Film per San Valentino

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Il mese scorso la blogger Frou Frou mi ha fatto una proposta interessante. Io avrei dovuto scegliere 3 film (uno per gli anni 90, uno per gli anni 2000 e uno per gli anni 10): di questi titoli io avrei fatto una recensione cinematografica, e lei li avrebbe commentati sotto l’aspetto artistico, concentrandosi su aspetti come il make up, i costumi, le pettinature eccetera. Ho accettato molto volentieri, e questo post a 4 mani è il risultato della nostra collaborazione. Le mie parti sono quelle scritte in corsivo.

Anni 90: Pretty Woman

Guardando questo film ciò che salta immediatamente all’attenzione è che Vivian prima di diventare la principessa della favola di Marshall frequentava i marciapiedi, provocando con intensi smokey eyes abbinati a carnose labbra rosse (sullo smagliante sorriso di un’indimenticabile Julia Roberts).
L’accostamento, che 25 anni fa veniva volutamente scelto per rappresentare la vita delle prostitute, oggi non solo è sfacciatamente di moda, ma è il voluttuoso connubio che le star prediligono per ammaliare la stampa sul red carpet.

frou frou 4In antitesi ai look esibiti la sera si contrappongono i no make up del giorno, i morbidi e cotonati boccoli di Vivian, così belli da far passare in secondo piano anche le sopracciglia arruffate (spero irripetibili, nonostante il grande ritorno delle sopracciglia bushy).

frou frou 5La trama è più o meno quella di Cenerentola, rivisitata in chiave urbana e politicamente scorretta: e non alludo soltanto al fatto che Vivian sia una prostituta, ma anche alla critica che viene fatta dello spietato mondo degli affari. Apparentemente è Edward che redime Vivian togliendola dalla strada, ma in realtà è lei che redime lui, facendogli capire che razza di squalo è diventato e quali sono le cose che veramente contano. Una perfetta favola moderna.

Anni 2000: L’amore non va in vacanza

Doveva essere proprio un viaggio nella fantasia il dialogo tra Cameron Diaz e Olivia, quando la bambina si complimenta con quell’insolita presenza femminile giunta in casa per “un bell’ombretto” mai pervenuto, in realtà, agli occhi degli spettatori.

frou frou 7 Ed aggiunge “un bel rossetto”, un non ben identificato gloss dal nome “baci di fragola”, epiteto mai più ritrovato dai gloriosi tempi del magazine Cioè.
In realtà il film è precursore di una grande tendenza che arriverà poco più tardi sugli scatti Instagram di tutti i vip: il no make up.

frou frou 8 Tutti noi ci siamo trovati a dover gestire situazioni amorose problematiche. Nella maggior parte dei casi, ciò che le rendeva così pesanti ai nostri occhi era la consapevolezza che quei problemi di coppia erano irrisolvibili, o comunque quasi insormontabili. E’ per questo che ho apprezzato così tanto L’amore non va in vacanza: perché affronta questi temi drammatici con toni da commedia, riuscendo a farcene sorridere, e soprattutto facendoci vivere per 2 ore in un mondo perfetto, dove anche le difficoltà più gigantesche vengono superate in un battito di ciglia. Qualcuno potrà trovarlo stucchevole e inverosimile, io invece penso che sia un film ideale per chiunque stia attraversando un momento difficile. Soprattutto se è per problemi di cuore.

Anni 10: Il grande Gatsby

Gli anni 20 non smettono di essere attuali e la nostra Daisy rimarrà la nostra icona beauty forever, immortalata per sempre nelle riprese de Il grande Gatsby.

