Un film che ti entra dentro

julieta

Sono molto legato ad Almodovar, per un motivo molto personale: una delle sue opere più riuscite, Volver, è stato il primo film che ho visto da maggiorenne. Del suo cinema mi ero innamorato già prima, quando vidi il bellissimo Tutto su mia madre, e ne rimasi innamorato anche in seguito. Finché, come in quasi tutte le storie d’amore, avvenne un episodio spiacevole che ci allontanò: mi riferisco a Gli abbracci spezzati, un film deludente, sbagliato, insalvabile, che mi portò ad evitare i successivi film di Almodovar.
Poi, due mesi fa, la mia amica Koredititti mi disse di aver visto Julieta. Non mi disse se le era piaciuto o meno: soltanto che l’aveva visto. È stato come quando incontri un tuo amico e lui ti dice di aver visto una tua ex: magari erano anni che non pensavi a lei, ma dopo che lui te l’ha nominata vieni sopraffatto dalla curiosità, e quindi gli chiedi come l’ha trovata, che cosa si sono detti eccetera. Anch’io, dopo che Koredititti mi ha nominato Almodovar, avevo una gran voglia di sapere come stava. E avevo solo un modo per saperlo: andare a vedere Julieta.
Come in tutti i film di Almodovar, le situazioni inverosimili si sprecano. Come in tutti i film di Almodovar, la trama strappa così tante lacrime da poterci riempire una tinozza, una grossa come quella che usa la mì nonna per fare il bagno al cane. Come fa il film ad essere bello nonostante tutto questo? La risposta è semplice: è bello perché Almodovar ci mette tutta la sua sconfinata umanità, e riesce a farci affezionare alle sue donne come se le conoscessimo da sempre, come se facessero parte della nostra vita reale. Quando guardi un suo film la distanza tra finzione e realtà si annulla, perché tu entri dentro al film e il film entra dentro di te. Con Julieta Almodovar ha dimostrato di avere ancora il suo tocco magico, ha recuperato la sua innata capacità di conquistare il pubblico fin dalla prima inquadratura. È stato bello abbandonare l’arena estiva con questa consapevolezza, e con la sensazione di aver ritrovato un vecchio amico. Spero che non mi deluda un’altra volta, ma se anche accadesse non gli serberei rancore: in me prevarrà sempre la gratitudine e l’ammirazione per un regista che ormai amo in modo totalmente incondizionato.

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81 risposte a Un film che ti entra dentro

  1. lamelasbacata ha detto:

    Adesso devo vederlo!!

  2. cilieginasuccosa ha detto:

    Anche a me piace molto Almodovar, adesso mi hai messo una curiosità eheheh…. 😉

  3. m3mango ha detto:

    A me è piaciuto da morire. Come sempre.

  4. Giusy Lorenzini ha detto:

    Ciao wwayne, è da un po’ che non ti leggo! Spero di riuscire a vedere questo film, magari più avanti, quando arriva l’Autunno. Un caro saluto, Giusy

  5. Mi sono ricordato, leggendo il tuo articolo, che ne stavo parlando con la mia compagna giusto un mese fa…poi, per un impegno o per un altro, ci siamo dimenticati entrambi.
    Grazie, ora posso ricordarglielo e, così, fare un figurone…

  6. serenamannablog ha detto:

    Ho visto Julieta poco più di una settimana fa.Quindi sono ancora fresca di emozioni. Anche io come te amo Almodovar anche se ammetto di dover vedere ancora molti pezzi forti del suo repertorio ma il suo stile è meraviglioso e Julieta ne è la piena dimostrazione. Così dolce e crudo. Inaspettato per molti versi. È piaciuto davvero parecchio anche a me!

    • wwayne ha detto:

      Hai usato proprio le parole giuste: Almodovar è come la vita, sa essere dolce e crudo, e soprattutto è sempre inaspettato. Non sai mai come andrà a finire un suo film: sai soltanto che, con ogni probabilità, sarà valsa ampiamente la pena di vederlo. Grazie per il commento! : )

  7. Ivan ha detto:

    Non lo ho visto ma provvederò. Anche a me è piaciuto molto Volver (Penelope Cruz è inoltre una delle mie attrici preferite)

    • wwayne ha detto:

      E in Volver sfodera forse la sua migliore prestazione di sempre. L’ho apprezzata molto anche in The Counselor, film sottovalutato in cui 3 dei 5 attori principali (lei, Fassbender e Cameron Diaz) recitano in modo semplicemente perfetto. Più svogliati invece Brad Pitt e Javier Bardem, che però si sono fatti valere altrove (soprattutto il primo). Grazie per il commento! : )

  8. GramonHill ha detto:

    Nonostante nel mio blog scriva quasi solo di cinema, devo confessare di non aver visto mai niente di Almodovar. Dovrò rimediare prima o poi.
    Complimenti per l’articolo.

