Il ritmo dell’Estate

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Beverly, Meg e Alexa sono amiche da sempre, e suonano insieme in un gruppo rock. Finché sono al liceo la musica per loro è solo un passatempo, un modo diverso dal solito per passare i fine settimana. Poi, nell’Estate dopo la maturità, decidono di fare sul serio, e partono per un vero e proprio tour attraverso gli Stati Uniti.
Ad accompagnarle sul suo furgoncino è Colby, un loro compagno di classe. E’ proprio lui a raccontarci le peripezie di questa sgangherata e simpaticissima rock band, descrivendo i loro viaggi alla scoperta del mondo, i loro concerti scatenati, i loro incontri più curiosi, e tutti gli episodi divertenti e tragicomici che hanno reso indimenticabile la loro prima Estate da diplomati.
Il ritmo dell’Estate di Nina Lacour è quindi il diario di viaggio di Colby. Ma è anche tanto, tanto altro. E’ un libro che parla della bellezza di essere giovani e liberi, della gioia di condividere con i tuoi amici la stagione migliore dell’anno, di tutte le piccole e grandi cose che rendono speciale la nostra vita. E soprattutto, è un libro scritto con uno stile così fresco e diretto che ti sembra di essere davvero lì su quel furgoncino, con Colby e le sue amiche, a cantare le canzoni del prossimo concerto e a ridere sulle disavventure della serata prima. E’ senza dubbio il libro più bello che abbia letto quest’anno, e ve lo raccomando senza esitazioni.

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La ciliegina sulla torta

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Brad Pitt è condannato dalla sua bellezza a interpretare quasi sempre il ruolo principale. Dico condannato perché, per la sua capacità di essere incisivo anche con pochi minuti a disposizione, io l’ho sempre ritenuto uno straordinario attore non protagonista. Non a caso in alcuni dei suoi film più belli, da In mezzo scorre il fiume a The Counselor, lui aveva solo una parte di contorno. Vento di passioni non fa eccezione.
Questo film narra la storia della famiglia Ludlow, composta da un padre e tre fratelli. Più che di una storia, si tratta di un intero universo: in essa convivono la pace e la guerra, l’amore e l’odio, le gioie più intense e le tristezze più nere, che i vari membri della famiglia attraversano con reazioni completamente opposte, come è normale vista la loro diversità di caratteri. E tu, mentre ti lasci trasportare dal vento di passioni che stravolge più volte le loro esistenze, finisci per identificarti ora con l’uno ora con l’altro membro della famiglia, perché le emozioni che lui sta provando in quel momento le hai provate anche tu, e sai bene quanto possano portarti in alto o trascinarti nell’abisso.
In questa storia non esistono buoni o cattivi, forti o deboli, puri o impuri: c’è soltanto la vita, con tutti i suoi lati più belli e più oscuri, e i mille tentativi che ciascuno di noi compie per provare a gestirla. E non importa se alla fine ci sei riuscito o meno: l’importante è sapere che non ti sei fatto schiacciare dai tuoi drammi, e hai vissuto fino in fondo i tuoi momenti migliori.
A fare da cornice alle tante vicende narrate ci sono gli splendidi paesaggi del Montana. Sono stati quelli ad attirare la mia attenzione, durante i primi minuti del film. Poi, quando ho finito di vederlo, ho capito che sono soltanto la ciliegina sopra una delle torte più buone che abbia mai mangiato. Vi consiglio caldamente di provarla anche voi.