frou frou 6 L’incarnato diafano era la prassi negli anni 20: le pelli delle donne dell’alta aristocrazia non dovevano mai essere baciate dal sole, per distinguersi da quelle della servitù. Pallida o luminosa che dir si voglia, l’incarnato di Daisy è riscaldato da un accenno di blush, che le conferisce un’aura di dolcezza.
Gli occhi sono anch’essi delicati e vestiti di soft smokey tutto sui toni del grigio e del nero, ovviamente enfatizzati da ciglia finte, tutto in linea con la personalità della protagonista Carey Mulligan. Le sopracciglia in compenso sono state allungate ed infoltite, come vigevano negli anni 20.
Dal primo all’ultimo minuto questo film non cessa mai di stupire lo spettatore, sia per lo sfarzo magniloquente che riempie gli occhi ad ogni sequenza, sia per la profondità e i mille colpi di scena della trama. E tutto questo senza mai stancare: al contrario, mentre lo guardi ti senti più vivo che mai, e quando quest’incanto finisce avresti voglia di riviverlo subito da capo. Il grande Gatsby è decisamente un film che resterà per sempre nel cuore e negli occhi di chiunque lo veda.

Soltanto quando ho finito di scrivere il post mi sono accorto che per tutti e 3 i decenni avevo scelto un film d’amore: evidentemente l’atmosfera da San Valentino mi ha contagiato. E voi? Qual è il primo film che vi viene in mente pensando agli anni 90, 2000 e 10? E quali film consigliate per San Valentino?

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Un film completamente folle

la grande scommessa

Mi ha sempre attirato la figura dell’outsider. In molte storie c’è un personaggio sottovalutato, al quale nessuno darebbe una lira, e che invece si rivela essere il più furbo di tutti: ecco, io per questi personaggi con l’asso nella manica ho sempre provato una simpatia smisurata.
E’ per questo che ho apprezzato così tanto La grande scommessa: perché la storia ruota attorno ad alcuni uomini (realmente esistenti) che riuscirono a prevedere la crisi economica del 2008, e su questa intuizione scommisero tutto: i loro soldi, la loro credibilità, la loro intera vita. All’inizio furono derisi, ma alla lunga le loro sensazioni si rivelarono fondate, e questo ebbe le ripercussioni più diverse sulle loro esistenze: non ve le anticipo per ovvi motivi.
Di questo film ho adorato non solo la storia, ma anche lo stile particolarissimo con cui viene raccontata. I personaggi usano molti termini tecnici, ma questo non ostacola affatto la comprensione dello spettatore, perché dalle loro azioni si capisce sempre perfettamente la sostanza di ciò che stanno dicendo. E le poche volte in cui non si capisce, ecco il colpo di genio del regista: un personaggio a turno rompe l’illusione scenica, e rivolgendosi direttamente allo spettatore gli spiega in parole povere ciò che sta succedendo, ironizzando lui per primo sull’eccessivo tecnicismo del linguaggio finanziario (“Avete mai sentito parlare di mutui sub – prime? Ecco, è il modo in cui noi chiamiamo la merda di cane.”) Talvolta la rottura dell’illusione scenica avviene in modo ancora più giocoso, perché il momento “spiegone” viene affidato ad una sventola da urlo, con effetti esilaranti: in sala, davanti a Margot Robbie che parlava del sistema bancario ammiccando in una vasca da bagno, siamo scoppiati a ridere fino alle lacrime!
E le follie di Una grande scommessa non finiscono qui. Il regista, evidentemente un appassionato di pop art, ha riempito il film di continui riferimenti alla cultura di massa: così capita che un personaggio accenda la tv e si metta a seguire un’intervista a Britney Spears, oppure che in un momento topico del film si sentano i Gorillaz in sottofondo. La grande scommessa è un film strapieno di citazioni, battute, trovate di regia e stimoli visivi, e tutti questi dettagli te li tira fuori dal cilindro ad un ritmo vorticoso, praticamente un colpo di genio al minuto. Così al termine della visione avresti voglia di rivederlo da capo, per gustarti quelli che ti sono piaciuti di più e cogliere i riferimenti che ad una prima visione ti erano sfuggiti. E’ anche da questo che si riconosce un grande film.

