Un successo meritato

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L’ uomo medio al cinema non funziona. Per fare un buon film, il protagonista deve essere appunto un personaggio, qualcuno che si distingue dalla massa per sagacia, intelligenza, bontà, malvagità eccetera. Se invece il film ha come personaggio principale l’ uomo qualunque, inevitabilmente verrà fuori un film piatto, arido, che non racconta niente di interessante, perché é il protagonista stesso a non avere nulla da dire.

E’ per questo che sono andato a vedere L’ ultima ruota del carro con molto scetticismo: perché, con una pessima trovata di marketing, il trailer lo presenta come la storia di un uomo qualunque, e ha come slogan la colossale bugia per cui “La vita di tutti noi potrebbe essere un film.” L’ intento era quello di invogliare lo spettatore facendolo identificare con il protagonista, ma nel mio caso il trailer ha avuto l’ effetto opposto.
Poi sono passate le settimane, il film ha macinato incassi e consensi sempre più ampi, e la mia curiosità é aumentata. Alla fine ho deciso che non potevo aspettare di vederlo in tv: dovevo capire subito qual era la formula segreta che l’ aveva portato al successo.
Ho scoperto che il protagonista de L’ ultima ruota del carro non é affatto un uomo qualunque. Ernesto é un uomo che conserva dei valori (la famiglia, l’ amicizia, l’ onestà eccetera) oggi in via di estinzione, e li difende a spada tratta. Anche quando sarebbe più facile e conveniente chiudere un occhio e sporcarsi le mani, lui se ne tira fuori, perché vuole mantenersi pulito e dormire bene la notte.
Attorno ad Ernesto si muovono dei personaggi di contorno molto riusciti. In primis la moglie, che lo appoggia in tutte le sue scelte, anche quelle apparentemente più scriteriate. Anche lei nella sua semplicità finisce per diventare un esempio straordinario: in un periodo storico in cui le famiglie si sfasciano con frequenza e facilità estreme, lei resta accanto al marito qualsiasi cosa succeda, e lo sostiene senza un attimo di esitazione. Le confidenze che moglie e marito si scambiano a letto prima di addormentarsi sono le parti più profonde del film, quelle in cui emerge in modo più netto la bellezza del loro essere e dell’ amore che li lega: da sole valgono il prezzo del biglietto.
Poi ci sono gli amici di Ernesto: il coatto, il vecchio saggio che gli fa da secondo padre, il toscanaccio furbetto e un po’ guascone… ciascuno di loro potrebbe essere il protagonista di un film tutto suo, e anche questo é indicativo di quanta qualità ci sia nella sceneggiatura del film.
L’ ultima ruota del carro ha degli ottimi personaggi, ma anche una storia molto ambiziosa, che si propone di intrecciare le vicende individuali di Ernesto con quelle collettive del paese in cui vive. Come l’ Italia attraversa momenti di grande euforia e di profonda tristezza, così anche la vita di Ernesto é un continuo alternarsi di gioie e dolori, che lui affronta senza mai venir meno a se stesso, senza mai tradire i propri princìpi, a costo di rimanere, appunto, l’ ultima ruota del carro.
Se non ci risentiamo, Buon Natale e Felice Anno Nuovo.
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57 risposte a Un successo meritato

  1. CdG ha detto:

    Sulla premessa non sono d’accordo. I films che ho preferito sono stati quelli in cui i protagonisti erano persone assolutamente comuni. Il senso delle cose, della vita, per fortuna, non è prerogativa (solo) dei grandi personaggi. Ad esempio, “Lunch box”, da vedere. Così come “La Venere in pelliccia”, anche se lì, sullo sfondo, c’è un testo letterario notevole. Che dire poi dei film neorealistici? La vita “normale” si adatta ad essere raccontata per immagini e sceneggiature sapienti, perché è così che siamo, nel nostro piccolo-grande cammino: uomini e donne, solo apparentemente senza qualità.
    Buone Feste anche a Te.

