Chi sei, Moccia?

Moccia é uno degli uomini più amati e odiati d’ Italia. Chi lo ama sono ovviamente i giovani, ma anche alcuni adulti, che gli riconoscono il merito di aver avvicinato le nuove generazioni alla lettura. Dall’ altro lato, però, c’é la maggioranza degli adulti, che gli rimproverano un approccio superficiale ai temi più importanti della vita: per loro, proprio per il modo grossolano con cui avvicina certe tematiche, Moccia può avere un effetto soltanto negativo sui teenagers. Io non mi sono mai lasciato condizionare dalle mode letterarie, quindi, come avevo già fatto con Harry Potter, ho totalmente ignorato i libri di Moccia. Ne consegue che non sono in grado né di esprimere un giudizio né di schierarmi da una parte o dall’ altra. Tuttavia, l’ ambiguità che circonda questo scrittore mi affascina: é un uomo innocente che rivive il proprio passato o un astuto calcolatore, che sa quali tasti premere per farsi leggere, comprare e adorare? Se avete letto qualcosa di lui, fatemi sapere che idea vi siete fatti. A presto!
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23 risposte a Chi sei, Moccia?

  1. luxhandmade ha detto:

    ciao, io invece sono una curiosa letteraria 😉 per criticare un fenomeno bisogna conoscerlo, per cui ebbene si ho letto 3msc, ma non diciamolo troppo in giro…Forse è vero che ha avvicinato i giovani alla lettura ma non alla letteratura!!!Nel senso che in fin dei conti gli adolescenti che leggono moccia cercano una storia facile, banale in cui identificarsi ed in cui vivere ma finito il romanzetto non cercano qualcosa che gli lasci di più. A me non piace il modo in cui scrive, periodi brevi, inesistenti quasi, descrizioni da ginnasiale (senza offendere i piccoli geni che magari a 14-15 anni scrivevano saggi al posto dei temi!) . Senza contare che un libro che cominca con “X” ha il più bel culo di europa (non ricordo il nome della tipa in quesione) bhe nn merita proprio nessuna considerazione. Sono troppo drastica secondo te?!

    • wwayne ha detto:

      Beh, questa domanda mi mette in imbarazzo, perché un romanzo di uno dei miei autori preferiti (“Le belve” di Don Winslow) esordisce con un bel “Vaffanculo!”.
      Tra l’ altro Winslow é recidivo, perché nel suo ultimo romanzo le prime parole sono: “Vaffanculo. A me.” Un’ autocitazione decisamente triviale, ma a Winslow gli perdono questo ed altro.
      Diciamo che un inizio volgare non deve indurti a bocciare senza appello un autore, ma probabilmente nel caso di Moccia non hai sbagliato. Grazie per il commento! : )

  2. mchan84 ha detto:

    Hallo! Io ho letto Tre metri sopra il cielo e l’ho trovato gradevole, però a tipo 18anni. Ho preso il seguito per vedere come andava a finire e non l’ho gradito per nulla. Io penso che anche gli adolescenti debbano avere il loro genere letterario, grazie a molti libri per teenager questi hanno iniziato a leggere anche letteratura vera, però poi si debbano fermare lì, non farne un “mito” della letteratura con la elle maiuscola. Tra l’altro penso che Moccia doveva proprio fermarsi al primo libro.
    Mchan

    • wwayne ha detto:

      Non sei l’ unica lettrice di Moccia ad aver disapprovato il “post – 3MSC”, anzi praticamente tutte le sue lettrici che conosco sono concordi nel dire che dopo quel libro Moccia ha vissuto di rendita. Soprattutto sono concordi nel dire che non doveva tentare la carriera registica.

      • mchan84 ha detto:

        I film diretti da lui me li sono risparmiati, anche perché erano tutti trasposizioni dei suoi libri. So che ora si è dato alla politica e fa il sindaco in un paesino dell’Abruzzo. Speriamo abbia tanto da fare 😉
        Mchan

  3. Toni ha detto:

    Mi piacerebbe aiutarti, ma ti rispondo col titolo del tuo post.

