Quentin è tornato

Nel 1994 Quentin Tarantino rivoluzionò il mondo del cinema con Pulp Fiction. Fino a quel momento imperava la regola non scritta per cui il protagonista doveva essere un eroe buono al 100%, o al limite una simpatica canaglia: l’idea che al centro della scena potessero esserci dei criminali violentissimi e senza scrupoli forse non era una novità assoluta, ma sicuramente non era abituale.
Un’altra grande novità fu la decisione di mostrare gli eventi in ordine non cronologico: anche questa non era un’invenzione di Quentin (ad esempio, Viale del tramonto parte dalla fine, ed è un film del ’50), ma nessuno lo aveva mai fatto in maniera così spinta, andando continuamente avanti e indietro nel tempo e sfidando lo spettatore a ricostruire cosa era accaduto prima o dopo.
Poi c’era il suo marchio di fabbrica, quello che lo ha reso famoso in tutto il mondo: la tendenza a costruire delle scene in cui si mischiano comicità e violenza, e quindi lo spettatore ride di alcune situazioni che in teoria dovrebbero fargli orrore.
Queste 3 caratteristiche dello stile di Tarantino sono state copiate in lungo e in largo per tutti gli anni 90 (in particolare l’ultima), con esiti spesso risibili: un esempio più evidente che mai è Cosa fare a Denver quando sei morto, un film in cui il tentativo di scimmiottare la comicità macabra di Tarantino è tanto spudorato quanto maldestro. La verità è che soltanto Quentin sa fare i film “alla Tarantino”, e anzi talvolta lui stesso non ci riesce: ad esempio, a me The Hateful Eight era piaciuto, ma riconosco che era azzoppato da dialoghi troppo numerosi e troppo lunghi (anche questo è un marchio di fabbrica del nostro Quentin).
Dato che il suo ultimo film non mi aveva convinto in pieno, aspettavo con ansia di vedere C’era una volta a… Hollywood: volevo capire se The Hateful Eight era stato uno scivolone isolato, oppure se Tarantino aveva iniziato a percorrere il viale del tramonto.
Adesso che l’ho visto, posso dire che C’era una volta a… Hollywood mi ha decisamente spiazzato, perché non sembra un film di Tarantino. Tutti i marchi di fabbrica che ho elencato prima (ironia, violenza, dialoghi torrenziali eccetera) sono stati abbandonati, perché stavolta Quentin ha voluto concentrarsi su un altro concetto: l’amicizia.
I protagonisti del suo film sono un attore (Rick Dalton) e la sua controfigura (Cliff Booth). Rick è caduto in disgrazia, quindi Cliff potrebbe tranquillamente abbandonarlo e trovarsi un altro attore con cui lavorare; invece, siccome gli amici si vedono nel momento del bisogno, lui decide di restargli accanto, perché ormai gli vuole bene come a un fratello.
I problemi cominciano quando Cliff si invaghisce di una ragazzina hippie: lei fa parte della setta di Charles Manson, e quando Cliff incontrerà quei pazzi le conseguenze saranno imprevedibili…
Proprio perché C’era una volta a… Hollywood era ispirato alle vicende di Charles Manson, ci si aspettava un film in cui Tarantino avrebbe fatto grondare sangue come suo solito. Lui invece ha deciso di cambiare totalmente stile: vi confesso che non ho apprezzato per niente questa scelta, ma per fortuna c’è una scena in cui riemerge il vecchio Quentin, e comicità e violenza riprendono a fondersi con la stessa perfetta precisione di Pulp Fiction. Vale la pena di vedere un film in cui c’è solo una scena davvero bella? Se l’ha diretta Tarantino, la risposta è sì.

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148 risposte a Quentin è tornato

  1. ti ha detto:

    Sto uscendo dalla sala e commento a caldo. La scena che evidenzi è molto bella ma ho un giudizio meno critico del tuo. Ci rifletto meglio e scrivo una recensione per il mio blog.

  2. Martina Curra' ha detto:

    A me è piaciuto moltissimo! Mi è sembrato un omaggio di Quentin al cinema e ho trovato delicato da parte sua il fatto di non aver riprodotto la scena del massacro ma aver immaginato un finale diverso 😊

  3. Non è il mio genere.
    Un saluto

    • wwayne ha detto:

      Nel mio caso invece i film di Tarantino ERANO il mio genere, ma poi lui è entrato in una crisi creativa allucinante, che gli ha fatto perdere un bel po’ del mio apprezzamento. I primi segnali di questa crisi si erano colti già in The Hateful Eight, e adesso sono diventati più evidenti che mai.
      In questo mi ricorda la parabola discendente di David O. Russell: da The Fighter in poi è stato un calando continuo, ma fino ad American Hustle si è mantenuto su livelli più che dignitosi; poi ha fatto Joy, e quell’obbrobrio ha chiarito in maniera definitiva che il meraviglioso regista di The Fighter non esiste più.
      Speriamo che entrambi questi registi riescano a ritrovare lo smalto di un tempo: sono entrambi troppo preziosi per il cinema moderno. Grazie per il commento! : )

  4. vincenza63 ha detto:

    Grazie per la recensione.
    È tra i film che andrò a vedere sicuramente. I due protagonisti sono tra i miei preferiti: spero non mi deludano.
    Vicky

  5. maxilpoeta ha detto:

    spesso molti registi scelgono di dare un taglio netto al loro stile per smuovere un po’ l’attenzione, consci del fatto che una volta famosi ogni cosa che fanno diventa un cult. Non ho ancora visto la pellicola di cui parli, ho visto i trailer. Conosco invece i suoi vecchi film, dei veri capolavori nel suo genere.
    Buon wek end 😉

    • wwayne ha detto:

      Sono totalmente d’accordo con tutto ciò che hai scritto. Riguardo ai suoi vecchi film, mi sono piaciuti tutti tranne Jackie Brown: l’ho trovato così noioso che non sono riuscito a finirlo. Onestamente non penso che gli darò mai una seconda chance, anche se mi manca solo quello per completare la filmografia di Tarantino. Grazie per il commento, e buon week – end anche a te! : )