    • wwayne ha detto:

      Temevo di venire frainteso su questo punto. Quando ho scritto che un uomo medio non può funzionare come protagonista di un film, non intendevo dire che tutte le persone comuni andrebbero bandite dai film o relegate a ruoli di contorno: infatti con l’ espressione “uomo medio” non volevo indicare la persona comune, ma la persona insignificante, grigia, quella che non emerge dalla massa. Anche un re può essere un uomo medio, inteso in questo senso. Viceversa, una persona comune può offrire più spunti per un film di dieci re messi insieme: é il caso di Ernesto, ma si potrebbero fare mille altri esempi.
      Apprezzo molto la tua franchezza e il fatto che tu abbia parlato anche di altri film oltre a quello qui recensito. Vedrò i titoli che mi hai segnalato appena possibile. Grazie per il commento! : )

    • villsvininorge ha detto:

      Argh!
      Film non si coniuga!

  2. sognatrice83 ha detto:

    Non ho ancora visto questo film. Ma mi hai incuriosito, soprattutto mi incuriosisce il personaggio di Ernesto. Penso che il film ti sia piaciuto soprattutto per il carattere del personaggio, visto che in diversi post tu hai parlato dei suoi stessi valori!
    Devo vederlo assolutamente

    • wwayne ha detto:

      Hai ragione: “L’ ultima ruota del carro” ha toccato in me le corde giuste, perché esalta dei valori ai quali sono tenacemente attaccato.
      Comunque, credo che piacerebbe in egual misura anche a chi questi valori non li sente con tanta forza, perché come ho scritto nel post alla base del film non ci sono soltanto dei valori positivi, ma anche dei personaggi molto riusciti e una sceneggiatura di altissima qualità. Grazie per il commento! : )

  3. starlight85v ha detto:

    Bella recenzione, mi è venuta voglia di vederlo. Ho voglia di vedere qualcosa di genuino. Grazie 😉

  4. lapinsu ha detto:

    Confesso che ignoravo l’esistenza di questo film prima di leggere il tuo post che, come sempre ultimamente, ha stimolato la mia curiosità.
    Ormai al cinema qui da me non lo danno più… mi toccherà aspettare il dvd.
    Cmq complimenti per la recensione e per gli spunti che ne hai tratto!!!!

    • wwayne ha detto:

      Contraccambio i complimenti: la tua recensione de “Il lato positivo” coglie degli aspetti che nella mia erano rimasti in ombra, come il fatto che il rapporto tra i due protagonisti viene esplorato in tutte le sue fasi, non solo quelle più zuccherose ma anche quelle più critiche: la scena in cui lei lo pianta al bar, da cui é tratta la foto del tuo post, é emblematica in questo senso.
      A proposito delle tue recensioni, ho visto Argo, e ti dò pienamente ragione quando scrivi che le scene in cui John Goodman e Alan Arkin la fanno da padroni sono di gran lunga le migliori. E’ quasi violenta la caduta di qualità tra le parti dominate dalla loro presenza scenica e quelle in cui si dà spazio ai veri protagonisti del film.
      Penso di avere apprezzato di più le loro scene non solo per la loro bravura, ma anche perché erano le uniche a non darmi un senso di claustrofobia, dato che tutto il resto del film é ambientato tra le 4 mura del dipartimento di stato, dell’ aeroporto o della villa dell’ ambasciatore canadese.
      Dici il vero anche quando scrivi che questo film andava sforbiciato, ma ormai quando guardo un film moderno lo metto in conto di dovermi sorbire innumerevoli tempi morti. E’ uno dei motivi per cui mi rifugio sempre più spesso in quella splendida nicchia chiamata SKY Cinema Classics.
      Un’ altra visione recente che mi ha parzialmente deluso é stata Gli spietati di Clint Eastwood. L’ ho trovato uno dei titoli peggiori della sua filmografia. Spunto di trama esile, ritmo lentissimo, nessuna scena particolarmente emozionante o riuscita (tranne l’ ultima, ma forse l’ ho apprezzata così tanto solo perché intuivo che stava per arrivare la sospirata fine del film).
      Per dirti di quanto é poco riuscito, ti dico che mio padre (super fan del western e di Eastwood) si é addormentato più volte, e ogni volta che si risvegliava non riusciva a tenere gli occhi aperti per più di 5 minuti.
      Un libro che invece non mi sta facendo dormire per niente é Le notti di Salem di Stephen King. Credevo di aver concluso la mia esperienza con questo magnifico scrittore, poi ho trovato questo suo romanzo su una bancarella e non ho saputo resistere. Finora si sta rivelando un ottimo investimento: ogni pagina é adrenalina allo stato puro.
      Grazie mille per i commenti! : )

