Big in Japan

Haruki Murakami, Banana Yoshimoto e Yoko Ogawa stanno avendo ormai da anni un grande successo in tutto il mondo. Sono i 3 esponenti principali della moderna letteratura giapponese, un tipo di scrittura agli antipodi della nostra: non solo per ragioni geografiche e culturali, ma anche per motivi stilistici. La letteratura occidentale é abituata ad un ritmo narrativo lento: ne consegue che i nostri romanzi sono in genere poco scorrevoli e pieni di momenti morti, perché si dedica più spazio alla descrizione e alla riflessione che all’ azione vera e propria. E’ una rotta che non può essere invertita: fin dai poemi omerici siamo abituati a questa lentezza narrativa, ormai é entrata nei nostri cromosomi culturali. I romanzi giapponesi, al contrario, non hanno una virgola in più del necessario: la descrizione e la riflessione sono ridotte al minimo, e la narrazione procede serrata, ad un fatto succede subito un altro, senza inutili attese o digressioni. Questo modo di scrivere così scorrevole ha conquistato subito noi occidentali, era come se aspettassimo da sempre di poter leggere dei libri con questa agilità di esposizione. Inoltre, un altro dettaglio che ci ha colpito é il fatto che spesso nei romanzi giapponesi la narrazione procede in prima persona, creando così da subito un forte rapporto empatico tra il protagonista e il lettore. Come detto, questa osmosi letteraria tra Occidente e Oriente si é creata troppo tardi perché possa rivoluzionare più di tanto il nostro modo di scrivere; inoltre, si tratta di un contatto troppo recente per valutare se si tratti di un’ infatuazione passeggera o di una passione destinata a mettere radici, e quindi ad influenzare, sia pure in minima parte, il futuro della nostra letteratura. Tuttavia, il contatto c’é stato, e quindi é possibile che abbia delle conseguenze. Personalmente ritengo che, se ci fossero, per la letteratura occidentale sarebbe un progresso; certamente il prezzo da pagare sarebbe alto, la disgregazione, o quantomeno la contaminazione, di una tradizione millenaria, che ha dato i natali alla cultura mondiale. Per me, comunque, il gioco varrebbe la candela. Per voi?

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55 risposte a Big in Japan

  1. cinemaleo ha detto:

    L’incontro tra culture diverse è sempre auspicabile

  2. luxhandmade ha detto:

    Purtroppo tra i tre che hai citato ho letto solo Banana Yoshimoto, quale libro mi consiglieresti degl’altri autori?!
    A me la Yoshimoto piace, sarà che spesso i suoi libri assumono quasi le atmosfere manga e a me i manga piacciono molto, quello che non amo in generale in un libro invece è quando sono scritti in prima persona 😉 purtroppo amo il narratore onnisciente anche se non vale sempre per tutti i libri che ho letto.

  3. chiaramir ha detto:

    Non è niente male neanche Natsuo Kirino: “le 4 casalinghe di Tokio” e “Grotesque”…Secondo me la Yoshimoto si è un pò adagiata sugli allori(soldi) adesso

  4. Sono d’accordo con la tua analisi… Tra l’altro quel poco che ho scritto é stato influenzato da Murakami 🙂

  5. nuucs ha detto:

    Riflessione interessante, vorrei leggere Murakami, cosa mi consigli?

    • wwayne ha detto:

      Di Murakami ho letto nell’ordine:

      A sud del confine, a ovest del sole
      Dance dance dance
      La ragazza dello Sputnik
      L’uccello che girava le viti del mondo

      Sono state tutte e 4 delle bellissime esperienze, dei veri e propri viaggi all’interno di un libro unico, di un mondo sconosciuto, di una mente geniale.
      E come sempre succede alla fine di un bel viaggio, si è soddisfatti di come è andato, ma si è anche tristi, perché avremmo voluto prolungarlo per sempre. Sono convinto che farà lo stesso effetto anche a te.
      Ricambio i complimenti: anche il tuo blog è molto interessante, infatti mi ci sono iscritto. Inoltre metto qua il link del tuo post letterario, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://shenuucs.wordpress.com/2019/11/15/5-libri-da-leggere-a-novembre/. Grazie per il commento! : )

  6. Alix ha detto:

    Con cosa dovrei iniziare di Yoko Ogawa? Ultimamente ho sentito molto il suo nome ma non so da dove cominciare…

  7. Katrin PoeMg ha detto:

    Interessante adoro la cultura nipponica e i libri che negli anni ho letto e apprezzato, prendo nota magari aggiungi qualcosa di nuova alla libreria

  8. La Grazia ha detto:

    Hai davvero un bellissimo stile narrativo

  9. loriana72 ha detto:

    Molto interessante questa riflessione!