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Attori che mi porto dentro

rocky

Ognuno di noi ha una serie di attori preferiti. Alcuni li hai visti spesso quand’eri piccolo, e quindi te li porti dentro perché li consideri come un terzo genitore. Altri ti hanno colpito perché interpretano dei personaggi nei quali ti identifichi, perché sono la persona che sei o che vorresti essere. Poi ci sono quelli che ti travolgono con la loro personalità o la loro simpatia, e quindi non importa quanto faccia schifo il film, basta che ci siano loro e per te sarà comunque una goduria.
Attori come questi sono estremamente rari. Almeno per me: quelli per cui sento un attaccamento così viscerale si possono contare sulle dita di una mano. Ebbene, agli Oscar di quest’anno hanno nominato (come migliori attori non protagonisti) ben due membri di questa ristrettissima lista: Mark Ruffalo e Sylvester Stallone. Per entrambi provo un affetto smisurato, e quindi non posso dirvi per chi tiferò dei due: sarebbe come chiedermi a chi voglio più bene tra mamma e papà. Se mi chiedete invece chi sia il favorito, vi rispondo Sly senza scaramanzie: sì, lo so che in molti spingono per Rylance, ma va tenuto di conto lo straordinario affetto che gli americani hanno per il personaggio di Rocky. E conosciamo bene l’abitudine dell’Academy di votare più il personaggio che l’attore…
Per quanto riguarda le nomination nelle altre categorie, come ogni anno non sono mancate le sorprese. Forse la più grossa è la mancata candidatura di Ridley Scott, per il quale sembrava profilarsi una sorta di “Oscar alla carriera” per The Martian. A questo punto l’Oscar per la miglior regia è quantomai incerto: probabilmente i giudici dell’Academy voteranno il miglior film, e sceglieranno il regista di conseguenza.
E proprio per quanto riguarda la categoria principale, a mio giudizio il favorito è Spotlight. Mad Max è un film troppo povero di contenuti per aggiudicarsi la statuetta più prestigiosa, e The Revenant non vincerà perché sarebbe troppo anomalo premiare 2 film dello stesso regista per 2 anni consecutivi. Ad ogni modo, per Spotlight mi aspettavo molte più nomination, perché la critica sta “spingendo” questo film da mesi. Proprio per questo non so se vincerà la statuetta principale, perché cominciare a spingere un film con troppo anticipo può essere controproducente: si rischia che, dopo mesi di battage, l’Academy si stufi e viri all’ultimo su un altro film. E’ quello che accadde, ad esempio, quando Crash – Contatto fisico prevalse su I segreti di Brokeback Mountain.
Per quanto riguarda il miglior attore, se Di Caprio non dovesse farcela (con lui non si sa mai…), vorrei che a sorpassarlo fosse Fassbender, stratosferico nel sottovalutato The Counselor. Niente da dire invece sulle 10 attrici candidate: le poche che mi stanno simpatiche hanno già vinto.
Per quanto riguarda gli altri film candidati, non mi stupisce affatto che siano rimasti ai margini Joy e The Hateful Eight, perché entrambi i trailer non mi avevano convinto. Mi incuriosisce molto invece La grande scommessa: in quanto a finanza sono ignorante quanto una capra, ma da fan di White Collar non posso fare a meno di sentirmi attratto verso film di questo genere. E voi? Quali titoli vi incuriosiscono tra quelli nominati? E per quali film e attori tiferete alla notte degli Oscar?

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Indovina chi viene a cena?

Sora Lella

Qualche giorno fa Lapinsù si è posto una domanda interessante: se tu potessi invitare a cena 7 personaggi cinematografici, chi sceglieresti? E cosa gli faresti mangiare? Ecco la mia risposta.

