Una brava ragazza

Quand’ero bambino, il momento più bello della giornata era quando finivo di fare i compiti: infatti da quel momento potevo accendere Italia 1, e godermi un cartone animato dietro l’altro fino all’ora di cena. Anzi, QUASI fino all’ora di cena: infatti dalle 19 in poi Italia 1 riprendeva a programmare roba da adulti, e quindi per noi bambini finiva la pacchia. Per farla ricominciare dovevamo spostarci sui canali locali, dove con un po’ di fortuna potevamo beccare qualche cartone altrettanto figo (uno su tutti il mitico Ken il guerriero).
Tra tutti i cartoni che ho scoperto facendo zapping tra i canali locali ricordo con piacere anche Ranma 1/2. In quel cartone il protagonista maschile divideva la scena con 3 sorelle: l’irascibile Akane, la furbetta Nabiki e poi Kasumi, la più grande e la più dolce delle 3. Quest’ultima era il mio personaggio preferito, perché era sempre gentile e premurosa con tutti, e sembrava assolutamente incapace di fare del male a qualcuno. Anche nella vita reale sono affascinato dalle donne come lei, e non escludo che questo sia dovuto proprio al mio amore infantile per Kasumi: essendo cresciuto con quel modello femminile in testa, poi ho finito per cercarlo anche nelle mie esperienze sentimentali.
L’anno scorso ho lavorato con una collega che mi ricordava molto la dolcezza di Kasumi. Fisicamente non era bellissima, era soltanto carina, ma si comportava in modo così squisito con tutti noi che finì per esercitare su di me un fascino irresistibile. Purtroppo questa mia attrazione non è mai sfociata in un flirt, perché era fidanzata: per altri questo non sarebbe stato un problema, ma per me era un impedimento morale fortissimo, che mi imponeva di “guardare ma non toccare”, starle vicino ma senza mai iniziare un vero corteggiamento. Era almeno la terza volta che mi capitava una situazione del genere, e forse è stata in assoluto la rinuncia più dolorosa. Comunque sto continuando a sentirla anche adesso che non lavoriamo più insieme: è sempre un piacere avere nella propria vita una persona speciale come lei, anche solo come amica.
Anche Jennifer è una ragazza così. Oltre ad essere una persona speciale è anche un’appassionata di football, così quest’anno ha deciso di concedersi uno sfizio niente male: guardare dal vivo tutte le partite del Superbowl. Tra l’altro lo farà da una posizione privilegiata, perché ha preso i biglietti per la tribuna d’onore, e quindi può vedere i giocatori da una distanza davvero minima. Il guaio è che anche loro vedono lei, e ne rimangono subito affascinati: infatti Jennifer è una ragazza così bella e dolce che fa sciogliere dalla tenerezza tutti i giocatori che la incontrano, un po’ come i calciatori della nostra serie A quando vedono a bordocampo Diletta Leotta.
Ovviamente si invaghiscono di lei i 2 giocatori più forti del torneo: da un lato il quarterback dei Philadelphia Eagles (Logan Wilson), dall’altro il quarterback dei New England Patriots (Nathan Collins). Tra questi 2 moderni gladiatori si scatena una lotta senza quartiere dentro e fuori dal campo, con in palio ben 2 trofei da conquistare: sul campo il Superbowl, fuori dal campo il cuore della bella Jennifer. Chi vincerà il torneo? E soprattutto, chi vincerà in amore?
La carta vincente di questo libro è la scelta di mischiare 2 argomenti che raramente incontriamo nello stesso romanzo: lo sport e i sentimenti. Senza lo sport sarebbe stato un semplice romanzo rosa, peraltro basato su un cliché piuttosto stantio (il triangolo amoroso); con l’aggiunta dello sport assume tutto un altro sapore, perché così la rivalità tra Logan e Nathan diventa ancora più accesa, e la trama diventa molto più trascinante. E poi l’autrice potrebbe fare la giornalista sportiva: infatti quando racconta le partite del Superbowl crea un’atmosfera più epica che mai, e ti manda l’adrenalina a mille come se fossi anche tu lì sul campo a giocarti il campionato punto su punto. Io ho tifato per Logan fin dal primo momento: ho puntato sul cavallo vincente? Non posso dirvelo, naturalmente. Posso soltanto consigliarvi di leggere Diabolico incontro di Debora Ferraiuolo: ne sarete deliziati.

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164 risposte a Una brava ragazza

  1. Nicola Bianchini ha detto:

    Ma guarda tu che giro! Questo articolo l’hai concepito in modo avvolgente, con sorpresa finale, come trovare il centro del labirinto. 😊
    Al solito, grazie della dritta.

