Una bella sorpresa

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Io e Liam Neeson non ci conosciamo. Non mi ha mai concesso una foto durante un incontro casuale per strada. Non mi ha mai fatto un autografo su un red carpet. Non mi ha nemmeno comprato una casa con vista Colosseo a mia insaputa. Eppure gli sono infinitamente grato.
Questa gratitudine deriva dal fatto che ha avuto un ruolo decisivo in alcuni dei film più belli degli ultimi 30 anni. Negli anni 80 ha fatto Mission, negli anni 90 Schindler’s list, e dagli anni 2000 in poi il Batman di Nolan. E questo solo per citare i più famosi.
Alcuni di questi film sarebbero stati belli anche senza di lui, ma la sua presenza dà sempre quel tocco in più, quel qualcosa che da solo rende il film degno di essere visto. Run all night non fa eccezione.
Questo film ruota attorno a due amici di vecchia data: uno è un boss mafioso, l’altro è il suo sicario di fiducia. I loro figli hanno preso strade completamente diverse: il pargolo del boss si avvia a raccogliere l’eredità del padre, mentre il figlio del sicario ha preferito rompere ogni contatto con la sua famiglia e costruirsi una vita onesta. Tutto fila liscio come l’olio, finché il figlio del boss non compie un omicidio sotto gli occhi del figlio del sicario: questo fatto casuale innesca una reazione a catena piena di eventi spettacolari e imprevedibili, che non vi riassumo per ovvi motivi.
Sono andato a vedere Run all night con l’aspettativa di godermi un film d’azione, e in effetti chi ama questo genere non rimarrà deluso: le sparatorie, le scazzottate e le corse folli in macchina non mancano di certo. Tuttavia, in questo film c’è anche qualcosa che non mi sarei mai aspettato, ovvero delle riflessioni profondissime sulla vita e sui valori che le danno senso. L’amicizia, la famiglia, la lealtà alla parola data… i personaggi positivi di questo film basano tutte le loro azioni su questi principi, e li portano avanti a qualsiasi costo, non importa quanto pesanti siano le conseguenze. E così, quando ti alzi dalla poltrona, a restarti impresse non sono le sparatorie o le esplosioni, ma la grandezza morale che questi personaggi hanno saputo esprimere, suscitando in te un sentimento di ammirazione infinita.
Ci sono i film che ti intrattengono mentre li guardi ma poi scompaiono senza lasciare traccia, e poi ci sono quelli che dopo la visione ti rimangono in testa per giorni, portandoti a meditare sulla trama, su te stesso e sulla vita in generale. Run all night è uno di questi film, ed è per questo che sono così fiero di averlo visto.

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I miei personaggi preferiti

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La settimana scorsa datraversa ha stilato una classifica dei suoi personaggi cinematografici preferiti: da essa ho tratto spunto per questo post, in cui elenco i 10 ruoli maschili e femminili che adoro di più.
Nota a margine: Ho escluso i personaggi realmente esistiti e quelli interpretati da attori a cui sono troppo affezionato per esprimere un giudizio obiettivo.

