Giovedì 5 Ottobre ho preso un treno che andava da Pisa a Genova. Appena sono entrato nella mia carrozza ho visto una ragazza che piangeva: le ho chiesto che cosa fosse successo, e lei mi ha spiegato il motivo in inglese. Lei stava camminando per Pisa con i suoi compagni di viaggio, e siccome era l’unica ad avere con sé una valigia pesante tutto il gruppo era costretto a procedere a passo di lumaca per colpa sua: di conseguenza i suoi amici si sono spazientiti e le hanno detto “Vai per conto tuo, ci rivediamo sul treno per Genova”. Poi quando il treno è partito lei si è resa conto che i suoi amici l’avevano perso, e quindi si ritrovava a dover viaggiare da sola in un paese che non conosceva: questo l’aveva fatta andare nel panico, e si era sfogata piangendo.
Io l’ho rassicurata dicendole che è meglio stare soli che male accompagnati: infatti i suoi amici erano stati decisamente cafoni a lasciarla da sola soltanto perché rallentava il gruppo, e quindi ben gli stava che loro avessero perso il treno e lei no. Lei ha sgranato gli occhi, come se avesse realizzato solo in quel momento quanto fossero stati cattivi i suoi amici: questo mi ha fatto capire che mi trovavo davanti ad un’anima così pura da non saper riconoscere il male neanche quando se lo trova davanti in tutta la sua evidenza.
Dato che parlo bene l’inglese, sempre per tranquillizzarla ho cominciato a chiacchierare con lei, e ho scoperto che questa ragazza aveva alle spalle una storia molto interessante. Era un’ebrea nata e cresciuta a New York, ma negli ultimi 5 anni è vissuta in Israele; poi ha deciso di tornare a New York, un po’ perché Israele non le piaceva, un po’ perché aspira ad entrare nel mondo del cinema, e da questo punto di vista l’America è il posto migliore in assoluto. Prima di tornare a New York ha deciso di fare una vacanza in Europa con i suoi amici: erano partiti dall’Italia, la tappa successiva era la Francia, e una volta lì avrebbero deciso se proseguire a Ovest verso la Spagna o a Est verso la Germania.
Voi mi direte: lei tra poco se ne torna a New York, tu invece abiti in Italia, quindi avrai perso interesse per questa ragazza. E invece no: anche se ero consapevole che di lì a poco si sarebbe trasferita definitivamente dall’altra parte del mondo, Lihi era così bella dentro e fuori che ho continuato a tenerle compagnia fino a quando siamo arrivati a Genova. Inoltre, prima di separarci ci siamo scambiati il numero di telefono, l’indirizzo e – mail e il profilo Instagram: come vedete le ho chiesto tutti i contatti che mi sono venuti in mente, perché ci tenevo a restare in contatto con lei.
2 giorni dopo in Israele ci sono stati gli attentati terroristici di Hamas. Lei li ha evitati perché era partita solo pochi giorni prima, e quindi in pratica la decisione di fare una vacanza nel nostro paese le aveva salvato la vita. Ovviamente le ho subito scritto per chiederle se i suoi cari stavano bene: lei mi ha risposto che i suoi parenti erano tutti al sicuro, ma tra i suoi amici e conoscenti c’erano state diverse vittime. Poi ho virato la discussione verso argomenti più leggeri, e ne è venuta fuori un’altra chiacchierata molto piacevole.
Onestamente non so come andrà a finire questa mia conoscenza con Lihi. Forse smetterà di rispondermi molto presto. Forse continuerà a rispondermi quando la contatto, ma non ci vedremo più in vita nostra. Poi c’è l’ipotesi più bella ma anche più improbabile, quella per cui non solo continueremo a sentirci, ma troveremo anche il modo di rivederci (come è successo con Elisa). In ogni caso è stato uno di quegli incontri folgoranti in cui scatta da subito un feeling particolare, ed è per questo che ho tentato in ogni modo di dargli un seguito, anche quando lei mi ha dato la notizia scoraggiante per cui tra poco se ne torna a New York.
Anche a Lucky è capitato un incontro così. Mentre era in un bar ha conosciuto una donna, hanno bevuto insieme e poi hanno proseguito la serata a casa di lui. Prima di separarsi lui le ha detto che frequenta quel bar ogni Lunedì e Mercoledì, nella speranza che lei si ripresentasse lì per un secondo appuntamento. E invece Sunny non è mai più tornata in quel bar, facendogli capire che per lei era stata soltanto l’avventura di una notte. Lucky è un campione di football, quindi se volesse potrebbe rimpiazzarla con tutte le donne che vuole; invece si è fissato proprio su Sunny, e vuole a tutti i costi riallacciare i rapporti con lei. Riuscirà a rincontrarla? E anche ponendo che ci riesca, lei avrà voglia di stabilire con lui una vera relazione?
Se ho apprezzato così tanto Lucky di Carina Adams è perché racconta una situazione profondamente realistica. Come testimonia la mia esperienza con Lihi, a molti di noi capita di incontrare casualmente qualcuno che ci colpisce per qualche motivo, e da quel momento nasce in noi la volontà fortissima di mantenere vivo il rapporto con quella persona, di fare in modo che non si dimentichi di noi da lì a poco. Io di sicuro non mi dimenticherò mai di Lihi, e neanche di questo libro: è uno di quei romanzi che ti restano dentro per sempre.
P.S.: E a voi è mai capitato un incontro così folgorante?
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