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Una spalla su cui ridere

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Talvolta, all’interno di una storia, un personaggio di contorno si rivela essere mille volte più interessante di quelli principali. Un esempio recente e famosissimo è il Dr. Schultz di Django Unchained: impossibile immaginare quel film senza di lui, sarebbe come il pane senz’olio. Un altro ottimo esempio è Piccoli imprevisti tra amiche di Frances Whiting.
La trama di questo libro è molto semplice. Lulu è una ragazza mediamente carina, che ad un certo punto si fidanza con Josh, un belloccio incontrato casualmente al supermercato. Lulu fa l’errore clamoroso di presentare Josh alla sua amica strafiga Annabelle: ovviamente questo insano gesto fa partire un triangolo amoroso, che si dipana tra mille colpi di scena fino all’ultima pagina.
Se i personaggi fossero soltanto questi 3, il libro sarebbe soltanto l’ennesimo romanzetto rosa che rimescola ingredienti triti e ritriti, offrendo al lettore una minestra riscaldata così tante volte da aver mandato in tilt il microonde. Per fortuna, però, abbiamo anche un quarto personaggio: il datore di lavoro di Lulu, il grandissimo DJ Duncan. Carismatico, con la battuta sempre pronta (rigorosamente sporca e/o politicamente scorretta), sempre pronto ad aiutarti prima ancora che tu glielo chieda… Duncan si accorge che Lulu soffre tremendamente per i suoi problemi di cuore, e sfodera tutta la sua simpatia per tirarla su di morale. La sottotrama dell’amicizia tra i due è senza dubbio il punto di forza del libro: più vai avanti a leggere e più pensi che Duncan è l’amico che tutti noi vorremmo avere, quel tipo di persona che con la sua sola presenza rende il mondo un posto migliore. E dopo un po’ ti accorgi anche che il triangolo amoroso è passato completamente in secondo piano: a te interessa solo che in qualche modo Duncan ricompaia sulla scena, portando con sé il suo spirito istrionico, le sue battute fulminanti e le sue iniziative strampalate ma geniali al tempo stesso.
Ringrazio di cuore Chiara Nicolazzo per avermi fatto scoprire questo libro, e ve lo raccomando senza esitazioni.

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Una bella sorpresa

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Io e Liam Neeson non ci conosciamo. Non mi ha mai concesso una foto durante un incontro casuale per strada. Non mi ha mai fatto un autografo su un red carpet. Non mi ha nemmeno comprato una casa con vista Colosseo a mia insaputa. Eppure gli sono infinitamente grato.
Questa gratitudine deriva dal fatto che ha avuto un ruolo decisivo in alcuni dei film più belli degli ultimi 30 anni. Negli anni 80 ha fatto Mission, negli anni 90 Schindler’s list, e dagli anni 2000 in poi il Batman di Nolan. E questo solo per citare i più famosi.
Alcuni di questi film sarebbero stati belli anche senza di lui, ma la sua presenza dà sempre quel tocco in più, quel qualcosa che da solo rende il film degno di essere visto. Run all night non fa eccezione.
Questo film ruota attorno a due amici di vecchia data: uno è un boss mafioso, l’altro è il suo sicario di fiducia. I loro figli hanno preso strade completamente diverse: il pargolo del boss si avvia a raccogliere l’eredità del padre, mentre il figlio del sicario ha preferito rompere ogni contatto con la sua famiglia e costruirsi una vita onesta. Tutto fila liscio come l’olio, finché il figlio del boss non compie un omicidio sotto gli occhi del figlio del sicario: questo fatto casuale innesca una reazione a catena piena di eventi spettacolari e imprevedibili, che non vi riassumo per ovvi motivi.
Sono andato a vedere Run all night con l’aspettativa di godermi un film d’azione, e in effetti chi ama questo genere non rimarrà deluso: le sparatorie, le scazzottate e le corse folli in macchina non mancano di certo. Tuttavia, in questo film c’è anche qualcosa che non mi sarei mai aspettato, ovvero delle riflessioni profondissime sulla vita e sui valori che le danno senso. L’amicizia, la famiglia, la lealtà alla parola data… i personaggi positivi di questo film basano tutte le loro azioni su questi principi, e li portano avanti a qualsiasi costo, non importa quanto pesanti siano le conseguenze. E così, quando ti alzi dalla poltrona, a restarti impresse non sono le sparatorie o le esplosioni, ma la grandezza morale che questi personaggi hanno saputo esprimere, suscitando in te un sentimento di ammirazione infinita.
Ci sono i film che ti intrattengono mentre li guardi ma poi scompaiono senza lasciare traccia, e poi ci sono quelli che dopo la visione ti rimangono in testa per giorni, portandoti a meditare sulla trama, su te stesso e sulla vita in generale. Run all night è uno di questi film, ed è per questo che sono così fiero di averlo visto.