  6. È un bel film ma la mia impressione è che sia troppo frammentario e un po’ floscio

  7. Austin Dove ha detto:

    Che bell’articolo^^
    Devo ancora vedere il film, ma per gusto personale non adoro molto i suoi lavori

    • wwayne ha detto:

      Non preoccuparti: come ho scritto nel post, questo sembra tutto fuorché un film di Tarantino, quindi potrebbe tranquillamente piacere ai cinefili che di norma non impazziscono per lui. Per i suoi fan invece è indigeribile, a meno di non essere così innamorati del suo cinema da gridare al capolavoro qualsiasi cosa lui faccia. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  8. jeannemarie9 ha detto:

    👏🏼👏🏼👏🏼👏🏼👏🏼 D’accordissimo con tutto ciò che hai scritto: l’ho visto ieri e nel mentre The hateful eight, nella mia opinione, non è il migliore dei sui film ma non mi è spiaciuto, questo è una delusione totale! Pesante, ripetitivo, idee e concetti che si comprendono nei primi 40minuti ma che vengono ribaditi all’infinito. A parte la scenografia e la ricostruzione perfetta e fedele dell’epoca, è un mega FLOP. Un abbraccio Wayne

    • wwayne ha detto:

      Uscendo dalla sala mi sono confrontato con gli altri spettatori, e anche una di loro ha sottolineato che si tratta di un film molto ripetitivo. Tarantino ha fatto un po’ come quegli alunni che non sanno cosa scrivere in un tema, e quindi ripetono all’infinito quell’unica idea striminzita che sono riusciti a produrre.
      Lui stesso sembra essersi reso conto di trovarsi in una crisi creativa, perché ha più volte ventilato l’ipotesi di ritirarsi: finora ero sempre rimasto dispiaciuto quando lo diceva, ora invece sono il primo a consigliargli questa mossa, perché altrimenti rischia di rovinare il ricordo del Quentin che fu. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  9. Ho amato Reservoir Dogs e Pulp fiction…Poi come hai ben detto tu una gran delusione. Sono molto indecisa se andare. Vedrò poi ti farò sapere. E intanto grazie!

  10. Lallib ha detto:

    Non ho finito di leggere il tuo articolo perché ancora non ho visto il film! Spero di riuscire a darti il mio parere al piú presto

  11. Il tuo post mi ha fatto venire voglia di vedere il film, per cui ho sentito c’era tanta aspettativa🙂… io ho visto qualche pellicola di Tarantino e, sebbene sia un grande regista, spesso il suo stile mi risulta un po’ pesante! Ma mi hai incuriosito con il tuo articolo! Complimenti😃

    • wwayne ha detto:

      Hai perfettamente ragione: ogni film di Tarantino genera sempre un’enorme aspettativa, già mesi prima della sua uscita al cinema. Anzi, forse nessun altro regista genera un fervore pari al suo.
      Hai ragione nel dire che il suo cinema è un po’ pesante, ma questo film è pesante in maniera diversa da quelli precedenti: risulta difficile da digerire non per la violenza (quasi del tutto assente), ma per il fatto che larghe parti del film sono prive di eventi significativi (e quindi inutili ai fini della trama).
      Le belle parole che hai speso per me mi lusingano profondamente, e le ricambio di cuore: anch’io ti stimo molto come blogger, e infatti commento regolarmente i tuoi post ormai da diverso tempo. Anzi, metto qua il link dell’ultimo che hai scritto, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://powerofoptimism133403867.wordpress.com/2019/09/21/natale-con-vista-film/. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  12. Pupazzovi ha detto:

    Grande regista Tarantino, il film non l’ho visto , lo metto in lista

  13. LuxOr ha detto:

    Purtroppo non ho visto il film, ma se si tratta di Tarantino, sicuramente dovrebbe interessarmi molto anche se ha cambiato stile. Anzi, quando un regista cambia stile sono ancora più interessato. Questo post mi ha fatto venire un po’ di nostalgia perché ho gestito un blog di critica cinematografica dal 2007 al 2015. Purtroppo l’impostazione che gli avevo dato esigeva molto impegno prima di arrivare alla pubblicazione di una recensione. Ma confesso che ogni tanto mi torna il desiderio di riprenderlo. Grazie per avermi segnalato questo tuo ottimo post.

    • wwayne ha detto:

      Ti capisco perfettamente: anch’io lavoro molto su ogni post prima di pubblicarlo. Certo, talvolta mi capita di scrivere un post di getto e pubblicarlo senza metterci più mano, ma sono casi rari.
      Questo post ha richiesto una certa lavorazione, ma evidentemente non ha dato buoni frutti: finora ha raccolto 27 commenti in 2 giorni, ed è uno standard pessimo per il mio blog. Quando un mio post funziona, 27 commenti li raccoglie nel giro di poche ore. Rifletterò sui motivi di questo fallimento, e cercherò di fare meglio la prossima volta.
      Le belle parole che hai speso per me mi lusingano profondamente, e le ricambio di cuore: anch’io ti stimo molto come blogger, e infatti commento regolarmente i tuoi post ormai da diverso tempo. Anzi, metto qua il link dell’ultimo che hai scritto, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://compensazioniequoree.wordpress.com/2019/09/21/neoforme/. Grazie a te per i complimenti e per il commento! : )

      • LuxOr ha detto:

        Sei molto gentile. Comunque per me 27 commenti sarebbero un successo. Ho visto che i tuoi post arrivano e superano il centinaio di commenti. In effetti sono numeri molto alti. I miei complimenti, Anche il mio blog di cinema otteneva molti commenti soprattutto negli anni 2007-2010 (ma non tanti come il tuo). Purtroppo i tempi di pubblicazione erano molto ampi e con il tempo si sono diradati. Inoltre il gruppo di blogger di cui facevo parte (Cinebloggers Connection) è svanito come neve al sole. Ancora complimenti e grazie per il link. Un caro saluto.

