Febbre da concerto

Andare ad un concerto è una delle esperienze più belle che si possano fare. Di norma l’eccitazione comincia a scorrerti dentro già la mattina, quando parti in macchina con i tuoi amici, e vedendo i loro occhi che brillano già cominci a pregustare la splendida serata che passerai con loro.
Il viaggio stesso è un’altra goduria, perché per prepararvi all’evento mettete su le canzoni del cantante che andrete a sentire, e cominciate a cantarle a squarciagola per una buona metà del percorso. L’altra metà la passate a chiacchierare, e anche quelle conversazioni hanno un sapore diverso dal solito, perché le fate con la leggerezza di chi ha come unico pensiero il lieto evento al quale state per assistere.
Quando il viaggio finisce, inizia la febbrile attesa davanti ai cancelli. E quando finalmente arriva qualcuno ad aprirli, il suono stridulo e metallico con cui si schiudono a voi sembra la melodia più dolce del mondo.
A quel punto parte un’altra febbrile attesa, quella per l’arrivo del cantante. E quando alla fine si palesa, il boato che scuote l’intera platea aumenta ulteriormente il tuo entusiasmo, e da solo basterebbe a ripagarti di tutti i sacrifici che hai fatto per essere lì.
Soltanto dopo tutto questo parte il concerto. E raramente ti delude, perché conosci il cantante come le tue tasche, e sai bene che anche nella sua serata peggiore saprà comunque tirarti fuori un’emozione.
Quest’esperienza l’ho provata diverse volte, ma confesso di non essermi mai immaginato l’evento dall’altra parte della barricata. Come vivono tutto questo i cantanti? L’ho scoperto di recente, leggendo L’ultima tournée di Sally O’Hara di Michele Mingrone.
Questo romanzo ruota attorno ad una cantante che si è da tempo ritirata (Sally O’Hara appunto): è proprio la nostalgia dei concerti che la fa tornare in pista, e le fa decidere di mettere su una nuova band. Prova a riallacciare i contatti con i suoi vecchi musicisti, ma tutti loro rifiutano o sono disposti a pensarci solo in cambio di un pacco di soldi. Insomma, Sally è costretta a ripartire da zero.
Alla fine riesce a trovare alcuni ragazzi disposti a suonare con lei per passione, e non per tirar su due spicci. Ovviamente sono tutti inesperti, ma è proprio questo il bello del romanzo: il fatto che parli di una band “casereccia”, che magari non suonerà mai a San Siro, ma nel suo piccolo riesce comunque a creare arte e a donarla al mondo.
Sally prende i ragazzi sotto la sua ala protettrice, e diventa per loro una maestra di vita oltre che di musica. Il libro è meraviglioso anche per questo: non soltanto per l’atmosfera che si respira quando l’autore descrive i concerti della band, ma anche per il profondo affetto che lega tra loro i vari personaggi.
Capitolo dopo capitolo anche il lettore si affeziona profondamente a loro, ed è sempre più curioso di sapere dove li porterà la loro avventura: riusciranno a togliersi le loro soddisfazioni, o gli resterà solo il piacere di essersi conosciuti e di aver fatto qualcosa di bello? Non posso dirvelo, naturalmente. Posso solo consigliarvi di leggere L’ultima tournée di Sally O’Hara: ne sarete deliziati.

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111 risposte a Febbre da concerto

  1. SaraTricoli ha detto:

    Andare ad un concerto e come vivere un’avventura 👍
    Io è tanto che non vado… ma ho dei ricordi bellissimi 😍
    Buona domenica ☺️

    • wwayne ha detto:

      E quei ricordi non hanno prezzo! : ) Mi fa molto piacere che siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Visto che abbiamo in comune la passione per la musica, condivido con te e con i miei lettori questa canzone:

      Grazie per il commento, e buona Domenica anche a te! : )

  2. paologuidotti ha detto:

    Il concerto è la gioventù. L’uno non può esistere senza l’altro.

    • wwayne ha detto:

      Parole sante! : ) Visto che abbiamo in comune la passione per la musica, condivido con te e con i miei lettori questa canzone:

      Grazie per il commento! : )

  3. Ivana ha detto:

    Provo esattamente le sensazioni che hai descritto tutte le volte che vado ad un concerto, anche se non sono più una ragazzina. Quest’anno mi aspettano i concerti dei Linkin Park e dei Sigur Ros, non vedo l’ora!

