del film.
In secondo luogo, il mistero. Durante il film si fa più volte allusione ad alcuni fatti del passato che hanno pesantemente influenzato la vita del protagonista, senza mai spiegarli con chiarezza: poi con il passare dei minuti questi eventi misteriosi vengono svelati uno dietro l’altro, regalandoci dei colpi di scena assolutamente imprevedibili.
Infine, tutto il resto. Una splendida colonna sonora, l’atmosfera che si crea quando i ragazzi mangiano tutti insieme, le scene ambientate a Natale… Noi siamo infinito è un film da vedere a casa con gli amici, con una cioccolata calda in grembo e una coperta a scaldarvi le ginocchia. E anche se deciderete di vederlo in un altro contesto, sono sicuro che vi piacerà comunque moltissimo.

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 103 commenti

Serate con gli amici

???????????????????????????????

Miles ha dei genitori apprensivi, una scarsa vita sociale e un’inquietante tendenza a recitare sempre e comunque il ruolo dello sfigato.
Poi si trasferisce in un college dell’Alabama, e la sua vita cambia da così a così. Per un gigantesco colpo di fortuna, gli viene assegnato come compagno di stanza il ragazzo più simpatico della scuola, Chip Martin detto il Colonnello. Questo autentico fuoriclasse dello scherzo prende Miles sotto la sua ala protettrice, gli insegna a vivere e gli presenta i suoi amici più fidati: il suo braccio destro Takumi e soprattutto lei, Alaska, bella come il sole, ribelle quanto basta e spumeggiante quasi quanto il Colonnello.
Così assistiamo alla vita universitaria di questo piccolo ma scatenato gruppo di amici: il Colonnello che organizza gli scherzi e le feste, Takumi che gli fa da spalla, Miles che tenta di far colpo su Alaska, lei che lo stuzzica ma in realtà pensa a un altro… insomma, una girandola di situazioni divertenti e appassionanti che più vai avanti a leggerle e più pensi “Cavolo, un libro così bello non l’ho mai letto in vita mia.”
Poi una sera Alaska riceve una telefonata. Quella breve conversazione telefonica la porta a scappare dal campus in piena notte, senza dire a nessuno chi l’ha chiamata, cosa si sono detti e perché ha tanta urgenza di andarsene da lì. Il romanzo a quel punto diventa un giallo, in cui questi misteri vengono dipanati a poco a poco, fino allo stupendo finale.
Non voglio aggiungere nient’altro su Cercando Alaska di John Green. Vi dico soltanto che, di tutti i libri che ho letto quest’anno, questo è quello che mi ha fatto più ridere, più commuovere, più riflettere su quanto gli amici possano cambiare in meglio la nostra vita.
Se non avete ancora deciso cosa regalare ai vostri amici per Natale, scegliete Cercando Alaska: andrete sul sicuro.

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 60 commenti