      • wwayne ha detto:

        Anch’io ti saluto con affetto e spero di risentirti presto, sul mio blog o sul tuo! : )

  14. Speranza ha detto:

    Non ti è piaciuto perché ti ha spiazzato? O perché non è il tuo genere?

    • wwayne ha detto:

      Per entrambi i motivi, ma soprattutto perché non è il mio genere: i film “di atmosfera”, in cui non succede praticamente nulla, decisamente non fanno per me. Tra l’altro anche questo è inusuale per Tarantino, perché di norma i suoi film sono strapieni di fatti significativi e personaggi indimenticabili: qua mancano sia gli uni che gli altri. Grazie per il commento! : )

  15. crimson74 ha detto:

    Cercherò di vederlo!!!

    • wwayne ha detto:

      Credo che non ti lascerà totalmente deluso: come ho scritto anche nel post, ha una scena che da sola vale il prezzo del biglietto. Grazie per il commento! : )

  16. Tarantino o lo si ama o lo si odia. Per quanto mi riguarda dipende dal mio stato d’animo. Questo film non l’ho ancora visto e al momento sono in dubbio 🤔

  17. luisa zambrotta ha detto:

    Bell’articolo. Andrò a vederlo
    😉😊

  18. thespointblog ha detto:

    Scritto da dio, come sempre!
    Io Tarantino ho iniziato purtroppo ad apprezzarlo tardi, ripercorrendo a ritroso uno dopo l’altro i suoi film… E ho imparato anche ad apprezzarlo come personaggio grazie a suoi diversi cameo (primo tra tutti, quello nella serie Alias 😍).
    E se già C’era una volta a… Hollywood mi aveva incuriosito, dopo questa recensione non riesco più ad aspettare di poter rivedere anche solo un barlume del caro vecchio Quentin! ☺

    • wwayne ha detto:

      In effetti c’è stato un periodo in cui Tarantino era popolare come una rockstar (anche più di oggi), e quindi tutti i registi di Hollywood sgomitavano per ottenere un suo cameo, consapevoli che quei pochi secondi di apparizione sarebbero bastati per attirare in sala tutti i suoi fan più accaniti.
      Nella parte finale del tuo intervento hai detto una cosa profondamente vera: qua del vecchio Quentin c’è solo un barlume. A me non è bastato, a tanti altri sì (almeno a giudicare da quel che ho letto su Internet).
      Le belle parole che hai speso per me mi lusingano profondamente, e le ricambio di cuore: anch’io ti stimo molto come blogger, e infatti commento regolarmente i tuoi post ormai da diverso tempo. Anzi, metto qua il link dell’ultimo che hai scritto, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://thespointblog.wordpress.com/2019/09/20/binge-watching-post-ferie/. A proposito, riguardo ad esso ho un consiglio da darti: se ti è piaciuto Gossip Girl, guarda anche Beverly Hills 90210. E’ stato il capostipite dei teen drama, e a mio giudizio è la miglior serie tv di sempre. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

      • thespointblog ha detto:

        Penso che non basterà nemmeno a me quel barlume, però sarà interessante gustare il suo genio anche in una chiave diversa dal solito ☺ e a dire il vero Beverly Hills l’ho recuperato, visto e apprezzato anni dopo la sua fine, anche se il mio teen drama del cuore rimarrà One Tree Hill 😍 Grazie mille per le tue parole e per il link, un gesto davvero molto carino! ☺ non vedo l’ora di leggere il tuo prossimo post!

      • wwayne ha detto:

        Anche per me è sempre un piacere quando scopro che hai pubblicato qualcosa di nuovo! A presto amico mio! : )

      • thespointblog ha detto:

        A prestissimo amico ☺

  19. marisasalabelle ha detto:

    Sono una grande fan di Tarantino. Quest’ultimo film non l’ho ancora visto: ho letto in giro recensioni poco entusiaste e so che è lunghissimo, ma sono comunque curiosa di vederlo!

    • wwayne ha detto:

      Credo che non resterà totalmente delusa: come ho scritto anche nel post, ha una scena che da sola vale il prezzo del biglietto.
      Confesso che non avrei mai creduto che Lei potesse essere una fan di Tarantino: L’avevo sempre immaginata come un tipo da film più… tranquilli, diciamo così. : ) Grazie per il commento! : )

  20. loredana ha detto:

    Non ho ancora visto l’ultima opera di Tarantino, ma è in lista di attesa, anche perché sono una sua fan da anni.

    • wwayne ha detto:

      Anch’io sono un suo fan da molto tempo, anche se ultimamente mi ha un po’ deluso. Per fortuna però non ha smarrito del tutto il suo talento. Grazie per il commento! : )

  21. telipinu ha detto:

    Ah, Tarantino!
    Non conosco tutti i suoi film, ma posso dire che ho adorato Pulp Fiction e Kill Bill (che è tra i miei film preferiti in assoluto).
    Condivido quando dici che da Quentin ci si aspetta un certo tipo di film. Ma credo sia anche coraggioso, da parte sua, rischiare nuove strade e permettere alla sua creatività di esprimersi diversamente. Certo, se lo fa, gli deve riuscire bene, altrimenti per un suo fan la delusione potrebbe essere doppia.
    Grazie per avermi segnalato questo film, non sapevo ne avesse uno in uscita!
    Bye!

    • wwayne ha detto:

      Sono totalmente d’accordo: se C’era una volta a… Hollywood fosse stato un bel film, gli spettatori avrebbero tranquillamente chiuso un occhio sulla mancanza di ironia macabra. Ma dato che oltre a non far ridere non riesce neanche a intrattenere in modo decente, a quel punto gli occhi vanno chiusi tutti e 2, e questo soltanto i suoi fan più accaniti sono in grado di farlo.
      Riguardo ai film che hai nominato, anche secondo me sono i punti più alti della sua carriera. Sul gradino più basso del podio metto Django Unchained: col senno di poi, viene da dire che Quentin avrebbe fatto meglio a fermarsi lì. Sarebbe stato uno splendido canto del cigno. Grazie a te per il commento! : )

  22. lali1605 ha detto:

    Tarantino non lo amo particolarmente…probabilmente perchè usa una pellicola vintage sgranata. Non lo so il perchè. Di questo film ci sono state varie criticità…quando lo vedró ti faró sapere…aspetto invece qualche recensione su pellicole italiane o qualche serie tv che ti è piaciuta. Un abbraccio.