    • wwayne ha detto:

      Mi fa molto piacere che tu abbia trovato così coinvolgente il mio post! : ) Anche il libro lo è, infatti l’ho divorato nel giro di pochi giorni: sono convinto che farebbe lo stesso effetto anche a te.
      Nel post ho scritto che mi è capitato almeno 3 volte di rinunciare a corteggiare una ragazza perché era già fidanzata. Le precedenti 2 le ho raccontate in questi post:

      Ti amo ancora Elisa

      Salvami


      Grazie a te per essere stato il primo a commentare il mio post, e buon fine settimana! : )

  2. mic ha detto:

    👌👌👌✒🌹

  3. Yleniaely ha detto:

    Meraviglioso post l’ho adorato tantissimo! Ranma è uno dei miei cartoni animati preferiti!! 😊

  4. corpus2020 ha detto:

    hai uno stile fantasticamente scorrevole ed avvolgente ed è molto piacevole leggerti. sei un narratore nato, direi.
    il passaggio dall’autobiografia alla recensione è costruito benissimo, però verso la fine del primo capoverso di questa ho mangiato la foglia, ahaha.

  5. silvia ha detto:

    Grazie dell’indicazione, bel post! 🙂

  6. Paola Pioletti ha detto:

    Che bel post!!

  7. In effetti Kasumi era una gran patata 🙂
    Bella descrizione coinvolgente 🙂

  8. Davvero un bel post 😊 i cartoni animati possono trasportarci in altri mondi, tempi e dimensioni…
    P.S. Non vuoi sapere i cartoni animati che guardavo da piccola 😄

  9. maxilpoeta ha detto:

    io in genere non ho tempo per leggere libri, troppe cose nella mia vita. Ma ho trovato molto bello questo tuo post. Il dilemma quando si incontra una bellissima ragazza ma è fidanzata c’è sempre, si spera sempre che cambi qualcosa, ma spessi ci illudiamo soltanto.
    Riguardo i cartoni animati non ne ho guardato moltissimi nella mia vita, infatti non ne ricordo alcuno in particolare….

  10. marisasalabelle ha detto:

    Ma ragazzo mio, una volta tanto non potresti innamorare di una single? 🙂
    A parte gli scherzi, il post è molto carino e ben congegnato, il libro di cui parli non lo leggerei mai perché non amo né i romanzi rosa né le storie di sport.
    A proposito della combinazione di questi due elementi, che mi dici di Il paradiso può attendere, con due pezzo da 90 come Warren Beatty e Julie Christie (senza contare James Mason)?

  11. Raffa ha detto:

    Sempre bello il modo con cui crei i tuoi post, inserendo le recensioni all’interno di aneddoti personali. Hai uno stile inconfondibile e molto gradevole

  12. Casalinga Sempre Felice ha detto:

    Bellissimo questo articolo, molto coinvolgente dall’inizio alla fine. Mi piace sempre molto leggerti e tenere in considerazione i tuoi suggerimenti che devo dire sino ad oggi, che trattasi di film o di libri, non ne sono rimasta mai delusa. Grazie 😊

  13. vittynablog ha detto:

    E’ sempre bello leggerti wwayne, sai raccontare le cose in una maniera tale che dispiace quando si arriva alla fine!!!! Ma quello che mi dispiace di più è che una bella persona come te, ancora non abbia accanto qualcuna che lo ami e lo renda felice!!! Incrocio le dita e spero nel prossimo anno!!! Ciao e buona serata! 🙂

  14. giomag59 ha detto:

    È raro vedere ancora delle persone che si fanno degli scrupoli morali, perciò apprezzo ancora di più il post e il suo autore. Di quei cartoni non so niente perché quando sono arrivati i cartoni giapponesi io ero già troppo “grande”, ho fatto in tempo solo a vedere Goldrake e il lavoro mi ha rapito… dai sempre dei bei spunti!

  15. silviatico ha detto:

    Si, la trama suona accattivante. E poi, i romanzi che abbiano sullo sfondo lo sport, se ben giocati, sono in grado di sprigionare adrenalina meglio che un thriller…
    Ciao

  16. Sam Simon ha detto:

    Grazie del consiglio!

    Ranma 1/2 lo guardavo sempre con grande piacere pure io, ma purtroppo non ho mai visto gli ultimi episodi perché il canale locale che lo trasmetteva non li aveva comprati e arrivati ad un certo punto… Ripartiva da capo. :–/

  17. Il tuo racconto è piacevole come sempre. Sul libro non mi hai convinto.
    Buonanotte ormai

  18. Martina ha detto:

    Che bello apprezzare la buona compagnia di una donna che non solo ti affascina per stile ma anche per dolcezza. Come femmina mi sento lusingata da tale sensibilità. Che dire del tuffo nel passato del dopo compiti, ricordi preziosi in attesa della cena e che papà tornasse dal lavoro. Io guardavo la casa nella prateria 😅
    Grazie dei consigli di lettura. E buona notte 😘