      • lapinsu ha detto:

        Bè, gli Spietati è un film particolare, per certi aspetti unico nella filmografia di Clint. Gli elementi che tu citi come difettosi sono invece quelli che io ho apprezzato di più, perchè in loro ho visto il tentativo di rinnovare il filone western spentosi anni prima. Non potrà mai avere la bellezza degli western anni 60/70, questo è ovvio, però ha saputo rinverdire il genere iniettando nuovi interessanti elementi.
        C’è un film che ho visto di recente “Lawless” che secondo me deve molto a Gli Spietati, per ritmo e ambientazione. Ti consiglio di vederlo.

    • wwayne ha detto:

      Ti raccomandai Lawless nel primissimo commento che scrissi sul tuo blog: http://lapinsu.wordpress.com/2012/12/24/top-film-2012/. Ne abbiamo fatta di strada da allora…
      E a proposito di film, tra 20 minuti mi guardo Capodanno a New York. E’ la versione americana del cinepanettone (con le storie d’ amore zuccherose al posto delle battute pecorecce di Boldi e De Sica), e infatti non lo guarderei nemmeno pagato se non ci fosse Hilary Swank nel cast. : ) A presto! : )

      • lapinsu ha detto:

        Vero, ne è passato veramente di tempo. Tanti post, tanti commenti, tanti commenti. Tempo speso bene, direi 😀
        Come ti è parso capodanno a ny? Io manco ricordavo d’averlo visto, figurati… sono andato su imdb e ho visto che l’avevo votato (4) tempo fa, ma proprio non me lo ricordo. Si tratta di classico esempio di memoria selettiva: ho rimosso un ricordo brutto o inutile.

        Hilary Swank… carina, bravina, ma mai apprezzata veramente. Scorrendo il casto ho notato il nome di Alyssa Milano: ecco, già lei mi intriga di più (esteticamente eh, mica cinematograficamente…)

    • wwayne ha detto:

      Ho mollato Capodanno a New York al primo stacco pubblicitario. Tuttavia, non l’ ho fatto perché non mi stesse piacendo: semplicemente, ero morto di sonno, e non ce l’ avrei mai fatta a tirare avanti fino a mezzanotte.
      Per quel che ho visto Capodanno a New York é l’ apoteosi dello stunt – casting: solo nei primi minuti sono apparse una ventina di star più o meno note, tutte impegnate in ruoli minimali. Quella con la sequenza più lunga, Michelle Pfeiffer, sarà rimasta sullo schermo per 90 secondi al massimo.
      Per quanto riguarda Alyssa Milano, ci siamo “incrociati” soltanto una volta. Anni fa vidi un film, Paura, nel quale recitavano 3 future star (chi fece il casting di quel film dimostrò davvero un ottimo fiuto): il premio Oscar Reese Witherspoon, Mark Wahlberg e appunto Alyssa Milano.
      Reese Witherspoon interpretava la ragazzina candida e ingenua, che subiva il fascino del bello e dannato Mark Wahlberg. Il guaio é che il protagonista maschile non era un bad boy qualunque: era un vero e proprio psicopatico, il che scatena delle conseguenze gravissime.
      Paura illustra in modo molto efficace come l’ orrore possa fare irruzione nelle nostre vite in qualsiasi momento, e nascendo dalle situazioni più banali (se non sbaglio i due protagonisti si conoscono casualmente in un bar).
      Alyssa Milano interpreta la migliore amica della protagonista: un ruolo totalmente inutile, che però lei interpretò in modo incisivo, riuscendo in certi momenti addirittura a rubare la scena ai due protagonisti.
      La sua prestazione in quel film dimostra che anche il ruolo più insulso può acquistare un senso, se l’ attore ha talento e ci mette tutto il suo impegno.
      A presto! : )