    • wwayne ha detto:

      Anch’io sono un grande fan dei Sigur Ros. Tra tutte le loro canzoni, la mia preferita è di gran lunga questa:

      Grazie per il commento, e in bocca al lupo per i tuoi concerti! : )

      • Ivana ha detto:

        Grazie! Viva il lupo! In realtà al concerto dei Linkin Park vado per accompagnare mio figlio quattordicenne, però sarà bello condividerlo con lui! Dal cellulare non riesco a vedere il video dei Sigur Ros, di che canzone si tratta?

      • wwayne ha detto:

        Gobbledigook. E fai i complimenti a tuo figlio da parte mia, i Linkin Park spaccano! : )

      • Ivana ha detto:

        Grazie, glieli farò! Lui ha dei gusti molto ben definiti in fatto di musica, non segue le mode o i gusti dei suoi coetanei… Due anni fa, per esempio, gli abbiamo regalato il biglietto per il concerto dei Deep Purple.

      • wwayne ha detto:

        Questo sì che è un regalo con i controfiocchi! L’avete cresciuto proprio bene, e continuate così, mi raccomando! : )

  4. ilblogvuoto ha detto:

    Ammetto di non aver mai provato questa sensazione perché i concerti che ho visto sono stati pochi ed erano tutti invitati nel posto dove abitavo, quindi niente lungo viaggio e attesa dietro i cancelli. Tuttavia, sembra interessante questo romanzo, lo ammetto.

  5. Pingback: Febbre da concerto — wwayne | ...La cucina è una storia d'amore e....

  6. Oriana ha detto:

    Si dice che l’evento stia nella preparazione dello stesso perché quando si svolte, in realtà, è già finito. Ho fatto la tesi di laurea sul marketing degli eventi musicali live…
    Tu parti dal viaggio, per me, invece, l’evento inizia con la decisione di acquistare i biglietti. Soprattutto se si tratta di quelli difficili da comprare… ti organizzi, senti gli amici, chi compra, fai i conti della spesa, il corriere per la consegna dei biglietti e inizia l’attesa, sogni, fantastichi, pensi all’evento. L’evento sta nell’attesa.
    Poi arriva il gran giorno e si realizzano le emozioni di cui parli tu.
    Il concerto vero e proprio (ma lo stesso discorso vale per qualsiasi evento di massa, non solo per le performing arts) in realtà non è nemmeno importante.
    Gran parte della bibliografia in merito è sugli eventi sportivi.

    • wwayne ha detto:

      Onestamente non ho mai dovuto battagliare per l’acquisto dei biglietti, ma sono al corrente del fatto che per alcuni cantanti sono più introvabili del Santo Graal: di conseguenza, hai sicuramente ragione quando dici che per alcuni concerti l’adrenalina sale alle stelle già al momento del loro acquisto.
      Mi fa molto piacere che una persona preparata come te sull’argomento abbia partecipato al dibattito: dato che ci hai scritto perfino una tesi di laurea, credo che su questo non ti possa battere davvero nessuno! : ) E hai detto anche un’altra grande verità: paradossalmente il concerto in sé spesso finisce per essere qualcosa di secondario, perché nella maggior parte dei casi sono gli elementi di contorno che ho elencato nel post a rendere la giornata speciale e indimenticabile.
      Visto che abbiamo in comune la passione per la musica, condivido con te e con i miei lettori questa canzone:

      Grazie mille per aver condiviso il tuo ottimo commento sul mio blog! : )

  7. kasabake ha detto:

    Questa mattina, una bella giornata di sole, mi sono svegliato per primo in casa: mentre mia moglie e mio figlio ancora dormivano, mi sono recato in bagno e da lì, facendo meno rumore possibile, ho aperto la finestra che da sulla piccole strade urbane di periferia, già brulicanti dei movimenti di macchine e persone che però di Domenica si muovono in modo più sommesso e rilassato.
    Ho sorriso a tutto questo ed in qualche modo la sorte mi ha reso omaggio di questo mio pensiero positivo, perché andando in cucina, per sorseggiarmi un buon caffè casalingo, ho aperto il lettore di post di WordPress ed ho ricevuto in regalo questo tuo bellissimo, solare e gradevolissimo post!
    Si, leggerlo è stato come ritrovarsi a parlare in piazza con un amico caro e sincero, chiacchierando e scherzando sulla vita e sulle cose quotidiane, ricordando tutto ciò che ci accomuna.
    Sia chiaro che io sono molto meno animale da concerto di te, amico mio, ma ciò che mi accomuna è l’apprezzamento per la tua prosa e per i sentimenti che trasuda.
    A metà della lettura, è poi arrivata folgorante la seconda bella sorpresa: l’articolo, che già tanto mi piaceva nel suo incipit, era una recensione letteraria!
    Che bello, che goduria!
    Le rammento tutte le recensioni librarie da te scritte, così pacate ed assieme coinvolgenti ed infine, se possibile, anche originalissime, non per il tono usato, ma per la trattazione di titoli che selezioni per il loro essere meritevoli e non certo per la notorietà che si portano addosso: piccole perle nascoste nelle pieghe di un lenzuolo posto ad asciugare al sole.
    Concludo la lettura, già molto compiaciuto e prima di accingermi a scrivere il mio commento (sia chiaro, non doveroso, questo mai, ma compiaciuto, questo sempre), mi metto a leggere quelli scritti da altri tuoi followers… Siamo Domenica mattina, il tuo post ha tre ore di vita… Quanti mai potranno aver già commentato, mi chiedo?
    E trovo già la folla!
    È bello che in tanti ti leggano, perché sei una bella persona ed in un mondo perfetto sarebbe questo il giusto destino dei giusti oratori…
    Leggo i commenti, dicevo, finché ad un tratto, BAM! Arriva la terza ed ultima sororesa… Tu ed un altro blogger vi mettete a parlare di me e del mio sito…
    Certo, non è una coincidenza: sei stato spesso in passato un mio generosissimo sponsor (generosità che non ho mai avuto la dirittura morale di ricambiare davvero in modo degno) ed anche adesso lo hai fatto di nuovo, spingendo letteralmente un tuo sodale a leggere i miei articoli…
    Così è andata oggi questa mattinata, grazie alle tue parole.
    Grazie di cuore.

    • wwayne ha detto:

      Anche tu sei sempre generosissimo con me, caro Kasabake! E hai ragione anche sul criterio con cui seleziono i libri da recensire: anche quando parlo di film raramente mi focalizzo su dei blockbuster, ma nelle mie recensioni letterarie questo mio gusto per i prodotti di nicchia è ancora più spiccato.
      Questo romanzo tra l’altro l’ho beccato per puro caso: l’ho trovato su una bancarella ad una fiera del libro, alla quale ero capitato nelle ultime ore dell’ultimo giorno. Insomma, la storia di Sally O’Hara mi è piovuta dal cielo per una serie di circostanze fortunatissime, sarebbe bastato che io trovassi un po’ di traffico in più e non l’avrei mai conosciuta. E quanto ci avrei perso! : )
      Colgo l’occasione per consigliarti di vedere (se non l’hai già fatto) l’ultimo film di Hailee Steinfeld, 17 anni (e come uscirne vivi): è un romanticone – sentimentalone – moccolone come quelli che piacciono tanto a me e a https://lapinsu.wordpress.com/, ma è originale rispetto agli altri film dello stesso genere, perché rivisita alcuni elementi in modo davvero delizioso.
      Naturalmente lascio una canzone anche a te:

      Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

      • kasabake ha detto:

        Stai scherzando?
        Ho adorato “The Edge of Seventeen”!!
        In genere io non amo affatto quel genere di film (quello che sia tu che l’amico Lapinsu definite romanticone moccolone), che vedo e che tollero ma che in genere mal giudico artisticamente parlando… tuttavia amo Hailee Steinfeld, come ben sai e questo mi spinge a vedere di lei anche ciofeche inguardabili e persino a riuscire ad apprezzarne le diti attoriali anche in script assurdi (come il delirante e sconclusionato pseudo-western “The Homesman”), ma questo film di Kelly Fremon Craig è straordinario ed anche molto originale nel suo genere!
        Mi piacerebbe anche scriverne… una pellicola divertentissima, fresca, con un personaggio che riesce miracolosamente a sposare la graffiante acidità di una adolescente tipica ad una travolgente simpatia, con una storia che parte da un colpo di scena e procede in modo circolare, con un campione di ansia giovanile come la scoperta del giovane Hayden Szeto…
        Bellissimo film!!

      • wwayne ha detto:

        Anche Lapinsù mi ha detto di avere in cantiere un post su 17 anni (e come uscirne vivi). E siccome non c’è due senza tre, magari anche io mi unirò alla celebrazione di questo gioiellino… nel caso, sarai il primo a saperlo! : )

  8. conletizia ha detto:

    Io credo che quando intraprendi qualcosa di nuovo, che ti piace e che ti entusiasma non ti importa se porterai a termine il progetto, se fallirai o se uscirai dalla tua soffice zona di comfort. Comunque ne sarà valsa la pena perché ti sarai sentito vivo e avrai fatto sentire bene anche quelli che ti stanno intorno. Grazie per questo nuovo romanzo che ci proponi.