  19. •Pat ha detto:

    Ammetto: ero grandina quando i primi cartoni giapponesi hanno iniziato ad affacciarsi in TV. Non mi piacevano, i personaggi mi sembravano tutti uguali. Li ho ignorati per anni… poi, inaspettatamente, li ho rivalutati e adesso mi si sta spalancando l’universo manga/anime. Un mondo da scoprire. Il tuo articolo mi è piaciuto tantissimo, coinvolge dalla prima all’ultima parola. Buon fine settimana 😊

  20. Pensieri di Lisa ha detto:

    I cartoni animati sono cambiati negli anni, riflettono il loro tempo. Talvolta ne ripropongono alcuni e sono sempre bei ricordi!
    E che dolcezza e tatto nel tuo modo di porti! 😊

  21. Transit ha detto:

    Sei bravo a raccontare e poi gli amori d’infanzia intrecciati ai cartoni, adolescenziali e quelli appena dopo sono sempre una ricchezza. E poi è lì che gli innamoramenti adolescenziali-giovanili sono anche palestra di tortura. Perchè spesso non coronati con è Vissero felici e contenti. Ma spesso è li che si cresce o si rimane fermi nei pensieri e nel rapporto con l’oggetto d’amore. 👏😊Buona giornata. Ciao

  22. Dani ha detto:

    Ma che bel post! Buon fine settimana !

  23. Isabella C ha detto:

    Ciao!! Eh ti capisco avere qualcuno che ti vuole bene e che ti risponde, fa sempre bene al morale ed è importante… Anche se non puoi averla/o come fidanzata/o, sai che ci sarà sempre, a prescindere da tutto.

    Il libro penso che proverò a leggerlo visto che ieri mi sono comprata il kindle.
    Buona giornata. Isa

  24. Isabella C ha detto:

    Ps: i cartoni animati di un tempo (anni 80 e 90) erano bellissimi e molto dolci, non potevi non “amare” alcuni personaggi per la loro spontaneità, dolcezza, amore nell’aiutare gli altri, e per la loro forza e coraggio nell’affrontare le cose con un sorriso.
    Anche i telefilm come supercar xina la guerriera, tarzan, la casa della prateria (dove vedi quanto sia forte, importante e intenso l’amore famigliare) ecc… Adesso se guardi cartoni o telefilm anche per ragazzi ci sono sparatorie, mostri, lotte a chi è piu forte… Peccato…
    Un abbraccio

    • wwayne ha detto:

      Sono totalmente d’accordo: i cartoni di una volta avevano una dolcezza e una purezza di sentimenti difficile da trovare oggi (non solo nei cartoni). Riuscivano ad essere profondi rimanendo sul semplice, e non è affatto una cosa facile. Un abbraccio anche a te, e Xena forever! : )

  25. Madame Verdurin ha detto:

    Gran bel post, come sempre! Mi piace leggere qualche storia personale ogni tanto: tra di noi parliamo soprattutto di cinema, ma è bello scoprire anche qualcosa di noi e delle nostre vite, aspirazioni, desideri… e in questo caso di rinunce dolorose. Quello che mi ispira di più del libro di cui parli è il fatto che un’autrice sia riuscita a trasmettere le emozioni dello sport; spesso sento dire che lo sport è una cosa da uomini, che le donne non possono capire bene le sensazioni che dà anche solo come tifosi… Io invece sono una tifosa (di calcio) ma amo anche raccontarlo, con articoli o a volte perfino cronache in rima delle partite, quindi proprio non voglio sentirmi dire che sono una donna e non posso capire. Quindi grazie mille del tuo consiglio, sono davvero curiosa di leggerlo!

    • wwayne ha detto:

      Lo trovi qui: https://www.amazon.it/gp/product/B099FQ3KSN/.
      Posso chiederti che squadra tifi?

      • Madame Verdurin ha detto:

        Come ho raccontato da me, tra le squadre italiane sono tifosa dell’Inter, come Papà Verdurin. Se giocano le nazionali naturalmente tifo Italia, ma amo molto veder giocare ad alti livelli, come nei mondiali (ultime fasi almeno) o nella Champions League. Poi a volte mi prendo cotte per giocatori particolari, ma questa è un’altra storia 😀

      • wwayne ha detto:

        Ho sempre simpatizzato per l’Inter, perché tifo Fiorentina, e quindi so benissimo quanta frustrazione si prova nel rimanere a bocca asciutta per anni e anni mentre i tuoi acerrimi rivali fanno incetta di trofei. Per fortuna Antonio Conte vi ha dato modo di riscattarvi, e chissà che Simone Inzaghi non riesca a farvi fare il bis! : )
        Ho trovato molto ben fatto il tuo post su Free Guy (la parte in cui analizzi le sue scopiazzature in particolare è molto accurata), quindi metto il link qua nel mio blog, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://cine-muffin.com/2021/10/14/free-guy-eroe-per-gioco/. Grazie mille per la chiacchierata (piacevolissima come sempre), e buon fine settimana! : )