    • wwayne ha detto:

      Potrei tranquillamente recensire un film italiano, perché ultimamente il nostro cinema ha sfornato tanti film di qualità. Limitandoci agli ultimi 2 anni potrei citare:

      Quanto basta
      Notti magiche
      Il campione
      Il grande spirito
      Il traditore

      Ci sono poi alcune commedie alquanto scemotte (Arrivano i prof, Tonno spiaggiato, Non ci resta che ridere, L’agenzia dei bugiardi), che però a me hanno fatto ridere.
      Insomma, è un periodo di rinascita per il cinema italiano, e lo possiamo vedere dal fatto che riusciamo a produrre dei film all’altezza anche quando usciamo dal genere che sappiamo fare meglio, ovvero la commedia.
      A proposito di vintage, come sai ho adorato il tuo post sugli anni 90, quindi metto il link qua nel mio blog, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://millesplendidisoli.wordpress.com/2019/09/07/anni-novanta/. Grazie per il commento, e un abbraccio anche a te! : )

      • lali1605 ha detto:

        Grazie mille, dovranno chiedermi l’accesso che daró ovviamente. Sai che il mio blog è chiuso. Sì mi piacerebbe un post italiano anche di un film datato. Che ne pensi di A casa tutti bene…o puoi baciare lo sposo…?

        Non mi ricordo poi se avevi recensito Chiamami col tuo nome di Guadagnino… insomma come hai capito il cinema italiano sta risalendo la china. E ne sono felice.

      • wwayne ha detto:

        Anch’io ne sono felicissimo. Onestamente non ho visto nessuno dei 3 film che hai citato, ma potrei dare una chance al primo: se lo vedrò, sarai la prima a saperlo! : ) Buona Domenica, e a presto! : )

      • lali1605 ha detto:

        Io ho visto tutti i Muccini Gabriele e Silvio…di Silvio ti consiglio
        Un altro mondo
        Parlami d’amore è per noi femmine ma ha una bellissima fotografia.
        Grazie a te!!! Sempre. Un abbraccio

  23. With Love ha detto:

    Non è il mio genere, però bell’articolo, complimenti 🙂

  24. Neda ha detto:

    Non amo Tarantino. Lo considero sicuramente figlio del suo tempo ed espressione del nostro tempo ma non mi fa ridere. Trovo che sia stato capace di adeguarsi alle esigenze del pubblico e a giocare bene le sue carte, tutto qui. Poi, con il passare del tempo, il pubblico cambia e deve anche cambiare la “visione” del regista. Come un pittore che, per vendere, deve adeguarsi al mercato.
    Ma io non faccio testo, sono di un’altra generazione e di un altro secolo.

    • wwayne ha detto:

      A mio giudizio Tarantino non ha cambiato registro perché ha percepito che il suo pubblico voleva questo: al contrario, sono convinto che i suoi fan siano rimasti molto delusi da questa svolta (esclusi quelli così innamorati di lui da applaudirlo qualsiasi cosa faccia, e ce ne sono parecchi). Secondo me ha cambiato perché ha avuto la presunzione di credere che ormai i suoi film abbiano successo a prescindere, e quindi anche se li riempie di scene fini a se stesse e di cose che piacciono solo a lui i dollaroni arriveranno comunque. Ed effettivamente ci ha visto giusto, perché il film è costato 90 milioni e ne ha incassati ad oggi 330. Ma adesso il credito di cui gode Tarantino si è esaurito, e sono convinto che la prossima volta non gli andrà altrettanto bene (a meno che non ritorni al suo vecchio stile e ad un buon livello di qualità). Grazie mille per il commento e per la tua costante presenza nel mio blog! : )

      • Neda ha detto:

        Il “suo” pubblico, ovvero i suoi fan, sono una cosa, il “pubblico” è un’altra cosa.

      • wwayne ha detto:

        Io dividerei gli spettatori dei suoi film in addirittura 3 categorie:

        – i suoi fan che hanno conservato un minimo di spirito critico, e quindi se lui fa un brutto film se ne accorgono;
        – i suoi fan che ormai hanno perso la testa per lui, e quindi non ammetteranno mai (neanche a se stessi) che Tarantino ha intrapreso il viale del tramonto;
        – il pubblico in generale, composto da quegli spettatori che magari non si fiondano in sala il giorno stesso che esce un suo film, ma se ne sentono parlare bene possono anche buttarci un’occhiata.

        Ecco, nel caso di Django Unchained quest’ultima fetta di pubblico è stata intercettata, nel caso di The Hateful Eight e C’era una volta a… Hollywood no, perché sono film che possono piacere soltanto a chi appartiene alla seconda categoria. Buona Domenica amica mia! : )

      • Neda ha detto:

        Devi anche considerare quelli che il film lo vedono per puro caso e manco sanno chi è Tarantino. Tu sei un cultore del cinema, la maggior parte va al cinema tanto per fare qualcosa e poi ci sono quelli come me che al cinema non ci vanno perché
        1) sono vecchi e non si muovono da casa
        2) non c’è alcun cinema in paese
        3) i mezzi di trasporto pubblici non ci sono in certo orari
        4) aspettano che un film venga dato in televisione e, in questo caso, fanno una scelta su ciò che vogliono vedere.

      • wwayne ha detto:

        Hai messo in rilievo un altro punto importante: molte persone non sono così appassionate di cinema da voler vedere urgentemente un film che gli interessa, e quindi sono disposte ad aspettare senza problemi che venga trasmesso in televisione.
        Io invece aspetto il passaggio televisivo soltanto quando il film mi interessa, ma non sono certo che valga la pena di perdere un pomeriggio per guardarlo. La maggior parte delle volte mi rendo conto che invece il film meritava eccome, e sono stato uno stupido a rimandare la visione per così tanto tempo. : ) Grazie ancora per questa stimolante chiacchierata! : )

      • Neda ha detto:

        Grazie a te.
        Ti auguro un piacevole pomeriggio.

