Big in Japan

Haruki Murakami, Banana Yoshimoto e Yoko Ogawa stanno avendo ormai da anni un grande successo in tutto il mondo. Sono i 3 esponenti principali della moderna letteratura giapponese, un tipo di scrittura agli antipodi della nostra: non solo per ragioni geografiche e culturali, ma anche per motivi stilistici. La letteratura occidentale é abituata ad un ritmo narrativo lento: ne consegue che i nostri romanzi sono in genere poco scorrevoli e pieni di momenti morti, perché si dedica più spazio alla descrizione e alla riflessione che all’ azione vera e propria. E’ una rotta che non può essere invertita: fin dai poemi omerici siamo abituati a questa lentezza narrativa, ormai é entrata nei nostri cromosomi culturali. I romanzi giapponesi, al contrario, non hanno una virgola in più del necessario: la descrizione e la riflessione sono ridotte al minimo, e la narrazione procede serrata, ad un fatto succede subito un altro, senza inutili attese o digressioni. Questo modo di scrivere così scorrevole ha conquistato subito noi occidentali, era come se aspettassimo da sempre di poter leggere dei libri con questa agilità di esposizione. Inoltre, un altro dettaglio che ci ha colpito é il fatto che spesso nei romanzi giapponesi la narrazione procede in prima persona, creando così da subito un forte rapporto empatico tra il protagonista e il lettore. Come detto, questa osmosi letteraria tra Occidente e Oriente si é creata troppo tardi perché possa rivoluzionare più di tanto il nostro modo di scrivere; inoltre, si tratta di un contatto troppo recente per valutare se si tratti di un’ infatuazione passeggera o di una passione destinata a mettere radici, e quindi ad influenzare, sia pure in minima parte, il futuro della nostra letteratura. Tuttavia, il contatto c’é stato, e quindi é possibile che abbia delle conseguenze. Personalmente ritengo che, se ci fossero, per la letteratura occidentale sarebbe un progresso; certamente il prezzo da pagare sarebbe alto, la disgregazione, o quantomeno la contaminazione, di una tradizione millenaria, che ha dato i natali alla cultura mondiale. Per me, comunque, il gioco varrebbe la candela. Per voi?

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39 risposte a Big in Japan

  1. cinemaleo ha detto:

    L’incontro tra culture diverse è sempre auspicabile

  2. luxhandmade ha detto:

    Purtroppo tra i tre che hai citato ho letto solo Banana Yoshimoto, quale libro mi consiglieresti degl’altri autori?!
    A me la Yoshimoto piace, sarà che spesso i suoi libri assumono quasi le atmosfere manga e a me i manga piacciono molto, quello che non amo in generale in un libro invece è quando sono scritti in prima persona 😉 purtroppo amo il narratore onnisciente anche se non vale sempre per tutti i libri che ho letto.

    • wwayne ha detto:

      Di Murakami ti consiglio:

      A sud del confine, a ovest del sole
      Dance dance dance
      La ragazza dello Sputnik
      L’ uccello che girava le viti del mondo

      Della Ogawa invece é carino “L’ anulare.” Grazie per il commento! : )

      • luxhandmade ha detto:

        grazie 😉 prenso che ne acquisterò uno presto 😉 dopo aver finito l’incetta di libri che ho fatto di recente alla feltrinelli 😛

  3. chiaramir ha detto:

    Non è niente male neanche Natsuo Kirino: “le 4 casalinghe di Tokio” e “Grotesque”…Secondo me la Yoshimoto si è un pò adagiata sugli allori(soldi) adesso

  4. Sono d’accordo con la tua analisi… Tra l’altro quel poco che ho scritto é stato influenzato da Murakami 🙂

  5. nuucs ha detto:

    Riflessione interessante, vorrei leggere Murakami, cosa mi consigli?

    • wwayne ha detto:

      Di Murakami ho letto nell’ordine:

      A sud del confine, a ovest del sole
      Dance dance dance
      La ragazza dello Sputnik
      L’uccello che girava le viti del mondo

      Sono state tutte e 4 delle bellissime esperienze, dei veri e propri viaggi all’interno di un libro unico, di un mondo sconosciuto, di una mente geniale.
      E come sempre succede alla fine di un bel viaggio, si è soddisfatti di come è andato, ma si è anche tristi, perché avremmo voluto prolungarlo per sempre. Sono convinto che farà lo stesso effetto anche a te.
      Ricambio i complimenti: anche il tuo blog è molto interessante, infatti mi ci sono iscritto. Inoltre metto qua il link del tuo post letterario, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://shenuucs.wordpress.com/2019/11/15/5-libri-da-leggere-a-novembre/. Grazie per il commento! : )

  6. Alix ha detto:

    Con cosa dovrei iniziare di Yoko Ogawa? Ultimamente ho sentito molto il suo nome ma non so da dove cominciare…

  7. Katrin PoeMg ha detto:

    Interessante adoro la cultura nipponica e i libri che negli anni ho letto e apprezzato, prendo nota magari aggiungi qualcosa di nuova alla libreria

  8. La Grazia ha detto:

    Hai davvero un bellissimo stile narrativo

  9. loriana72 ha detto:

    Molto interessante questa riflessione!

  10. Farida Hakim ha detto:

    Ho letto l’anulare di Yoko Ogawaqualche anno fa e l’ho trovato interessante proprio per il fatto di essere così diverso dalla nostra letteratura.

  11. vittorianaerba ha detto:

    Molto interessante questo scontro di stili. Non ho mai letto autori giapponesi e mi piacerebbe cimentarmi proprio per poter fare in prima persona il confronto tra letteratura lenta e veloce. Mi ispira Murakami!

    • wwayne ha detto:

      Ti ispira il migliore dei 3. Tra tutti i suoi libri ti consiglio di partire da “A sud del confine, a ovest del sole”, oppure da “Dance dance dance”: a mio giudizio sono i più belli che abbia mai scritto. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  12. Every Single Word ha detto:

    Giustissima analisi dello “stile” giapponese: personalmente sono ancora una neofita, ma la differenza tra la narrazione occidentale quella orientale è subito percepibile. 🙂

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