  26. Kikkakonekka ha detto:

    Un vero e proprio modello di ragazza, basato su personaggi più o meno noti/televisivi, non l’ho mai avuto.
    Mi sono innamorato da bambino di Raffaella Carrà e di Candy Candy, ma non ne ho mai fatto un prototipo di bellezza da associare alle ragazze.
    Tra l’altro ho sempre amato quelle dolci e graziose, ma cedevo alle tentazioni di quelle complicate e peperine. Un vero controsenso.
    Ho sempre adorato i capelli lunghi ricci biondi e mossi, per poi sposarmi con P. che li ha corti scuri e lisci.
    🙂

  27. speradisole ha detto:

    Io ho molti anni più di te, ma anch’io, appena potevo, guardavo Italia 1 o comunque quei programmi per bambini che insegnavano anche a “costruire” con la carta tante simpatiche cose.
    Serviva per scaricare il nervosismo accumulato durante la giornata di lavoro. E ancora adesso mi perdo coi miei nipoti a guardarli, ma non mi sembrano più quelli.
    Tuttavia vorrei esprimerti la mia ammirazione per “come” scrivi.
    Mi piace la chiarezza, la frase breve, la facilitè e il modo avvoolgente di scrivere.
    Complimenti e avanti così.
    Un abbraccio.

  28. cristinabia ha detto:

    I cartoni dalle 4 alle 7!!! Che bellezza! Riconosco che con i mezzi odierni è comodissimo avere tutto a portata di mano, ma lo struggimento del cartone, giorno per giorno, per scoprire la storia, è un ricordo dolcissimo che i bimbi di oggi non avranno!

  29. Neda ha detto:

    Eccomi. Intrigante il tuo post. Ho dovuto rileggere l’articolo perché non ho capito subito dove fosse il passaggio fra il fatto personale e la recensione del libro. Ovviamente siamo di epoche molto diverse, quando ero piccola io non c’era neppure la luce elettrica nella fattoria del nonno, figurati la TV che, comunque, è arrivata nelle nostre case quando ero alle superiori. I cartoni animati li guardavo con mia figlia, ma erano Memole, i Puffi, l’Albero della vita e quelli della Walt Disney. Per quanto riguarda invece le letture, da ragazzina viaggiavo con la fantasia nei libri di Dumas e in quelli di Verne e da adolescente scopersi D.H.Lawrence e Hemingway. Altri tempi caro Wwayne. Buon fine settimana e sempre grazie per il dialogo. Ciao.

    • wwayne ha detto:

      I Puffi e L’albero della vita ho fatto in tempo a vederli anch’io. E anch’io come te ho passato l’infanzia e l’adolescenza sui libri per ragazzi: erano semplici ma significativi, e infatti me li ricordo ancora nitidamente a distanza di decenni.
      Come sai ho adorato uno dei tuoi ultimi post, quindi metto il link qua nel mio blog, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://undentedileone.wordpress.com/2021/09/01/segreti/. Grazie a te per la stimolante chiacchierata, e buon fine settimana anche a te! : )

  30. kasabake ha detto:

    Oramai è un dato di fatto, una verità assodata e qualcosa su cui quindi si può fare affidamento: tu scrivi benissimo i tuoi post, componendoli come un elzeviro, costruendo la loro struttura con pazienza ed amore per i tuoi lettori, spesso usando un meccanismo di rivelazioni personali che finiscono per portare ad un libro o ad un film, ma sempre coinvolgendo emotivamente, con garbo ma anche in modo diretto, con una tecnica che rivela di te molto di più di ciò che racconti.
    Bisogna poi aggiungere che la seconda straordinarietà dei tuoi post la si trova nello spazio dei commenti, dove la storia prosegue e diventa un forum pieno di colori, esperienze dei tuoi follower, come una sorta di appendice e compendio, dove anche tu finisci spesso per aggiungere informazioni non chiaramente dette nel post stesso.
    Certo, ci sono anche solo quelli che si limitano a dire «Ciao, bel post», ma fortunatamente sono la minoranza o peggio ancora quelli che cercano solo visibilità in un blog come il tuo, che vanta tantissimi lettori, ma queste persone meschine sono una minoranza ancora più insignificante e quindi non vale nemmeno la pena parlarne, perché non incrinano l’alto valore della maggioranza dei tuoi follower: si, il tuo blog è bello infatti non solo perché è il palcoscenico dei tuoi contenuti, ama perché hai anche un pubblico eccellente!
    Leggerti, insomma, è un’esperienza che a mio avviso non ha quasi più nulla in comune con le normali letture degli altri blog (compresi il mio e quelli dei nostri amici), ma che è diventata una nuova forma di letteratura, Il Blog di Wwayne.