10) Jules in Pulp Fiction (Samuel L. Jackson): Ovviamente tutti i personaggi di questo film avrebbero potuto ottenere un posto nella mia classifica. Tra tutti ho scelto Jules, perché è di gran lunga quello che mi ha fatto più ridere.
9) Il Dr. Schultz in Django Unchained (Christoph Waltz): Il personaggio Tarantiniano per eccellenza, sempre in bilico tra violenza e ironia. Forse il caso più clamoroso che ci sia di “comprimario che fa scomparire il protagonista.”
8) Marv in Sin City (Mickey Rourke): E con lui completiamo la triade dei personaggi violenti e ironici allo stesso tempo. Ho messo Marv più in alto rispetto agli altri due perché è quello con cui mi identifico di più: mi rivedo nella sua grinta, nella sua ironia e nella tenacia con cui persegue i suoi obiettivi. E’ anche il personaggio più sfaccettato: uccide gli uomini in tutti i modi possibili ma non toccherebbe mai una donna, sa essere brutale ma anche delicato, può essere il tuo migliore amico o il tuo peggiore incubo. Come potevo escluderlo dalla mia Top 10?
7) Il Conte in I love Radio Rock (Philip Seymour Hoffman): Come avrete capito, adoro l’umorismo politicamente scorretto. Di conseguenza, I love Radio Rock non poteva mancare in questa classifica, e men che meno poteva mancare il Conte, che di quel film è la stella più luminosa.
6) Akeem ne Il principe cerca moglie (Eddie Murphy): Di gran lunga il miglior ruolo, il miglior film e la miglior interpretazione di Eddie Murphy. Lo rivedo sempre con piacere.
5) Chance in La dolce ala della giovinezza (Paul Newman): Chance è un ragazzo che vuole disperatamente rincontrare una sua vecchia fiamma, ma è ostacolato dalla famiglia di lei, che lo vede come il fumo negli occhi. Tuttavia lui non si perde d’animo, e cerca di superare tutte le difficoltà che trova sul suo cammino. Chiunque abbia lottato e sofferto per amore deve assolutamente vedere questo film.
4) Dan Mulligan in Tutto può cambiare (Mark Ruffalo): Quando incappiamo in un clamoroso fallimento, alcuni di noi si deprimono e si piangono addosso, altri invece si rimboccano le maniche e cominciano a ricostruire la loro vita. Dan appartiene a quest’ultima categoria: la sua forza d’animo, il suo carisma e la sua infinita simpatia lo rendono un personaggio semplicemente adorabile. Tutto può cambiare è senza dubbio il film più bello che io abbia visto negli anni 10.
3) Arthur Kirkland in … e giustizia per tutti (Al Pacino): L’onestà è una virtù splendida, uno dei valori più belli che una persona possa avere, ma talvolta per difendere i propri valori c’è un prezzo altissimo da pagare. Arthur sarà disposto a fare questo sacrificio? Non posso dirvelo, naturalmente. Posso soltanto consigliarvi di guardare … e giustizia per tutti: ne sarete deliziati.
2) Sean McGuire in Will Hunting – Genio ribelle (Robin Williams): Tutti ricordano Robin Williams soprattutto per L’attimo fuggente. Io l’ho apprezzato di più in quest’altro film, dove tra l’altro ha un ruolo molto simile.
1) Forrest Gump (Tom Hanks): Mi ritengo incapace di dire qualcosa che renda giustizia alla bellezza di questo personaggio e del film omonimo. Posso soltanto mettergli al collo una strameritata medaglia d’oro.

10) Malkina in The Counselor (Cameron Diaz): Poteva mancare una femme fatale nella mia Top 10? Ho scelto Malkina perché, tra tutte quelle che mi sono venute in mente, lei è quella che influisce di più sulle vicende di tutti i protagonisti, trascinandoli tutti nella sua rete di sesso, intrighi e potere.
9) Carol Connelly in Qualcosa è cambiato (Helen Hunt): Carol è una donna sofisticata, dall’umorismo sottile, che attrae gli uomini soprattutto con la personalità e il portamento. Adoro questo genere di donna, quindi un posto nella mia Top 10 non glielo toglie proprio nessuno.
8) Alice Loudon in Killing me softly (Heather Graham): Se Helen Hunt è la donna sofisticata, che ti affascina più con il cervello che con il fisico, Heather Graham invece è sesso allo stato puro. Killing me softly non è il suo film migliore, ma è quello che meglio riesce a cogliere (e a sfruttare senza ritegno) la sua straripante carica erotica. Un gigantesco grazie a Lapinsù per avermelo segnalato.
7) Suor Aloysius ne Il dubbio (Meryl Streep): Tendiamo a pensare che le persone simpatiche siano buone, e quelle antipatiche siano cattive. Il dubbio ci fa capire quanto sia sbagliata questa associazione di idee: Padre Flynn è simpatico, ma è marcio fin nel midollo; Suor Aloysius è antipatica, ma è anche una donna di assoluta integrità morale.
6) Sandra in Two lovers (Vinessa Shaw): Il protagonista di questo film è indeciso tra due donne: la femme fatale Michelle e la brava ragazza Sandra. Vado matto per le ragazze della porta accanto, quindi quest’ultima mi ha decisamente fatto venire gli occhi a cuoricino.
5) Suor Maria Claretta in Sister Act (Whoopi Goldberg): Quanto lo adoro Sister Act. Più il secondo del primo: forse perché mi identifico con i ragazzi a cui lei fa da prof di musica.
4) Ruby Thewes in Ritorno a Cold Mountain (Renee Zellweger): In questo film viene raccontata una storia d’amore molto intensa e molto coinvolgente: di conseguenza, l’attenzione è puntata soprattutto sui due protagonisti. In mezzo a loro si ritaglia comunque uno spazio importante Ruby, a mio giudizio uno dei personaggi “spalla” più riusciti nella storia del cinema.
3) La signora Hillyer in Rosa Scompiglio e i suoi amanti (Diane Ladd): Per i motivi elencati qui.
2) La nonna in Acqua e sapone (Elena Fabrizi): Semplicemente la nonna che ognuno di noi vorrebbe avere. La Sora Lella è un mito della mia generazione, e io mi sciolgo ogni volta che la rivedo.
1) La bambina di Little Miss Sunshine (Abigail Breslin): Anche lei un personaggio adorabile. Il suo candore e la sua simpatia mi sono rimasti nel cuore, e le valgono un convintissimo primo posto.