      • lapinsu ha detto:

        a proposito di ruoli secondari che però salgono alla ribalta, mi vengono in mente:
        – Tim Robbins ne “La guerra dei Mondi”
        – Stanley Tucci ne “Il diavolo veste Prada”
        – Morgan Freeman in “Levity”
        – il duo John Goodman e Alan Arkin in “Argo”

        E qui mi fermo… sennò divento logorroico 😀

        Praticamente ci si potrebbe fare un post:
        “Quando la parte non protagonista è la cosa migliore del film”

      • lapinsu ha detto:

        Ah, dimenticavo: di Alyssa Milano non sono mai riuscito ad apprezzare le doti artistiche… ma solo quelle estetiche eheheheh 😛

    • wwayne ha detto:

      Come darti torto… : )

  5. Daisy ha detto:

    L’ho visto da poco anche io e condivido tutto ciò che hai scritto!
    Un film che parla di valori, quegli stessi ormai quasi estinti nelle nostre vite…

    • wwayne ha detto:

      Hai ragione, e proprio perché sono in via di estinzione c’era proprio bisogno di un film che li sottolineasse con tanta forza e grazia allo stesso tempo. Grazie mille per il commento, il reblog e il “Mi piace”, sei stata molto carina a riempirmi di così tanti attestati di stima! : )

      • Daisy ha detto:

        Meritava.. il post!.. Appena ho tempo darò una bella lettura al tuo blog! Intanto vado a fare la playlist con i tuoi suggerimenti… buon fine settimana 🙂

    • wwayne ha detto:

      Anche a te! : )

  6. margotstone ha detto:

    Ho guardato ora il trailer ed effettivamente non è in grado di stimolare la curiosità e la voglia di andarlo a vedere. Effetto che invece ha avuto la tua recensione, che ha evidenziato il lato più “spirituale” del film.

    • wwayne ha detto:

      Mi fa molto piacere che la mia recensione ti abbia invogliato a vedere L’ ultima ruota del carro, perché è davvero un film notevole. Il lato positivo ti è piaciuto?

      • margotstone ha detto:

        Sì, molto. Bella la sceneggiatura, belli i personaggi. Anche se lui non è proprio tra i miei attori preferiti, l’ho trovato perfetto in questo film. E lei sublime.

    • wwayne ha detto:

      Diciamo che lui e lei si sono esaltati a vicenda: tra di loro c’era una chimica che li ha portati a dare il meglio di loro stessi, il che ha fruttato a lei un Oscar, a lui un figurone. Grazie mille per gli ottimi contributi che hai condiviso sul mio blog e sul tuo! : )

  7. teverdenuvole ha detto:

    Come promesso sono passata! Questo film non l’ho ancora visto, ma conto di farlo molto presto. Recentemente ho visto “One day” (in streaming, è del 2011) e me ne sono innamorata. In verità non credo c’entri nulla con “L’ultima ruota del carro”, ma se non l’hai ancora visto: FALLO! E poi ovviamente passa a dirmi cosa ne pensi 🙂 Felice anno nuovo!