    Questo, in qualche modo, è una piccola rivoluzione, molto popolare, perché la sua forza parte dal basso (anche se da te articolata e coordinata), dove i lettori contribuiscono a creare quella sinfonia finale, variegata e garbata che si osserva e tutto questo ricorda dannatamente bene il mondo delle fan-art e della fan-fiction dei lettori di manga e degli spettatori, soprattutto giapponesi, ma anche nostrani (vedi ad esempio la comune amica Yleniaely, appassionata di anime, disegnatrice ed artista che crea e ri-crea opere partendo a volte anche solo da uno spunto nipponico): il mondo manga ed anime è un vero oceano di storie e disegni, di personaggi comici, fantasiosi, eroici, realistici, ma anche oscuri, violenti, ambigui, morbosi, spettrali, ma soprattutto è un mondo di lettori e spettatori, che vivono la fruizione di queste opere in modo molto più immersivo di quanto non facciamo noi occidentali (o meglio che noi abbiamo smesso da tempo di fare).
    Ciò che intendo è che non è assolutamente casuale che anche il fenomeno cosplay sia esploso in Giappone (storicamente nato come espressione imitativa dei fan negli USA ma consolidato e diventato fenomeno pop in Giappone e con esattezza con la messa in onda delle serie televisiva e dei tre film successivi di Neon Genesis Evangelion): essere cosplay per un giapponese otaku, lettore e non influencer, significa per prima cosa testimoniare la sua passione e portare la vita reale dei suoi beniamini nel mondo reale e questo ancora oggi differenzia non solo il popolo del sol levante ma anche coloro che all’estero, come da noi in Itala, leggono con avidità e costanza fumetti giapponesi, di cui poi inevitabilmente vedono le serie televisive animate da essi tratti.
    Il grande salto avvenne in Italia proprio con i primi editori che cominciarono a tradurre i fumetti ed i cartoni animati giapponesi, restituendo finalmente il loro nome originale, rimettendo a posto le scene censurate da Mediaset e dalle altre emittenti, creando un fandom evoluto, che cercava la fedeltà al testo originale, che leggeva fanzine, che comprava cd audio coreani (quando ancora non c’era la possibilità di scaricarsi i file mp3 da Internet) e tracciando un solco nell’immaginario collettivo che non sarebbe più stato coperto: sia la Rai che le Tv private avevano, infatti, avuto il merito di aprire le porte agli anime, ma mentre la loro programmazione li metteva sullo stesso piano significativo e d’intrattenimento dei cartoni animati americani (quindi per un target scolare pre-adolescenziale, modificando tutto ciò che in origine era stato creato per essere più adulto), i nuovi editori (in cima a tutti la Granata Press, poi la Star Comics, la Dynamic Italia, la Yamato Video, la Dynit, la Shin Vision ed oggi la Planet Manga e la J-Pop) ebbero il primato di creare un vero e proprio portale con cui far sbarcare il mondo anime e manga contemporaneo da noi.
    Accadde così che, come un virus, in tutte le manifestazioni del fumetto italiane i fan dei manga e degli anime diventarono sempre di più e chiedevano sempre di più e sugli scaffali anche le action figure dei supereroi vennero prima affiancate e poi oscurate da quelle dei personaggi giapponesi, con un ritmo di crescita impressionante.
    Oggi non esiste più nemmeno un solo fruitore di cartoni animati giapponesi, nemmeno casuale, che parli di serie televisive come “È quasi magia Johnny” perché per tutti, nessuno escluso, quella serie animata della seconda metà degli anni ’80 (oggi considerata un classico imperdibile da riscoprire) è sempre e solo “Orange Road”, così come la conturbante e capricciosa Sabrina è oggi conosciuta solo come Madoka: non è un cambiamento da poco, perché questo amore e questo rigore filologico non sono assolutamente frutto di velleità elitarie, capricci di una pseudo-intellighenzia culturale, giammai, ma sono assolutamente popolari, sono ovvero una richiesta ed un bisogno della base stessa dei lettori e degli spettatori, che non vogliono più essere ingannati, che vogliono sentirsi per le strade di Shibuya quando leggono un manga o guardano un anime ed in questo spirito mimetico decretano anche il successo dei tanti ristoranti asiatici (non più solo cinesi) che stanno sorgendo come funghi, lettori e spettatori che diventano ovvero clienti che si appassionano del cibo coreano (non scordiamo infatti il successo sempre crescente dei manwa, i manga coreani), come i locali da street food che fanno le insalate Poke Bowls (li trovi dappertutto!) o gli onnipresenti localini che preparano il Bubble Tea ai mille sapori.