  10. Farida Hakim ha detto:

    Ho letto l’anulare di Yoko Ogawaqualche anno fa e l’ho trovato interessante proprio per il fatto di essere così diverso dalla nostra letteratura.

  11. vittorianaerba ha detto:

    Molto interessante questo scontro di stili. Non ho mai letto autori giapponesi e mi piacerebbe cimentarmi proprio per poter fare in prima persona il confronto tra letteratura lenta e veloce. Mi ispira Murakami!

    • wwayne ha detto:

      Ti ispira il migliore dei 3. Tra tutti i suoi libri ti consiglio di partire da “A sud del confine, a ovest del sole”, oppure da “Dance dance dance”: a mio giudizio sono i più belli che abbia mai scritto. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  12. Every Single Word ha detto:

    Giustissima analisi dello “stile” giapponese: personalmente sono ancora una neofita, ma la differenza tra la narrazione occidentale quella orientale è subito percepibile. 🙂

  13. carlomocci ha detto:

    In realtà abbiamo molti esempi di letteratura occidentale secca e diretta. A parte Hemingway, hai mai letto per esempio qualcosa di Paul Auster? Comunque, grande Murakami. Mi piace tantissimo

  14. Bella analisi, interessantissima. Dei tre autori che hai elencato ho letto solo Murakami (Norwegian wood e La ragazza dello Sputnik), è un autore che mi affascina sempre come modo di scrivere.

    • wwayne ha detto:

      Mi fa molto piacere che tu condivida la mia passione per questo grande scrittore. Della sua bibliografia ti consiglio di leggere anche “A sud del confine, a ovest del sole” e “Dance dance dance”: sono uno più bello dell’altro.
      Le belle parole che hai speso per me mi lusingano profondamente, e le ricambio di cuore: anche tu hai un bellissimo blog, e infatti mi ci sono iscritto. Anzi, già che ci sono metto qua il link del tuo ultimo post, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://lalibreriadianacleto.com/2020/05/05/parlarne-tra-amici-di-sally-rooney/. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  15. Enza Graziano ha detto:

    Ciao! Ho letto il tuo articolo ed è davvero interessante. Non ho letto tantissimo di letteratura giapponese, ma per quel poco che ho letto (Tanizaki, Shimazaki) ho avuto l’impressione opposta rispetto a ciò di cui parli. Sono, però, impressioni personali e non pareri tecnici. Forse, le mie sensazioni sono influenzate dal modo in cui io vedo la cultura giapponese: calma, riservata, riflessiva (perciò “lenta”).
    Devo ammettere che non ho mai letto Murakami (vergogna 🤦‍♀️) nonostante ne abbia acquistato dei libri: sono stata dissuasa da più persone. Di Yoshimoto ho letto Chie-chan e io.
    Nei prossimi giorni, comunque, parlerò di altri romanzi giapponesi. Se ti interessa, seguimi!

    • wwayne ha detto:

      Il miglior romanzo di Banana Yoshimoto è un altro, e cioè Honeymoon: leggilo, mi ringrazierai.
      Ho appena iniziato a seguirti, e non devo l’ora di leggere i tuoi prossimi post. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  16. Enchanted_Night ha detto:

    Ciao mi ha fatto molto piacere ricevere il tuo commento sul mio blog! Premetto che non sono una profonda conoscitrice della letteratura giapponese ma una grande appassionata sì. Di Murakami ho letto “Norwegian Wood” e “A sud del confine, a ovest del sole”, mi sono piaciuti entrambi moltissimo. Della Yoshimoto ho letto “Kitchen” (molto bello), “Presagio triste” (carino) e “L’ultima amante di Hachiko” (quest’ultimo non mi è piaciuto). Ho visto che consigli “Honeymoon”, devo recuperarlo al più presto 🙂 Quello che a me capita quando leggo Murakami è di visualizzare la trama come se fosse un anime, è come se ci fosse dentro un flusso che scorre e ti trascina. È una lettura scorrevole ma allo stesso tempo introspettiva e riflessiva, alle volte malinconica e triste. Però posso basarmi solo su quello che ho letto. Mi è stato molto utile leggere il tuo post sulle principali differenze tra letteratura Occidentale e Orientale. Mi piacciono anche i film d’animazione giapponesi, quelli dello studio Ghibli in primis. A te piacciono?

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