      • wwayne ha detto:

        Buon pomeriggio anche a te! : )

  25. Kikkakonekka ha detto:

    Guardo pochissimi film, quindi il mio giudizio è assolutamente da “incompetente” in materia.
    Tuttavia posso dire che i film di Tarantino non mi sono mai piaciuti, non mi piace il fatto che molti suoi personaggi diventino “caricature” esagerandone tratti e personalità, non mi piace lo splatter, non mi piace il suo tentare di rendere reale l’irreale.

    • wwayne ha detto:

      Hai usato un verbo chiave quando si parla di Tarantino: esagerare. E’ palesemente una di quelle persone costantemente in bilico tra genialità e pazzia, e quando quest’ultima prende il sopravvento lui esagera e manda tutto a puttane. Questo è esattamente ciò che è successo con C’era una volta a… Hollywood. Speriamo che vada meglio la prossima volta. Grazie per il commento! : )

  26. kasabake ha detto:

    Buon giorno e Buona Domenica, carissimo amico mio!

    Ho tardato a scrivere nello spazio commenti di questo tuo nuovo post perché, a differenza di tantissimi altri altri tuoi pezzi, hai deciso questa volta (iniziativa più che lecita ma senza dubbio anomala per te) di scrivere e recensire uno dei film più chiacchierati da pubblico ed anche molto divisorio, per lo meno da ciò che si legge in giro; non solo, ma se è successo loro quello che è successo anche a me, penso che molti tuoi follower abituali abbiano fatto fatica a commentare un film che non hanno ancora visto e su cui è impossbile parlare a priori senza dire banalità…

    Ciò che intendo e che tu, che sei uno scrittore non casuale, ma anzi molto attento alle dinamiche del tuo blog, puoi bene immaginare l’imbarazzo di chi, non avendo ancora visto il film (molto nuovo e molto lungo), può scrivere nello spazio commenti solo frasi abbastanza biodegradabili in cui esprime apprezzamento per molti dei vecchi film del nostro Quentin, ma non osa dire nulla sul nuovo e di conseguenza sul tuo pezzo: almeno a me è successo questo…

    Io seguo qui su WordPress moltissimi dei blog che segui anche tu (vedo spesso comparire il tuo nome tra gli apprezzamenti di articoli) ed avrai quindi di certo notato anche tu che i blog più specializzati nelle recensioni delle ultime uscite (alcuni curati da veri giornalisti professionisti, che hanno nel loro blog una sorta di specchio dei loro articoli su giornali tradizionali), la maggioranza hanno molte visualizzazioni ma quasi nessun commento e questo perché sono di fatto dei blog di servizio, dove ci si documenta, si legge l’opnione altrui e poi si tace, perchè, se non si è ancora visto l’opera in oggetto e soprattutto se non si parla di un classico recuperato o un film recente da riscoprire, tacere è spesso la soluzione più dignitosa.

    Apprezzando quasi tutto Tarantino (ho disprezzato massimamente solo i due film co-diretti, co-scritti e co-prodotti con Robert Rodriguez ovvero i due segmenti del progetto Grindhouse, il cui citazionismo sfrenato ho trovato davvero troppo stucchevole e fine a se stesso), ho già programnmato di andare a vedere il suo nuovo film questo pomeriggio e sicuramente ne scriverò (non sul mio blog, da tempo scevro di vere novità),  e poi tornerò sul tuo post per dirti la mia, perché l’amicizia che ho per te lo merita e lo richiede, ma per ora non vado oltre!

    Di nuovo Buona Domenica!

    • wwayne ha detto:

      “Fine a se stesso” è una definizione che si applica alla perfezione anche a C’era una volta a… Hollywood: infatti Quentin l’ha riempito di scene inutili e di cose che piacciono solo a lui, nella convinzione che tanto ormai i suoi fan lo applaudono a prescindere, e quindi poteva anche fregarsene di compiacere anche loro oltre a se stesso. E’ stato un grave errore, e sono convinto che ne pagherà le conseguenze in termini di popolarità. Attendo con ansia il tuo parere sul film; nel frattempo, buona Domenica anche a te! : )

  27. Daniele Artioli ha detto:

    L’ho visto ieri sera, e che dire; sono d’accordo con te. Il punto è che non sembra affatto un film di Tarantino, potrebbe tranquillamente avere il nome di un altro regista e nessuno lo noterebbe. Il problema, secondo me, è che manca totalmente di coesione: le linee narrative non si intrecciano mai davvero, non c’è una vera e propria catena di cause ed effetto, ed ogni scena appare isolata e chiusa in sé stessa. Non c’è progressione narrativa, non c’è un climax, la conclusione semplicemente arriva ma senza essere davvero preparata.

    Sembrano due film diversi costretti a convivere nello stesso lungometraggio: uno su un attore diretto al viale del tramonto e l’altro sugli hippy di Manson. Se si fosse concentrato su quest’ultimo, forse avremmo avuto un film eccezionale, forse più tipicamente Tarantiniano ma decisamente meno soporifero e dispersivo. Nemmeno i dialoghi mi sono sembrati così ispirati, manca totalmente il suo solito humor grottesco e il gusto per la satira.

    Margot Robbie è bellissima e bravissima, ma non riesco a fare a meno di pensare che sia un personaggio del tutto superfluo, utile solo a costruire delle aspettative per il finale che poi vengono disattese: con quel personaggio in quel particolare anno ti aspetti fin dall’inizio di vedere il massacro di Cielo Drive, salvo poi cambiare la storia, cercando di ripetere la stessa operazione di Bastardi Senza Gloria ma senza riuscirci appieno. E’ un peccato, con il materiale a disposizione avrebbe potuto costruire un ottimo thriller, con un’escalation superba e dei personaggi indimenticabili (poteva far parlare Charles Manson, per la miseria, e non l’ha fatto).