    In conclusione, amico mio, che tu sia bravissimo a raccontare storie romantiche lo sapevo e te l’ho ribadito anche qui, ma oggi ho voluto prendere lo spunto dall’immortale manga della Rumiko Takahashi per chiacchierare con te di un mondo appena appena lontano o forse vicinissimo.

    • wwayne ha detto:

      Mi hai fatto venire un tuffo al cuore nominandomi “E’ quasi magia Johnny”: non ho mai guardato il cartone (o se l’ho fatto non me lo ricordo), ma la sigla era davvero bellissima, e la canticchiavo spesso da bambino.
      Mi hai mandato in brodo di giuggiole anche nominando la Yamato Video, perché è grazie ad essa che fu distribuito in Italia Slam Dunk: quest’anime non raggiunse mai le vette di popolarità di Holly e Benji o di Mila e Shiro (anche perché si rivolgeva ad un pubblico più adulto rispetto ai cartoni in questione), ma fece guadagnare al fumetto una visibilità che altrimenti non avrebbe mai avuto. Se tuttora lo ristampano di continuo il merito è soprattutto della Yamato Video.
      Hai perfettamente ragione quando scrivi che i miei commentatori impreziosiscono notevolmente i miei post, arricchendolo di osservazioni stimolanti e dettagli curiosi. Li adoro anche quando vanno off topic, anzi soprattutto quando lo fanno, perché a me fa solo piacere se si presenta l’opportunità di allargare gli argomenti di conversazione. Se dopo 13 anni sono ancora qua su WordPress è soprattutto per loro.
      Metto qua il link della tua ultima fatica: https://comecerchinellacqua.wordpress.com/2021/10/08/dai-meme-agli-you-tube-poop/. E’ il minimo che possa fare, perché come sai se tu non avessi scritto quel post non esisterebbe neanche il mio. Grazie mille per i complimenti e per questo ricchissimo commento, e buon fine settimana! : )

  31. cacciatricedisogni ha detto:

    Leggerti è davvero un piacere, vorrei avere più tempo per farlo. Mi spiace per la ragazza di cui parli, già fidanzata. Sei una persona troppo corretta, per far finta di nulla, ti ammiro per questo… so che al cuore non si comanda, ma la prossima volta, cerca di concentrarti su chi non ha questo impedimento. Ti auguro tutto il meglio che c’è!😊🌈

  32. BD ha detto:

    Sorpresa! Bel post, organizzato bene
    ..

  33. The Butcher ha detto:

    Ormai l’avrò ripetuto migliaia di volte, ma sei molto bravo a parlare di un argomento attraverso i tuoi ricordi e le tue esperienze. Di certo non mi sarei aspettato di passare a Ramna 1/2 a questo romanzo che tutto sommato potrebbe essere interessante per il modo in cui mostra questa storia. Davvero molto interessante!

    • wwayne ha detto:

      Caro Butcher,
      innanzitutto mi scuso profondamente per il ritardo nella risposta: non so davvero come abbia fatto a non notare il tuo commento.
      Riguardo al romanzo, hai perfettamente ragione: l’autrice ha trovato un modo interessante di raccontare una storia già sentita (ovvero il triangolo amoroso), e questa è una grande nota di merito, dato che oggi l’originalità è una qualità davvero rarissima.
      Ho adorato il tuo post su Cattive acque (l’analisi del protagonista in particolare è davvero molto acuta), quindi metto il link qua nel mio blog, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://mymadreams.com/2021/10/20/cattive-acque/. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  34. pizzaDog ha detto:

    Pensa che quando ero ragazzino tra le tre sorelle Tendo, Nabiki è sempre stata la mia preferita!
    Ora se dovessi pensarci non saprei…saranno cambiati i gusti? O sono più maturo io da apprezzare la maturità e la dolcezza di una Kasumi? Chissà 😀
    Comunque leggendo il tuo post mi ha fatto tornare in mente un altro cartone animato che guardavo da bambino: “Prendi il mondo e vai” (titolo che probabilmente con l’originale non c’entra nulla XD) che come nel libro vede per protagonista una ragazza contesa tra due ragazzi (fratelli in questo caso) con a fare da sfondo uno sport (il baseball).
    Ricordo molto poco di quel cartone ma ricordo che mi piaceva molto e soprattutto mi ha sempre colpito la maturità della trama, diversa dalle solite storie rosa con al centro un triangolo amoroso (salta questa parentesi se vuoi evitare SPOILER………………ma uno dei due fratelli muore, a circa metà serie. Un evento tragico e davvero inaspettato, sopratuttto per un “””cartone animato per bambini””” e lo dico col massimo rispetto possibile).