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I miei personaggi preferiti

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La settimana scorsa datraversa ha stilato una classifica dei suoi personaggi cinematografici preferiti: da essa ho tratto spunto per questo post, in cui elenco i 10 ruoli maschili e femminili che adoro di più.
Nota a margine: Ho escluso i personaggi realmente esistiti e quelli interpretati da attori a cui sono troppo affezionato per esprimere un giudizio obiettivo.

10) Jules in Pulp Fiction (Samuel L. Jackson): Ovviamente tutti i personaggi di questo film avrebbero potuto ottenere un posto nella mia classifica. Tra tutti ho scelto Jules, perché è di gran lunga quello che mi ha fatto più ridere.
9) Il Dr. Schultz in Django Unchained (Christoph Waltz): Il personaggio Tarantiniano per eccellenza, sempre in bilico tra violenza e ironia. Forse il caso più clamoroso che ci sia di “comprimario che fa scomparire il protagonista.”
8) Marv in Sin City (Mickey Rourke): E con lui completiamo la triade dei personaggi violenti e ironici allo stesso tempo. Ho messo Marv più in alto rispetto agli altri due perché è quello con cui mi identifico di più: mi rivedo nella sua grinta, nella sua ironia e nella tenacia con cui persegue i suoi obiettivi. E’ anche il personaggio più sfaccettato: uccide gli uomini in tutti i modi possibili ma non toccherebbe mai una donna, sa essere brutale ma anche delicato, può essere il tuo migliore amico o il tuo peggiore incubo. Come potevo escluderlo dalla mia Top 10?
7) Il Conte in I love Radio Rock (Philip Seymour Hoffman): Come avrete capito, adoro l’umorismo politicamente scorretto. Di conseguenza, I love Radio Rock non poteva mancare in questa classifica, e men che meno poteva mancare il Conte, che di quel film è la stella più luminosa.
6) Akeem ne Il principe cerca moglie (Eddie Murphy): Di gran lunga il miglior ruolo, il miglior film e la miglior interpretazione di Eddie Murphy. Lo rivedo sempre con piacere.
5) Chance in La dolce ala della giovinezza (Paul Newman): Chance è un ragazzo che vuole disperatamente rincontrare una sua vecchia fiamma, ma è ostacolato dalla famiglia di lei, che lo vede come il fumo negli occhi. Tuttavia lui non si perde d’animo, e cerca di superare tutte le difficoltà che trova sul suo cammino. Chiunque abbia lottato e sofferto per amore deve assolutamente vedere questo film.
4) Dan Mulligan in Tutto può cambiare (Mark Ruffalo): Quando incappiamo in un clamoroso fallimento, alcuni di noi si deprimono e si piangono addosso, altri invece si rimboccano le maniche e cominciano a ricostruire la loro vita. Dan appartiene a quest’ultima categoria: la sua forza d’animo, il suo carisma e la sua infinita simpatia lo rendono un personaggio semplicemente adorabile. Tutto può cambiare è senza dubbio il film più bello che io abbia visto negli anni 10.
3) Arthur Kirkland in … e giustizia per tutti (Al Pacino): L’onestà è una virtù splendida, uno dei valori più belli che una persona possa avere, ma talvolta per difendere i propri valori c’è un prezzo altissimo da pagare. Arthur sarà disposto a fare questo sacrificio? Non posso dirvelo, naturalmente. Posso soltanto consigliarvi di guardare … e giustizia per tutti: ne sarete deliziati.
2) Sean McGuire in Will Hunting – Genio ribelle (Robin Williams): Tutti ricordano Robin Williams soprattutto per L’attimo fuggente. Io l’ho apprezzato di più in quest’altro film, dove tra l’altro ha un ruolo molto simile.
1) Forrest Gump (Tom Hanks): Mi ritengo incapace di dire qualcosa che renda giustizia alla bellezza di questo personaggio e del film omonimo. Posso soltanto mettergli al collo una strameritata medaglia d’oro.