    • wwayne ha detto:

      Julieta sarebbe un ottimo punto di partenza: non solo per la qualità del film, ma anche perché, come dicevo nel post, è un’opera che coglie perfettamente l’essenza del cinema di Almodovar. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  9. koredititti ha detto:

    Grazie. Felice che ti sia piaciuto 🙂

  10. szandri ha detto:

    Mai visto! Dovrò rimediare.

  11. Amo Almodovar da sempre. Guarderò il film.

  12. lapinsu ha detto:

    Ho un’atavica allergia ad Almodovar.
    Pensa che non mi piacque nemmeno Tutto su mi amadre…
    E dire che i sentamentalismi mi piacciono e molto, ma con Almodovar ho sempre l’impressione di camminare in territorio STUCCHEVOLE quindi evito sempre, anche stavolta mi sa..
    Comunque complimenti per il post: è bello leggere qualcuno professare la propria simpatia per un regista anche quando questi l’ha deluso in passato: denota onesta intellettuale e capacità di non fossilizzarsi su rapidi pregiudizi (in pratica il contrario di quello che ho fatto io con Almodovar… predico bene ma razzolo male amico mio…)

    Buone ferie wwayne!!!

    • wwayne ha detto:

      Io Almodovar ho cominciato a frequentarlo per un motivo molto particolare.
      Esce Non ti muovere, e Penelope Cruz va a Domenica In per promuoverlo. Io becco per caso quell’intervista, e ne rimango folgorato: fino a quel momento Penelope non mi aveva mai detto granché, ma lì era di una bellezza celestiale. Rimango imbambolato a guardarla fino alla fine dell’intervista, e da quel momento in poi parte l’ossessione: comincio a comprare qualsiasi cosa la riguardi, dai dvd alle riviste. Il fondo penso di averlo toccato quando ero al mare a Viareggio, e ho comprato una rivista DI MODA e IN RUSSO solo perché c’era lei in copertina.
      Tra la marea di oggettistica PenelopeCruzziana che mi capitò per le mani in quel periodo, c’era anche il mio primo film di Almodovar: era proprio Tutto su mia madre. Mi piacque moltissimo, e da allora sono più di 10 anni che continua il mio amore per questo regista, pur con gli alti e bassi che ho descritto nel mio post.
      La fissa per Penelope Cruz invece mi è passata: come ricorderai, tendenzialmente preferisco le bionde, e quindi è stata presto soppiantata da altre attrici. : ) Grazie mille per i complimenti e per il commento, e buone ferie anche a te! : )

  13. incucinaconlatata ha detto:

    Ciao Wwayne ti ho invitato/a a partecipare ad un Tag. Lo trovi sulla mia pagina. Mi farebbe molto piacere se tu accettassi

  14. CINEBLOG ha detto:

    Ciao Wwayne, anch’io amo Almodovar e ho visto quasi tutta la sua produzione cinematografica, all’appello manca Julieta, ma non preoccuparti, in questo periodo di ferie, correrò ai ripari vedendolo in streaming.
    Bella la recensione per gli altri titoli da te menzionati!
    E’ sempre un piacere leggerti!
    Bye, bye

    • wwayne ha detto:

      Anch’io sto approfittando delle ferie per guardare un sacco di film che non avevo potuto vedere durante l’anno. Julieta è stato uno dei primi film che ho visto in questa Estate strapiena di “visioni arretrate”, e anche uno dei migliori. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  15. kasabake ha detto:

    Mentre leggevo il tuo post, come sempre appassionato e leggero, più simile ad una conversazione tra amici che non ad una vera critica (privo ossia di quella supponenza da radical chic che normalmente permea le recensioni delle testate blasonate) mi rendevo conto di come la differenza di età tra noi due determini inevitabilmente anche il momento in cui, sia visivamente sia emotivamente, si scopre un artista, in questo caso Almodovar.

    A differenza di te, infatti, io scoprii il discusso Pedro con il film che decretò allora il suo successo internazionale ed ossia con il famosissimo e celebratissimo “Mujeres al borde de un ataque de nervios”, una commedia a dir poco perfetta, in cui tutte le istanze rivoluzionarie (dal punto di vista etico e sociale), soprattutto in campo sessuale e di orgoglio gay, presenti in maniera più ruvida nei primi lavori (come “Pepi, Luci, Bom y otras chicas del montón” e soprattutto “Matador“), venivano in qualche modo diluite e rese più addomesticate (nel senso di gradimento per un pubblico più massimalista come quello statunitense) dentro una trama che sembrava l’evoluzione dei plot soft-femmisiti delle scrittrici di commedie nord-americane.