    E’ un film nostalgico, certo, e bla bla bla. Ma questo non è nulla di nuovo o innovativo, ne hanno già parlato decine e decine di fim del fascino della Hollywood dei tempi che furono e del rapido declino delle sue star. Tarantino ci mette il suo, ma dimostra di non avere, in questo caso, nulla di nuovo o interessante da dire al proposito.

    • wwayne ha detto:

      Anche secondo me la parte dedicata agli hippie è di gran lunga la migliore del film: le scene in cui Cliff si insinua nella loro folle quotidianità come un elefante nella cristalleria trasmettono una tensione pazzesca, e contrastano enormemente con il piattume di tutto il resto.
      Riguardo al fascino della Hollywood che fu, c’è un film che ne ha colto la magia molto meglio di C’era una volta a… Hollywood: L’eccezione alla regola. Se non l’hai visto, te lo consiglio caldamente. Grazie mille per quest’ottimo e ricchissimo commento! : )

  28. DeusExMaghena ha detto:

    Stranamente, the hateful 8 sono uno dei pochissimi a non averlo MAI trovato noioso, neanche un secondo. Se ti metti ad ascoltare ogni dialogo, anche il più apparentemente sciocco, capisci che in realtà è un lavoro di fino per farti calare nella parte. Ho più da dire sul “colpo di scena” ma in generale l’ho trovato un ottimo film. Questo per dire che invece C’era una volta… l’ho trovato pedante, noioso, buttato lì a forza. Una carrellata di cose, una serie di memorabilia che avrebbe potuto fare su YouTube anziché martoriarci in sala. Tu concludi dicendo che comunque lo consigli, io personalmente consiglio invece di recuperarne una sola copia, andare da un amico con una grande sala e una grande tv e vederselo tutti insieme: si risparmia moltissimo, non si cedono troppi soldi per questa ciofeca, ci si diverte con gli amici nei momenti morti. Cioè vi divertite per quasi 3 ore.

    • wwayne ha detto:

      Non ci avevo pensato, ma hai ragione: se quest’omaggio al vecchio cinema Tarantino l’avesse fatto tramite un video Youtube di un quarto d’ora anziché un film di 2 ore e 40 minuti, il risultato sarebbe stato infinitamente migliore. Purtroppo però il buon Quentin non ha il senso della misura, e quindi ha dovuto esagerare come suo solito.
      Del tuo commento mi ha colpito anche la parte in cui parli dei film da vedere con gli amici, perché anch’io adoro le serate passate in questo modo. A differenza tua però io scelgo soltanto film che abbiano un ritmo altissimo dal primo all’ultimo minuto, perché mi dispiace troppo percepire che i miei amici si stanno annoiando.
      Metto qua il link del tuo post su C’era una volta a… Hollywood, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://deusexmaghena.wordpress.com/2019/09/21/cera-una-volta-ad-hollywood-uno-scivolone-tarantiniano/. Grazie mille per quest’ottimo e ricchissimo commento! : )

  29. Sara Provasi ha detto:

    Lo voglio vedere sicuramente!

  30. sfabix ha detto:

    Appena visto anch’io… mi sono annoiata moltissimo, finale a parte. Forse il presunto “addio alle scene” ha fatto virare il vecchio Quentin verso una svolta “valoriale”? L’amicizia, il cinema che vendica un’atroce ingiustizia, la voglia di riscatto, la nostalgia? Forse è anche questo invecchiare 🙂

    • wwayne ha detto:

      Non ci avevo pensato, ma hai ragione: può darsi che invecchiando Quentin si sia addolcito, e abbia perso la ferocia degli esordi. Peccato che fosse proprio quella a renderlo un regista unico al mondo: speriamo che la recuperi in fretta, perché abbiamo troppo bisogno che lui ritorni ai livelli di Pulp Fiction e Django Unchained.
      Ho adorato il tuo post su Melbourne, quindi metto il link qua nel mio blog, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://valcuviaexpress.wordpress.com/2019/09/22/giorni-7-e-8-a-melbourne-tra-cibo-cultura-musica-e-ancora-cibo/. Grazie mille per il tuo graditissimo ritorno nel mio blog! : )

      • sfabix ha detto:

        Già, alla famigerata decima pellicola i fan lo attendono al varco, vecchiaia o non!!!
        Grandissimo wwayne, sto iniziando a postare i racconti del mio mese on the road in Australia dell’anno scorso… il viaggio più bello della mia vita sotto ogni aspetto, 30 giorni imprevedibili 🙂

      • wwayne ha detto:

        E’ vero, Tarantino ha più volte ventilato l’ipotesi di ritirarsi dopo il decimo film: finora ero sempre rimasto dispiaciuto quando lo diceva, ora invece sono il primo a consigliargli questa mossa, perché altrimenti rischia di rovinare il ricordo del Quentin che fu.
        Non sapevo che fossero in programma altri post sul tuo viaggio in Australia: mi hai dato davvero una splendida notizia, e ovviamente li leggerò tutti avidamente! A presto amica mia! : )

  31. Topper Harley ha detto:

    Ho interrotto la lettura a metà, perché non ho ancora visto il film. Aggiungo che, uno, The Hateful Eight non è stato uno scivolone, ha vinto anzi diversi premi tra Oscar e Golden Globe e, due, caratteristica fondamentale dei film di Tarantino sono i dialoghi, oltre a quello che hai scritto. Pulp Fiction resterà uno dei miei film preferiti.

    • wwayne ha detto:

      Ma infatti ho parlato dei dialoghi, e ho scritto che a me The Hateful Eight è piaciuto. Lo considero tuttavia uno scivolone se paragonato ad altri film di Tarantino.
      Riguardo a Pulp Fiction, è un film semplicemente geniale, e come ho scritto anche nel post ha avviato una vera e propria rivoluzione nel mondo del cinema, è stato un film spartiacque. Forse l’unico film che ha avuto un impatto analogo a quello di Pulp Fiction è Easy Ryder, che ha dato il via alla New Hollywood. Grazie per il commento! : )

  32. cuoreruotante ha detto:

    Niente, non riesco a guardare determinate scene, è un mio limite

  33. natipervivereblog ha detto:

    Scusami…ma oggi salpo sulla tua nave fatta di parole e come prima operazione stilo il mio “diario di bordo” su quanto di prezioso e vitale vive in quello che hai scritto sul grande Quentin, sulle caratteristiche salienti del suo modo di realizzare la sua arte, la sua impareggiabile regia.