10) Malkina in The Counselor (Cameron Diaz): Poteva mancare una femme fatale nella mia Top 10? Ho scelto Malkina perché, tra tutte quelle che mi sono venute in mente, lei è quella che influisce di più sulle vicende di tutti i protagonisti, trascinandoli tutti nella sua rete di sesso, intrighi e potere.
9) Carol Connelly in Qualcosa è cambiato (Helen Hunt): Carol è una donna sofisticata, dall’umorismo sottile, che attrae gli uomini soprattutto con la personalità e il portamento. Adoro questo genere di donna, quindi un posto nella mia Top 10 non glielo toglie proprio nessuno.
8) Alice Loudon in Killing me softly (Heather Graham): Se Helen Hunt è la donna sofisticata, che ti affascina più con il cervello che con il fisico, Heather Graham invece è sesso allo stato puro. Killing me softly non è il suo film migliore, ma è quello che meglio riesce a cogliere (e a sfruttare senza ritegno) la sua straripante carica erotica. Un gigantesco grazie a Lapinsù per avermelo segnalato.
7) Suor Aloysius ne Il dubbio (Meryl Streep): Tendiamo a pensare che le persone simpatiche siano buone, e quelle antipatiche siano cattive. Il dubbio ci fa capire quanto sia sbagliata questa associazione di idee: Padre Flynn è simpatico, ma è marcio fin nel midollo; Suor Aloysius è antipatica, ma è anche una donna di assoluta integrità morale.
6) Sandra in Two lovers (Vinessa Shaw): Il protagonista di questo film è indeciso tra due donne: la femme fatale Michelle e la brava ragazza Sandra. Vado matto per le ragazze della porta accanto, quindi quest’ultima mi ha decisamente fatto venire gli occhi a cuoricino.
5) Suor Maria Claretta in Sister Act (Whoopi Goldberg): Quanto lo adoro Sister Act. Più il secondo del primo: forse perché mi identifico con i ragazzi a cui lei fa da prof di musica.
4) Ruby Thewes in Ritorno a Cold Mountain (Renee Zellweger): In questo film viene raccontata una storia d’amore molto intensa e molto coinvolgente: di conseguenza, l’attenzione è puntata soprattutto sui due protagonisti. In mezzo a loro si ritaglia comunque uno spazio importante Ruby, a mio giudizio uno dei personaggi “spalla” più riusciti nella storia del cinema.
3) La signora Hillyer in Rosa Scompiglio e i suoi amanti (Diane Ladd): Per i motivi elencati qui.
2) La nonna in Acqua e sapone (Elena Fabrizi): Semplicemente la nonna che ognuno di noi vorrebbe avere. La Sora Lella è un mito della mia generazione, e io mi sciolgo ogni volta che la rivedo.
1) La bambina di Little Miss Sunshine (Abigail Breslin): Anche lei un personaggio adorabile. Il suo candore e la sua simpatia mi sono rimasti nel cuore, e le valgono un convintissimo primo posto.

E voi? Quali sono i vostri personaggi preferiti?

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Cinematest

meryl streep

Qualche tempo fa mi sono imbattuto in un test molto carino, e dopo aver cambiato l’ordine delle domande ho deciso di farlo anch’io.