E voi? Quali sono i vostri personaggi preferiti?

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Cinematest

meryl streep

Qualche tempo fa mi sono imbattuto in un test molto carino, e dopo aver cambiato l’ordine delle domande ho deciso di farlo anch’io.

1) Qual è il film più bello che tu abbia mai visto? Il mio piede sinistro.
2) E il più brutto? Mulholland Drive.
3) Miglior commedia: La vita è bella.
4) Miglior horror: L’esorcista.
5) Miglior thriller: Profondo rosso.
6) Miglior film di guerra: Salvate il soldato Ryan.
7) Miglior film drammatico: Crash – contatto fisico.
8) Miglior film d’azione: L’eliminatore.
9) Miglior film di fantascienza: L’isola perduta.
10) Miglior film fantasy: Non seguo il genere.
11) Qual è il tuo regista preferito? Dario Argento.
12) Qual è il film al quale sei legato fin dall’infanzia? Praticamente tutta la filmografia di John Wayne, Arnold Schwarzenegger e Sylvester Stallone.
13) Quali sono i film che più ti hanno fatto piangere? Soltanto un film mi ha fatto piangere a dirotto: Tutto può cambiare. E il bello è che non è affatto un film triste: piansi perché ero commosso dalla sua bellezza.
14) E quelli che più ti hanno fatto ridere? Scemo e più scemo, Johnny Stecchino e Qualunquemente.
15) Quale film rivedresti centinaia di volte? In mezzo scorre il fiume.
16) Qual è il tuo genere preferito? Non c’è un genere specifico. Diciamo che mi sento più coinvolto quando la storia è realmente accaduta.
17) Quali sono i tuoi 3 personaggi preferiti? I protagonisti di … e giustizia per tutti; Hotel Ruanda; La dolce ala della giovinezza.
18) I tuoi 3 attori stranieri preferiti: Daniel Day Lewis, John Goodman, Mark Ruffalo. Il primo per il talento, il secondo per la simpatia, il terzo sia per il talento che per la simpatia.
19) Le tue 3 attrici straniere preferite: Meryl Streep, Heather Graham, Helen Hunt. La prima perché è brava, la seconda perché è bona, la terza perché è sia brava che bona.
20) Qual è l’attore/attrice che più odi? In vita mia ho odiato pochissime persone, e nessuna di loro era un attore o un’attrice.
21) Film italiano preferito: La vita è bella.
22) Attrice Italiana preferita: Donatella Finocchiaro.
23) Attore Italiano preferito: Alessandro Haber.
24) Un film che ti hanno trascinato al cinema a vederlo? Natale a Miami.
25) Qual è l’ultimo film che hai visto al cinema? Vizio di forma. Era meglio se restavo a casa.
26) Qual è l’ultima videocassetta/DVD che hai comprato/affittato? Tutto può cambiare.