    “Eroe buono al 100% o al limite una simpatica canaglia. L’idea che al centro della scena potessero esserci dei criminali violenti e senza scrupoli forse non era una novità assoluta, ma sicuramente non era abituale. Un’ altra grande novità fu la decisione di mostrare gli eventi in ordine non cronologico, sfidando lo spettatore a ricostruire cos’era accaduto prima. Poi c’era il suo marchio di fabbrica” Nelle sue scene vengono mescolati sapientemente due “ingredienti” che per i molti sono dissimili e quindi non proponibili, quali la comicità e la violenza, ma come ben si sa “due poli opposti” si attraggono e, a mio parere, formano una magia al di sopra delle altre.
    Questi sono i principi basilari della sua arte, quei principi che contraddistinguono ogni artista nella sua unicità.
    Vincent Van Gogh li chiama “Le cime” verso le quali ogni pittore innalza la sua arte, i suoi traguardi. Io oso chiamarli i “Volti sinceri” che contraddistingue l’arte vera e unica nella sua originalità, come lo è per il vero regista. Penso al grande Fellini, chiamato il “visionario” o forse ancor meglio “il vero anticipatore della realtà futura”.
    Esempi di questo tipo incredibilmente meravigliosi, li riscontriamo nella letteratura…che pensiamo del grande Verne?
    Ma poi nel processo del vero artista, e quindi del vero regista, avviene il “miracolo dell’arte in progredire”, cioè il miracolo del cambiamento, della nuova scoperta, di una nuova “rivoluzione “artistica che, prima di tutto, nasce dentro di sé.
    Basti pensare alle meravigliose parole di Pablo Picasso: “Ci ho messo tutta la vita per imparare a disegnare come un bambino”. Eppure il suo moto al cambiamento era stato fissato anche in momenti di “stasi”, periodizzazione della sua arte, come il periodo rosa e azzurro, il cubismo analitico…
    Ma il vero artista, e quindi il vero regista, si proclama “fiero imperatore” solo quando annuncia a se stesso che la sua arte conquisterà il terreno del cambiamento, della vera “rivoluzione”. E non è certo il viale del tramonto o dell’oblio, ma semmai il percorso di un nuovo viale, la ramificazione di un nuovo albero con frutti finora sconosciuti.
    L’artista, il grande regista come Tarantino, approda in una nuova terra tutta da esplorare, tutta da conquistare!
    Quella nuova terra è la forza del rinnovamento della sua arte, della sua mente, dei suoi pensieri. Sai , spesso paragono i veri artisti come Tarantino ad un camaleonte in grado di mutar colore, in grado di cambiare “l’ottica visiva e interpretativa della sua vita”. Ma questo da cosa dipende? Quante volte me lo sono chiesto! Fattore genetico trasmesso ereditariamente? O è il pulsare stesso della loro vita che richiede di farlo?
    Mi è piaciuto molto quando scrivi: “Ci si aspettava un film in cui Tarantino avrebbe fatto grondare sangue come il solito. Lui invece ha cambiato totalmente stile: vi confesso che non ho apprezzato questa scelta, ma per fortuna c’è una scena in cui riemerge il vecchio Quentin. Vale la pena di vedere un film in cui c’è solo una scena davvero bella! Se l’ha diretta Tarantino la risposta è sì!”
    E qui il rapporto che io ho di fronte ai quadri non è dissimile dal tuo…
    quando mi trovo di fronte all’opera del cambiamento(spesso con criteri stilistici completamente difformi dai precedenti), non so per quale magia, ma il mio occhio s’innamora di un dettaglio minuzioso, rivelatore del genio! Quindi il binomio scena-dettaglio, non mi sembra casuale, aggiungo che sguardo più dettaglio porta come risultato alla scoperta dell’unicità dell’artista!
    Ti lascio con le parole della mia amata Virginia Woolf: ” Amleto è meglio di Re Lear? Ognuno deve risolvere la questione da solo. Non dettate leggi al vostro autore….cercate di diventare lui, siate il suo aiutante e complice”
    Forse è l’unico modo per avvicinarci al loro vero spirito!
    un caro saluto
    Adriana

    • wwayne ha detto:

      Del tuo splendido e ricchissimo intervento mi ha colpito soprattutto la parte in cui fai riferimento all’importanza dei dettagli, spiegando che spesso sono proprio quelli a rivelarci la genialità di un artista. Questa considerazione è profondamente vera: basti pensare a tutte le volte in cui all’interno di una storia un dettaglio sembra buttato là per caso, senza che abbia una grande rilevanza ai fini della trama, e invece l’autore ci stupisce facendogli assumere un’importanza decisiva e risolutiva.
      Succede anche in Pulp Fiction: l’orologio del padre di Butch all’inizio sembra non contare granché ai fini della storia, e invece finisce per mettere in moto una serie di eventi concatenati l’uno all’altro in modo semplicemente geniale.
      In C’era una volta a… Hollywood Quentin non ha avuto delle intuizioni altrettanto felici, ma magari tornerà a stupirci con il suo prossimo film. Grazie mille per la stimolante chiacchierata e per la tua costante presenza nel mio blog! : )

  34. fulvialuna1 ha detto:

    Un genio…non è molto nelle mie cporde, ma ne riconosco la genialità.

    • wwayne ha detto:

      Esatto, Tarantino è un genio. Il guaio è che talvolta la sua genialità degenera in pazzia, e lo porta a fare dei film non all’altezza del suo talento: C’era una volta a… Hollywood è uno di questi film, ma come ho scritto anche nel post per fortuna ha una scena che lo riscatta parzialmente. Grazie per il commento! : )

  35. recensioni53 ha detto:

    Tarantino riesce sempre a disorientare anche rispetto all’idea che hai di lui. Propone una ricostruzione magica della fine degli anni 60 e poi ti regala una spruzzata di sangue, giusto per ricordarti che è lui e che non è cambiato.