La nonna di Acqua e sapone (Elena Fabrizi): Perché nessuno cucina come le nonne. E soprattutto, perché nessuno saprebbe animare la serata come la Sora Lella.
Il protagonista di Cobra (Sylvester Stallone): Dentro di me, ben nascosta, cova un’anima tamarra. Di conseguenza, non posso esimermi dall’invitare alla cena il buon vecchio Stallone, nei panni del personaggio più coattone che abbia mai interpretato.
Il Conte di I love Radio Rock (Philip Seymour Hoffman): In ogni serata che si rispetti ci vuole un buon sottofondo musicale. Se poi il dj oltre che bravo è anche simpatico, puoi star certo che comunque vada sarà un successo.
Dan Mulligan di Tutto può cambiare (Mark Ruffalo): Ok, il dj della serata è il Conte, ma io Dan ce lo voglio a tutti i costi.
Arthur Kirkland di … e giustizia per tutti (Al Pacino): Nelle cene tra amici ci vuole sempre qualcuno che è più intelligente degli altri, e riesce a dare sostanza alla discussione con la sua parlantina, il suo carisma e i suoi valori. Perfetto anche per appianare eventuali piccole divergenze.
Bill Sanford di Le ragazze del Coyote Ugly (John Goodman): La verità è che volevo John Goodman, e non sapevo quale scegliere dei suoi personaggi. Alla fine ho scelto il tenerissimo papà che interpreta in questo film: Le ragazze del Coyote Ugly sarebbe un ottimo film anche senza di lui, ma il suo cameo è davvero la ciliegina sulla torta.
L’ispettore Brannigan (John Wayne): John Wayne interpretava sempre lo stesso personaggio: il duro e puro che mantiene una condotta onesta a qualsiasi costo. Subiva degli svantaggi per la determinazione con cui difendeva i suoi valori, e sapeva benissimo che abbandonandoli ci avrebbe guadagnato; tuttavia lui non si lasciava tentare, non prendeva in considerazione nemmeno per un secondo l’idea di venir meno alla propria coscienza. Per il grandissimo esempio morale che John Wayne ha dato a tutti noi, io non solo lo invito, ma lo metto a capotavola.

Passiamo al menù:

Antipasto: crostini salsiccia e stracchino. Il gusto deciso della salsiccia ben arrostita, mitigato da quello più morbido e delicato dello stracchino. Un esordio coi fiocchi.
Primo: spaghetti all’amatriciana. Se ben fatti, gli spaghetti al pomodoro sono già un capolavoro, ma la pancetta (o il guanciale, se il piatto è cucinato da un purista) è davvero la ciliegina sulla torta.
Secondo: rosticciana, ovvero un piatto toscano a base di costine di maiale. Vanno fatte al barbecue: dopo un po’ che le tieni lì a cuocere, la parte esterna diventa croccante, quella interna morbidissima e succosa. In più, non devi neanche fare lo sforzo di separare la carne dall’osso come quando mangi il pollo arrosto: se lasciata cuocere per il tempo giusto, la carne della rosticciana si ammorbidisce così tanto che basta tirarla leggermente con i denti per sfilarla dall’osso.
Dolce: Cheesecake al cioccolato bianco. E ovviamente il cioccolato va mescolato insieme al Philadelphia, non soltanto sparso sulla cima della torta.
Vino: Moscato d’Asti. Sarebbe andato benissimo anche il Fragolino, ma poi ci ho ripensato: il Fragolino mi stende dopo un bicchiere, il Moscato d’Asti invece lo reggo anche se me ne scolo una bottiglia intera.

E voi? Chi invitereste e cosa gli fareste mangiare?

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Ciò che conta davvero

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Adoro i film di Natale. Intendiamoci, non mi riferisco ai cinepanettoni targati Boldi & De Sica, ma ai film americani ambientati in questo periodo dell’anno. Tra l’altro è un genere che, invece di diventare ripetitivo, trova sempre il modo di reinventarsi e migliorarsi: ad esempio, negli ultimi anni ne sono usciti alcuni, come Stanno tutti bene e Noi siamo infinito, che mi fanno brillare gli occhi al solo ricordo. Natale all’improvviso mi ha fatto provare le stesse sensazioni.
Ci sarebbe molto da dire sulla trama di questo film: i personaggi sono tutti interessanti e ben definiti (inclusi i comprimari), la storia intreccia le loro vite senza mai diventare noiosa o difficile da seguire, e il film ci riserva alcuni colpi di scena davvero deliziosi.
Ma sono altri i dettagli che rendono Natale all’improvviso un film speciale. Il regista ha omaggiato i suoi film preferiti, ha messo la miglior musica possibile nei momenti topici del film, e soprattutto ha tentato con trasporto di trasmetterci i suoi valori, di farci capire che cosa conta davvero nella vita. Natale all’improvviso brucia di tutte queste passioni, ed è per questo che ve lo consiglio senza esitazioni.