    • wwayne ha detto:

      Anche un altro commentatore mi ha consigliato caldamente One day. Lo rimando da tanto perché vorrei prima leggere il libro, ma dopo il tuo commento sono sempre più risoluto ad affrontare questo punto in sospeso il più presto possibile.
      Il commentatore di cui ti parlavo si chiama Lapinsù: se ti piace il cinema non puoi non seguirlo, perché riesce a dare un punto di vista ironico anche sui film più seriosi ed orribili.
      Grazie mille per il commento e per il premio, e buon anno anche a te! : )

  8. cinemaincontroluce ha detto:

    Nonostante ha aperto il Festival del Cinema di Roma di quest’anno, sono entrata in sala per vederlo, con davvero pochissime aspettative, praticamente nessuna: invece l’ho trovato un film davvero onesto come pochi ultimamente, interpretato molto bene e sincero, realistico, uno spaccato di vita romana e italiana senza alcuna intenzione di stravolgerlo per i più vari scopi (politici, etc) come spesso accade… Spero di recensirlo al più presto perché merita

  9. DellaBrù ha detto:

    Conosco il film e mi è piaciuto. Fra l’altro, bel cast! Hai recensito, come sempre, così bene… che quasi quasi lo riguardo! 😉 A presto!

  10. lo vedrò prestissimo e grazie

  11. fishyfish747 ha detto:

    Molto interessante! Grandee! Spero di poterlo poi vedere 😉

  12. L’ha ribloggato su unconventionaltripse ha commentato:
    Fantastica recensione,
    questa notte lo vedrò e ti farò sapere,è lodevole l’impegno e la naturalezza con cui inondi la mente di immagini nitide. E’ come se mi avessi spoilerato il film perchè leggendo le tue righe è come se avessi visto un cortometraggio. Grande e grazie per avermi linkato l’articolo.

    • wwayne ha detto:

      Le belle parole che hai speso per me mi lusingano profondamente, e attendo con piacere la tua opinione in merito al film. Grazie a te per il commento e per il reblog! : )

  13. lightisgoodblog ha detto:

    Come promesso sono passata 😉 In realtà questo film lo avevo visto qualche anno fa e recentemente ho sentito proprio il bisogno di rivederlo e, come la prima volta, ho amato i valori e gli insegnamenti che il film riesce a trasmettere anche grazie ad una grande interpretazione come quella di Elio Germano, uno degli artisti italiani che preferisco. Sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla tua recensione, sintetica ma esaustiva, lineare e chiara ma accurata; davvero una bella analisi.

    • wwayne ha detto:

      Hai centrato il punto: ciò che rende speciale e prezioso questo film sono proprio i valori e gli insegnamenti che riesce a trasmettere. Poi certo, il fatto di poter contare su un protagonista così bravo è la ciliegina sulla torta. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  14. angeloiacopino ha detto:

    Questo film mi era scappato e mi hai incuriosito. Credo proprio che lo guarderò per poi confrontare le esperienze. 🙂

  15. Eleonora ha detto:

    Seguirò il tuo consiglio! Anzi spero presto perchè mi hai incuriosito! Ciaoooo

  16. zebachetti ha detto:

    grazie spero di trovarlo da qualche parte, mi piace il genere. Grazie per il consiglio e ben ritrovato

  17. NonsoloNonna ha detto:

    Grazie di cuore ….per ciò che hai scritto nel mio blog , scrivimi quando vuoi mi farà piacere . Ti abbraccio forte e cercherò prima possibile di vedere il film <3<3<3😘

  18. salvamiancora ha detto:

    Da come tu lo hai recensito, viene comunque voglia di vederlo, indipendentemente dalle motivazioni personali che possano spingere a farlo!! Mi piace molto come scrivi e descrivi, è un piacere sapere che leggi ciò che scrivo!! A presto!

    • wwayne ha detto:

      Le belle parole che hai speso per me mi lusingano profondamente, e le ricambio di cuore: anche per me è un piacere leggere ciò che scrivi! : ) Grazie per il commento, e a presto! : )

  19. 30cumlaude ha detto:

    Onestamente, ho scartato questo telefilm proprio per il trailer insulso e qualunquista: questa eccessiva caricatura del protagonista e l’esaltazione del suo essere proprio come me, te o chiunque altro, dava veramente l’idea di una reclamè promozionale di pessimo gusto. Però, hai fatto quello che i loro specialisti di marketing non erano riusciti a fare: accentuare quei valori che fanno venire voglia di vedere questo film e forse andrò a vederlo. 🙂

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