  4. mchan84 ha detto:

    Hallo!!! Ho appena scoperto che (purtroppo) il suo lavoro di sindaco non gli ruba del tempo per la scrittura e la regia. Od in quel paesino va tutto meravigliosamente oppure alle prossime elezioni verrà rispedito a casuccia…
    dal sito comingsoon
    Universitari
    USCITA CINEMA: 03/10/2013
    GENERE: Commedia
    REGIA: Federico Moccia
    SCENEGGIATURA: Federico Moccia, Ilaria Carlino
    ATTORI: Simone Riccioni, Brice Martinet, Primo Reggiani, Maria Chiara Centorami, Nadir Caselli, Sara Cardinaletti, Paola Minaccioni, Enrico Silvestrin, Luis Molteni, Maurizio Mattioli, Barbara De Rossi, Amanda Sandrelli
    Trama del film Universitari:
    Carlo, Faraz e Alessandro, sono tre universitari fuori sede, che dividono una casa. Anzi no, non proprio una casa: “Villa Gioconda”, una ex clinica in disuso che il padrone ha deciso di affittare a studenti fuori-sede, senza neanche rimetterla troppo a posto. Convivere tra maschietti è facile, ognuno col proprio disordine, con le proprie non-regole, con il proprio metodo di studio. L’universo maschile in cui vivono, però, sta per essere invaso dalle donne. Il padrone di casa decide di affittare anche a ragazze, contravvenendo a una vecchia regola da lui imposta anni addietro. Saranno così Francesca, Giorgia ed Emma ad irrompere a ‘Villa Gioconda’ sconvolgendo l’instabile equilibrio cameratesco e mettendo la casa in subbuglio. Carlo, Giorgia, Emma, Alessandro, Faraz e Francesca, affrontano così un anno di università insieme: quel lungo momento magico e durissimo in cui ci si prepara il futuro con le proprie mani, quella specie di ultima vacanza prima di fare davvero sul serio nella vita. A poco a poco ognuno si stacca dal proprio nido e spicca il volo da solo, non prima d’aver creato una nuova, confusissima, divertente e tumultuosa famiglia allargata, che è quella degli amici. Ed ecco che anche una vecchia clinica con l’impianto elettrico marcio e qualche sedia a rotelle in cantina, può improvvisamente diventare teatro di un’avventura folle e indimenticabile. Indimenticabile come gli anni dell’università e degli amori che si vivono a vent’anni.

    Buone vacanze!!!
    Mchan

  5. mchan84 ha detto:

    Ok, si vede proprio che al paesello non ha nulla da fare dato che oltre al su citato film ha scritto anche un altro libro “Quell’attimo di felicità”. Ho appena visto la pubblicità in tv.
    Dal sito della casa editrice Mondadori:

    Nicco è giovane, ironico, spiritoso, perfino profondo.
    C’è solo un piccolo problema: la sua ragazza, Alessia, l’ha lasciato dicendogli soltanto “Mi dispiace”. Per lui questo è impossibile da accettare: un anno di fidanzamento stupendo, allegro, intenso cancellato senza nessuna spiegazione.
    Per fortuna che c’è Ciccio, ex compagno di scuola ai tempi del liceo un po’ boro, molto simpatico e pieno di energie, che trascina Nicco per feste, aperitivi e cene. Ciccio non l’ammazza niente e nessuno. Da un anno ama due fidanzate in contemporanea, lavora con internet e smercia musica e film illegalmente. E fa tutto come se fosse la cosa più normale del mondo. È uno che si arrangia, ma lo fa alla grande. Non si fa nessun problema a cavalcare le occasioni che la vita gli serve su un piatto d’argento.
    Nicco no. Nicco si fa un sacco di problemi ed è azzoppato da molti rimpianti. Da quando suo padre non c’è più si colpevolizza per tutte le volte che non gli ha detto ti voglio bene.
    E si dà dello scemo per tutte le volte che sentiva di amare Alessia, senza mai trovare le parole per dirglielo.
    Una sera in cui Roma è “friccicarella” arrivano nella sua ammaccata esistenza due turiste americane. Ciccio e Nicco le arpionano come solo gli italiani sanno fare. L’estate, la bellezza e la voglia di vivere un sogno si impossessano delle giornate dei quattro ragazzi con la vita in tasca e il vento nei capelli, offrendo a tutti i protagonisti una chance di felicità. Riuscirà Nicco a fare entrare la straniera nel suo cuore? Darà finalmente voce a questo nuovo sentimento? Sarà capace di chiudersi il passato alle spalle e godersi questo presente, anche se dovesse durare solo un attimo?
    Federico Moccia, lo scrittore che ha reinventato il romanzo d’amore con Tre metri sopra il cielo e Scusa ma ti chiamo amore, racconta di quel momento in cui troviamo il coraggio per dire “Ti amo” illuminando il mondo con l’abbagliante fuoco di quell’attimo di felicità.