    Il successo fu impressionante, tanto che alla fine degli anni ’80 era quasi obbligatorio non solo vedere quel film, ma soprattutto, per i produttori europei ed americani, era un punto di vista imprescindibile su cui basarsi: iniziarono a essere scritti plotoni di commedie con soggetto gruppetti di donne, mogli ed ex-mogli, più o meno schizzate ed alienate (dalla società, dal marito, dal lavoro, etc.) in cerca di revanscismo.

    Poi, il nostro geniale regista spagnolo spiazzò tutti: proprio quando Hollywood pensava di averlo in qualche modo imbrigliato, in una comoda posizione di creatore di commedie alternative, lui se ne uscì con il trasgressivo “¡Átame!”, in cui il nostro regista giocava palesemente con il comune senso del pudore e della morale, profanando temi come l’abuso, il sequestro, la violenza ed il sadomasochismo: sia chiaro, il film era comunque una commedia, dove il sorriso stemperava qualsiasi pesantezza, ma Almod0var aveva con quel film avvisato tutti che lui avrebbe continuato a scrivere e dirigere film in piena libertà e senza nemmeno troppa prevedibilità.

    Da allora in poi ho sempre cercato di stare al passo con i suoi film ed anche se non è il mio genere di regista preferito (è certamente un maestro nel far giocare gli attori con i suoi personaggi, ai quali lascia la possibilità di crescere ed evolversi nella trama nemmeno se fossero persone in carne ed ossa, ma preferisco altri direttori per quel che riguarda la messa in scena er la composizione dello spazio cinematografico), con i suoi alti e bassi.

    In ogni caso, considero il suo capolavoro proprio quel “Todo sobre mi madre” anche da citato ed apprezzato, un film a cui dovrebbero inchinarsi anche tanti registi italiani (da Moretti ad ), per quella sorta di melò 2.0, di pathos neo-melodrammatico di cui è permeato.

    Delle cose più recenti, penso che il più brutto e insulso sia quel fintamente trasgressivo ed in realtà gigione e piacione di “Los amantes pasajeros“, mentre il tuo “Julieta” è un ritorno in grande stile; aggiungo anzi che “Julieta“, a differenza di quanto detto dalla critica tradizionale (che vide in questo film una caduta di stile), segna l’ennesimo momento di cambiamento di stile narrativo di Alnodovar…

    • wwayne ha detto:

      Anch’io ritengo che Almodovar sia più bravo come sceneggiatore che come regista. Tuttavia, è un bene che sia lui a dirigere i suoi film: se Pedro si limitasse a scrivere il copione, si perderebbe quell’alchimia con le sue attrici che le porta a rendere tutte in modo così strepitoso. E poi, anche da regista qualche guizzo ce l’ha: ad esempio, proprio in Julieta la scena d’apertura è geniale, con quel sipario teatrale che poi si rivela essere un particolare del vestito della protagonista.
      Gli amanti passeggeri puzzava di filmaccio lontano un miglio, e lo stesso vale per La pelle che abito: è difficile rialzarsi dopo aver cannato 3 film di fila, ma Almodovar per fortuna è riuscito a stupirci un’altra volta e a recuperare lo smalto di un tempo.
      Bellissima la tua analisi della sua carriera. Di tutti i film che hai nominato ho visto solo Donne sull’orlo di una crisi di nervi, e onestamente non mi piacque granché: probabilmente non è il mio genere di comicità, e sicuramente Pedro rende meglio quando si cimenta nel mélo. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  16. sydrafloyd ha detto:

    Vidi “Tutto su mia madre”, un paio di anni addietro. Mi colpì tantissimo.
    Una manciata di giorni fa un’amica mi propose Julieta, in un cinema all’aperto. Ricordavo Almodovar come la pennellata di un quadro di Van Gogh: ne ricordi la forma ma spesso sfugge il soggetto ritratto.
    La trama, in Julieta, è secondo me un pretesto per raccontare altro: per raccontare le pennellate.

    • wwayne ha detto:

      Hai perfettamente ragione: in Julieta il punto non è la trama, ma le emozioni, e soprattutto i sentimenti. E in pochissimi riescono a parlare di sentimenti con la sensibilità di Almodovar. Grazie per il commento! : )

  17. ljac48 ha detto:

    Premetto che anche io, come molti dei commentatori, sono particolarmente attratta dai film di Almodovar e che, data probabilmente l’età, l’ho scoperto anni e anni fa, attraverso una serie televisiva di film suoi, che andavano in onda, non ricordo su quale canale, dalle 23 in avanti!