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Oscar 2015: sorprese e conferme

grand budapest hotel

Non poteva mancare il mio commento sulla notte degli Oscar, che anche quest’anno ho seguito in diretta.
Quando furono annunciate le nomination, scrissi che erano 3 i verdetti per cui tifavo: miglior canzone per Tutto può cambiare, miglior attore non protagonista Mark Ruffalo, miglior attrice non protagonista Keira Knightley. Nessuno dei 3 ha vinto, quindi per me è stata una cerimonia molto amara. Tuttavia, un motivo di consolazione ce l’ho: infatti altri due film che ho molto apprezzato, Selma e Grand Budapest Hotel, sono riusciti a tornare a casa con qualcosa in mano. Non era affatto scontato: il primo era penalizzato dalle poche nomination, il secondo dalla sua natura leggera e favolistica, così lontana dai film “seriosi” prediletti dall’Academy.
Mi ha fatto piacere anche la vittoria di Inarritu, meritevole di averci regalato dei filmoni come Amores perros e Babel.
Tra l’altro la decisione di premiare Birdman come miglior film mi ha sorpreso moltissimo: ero convinto che avrebbe vinto Boyhood, e che i media avessero ingigantito le chances di Birdman soltanto per mettere un po’ di pepe su un verdetto in realtà scontato. Alla fine invece Boyhood è stato un clamoroso flop, e ha preso soltanto un Oscar minore.
Dei premi agli attori, l’unico incerto era quello per il miglior attore protagonista. All’inizio si profilava un duello tra Cumberbatch (The Imitation Game) e Redmayne (La teoria del tutto), poi nelle ultime settimane aveva preso quota l’ipotesi Michael Keaton (Birdman). Alla fine l’ha spuntata Redmayne: è un attore giovane e con pochi film all’attivo, quindi solo il tempo dirà se è un fuoco di paglia o se invece è nata una nuova stella.
Analizzando le premiazioni nel loro complesso, ho l’impressione che l’Academy abbia tentato di gratificare il maggior numero di film possibile: American Sniper, Interstellar, The Imitation Game… tutti i titoli più popolari dell’anno hanno avuto il loro riconoscimento. Questo l’ho apprezzato molto: odio quando un unico film si prende tutta la torta, e tutti gli altri restano a bocca asciutta.
E voi, per quali film facevate il tifo? Cosa ne pensate delle premiazioni? E soprattutto, qual è il vostro film dell’anno?

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Inseguire i propri sogni

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Nel 1865 gli Stati Uniti abolirono la schiavitù. Poco dopo, molti schiavi di origine africana virarono in massa verso la Florida, stato nel quale ciascuno di loro aveva il diritto di possedere, secondo la legge, “40 acri di terra e un mulo.”
Questa fu una sciagura per i latifondisti del Sud, che furono privati di quella manodopera gratuita sulla quale avevano prosperato per anni. Di conseguenza, misero insieme un esercito di mercenari e dettero loro un incarico preciso: raggiungere le carovane dei neri prima del loro arrivo in Florida, e costringerli con la forza a ritornare alle piantagioni.
Non predicare… spara! è un film basato su questa storia. Racconta la lunga ed estenuante fuga di un gruppo di schiavi verso la Florida, e il loro disperato tentativo di arrivarci prima di venire catturati e riportati indietro dai bianchi.
La trama è basata su un inseguimento, e quindi è molto avvincente; tuttavia, non è questo il maggior pregio di Non predicare… spara!. A rendere questo film unico è la simbiosi totale che si crea tra personaggi e spettatore. Minuto dopo minuto, tu conosci sempre meglio i vari membri del gruppo, vieni a conoscenza delle loro speranze e dei loro progetti per il futuro, e ti affezioni sempre di più a tutti loro. L’eccentrico predicatore che dà il titolo al film, il coraggioso Buck, la dolcissima Ruth… ognuno di loro è un personaggio nobile e speciale, che ha tutto il diritto di vedere realizzati i propri sogni, ma che deve lottare e rischiare la vita per inseguirli. E vedendo che questi progetti sono in pericolo, che basterebbe un minimo intoppo per rispedire tutti quegli schiavi nell’inferno che cercano di dimenticare, tu rimani incollato allo schermo come davanti a una partita dei Mondiali, e speri con tutto te stesso che alla fine ce la facciano ad arrivare in Florida, che tutti i loro sogni possano diventare realtà.
Concludo questo post con uno dei tanti splendidi dialoghi del film:

Voglio avere una casa da qualche parte con te, come la gente normale. Voglio darti dei figli, e allevarli dove non si sappia nemmeno che cosa vuol dire la parola schiavitù. Sogno soltanto di cucire, di fare cose belle per la mia famiglia, finché potrò muovere queste mani.

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Mettiti nei miei panni

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Come molti italiani della mia generazione, sono cresciuto nel mito della Sora Lella. Era un’attrice che faceva la nonna nei primi film di Verdone, e incarnava alla perfezione tutte le qualità necessarie per questo ruolo: un grande cuore, una simpatia infinita e un’assoluta purezza d’animo.
Di conseguenza, quando in un film mi capita di incontrare un personaggio femminile simile a lei, subito mi sciolgo davanti a tanta tenerezza, e mi sembra di tornar bambino. Questo è il motivo principale per cui ho adorato Rosa Scompiglio e i suoi amanti.
La trama di questo film è molto semplice. Una ricca famiglia americana, gli Hillyer, assume come domestica una ragazza povera in canna, soprannominata Rosa Scompiglio per la sua esuberanza. In breve tempo tutti i membri della famiglia sviluppano un grande affetto per lei, sono tutti conquistati dalla sua vivacità quasi infantile. In seguito, tuttavia, cominciano i problemi: la ragazza si concede a tutti gli uomini del paese, e arriva perfino a portarseli in camera di soppiatto. Quando il signor Hillyer si accorge di questo viavai, va su tutte le furie e decide di licenziare Rosa su due piedi.
Ed è qui che entra in gioco il personaggio simil – Sora Lella, ovvero la signora Hillyer. Lei si rende conto che la ragazza è un po’ troppo civettuola: tuttavia, ha intuito che Rosa agisce così non per lussuria né tantomeno per cattiveria, ma perché è una ragazza bisognosa di affetto. Invece di fermarsi alle apparenze e bollare Rosa come una poco di buono, la signora Hillyer cerca di capirla, astenendosi da qualsiasi giudizio moralistico. Ovviamente cerca anche di convincere il marito a non gettarla sul lastrico, perché ormai le vuole bene come a una figlia. Riuscirà a raggiungere il suo obiettivo, o prevarrà la linea dura del marito?
Come ho detto prima, il punto di forza di questo film è l’adorabile signora Hillyer: tuttavia, ci sono tanti altri dettagli che lo rendono davvero molto carino.
Prima di tutto, il messaggio. Questo film ti fa capire che, davanti ad un comportamento condannato dalla morale comune, giudicare e sputare sentenze è la reazione più facile, ma anche la più sbagliata: per capire davvero una persona bisogna provare a mettersi nei suoi panni, senza lasciarsi influenzare da pregiudizi di nessun tipo.
In secondo luogo, l’atmosfera. Anche se non c’è nessuna scena pienamente comica, il film ha un tono leggero, e generalmente non indugia più di tanto sulle parti tese o tristi della vicenda.
Infine, tutto il resto. L’intesa tra la signora Hillyer e Rosa (infatti le due attrici sono madre e figlia nella vita reale), la sontuosa interpretazione di Robert Duvall nel ruolo del marito, le splendide e assolate campagne del Sud degli Stati Uniti a fare da sfondo… certo, ci sono anche dei lati negativi (ad esempio, alcune scene le ho trovate troppo scabrose), ma a mio parere sono ampiamente compensati dai mille pregi e dalla profonda umanità che traspare da questa storia. Non mi ha stupito scoprire che era uno dei film preferiti di Lady Diana, e credo che piacerebbe molto anche a voi.