    • wwayne ha detto:

      Il canovaccio che mi hai appena descritto ricorda molto da vicino quello di Diabolico incontro, quindi non escludo che (in maniera più o meno consapevole) l’autrice possa aver tratto ispirazione da questo cartone.
      Riguardo alle 3 sorelle di Ranma 1/2, ai miei occhi Kasumi era così platealmente superiore alle altre 2 che queste ultime neanche le notavo. E infatti non riuscivo a capacitarmi del fatto che Ranma avesse scelto di corteggiare Akane anziché Kasumi: ai miei occhi di bambino era come se uno avesse scelto di mangiare gli spinaci al posto del gelato al cioccolato. Grazie mille per questo ricchissimo commento, e buon fine settimana! : )

  35. ilnonluogodiemily ha detto:

    non conosco i cartoni di cui scrivi ma il libro lo leggo volentieri, mi piacciono le tue dritte, grazie!

  36. Anche io vedevo Ranma da bambina😊! Bel post, è scritto in modo scorrevole, e bella l’idea di accostare il racconto di un’esperienza personale a un consiglio di lettura!

  37. lapinsu ha detto:

    Il football è uno sport che si presta bene alla narrazione, soprattutto quella cinematografica.
    Sono tantissimi i film sul tema.
    Dal famosissimo OGNI MALEDETTA DOMENICA di Oliver Stone e, soprattutto, con un Al Pacino al massimo della forma, al sempre piacevole LE RISERVE con Keanu Reeves. Recentemente ho anche visto un bel film come VARSITY BLUES (con il compianto Paul Walker) ma ci sono anche chicche in salsa comica come il fortunato UN’ALTRA SPORCA ULTIMA META con Adam Sandler oppure BULDOZZER con il nostro Bud Spuncer.
    Personalmente è uno sport che non ho mai amato, anche perchè ho sempre faticato molto a comprenderne logiche e regole. Lo scarso amore per questo sport è figlio del suo essere falsamente concepito come sport di squadra: nel football puoi avere tutti i fenomeni che vuoi, ma se puoi hai un Quarterback scarso, allora perderai. Viceversa, un bravissimo Quarterback può portare alla vittoria anche una squdra di pippe.
    Questa natura fortemente individualista in uno sport di squadra è forse la ragione del suo successo narrativo al cinema o in un romanzo come quello da te citato!
    (parere personale)

    PS: anche io, come te, nei tardi pomeriggi della mia infanzia recuperavo cartoni sui canali locali. Fu allora che mi innamorai del cartone che è tutt’ora il mio preferito in assoluto: L’UOMO TIGRE, la primissima versione coi disegni squadrati e violenza a manetta (immagino che oggi, coi canoni di adesso, sarebbe come minimo vietato ai minori di 14 anni…)

    • wwayne ha detto:

      Al tuo elenco dei film sul football ne aggiungo uno divertentissimo, in cui questo sport non è al centro della trama ma ha comunque un ruolo importante: Ace Ventura – L’acchiappanimali. Appartiene all’epoca d’oro di Jim Carrey, quando questo comico era al massimo della forma e trasformava in oro tutto ciò che toccava: da Ace Ventura a The Mask, da Scemo e più scemo a Batman Forever.
      Tra tutti i film che hai citato, quello che più si avvicina a questo romanzo è senza dubbio l’ottimo Varsity Blues: anche lì infatti lo sport e l’amore si intrecciano perfettamente, unendosi anche a tante altre tematiche (come l’amicizia e la lealtà). E’ davvero un film molto ricco e significativo nella sua semplicità.
      Riguardo all’Uomo Tigre, anch’io ho visto qualche episodio, e piaceva molto anche a me: mi affascinava in particolare il fatto che avesse un’identità segreta, perché questo lo rendeva simile ai supereroi americani che mi piacevano tanto.
      Tornando allo sport, complimenti per l’ingaggio di Mirante: ho visto Tatarusanu giocare in maglia viola per 2 stagioni, e posso dirti che con lui a “difendere” la vostra porta l’obiettivo minimo del quarto posto sarebbe sfumato già a Natale! : )

  38. Mapy ha detto:

    Anime e manga sono stati la mia passione per più di trent’anni. Io però sono vecchia e ho iniziato con Goldrake che mandavano in onda la sera durante un programma che forse in pochi qui avranno conosciuto :”buonasera con… Il quartetto cetra” 🤣
    Poi il mio primo manga, Candy Candy e così via. Conosco benissimo Ranma, ma io sono più Akane che Kasumi, una guerriera fuori e romantica dentro.
    E Kioko di Maison Ikkoku allora? Era il tuo tipo di sicuro.
    Ho preso nota del libro. Le storie sportive le ho sempre amate nei film, ma non ho mai letto niente di quel genere e visto che mi hai incuriosito, lo leggerò.
    Grazie per la dritta e per esserti assicurato che non mi fossi smarrita.
    Un abbraccio 😘

  39. telipinu ha detto:

    complimenti wwayne, riesci sempre a scrivere un articolo ineccepibile, per parlare di libri o film che ti piacciono! 🙂

    ps: adoravo Ranma! (ma anche Ken il Guerriero)

  40. Speranza ha detto:

    Non so se leggerò il libro recensito così bene da te, però mi ha fatto ricordare un particolare della mia infanzia. Quando le trasmissioni iniziavano alle 17 e quando il sabato uscivo da scuola e correndo tornavo a casa: alle 13 c’erano le Comiche e la domenica, sempre alle 13 c’erano i cartoni animati.

