Ne vale la pena?

Negli ultimi anni per i fumetti di alta qualità é stato inventato un termine nobilitante, per rimarcare la loro differenza da un qualunque Topolino: graphic novel, romanzo grafico. Uno dei più importanti autori di graphic novels oggi é senza dubbio Charles Burns. Le sue storie ricordano come struttura quelle di Tim Burton: all’ interno di un contesto realistico, Burns inserisce uno o più elementi fantastici, che come mine vaganti finiscono per stravolgere la vita dei protagonisti. Mentre però nei film di Tim Burton c’é un’ atmosfera fiabesca, nelle graphic novels di Burns l’ approccio é molto più maturo e serio, e per questo ancora più coinvolgente. Inoltre, nel mondo di Burton spesso c’é un unico personaggio al centro della scena, attorno al quale ruotano tutte le vicende; in quello di Burns invece il raggio d’ azione é più ampio, le storie hanno un impianto corale, e anche i personaggi apparentemente secondari sono in realtà fondamentali per lo sviluppo della storia. Burns gode di un’ ampia popolarità tra gli appassionati di fumetti e non solo, al punto che é in lavorazione un film tratto dalla sua opera più importante, “Black Hole”. Se ne parla da almeno 3 anni, e tra 2 il film potrebbe finalmente vedere la luce; alla regia ci sarebbe una garanzia assoluta, David Fincher. Tuttavia, sono scettico riguardo all’ opportunità, sia artistica che economica, di questa operazione. Dal punto di vista artistico, Burns ha uno stile così personale, così prettamente fumettistico, che sarebbe difficile tradurre il suo testo in una sceneggiatura senza snaturarlo; dal punto di vista economico, i fan di Burns e di Fincher lo accoglierebbero a braccia aperte, ma il vasto pubblico, che non conosce né l’ uno né l’ altro, bollerebbe a priori il film come un clone di Burton, un suo figlio degenere, e quindi é probabile che lo scanserebbe. Ricordiamoci cosa é successo con Tarantino: tutti quelli che hanno provato a imitarlo hanno fatto flop, e questo non solo perché il pubblico punisce certi biechi tentativi di clonazione, ma anche perché, dal punto di vista artistico, Tarantino é figlio unico. E’ come tentare di rifare la Coca Cola: se non hai la formula segreta, non vai da nessuna parte. Quando sei a corto di idee scopiazzare é la cosa più facile da fare, ma difficilmente sarà anche la più redditizia. Come sempre, ad ogni regola corrisponde un’ eccezione che la conferma, quindi so che sicuramente ci sarà stato qualcuno che, contrariamente a quanto affermo, ha fatto fortuna plagiando le idee altrui. Vi viene in mente qualche esempio?

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