1) Qual è il film più bello che tu abbia mai visto? Il mio piede sinistro.
2) E il più brutto? Mulholland Drive.
3) Miglior commedia: La vita è bella.
4) Miglior horror: L’esorcista.
5) Miglior thriller: Profondo rosso.
6) Miglior film di guerra: Salvate il soldato Ryan.
7) Miglior film drammatico: Crash – contatto fisico.
8) Miglior film d’azione: L’eliminatore.
9) Miglior film di fantascienza: L’isola perduta.
10) Miglior film fantasy: Non seguo il genere.
11) Qual è il tuo regista preferito? Dario Argento.
12) Qual è il film al quale sei legato fin dall’infanzia? Praticamente tutta la filmografia di John Wayne, Arnold Schwarzenegger e Sylvester Stallone.
13) Quali sono i film che più ti hanno fatto piangere? Soltanto un film mi ha fatto piangere a dirotto: Tutto può cambiare. E il bello è che non è affatto un film triste: piansi perché ero commosso dalla sua bellezza.
14) E quelli che più ti hanno fatto ridere? Scemo e più scemo, Johnny Stecchino e Qualunquemente.
15) Quale film rivedresti centinaia di volte? In mezzo scorre il fiume.
16) Qual è il tuo genere preferito? Non c’è un genere specifico. Diciamo che mi sento più coinvolto quando la storia è realmente accaduta.
17) Quali sono i tuoi 3 personaggi preferiti? I protagonisti di … e giustizia per tutti; Hotel Ruanda; La dolce ala della giovinezza.
18) I tuoi 3 attori stranieri preferiti: Daniel Day Lewis, John Goodman, Mark Ruffalo. Il primo per il talento, il secondo per la simpatia, il terzo sia per il talento che per la simpatia.
19) Le tue 3 attrici straniere preferite: Meryl Streep, Heather Graham, Helen Hunt. La prima perché è brava, la seconda perché è bona, la terza perché è sia brava che bona.
20) Qual è l’attore/attrice che più odi? In vita mia ho odiato pochissime persone, e nessuna di loro era un attore o un’attrice.
21) Film italiano preferito: La vita è bella.
22) Attrice Italiana preferita: Donatella Finocchiaro.
23) Attore Italiano preferito: Alessandro Haber.
24) Un film che ti hanno trascinato al cinema a vederlo? Natale a Miami.
25) Qual è l’ultimo film che hai visto al cinema? Vizio di forma. Era meglio se restavo a casa.
26) Qual è l’ultima videocassetta/DVD che hai comprato/affittato? Tutto può cambiare.

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Oscar 2015: sorprese e conferme

grand budapest hotel

Non poteva mancare il mio commento sulla notte degli Oscar, che anche quest’anno ho seguito in diretta.
Quando furono annunciate le nomination, scrissi che erano 3 i verdetti per cui tifavo: miglior canzone per Tutto può cambiare, miglior attore non protagonista Mark Ruffalo, miglior attrice non protagonista Keira Knightley. Nessuno dei 3 ha vinto, quindi per me è stata una cerimonia molto amara. Tuttavia, un motivo di consolazione ce l’ho: infatti altri due film che ho molto apprezzato, Selma e Grand Budapest Hotel, sono riusciti a tornare a casa con qualcosa in mano. Non era affatto scontato: il primo era penalizzato dalle poche nomination, il secondo dalla sua natura leggera e favolistica, così lontana dai film “seriosi” prediletti dall’Academy.
Mi ha fatto piacere anche la vittoria di Inarritu, meritevole di averci regalato dei filmoni come Amores perros e Babel.
Tra l’altro la decisione di premiare Birdman come miglior film mi ha sorpreso moltissimo: ero convinto che avrebbe vinto Boyhood, e che i media avessero ingigantito le chances di Birdman soltanto per mettere un po’ di pepe su un verdetto in realtà scontato. Alla fine invece Boyhood è stato un clamoroso flop, e ha preso soltanto un Oscar minore.
Dei premi agli attori, l’unico incerto era quello per il miglior attore protagonista. All’inizio si profilava un duello tra Cumberbatch (The Imitation Game) e Redmayne (La teoria del tutto), poi nelle ultime settimane aveva preso quota l’ipotesi Michael Keaton (Birdman). Alla fine l’ha spuntata Redmayne: è un attore giovane e con pochi film all’attivo, quindi solo il tempo dirà se è un fuoco di paglia o se invece è nata una nuova stella.
Analizzando le premiazioni nel loro complesso, ho l’impressione che l’Academy abbia tentato di gratificare il maggior numero di film possibile: American Sniper, Interstellar, The Imitation Game… tutti i titoli più popolari dell’anno hanno avuto il loro riconoscimento. Questo l’ho apprezzato molto: odio quando un unico film si prende tutta la torta, e tutti gli altri restano a bocca asciutta.
E voi, per quali film facevate il tifo? Cosa ne pensate delle premiazioni? E soprattutto, qual è il vostro film dell’anno?

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