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Vi devo confessare una cosa…

BEGIN AGAIN

Fino allo scorso Ottobre non mi era mai capitato di piangere per un film. Molti mi hanno fatto venire gli occhi lucidi, ma il pianto a dirotto, quello con i lacrimoni caldi che ti scorrono giù per le guance, nessun film era mai riuscito a provocarmelo.
Poi, appunto lo scorso Ottobre, andai al cinema a vedere Tutto può cambiare. Quanto piansi per quel film. Non una, ma ben 3 volte. Piansi anche mentre tornavo a casa, ripensando a tutte le emozioni che avevo provato durante la visione. E il bello è che Tutto può cambiare non è affatto un film triste: piansi perché ero commosso dalla sua bellezza.
Di conseguenza, sono STRAFELICE che questo film abbia ottenuto una nomination agli Oscar (per la miglior canzone). Tra l’altro meritatissima: Lost Stars è un brano magnifico.
Ovviamente spero che i due attori principali di quel film vinceranno l’Oscar, anche se sono candidati (come non protagonisti) per titoli diversi: The Imitation Game per Keira Knightley, Foxcatcher per Mark Ruffalo.
Ma passiamo a commentare le nomination nelle altre categorie.
Per l’Oscar al miglior film e alla miglior regia (li considero in coppia, perché spesso vengono dati allo stesso film) prevedevo un dualismo The Imitation Game/Selma: avevo sentito parlare bene di Boyhood, ma credevo che la sua natura indie e sperimentale gli avrebbe tarpato le ali nella corsa ai premi più importanti. Alla fine invece non solo Boyhood si è rivelato l’asso pigliatutto ai Golden Globes, ma ha anche preso una vagonata di nomination. A questo punto, dato che Selma è stato un clamoroso flop, credo che soltanto The Imitation Game possa ostacolare l’ascesa inarrestabile di Boyhood. Escludo comunque di vedere il film di Linklater: ho letto che parla di una famiglia sfasciata, e questo tipo di storie proprio non lo digerisco.
Per l’Oscar al miglior attore ho la sensazione che se la giochino Benedict Cumberbatch (The Imitation Game) ed Eddie Redmaine (La teoria del tutto): entrambi hanno il vantaggio di interpretare dei personaggi straordinari, e i giurati dell’Academy sono notoriamente sensibili al fascino delle grandi personalità.
Al limite come outsider potrei vedere Steve Carell (Foxcatcher), perché ho letto in un articolo che “sta ricevendo molti elogi per la sua impressionante trasformazione.”
Tra l’altro questo è stato un anno eccezionale per le interpretazioni maschili: oltre ai 3 che ho appena citato, erano in lizza per una nomination anche Bradley Cooper (American Sniper), Michael Keaton (Birdman), Jake Gyllenhaal (Nightcrawler) e Joaquin Phoenix (Vizio di forma). Alla fine ce l’hanno fatta soltanto i primi due: Bradley Cooper mi sta molto simpatico, quindi tiferò per lui.
Per quanto riguarda invece l’Oscar alla migliore attrice, non c’è molto da dire: Julianne Moore (Still Alice) sembra imbattibile.
Dei film nominati oltre a Tutto può cambiare ho visto soltanto L’amore bugiardo – Gone girl (candidato per la migliore attrice protagonista). Confesso di non averlo amato molto: i film sulle famiglie in crisi sono forse quelli che detesto di più in assoluto, ma anche quelli sulle coppie in crisi non mi fanno certo impazzire… ad ogni modo, riconosco a questo film il merito di essere una potente ed efficacissima denuncia contro la tv del dolore (della quale noi italiani sappiamo qualcosa).
E voi, quali film avete visto tra quelli nominati? Per chi tiferete alla notte degli Oscar? E soprattutto, quali sono i film che vi hanno fatto piangere?

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