    Parlo di “Pepi, Lucy, Bum e le altre ragazze del mucchio”, “Labirinto d passione” e via via una serie di altri film, fino ad arrivare a “Matador”, “Tacchi a spillo” e “Donne sull’orlo di una crisi di nervi”.
    Poi con “Tutto su mia madre” mi ha proprio conquistata; a seguire “Parla con lei” e infine “Volver”, che solo dalla prima immagine (donne arzille, intente a lustrare tombe in un cimitero, con l’accompagnamento di una musica pseudo-flamenca..) mi aveva fatto capire che mi sarebbe piaciuto tantissimo!! 🙂

    “Gli abbracci spezzati” non mi è dispiaciuto ma il tracollo è avvenuto con i “Passeggeri ecc ecc”, quell’insulsissimo film di cui non ricordo nulla, tranne la noia, che mi ha proprio fatto cadere le braccia.

    Puoi immaginare como me alegro nel leggere che con Julieta Pedro è ritornato!!

    Ovviamente lo vedrò senza alcun dubbio!!! Grazie! 🙂

    • wwayne ha detto:

      Come ho scritto anche nel post, Almodovar è un maestro nel conquistare il pubblico fin dalla prima immagine: tu hai fatto l’esempio di Volver, ma vale anche per Julieta. Quando lo vedrai ne rimarrai estasiata anche tu, ne sono certo. Grazie a te per il ricchissimo commento! : )

  18. BiancaB ha detto:

    Perfetto, adesso devo trovare assolutamente “Julieta”. Ho passato praticamente la stessa cosa che hai passato tu con Almodovar, anch’io era un po’ che l’avevo accantonato … Ma mi hai fatto decisamente venire voglia di “reincontrarlo”. Bell’articolo!

  19. gilda.m ha detto:

    Almodovar: uno dei miei registi preferiti! Bellissimo film!

  20. Bellissimo post! Mi piace come descrivi il tutto. L’esempio della ex, per esempio è azzeccatissimo. Spero di leggerti più spesso. 🙂 Saluti
    S

    • wwayne ha detto:

      Anch’io spero di risentirti presto, sul mio blog o sul tuo! : ) Il prossimo post dovrei pubblicarlo ai primi di Settembre. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  21. agatarobles ha detto:

    Sto ancora aspettando di riuscire a vedere tutto su mia madre per intero…..non so perchè ma non riesco ad andare oltre i due fotogrammi iniziali, che per giunta rimuovo in breve. quello che mi è strapiaciuto è Parla con lei, Donne sull’orlo di una crisi di nervi….battuta ovvia, mi assomiglia. Scherzo Almadovar è complicato, direi che è il Sergio Rubini spagnolo ma è molto più complicato eppure sento di dover semplificare quindi potrei dire che prende un romanzo e ne fa una telenovela brasiliana, girata con molti più soldi e mezzi. *ciao*

    • wwayne ha detto:

      Quanto lo adoro Sergio Rubini… il suo film più bello è Tutto l’amore che c’è, ma mi è piaciuto molto anche L’uomo nero. Con un titolo meno infelice avrebbe avuto molto più successo. Grazie per il commento! : )

  22. svirgola ha detto:

    Molto ben detto. Adoro Almodovar per gli stessi motivi che tu hai magnificamente esposto. 🙂

  23. loscalzo1979 ha detto:

    Sarà un mio limite, ma almodovar l’ho sempre trovato troppo pesante, sia nel suo periodo erotico che in quello attuale.

    • wwayne ha detto:

      Ti confesso che sul periodo erotico sono completamente impreparato; per quanto riguarda il periodo attuale, come dicevo nel post è molto discontinuo a livello di qualità, ma qualcosa di buono o addirittura di eccellente c’è. Julieta è un ottimo esempio, ed è leggermente meno pesante rispetto ad altri suoi film: forse ti piacerebbe! : ) Grazie per il commento! : )

  24. tachimio ha detto:

    Mio caro è un po’ che non ci sentiamo. E sono ora ben lieta di essere qui perché Almodovar mi piace troppo. E non ti dico come uomo, ( che incontrai a Cannes durante il festival del cinema, simpatico ma non certo il mio tipo ) , ma come regista. Il suo primo film che vidi fu ”Tacchi a spillo” con un grande Miguel Bosè. Un film che ricordo mi spiazzò per trama e interpretazione .Poi ce ne furono altri, li ricordo senza ordine, ”Donne sull’orlo di una crisi di nervi” , lo splendido ”Tutto su mia madre” ”Volver” con Penelope Cruz stupenda, e tanti altri. Ma quello che per me è il suo capolavoro è ”Parla con lei”. Un film che ho molto amato assieme ad una colonna straordinaria di cui ho il cd. La ”Paloma” interpretata da Caetano Veloso è una cosa straordinaria. Così le scene iniziali e finali del teatro danza di Pina Baush. (mia figlia si è laureata con una tesi su di lei. ) Un film assolutamente da vedere, non facile ma intenso. Grazie per aver parlato di Almodovar e di questo ”Julieta” che mi piacerà vedere appena possibile. Un abbraccio. Isabella

    • wwayne ha detto:

      Hai avuto davvero un grande privilegio a poter incontrare di persona Almodovar.
      Riguardo a Parla con lei, confesso di non essere riuscito a vederlo fino in fondo. Ma forse la colpa non era tanto del film, quanto della mia stanchezza: quelli di Rete 4 l’avevano mandato in onda in seconda serata. : )
      Al solito, ti lascio una canzone (perfettamente in tema con il tuo commento):

      Grazie a te per il commento, e un abbraccio anche da parte mia! : )

      • tachimio ha detto:

        Ti ripeto, non è il mio tipo ma senz’altro è molto simpatico. Me lo sono trovato davanti all’improvviso mentre attraversava la strada. L’ho salutato dimenticando però di chiedergli, mannaggia, un autografo e per questo sono stata rimproverata dai miei figli. Su Rete 4 i film non si possono vedere, la pubblicità li rovina. Se ti capita però riveditelo , ne vale la pena. Grazie per la tua canzone che però come già un’altra volta è capitato non riesco a vedere. Peccato, ma non dubito sulla tua scelta, che sarà stata ottima. Un bacione e a presto. Isabella

      • wwayne ha detto:

        La canzone è “Se tu non torni”, ed è proprio di Miguel Bosé. Un bacione anche da parte mia, e a presto! : )

      • tachimio ha detto:

        Sai che la conosco molto bene perché ho il cd di Miguel ? Grazie sei straordinario. Non potevi fare centro migliore. Grazie

  25. michelabuongiorno ha detto:

    Bella recensione sono perfettamente d’accordo con te e la mia ti è piaciuta? Almodovar sa come arrivare al cuore del pubblico e ci fa amare le donne con la sua umanità e tenerezza.

  26. michelabuongiorno ha detto:

    Che sciocchina! Ci hai già pensato da solo mettendo il tuo link. Ci risentiamo per la prossima recensione allora, quando vuoi farmi visita vedrai che ne ho pubblicate altre e non solo riguardanti film. Nei prossimi giorni ne aggiungerò anche di nuove. Ciao

  27. michelabuongiorno ha detto:

    Grazie, anni fa avevo un blog su virgilio e magari sono riuscita a sviluppare un po’ questa passione. Adoro scrivere, ho pubblicato 2 libri e sto per pubblicare anche il 3, poi ne riparleremo. Notte 😉

  28. holphytime ha detto:

    Una recensione davvero scorrevole, mi ha scateneto molta curiosità, appena potrò lo vedrò e ti esprimerò il mio parere! 😀

  29. Mi piace tanto Almodóvar piace tanto anche a me e adesso che posso vedere i film in lingua originale, ancora di più! Non ho però visto Julieta e spero di rimediare presto.

  30. Holphytime ha detto:

    Ehilà! Rieccomi! Sono riuscita a vedere “Julieta” è stato davverodavvero Bello, bello ed emozionante al punto giusto e soprattutto è riuscito a non sfociare nella banalità in alcuna scena, perchè nonostante raccomti di una sempice Vita enfarizza tutto in un modo tale da coninvolgerti in prima persona facendotene sentire parte e coinvolgendoti. Proprio come l’hai descritto tu “ti entra dentro” ne sono pienamente d’accordo, complimenti ancora! 🙂

  31. fausta68 ha detto:

    Una passione condivisa quella pe Almodovar! Non ho visto Julieta….spero di trovarlo da qualche parte, mi piacerebbe vederlo!

  32. diserieZero ha detto:

    “…Quando guardi un suo film la distanza tra finzione e realtà si annulla, perché tu entri dentro al film e il film entra dentro di te…”
    Annullare la distanza tra spettatore e grande schermo dovrebbe essere la magia di ogni regista 😌

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