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Ti aiutiamo noi

wild cardNick è un personaggio molto simile al Wolf di Pulp Fiction: chiunque abbia bisogno di un lavoro sporco, lo chiama e gli dà carta bianca su come risolvere la situazione. Tutto fila liscio come l’olio, finché una sua vecchia fiamma non bussa alla sua porta con una storia sconvolgente: Danny De Marco, figlio di un potente boss di Las Vegas, l’ha attirata con una scusa in una camera d’albergo e poi ha abusato di lei. Parte così la missione più dura che Nick abbia mai affrontato: vendicare quella violenza, e uccidere Danny De Marco.
Joker – Wild Card si basa su un tema tipico di molti film, quello della vendetta. Tuttavia, in questo film abbiamo una novità rispetto ai soliti schemi: qui non c’è un uomo solo a combattere contro il mondo intero, ma un’intera squadra. Nick può contare infatti su un gruppo di amici che gli sono fedeli al 100%, e che non esitano a rischiare la vita per aiutarlo nella sua folle impresa. C’è il miliardario annoiato, che mette i propri soldi e la propria intelligenza a totale disposizione di Nick; c’è il boss con un codice morale (un superbo Stanley Tucci), che si intromette nel conflitto con l’obiettivo di ridurre al minimo gli spargimenti di sangue; ci sono le donne, tante donne, tutte a loro modo innamorate di Nick e tutte determinate a fare l’impossibile per mantenerlo in vita.
Ed è qui che emerge lo splendido messaggio di fondo del film: se ci sono i tuoi amici ad aiutarti, niente è impossibile. Con la solidarietà, l’altruismo e la fiducia reciproca, anche l’impresa più disperata ha qualche possibilità di riuscita. E a quel punto diventa del tutto secondario sapere se Nick riuscirà o meno ad uccidere Danny: se anche fallisse nel suo obiettivo, sarebbe comunque un uomo ricco e felice, perché ha tante persone che gli vogliono bene, e che nel momento del bisogno glielo hanno dimostrato con i fatti. Joker – Wild Card è un inno all’amicizia prima ancora che un bel film, ed è per questo che l’ho adorato così tanto.

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Voglio farcela

we are your friends

Adoro la musica. Mi piace tutta, da quella intima e struggente al più becero unz unz discotecaro.
Di conseguenza, quando mi è capitato sotto gli occhi il trailer del film We are your friends, sapevo benissimo che mi sarebbe piaciuto. Tuttavia, non ero assolutamente preparato a godere di tanta bellezza.
We are your friends è la storia di un dj che cerca di sfondare, e di tutti i comprimari che riempiono la sua vita: i suoi amici di sempre, il dj esperto che lo prende sotto l’ala, la ragazza che ama… come suggerisce il titolo, ciascuno di loro cerca di aiutarlo a realizzare il suo sogno, e contribuisce in modo decisivo anche alla sua maturazione come persona.
We are your friends quindi, oltre ad essere un film musicale, è anche un racconto di formazione, la storia di un ragazzo che cerca di crescere come uomo prima ancora che come artista. E questa storia è raccontata in modo magistrale, con mille scene semplicemente perfette: appena ne finisce una subito ne comincia un’altra ancora più bella, in un crescendo che ti lascia sempre più estasiato.
Non riesco a dire nient’altro su questo film. Soprattutto, non riesco neanche lontanamente a tradurre in parole la sua bellezza. Posso soltanto consigliarvi di vederlo: non ve ne pentirete.

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