    • wwayne ha detto:

      A mio giudizio quella spruzzata di sangue è stata buttata là soltanto come contentino per i suoi fan. E’ stato un modo per dire: “Non ho più voglia di fare quelle cose, ma so che voi venite a vedermi per quelle, e quindi eccovi qua un bocconcino, giusto per non farvi rimanere a bocca asciutta”. E il bello che alcuni suoi fan sono così innamorati di lui che si sono fatti bastare quel bocconcino. Speriamo che la prossima volta ci serva un pasto completo. Grazie per il commento! : )

  36. marisasalabelle ha detto:

    Finalmente sono riuscita a vedere C’era una volta… a Hollywood e l’ho trovato meraviglioso, godibilissimo dalla prima all’ultima scena e tarantiniano fino al midollo. Un omaggio al mondo del cinema, ai suoi amati B-movie, al western e agli spaghetti western. Tutto bellissimo, dai manifesti alle automobili al villaggio western ricostruito, alle luci multicolori delle insegne. Fantastico Al Pacino, straordinario DiCaprio, Brad Pitt vale la deviazione… divertente, con battute esilaranti, ricco di tensione, e naturalmente il finale capovolto, magistrale. Non so che altro si possa chiedere a un film!

    • wwayne ha detto:

      Il mio parere è diametralmente opposto al Suo, ma su 2 cose siamo d’accordo: il finale è bello, e in alcune scene un po’ di tensione c’è (soprattutto nella parte in cui Cliff entra in contatto con la Manson Family). Grazie mille per avermi fatto conoscere la Sua opinione sul film! : )

  37. boccis ha detto:

    Finalmente l’ho visto anche io. Mi è piaciuto molto, e sono d’accordo sul fatto che non sia il classico Tarantino (anche se la scena a cui ti riferisci lo fa emergere senza dubbi!). Non sapevo assolutamente cosa aspettarmi, e sono stata piacevolmente colpita.

    • wwayne ha detto:

      Io invece avevo delle aspettative abbastanza precise: un film in cui veniva ricostruita la fase di passaggio dal vecchio cinema alla nuova Hollywood, con la solita miscela di comicità e violenza nelle parti dedicate alla Manson Family. Diciamo che la parte della ricostruzione storica è molto curata, quella della comicità e violenza invece è ridotta all’osso. E anche la tanto strombazzata presenza della Manson Family è molto più ridotta di quel che si poteva pensare.
      Insomma, Tarantino è andato in una direzione diametralmente opposta a quella che mi aspettavo (anzi, che ci aspettavamo tutti), ma a mio giudizio avrebbe fatto meglio a percorrere i sentieri che conosce già a menadito: il suo film sarebbe piaciuto a tutti, e sarebbe venuto molto più bello. Comunque, mi fa piacere che tu lo abbia apprezzato lo stesso. Grazie per il commento! : )

  38. priscillapiazza ha detto:

    Ho letto il tuo punto di vista, come sai il mio è diverso avendo già letto la mia recensione! Concordo però sull’ultimo punto, che ne vale indiscutibilmente la pena vederlo 😉

  39. A me era stato consigliato questo film, ma alla fine non l’ho visto… La recensione che ne hai fatto è molto interessante, comunque! Forse Tarantino voleva un po’ reinventarsi 🙂

    • wwayne ha detto:

      Che volesse reinventarsi è molto evidente. A mio giudizio non ci è riuscito, e farebbe bene a tornare al suo stile abituale: speriamo che lui sia dello stesso avviso. Grazie per il commento! : )

  40. Gennaro Di Finizio ha detto:

    Per chi ancora non ama Quentin, questo film può essere un bel punto di partenza per un viaggio a ritroso nella sua filmografia!

    • wwayne ha detto:

      Hai centrato il punto: questo è un film ideale per chi non ama Quentin. Chi lo ama invece inevitabilmente storcerà il naso nel vederlo in versione così “edulcorata”. A meno che non provi nei suoi confronti un amore così cieco che lo applaudirebbe anche se facesse un documentario di 5 ore sul peptide pancreatico. Grazie per il commento! : )

  41. tachimio ha detto:

    Mio caro ho visto il film e debbo dire che a me è molto piaciuto. Anche se non ci sono le scene cruente a cui ci ha abituato Tarantino, trovo che la sua mano si veda comunque . E trovo giusto che un regista possa anche per una volta cambiare stile. Ho trovato originale il fatto di cambiare finale alla storia macabra, orribile di Cielo Drive e la scena di quel bazooka spiazzante e profondamente tarantiniana . Le musiche splendide, come sempre le colonne sonore dei suoi film e la scelta degli interpreti, assolutamente divina come sempre. Due attori , Brad Pitt e Di Caprio assolutamente nella parte come non mai. Le scene in mezzo alla polvere, a quel luogo fatiscente dove macchine vecchie e roulotte sostavano abbandonate , dove si radunavano gli adepti di Manson ricreate con un’atmosfera tale da presagire il loro vuoto interiore, le ho trovate meravigliose. E poi quei richiami ai vecchi film western….Per me un ottimo film, diverso dai precedenti ma sempre di Tarantino. Stavolta non siamo d’ accordo, peccato. Grazie wwayne. Ti aspetto alla prossima. Un abbraccio. Isabella

    • wwayne ha detto:

      Mi hai fatto notare un aspetto che finora mi era sfuggito: le case della Manson Family sono volutamente fatiscenti, perché il loro squallore serve a richiamare e sottolineare ancora di più l’altrettanto lugubre squallore di chi ci abita. Davvero un’ottima osservazione. Corro a rispondere all’altro tuo commento! : )

  42. Emozioni ha detto:

    Sinceramente non mi attira.
    Attendo che vada a vederlo mio figlio Andrea.
    Fan di Tarantino, da sempre!
    Memoria permettendo☺️, ti farò sapere!

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