  41. Pingback: miei fuoriblog dal 9 al 15 ottobre 2021- 496 – Cor-pus 2020

  42. Cooking Dona ha detto:

    Sei quel tipo di scrittore che quando inizio a leggerlo mi domando regolarmente dove ha intenzione di condurmi e cosa ha intenzione di trasmettermi. Questo è un aspetto che ammetto apprezzo moltissimo. Partire da A e arrivare Z creando una reazione a catena con una precisa associazione di idee, mettendo in relazione argomenti lontani anni luce, almeno apparentemente, è sagace e risulta molto divertente per il lettore.
    Bellissimo articolo. Quando ero piccola e facevo zapping ho scoperto un cartone che probabilmente ho visto solo io Moby Dick 5, oltre ai già citati da te Ramna e Ken il guerriero.

  43. mocaiana ha detto:

    Sto squagliando di tenerezza…e la cosa meravigliosa è che per te ci sia un impedimento morale a far la corte alla tua simpatica collega. Sei raro, e prezioso, Wwayne, vedrai che qualcuna se ne accorgerà presto e non ti mollerà più. Un abbraccio

    • wwayne ha detto:

      Speriamo che la tua profezia si riveli azzeccata! : ) Scherzi a parte, le belle parole che hai speso per me mi lusingano profondamente, e le ricambio di cuore: come sai, anch’io ti stimo molto sia come blogger che come persona. A questo proposito, metto qua il link di uno dei tuoi ultimi post, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://bagatelle.blog/2021/09/26/5-minuti-di-bellissima-festa/. Grazie mille per i complimenti e per il commento, e un abbraccio anche da parte mia! : )

  44. Alidada ha detto:

    sempre belli i tuoi post 🙂 Io ho frugato nei miei ricordi ma stavolta elettroencefalogramma piatto 😀 Devi essere cresciuto quando io non guardavo questa specie di programmi 🙂
    Però è stato bello lo steso leggerti 😉 Buon lunedì

  45. caterina rotondi ha detto:

    Ken il guerriero…
    Lo vedevo anch’io insieme con i miei tre figli, preparavo un po di cose da sgranocchiare insieme…cantando ad alta voce la canzone della sigla.
    Tempi indimenticabili quelli.
    Complimenti per come scrivi…molto scorrevole e piacevole.
    Ti auguro una buona giornata amico bello!

  46. Giovanni Augello ha detto:

    Bellissimo post! Complimenti sinceri

  47. Hermio ha detto:

    Wow, anche io mi ricordi quei pomeriggi ma non ho mai incontrato Ranma!

  48. luisa zambrotta ha detto:

    E’ sempre bello leggerti! Trovo stupendo il tuo modo con cui crei i tuoi post, inserendo recensioni all’interno di aneddoti personali.

  49. whitebutterfly ha detto:

    Molto spesso le persone ti affascinano per il loro comportamento. Certo sia l’uomo e la donna non devono essere brutti (qui a Roma una donna brutta si definisce cozza) però quando si è carini e quando si ha un animo gentile e un modo di fare coinvolgente anche un uomo o una donna carina possono conquistare. Ciao W 🙂

  50. Sara ha detto:

    Io appartengo a un’altra generazione : Capitan Harlock generation!

  51. Sara Montefiori ha detto:

    Programmi che non mi ricordo di aver visto!

    • wwayne ha detto:

      Allora sono onorato di averteli fatti scoprire: sia Ken il guerriero che Ranma 1/2 sono dei cartoni davvero fantastici. Magari il secondo ti piacerebbe di più, perché (come ho scritto nel post) ha dei personaggi femminili davvero indimenticabili. Grazie per il commento! : )

  52. Romina ha detto:

    Non conosco i cartoni che hai citato, ma mi colpisce molto il fatto che tu sappia apprezzare le donne dolci, perché è raro che accada. Molti sono attratti da ragazze che hanno il volto un po’ ambiguo, che lasciano intravedere un lato oscuro, anche una certa perfidia. Le donne dolci sono a volte considerate noiose, anche se poi questo non è vero.
    Perciò, complimenti: hai buon gusto. 🙂

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