    Mchan
    Ps: prevedo un ennesimo film dal libro…
    Pps: ma che razza di nome è Nicco??? Ah, scusa, dimenticavo Step…
    Ppps: ma perché, perché, questo riassunto (e quindi anche il libro penso) è pieno e strapieno di luoghi comuni e situazioni, oltre che banali anche viste e riviste???
    Pppps: lo so, stanno diventando troppi, ma “lo scrittore che ha reinventato il romanzo d’amore” non se po’ sentì… “_”

  6. antina93hippo ha detto:

    A me era piaciuto “3MSC” e avevo 12 anni. Per cui sì, affascina le ragazzine. E sì, non so che abbia visto nelle generazioni dei più giovani.

  7. ilblogvuoto ha detto:

    Stavo leggendo questo tuo vecchio articolo. Ti fa mai impressione rileggere quel che scrivevi “agli inizi”? Io a quel tempo scrivevo solo sul giornale del mio liceo, ma mi fa comunque impressione. Anzi, ti faccio una domanda che spesso pongo a me: come scriveresti questo articolo, se dovessi farlo adesso?

    • wwayne ha detto:

      Mi fa molta impressione. E mi fa impressione anche quando vedo che continuano a fare presa sui miei lettori anche anni dopo la loro pubblicazione. : )
      Per quanto riguarda invece la seconda domanda, sicuramente curerei di più il post. Ci aggiungerei una foto (allora non sapevo farlo, e tuttora non sono molto bravo a caricarle), eliminerei le ripetizioni e sarei più dettagliato nell’analisi. La sostanza, però, rimarrebbe più o meno la stessa. Grazie per il commento! : )

  8. ilblogvuoto ha detto:

    Sai cos’altro mi fa impressione? Tu hai iniziato questo blog quando avevo 15 anni. Mi sembra strano notare che sono passati già 7 anni da quando ne avevo 15!

    • wwayne ha detto:

      E io ne avevo 19… avevo preso la maturità da pochi giorni… come passa il tempo! : )

      • ilblogvuoto ha detto:

        Io pure ho iniziato a scrivere sul blog pochi giorni dopo la maturità, anche se l’avevo creato a Settembre dell’anno prima.

      • wwayne ha detto:

        Io invece il blog l’ho creato senza volerlo. Cerco di spiegarmi meglio.
        Quando creai un indirizzo di posta elettronica Hotmail, contestualmente mi venne regalato un blog WordPress (non scelsi neanche il nome, lo formarono loro con le lettere che avevo messo prima di @hotmail.it): se non mi avessero fatto questo omaggio, non sarei mai diventato un blogger. : )

      • ilblogvuoto ha detto:

        Io pure avevo il blog di MSN. Non sapevo come chiamarlo e optai per IL BLOG VUOTO. Tre anni dopo, pensai che sarebbe stato un bel nome per un blog vero.

      • wwayne ha detto:

        E ci hai visto giusto! Comunque, in un blog i contenuti sono più importanti del titolo: il tuo ha dei contenuti ottimi, ed è questo che l’ha portato al successo. A presto! : )

  9. dr.hazamakuroo ha detto:

    Per fortuna lo conosco solo di nome. 😀

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