  9. ciliegina ha detto:

    Eccomi qui a leggere il tuo post! Anche a me piace andare al concerto del mio gruppo o cantante preferito, ma mi dà fastidio la gente che urla, che mi pesta i piedi, che mi spinge, mi disturba il fatto di non vederlo da vicino, allora preferisco guardarlo in TV è più comodo 😄😄😄😄 lo so che non è la stessa cosa…

    • wwayne ha detto:

      Ti dirò che anch’io mi ritrovo sempre più spesso a gustarmi i concerti in casa anziché dal vivo. Tuttavia, nel mio caso non è stata una mia scelta: semplicemente, molti dei miei amici hanno cominciato a barcamenarsi tra tutta una serie di impegni che prima non avevano (lavoro, famiglia eccetera), e quindi poter organizzare un viaggio insieme (anche se breve come in questo caso) è diventato molto più complicato rispetto a prima. Ma l’importante è vedersi, foss’anche per un caffé! : )
      Visto che abbiamo in comune la passione per la musica, condivido con te e con i miei lettori questa canzone:

      Tra l’altro l’autore la cita più volte nel libro, quindi è davvero perfetta per l’occasione! : ) Grazie per il commento! : )

      • ciliegina ha detto:

        A chi lo dici… per organizzare anche solo una pizza ci vuole un miracolo! Grazie a te per la risposta. Andrò a vedere la canzone . Buona serata 😉

  10. mariarosariadiario ha detto:

    Sono stata a pochissimi concerti, purtroppo mi sento un po’ a disagio accalcata tra la folla. E’ stata un’autentica emozione per me conoscere dal vivo Massimo Bubola, non so se lo conosci, per questo motivo condivido e approvo l’entusiasmo di chi vi partecipa, fin dai preparativi. Ciao!, a presto! 🙂

    • wwayne ha detto:

      Ti confesso che non conosco molto bene Massimo Bubola: ricordo di averlo sentito nominare perché conosco di nome praticamente tutti quelli che hanno avuto a che fare con De André, ma non saprei citarti il titolo di neanche una delle sue canzoni. A questo punto mi riprometto di approfondire, e anzi ti ringrazio per averlo portato alla mia attenzione.
      Visto che condividiamo la passione per la musica, ricambio il favore condividendo con te e con i miei lettori questa canzone:

      Tra l’altro Battiato è il cantante che ho visto più volte in concerto (3), quindi il brano è perfetto per l’occasione! : ) Grazie per il commento! : )

  11. non sono andata a molti concerti, ma a tre o quattro sì, e anche quando non si trattava di “star” l’atmosfera era molto particolare, anzi, forse di più. Mi incuriosisce il libro!

    • wwayne ha detto:

      Anch’io adoro i concerti quei concerti “paghi zero e prendi quattro”, in cui l’ingresso è libero e ci sono 3 o 4 band sconosciute a dividersi il palco per mezz’ora ciascuna.
      Di tutte le serate che ho passato in questo modo, non ce n’è stata nemmeno una buttata via: infatti su 3 – 4 band ce n’era sempre almeno una davvero talentuosa, che da sola bastava a compensare tutta la musica indigeribile che avevo dovuto sopportare prima o dopo di essa.
      I concerti a cui andavo più malvolentieri erano quelli rock, perché quasi tutte le band non facevano musica ma casino, e più facevano casino più erano convinti di star suonando da Dio. Di norma a questi live la band che salvava la serata era quella che si esibiva per prima: i concerti di questo genere infatti tendono ad essere in crescendo, si parte con una band soft rock e si finisce con una heavy metal.
      Di tutte le band che ho conosciuto in questo modo, quella che mi è piaciuta di più l’ho incrociata proprio ad un concerto rock. Loro erano gli Edlynn, e riuscirono a tenere il palco in modo così convincente che al termine della loro esibizione una buona fetta di pubblico si avvicinò a loro per comprare i loro cd: la cantante, sapendo di aver conquistato la platea, aveva annunciato dal palco di esserseli portati dietro.
      Visto che abbiamo in comune la passione per la musica, condivido con te e con i miei lettori questa canzone:

      Grazie per il commento! : )

      • Grazie! Ora non riesco a caricarla ma appena la connessione mi aiuta la ascolto, Diana Ross mi piace molto. Neanch’io amo l’Heavy Metal, il rock sì ma non sono mai stata a un concerto, nemmeno a quello di Bruce Springsteen che con Sting è uno dei miei artisti preferiti. Ho assistito invece a concerti di cantanti italiani che amo. Una volta Branduardi ne ha fatto uno gratuito vicino alla mia città, non ricordo il luogo preciso ma in Liguria comunque. Non sarei forse andata apposta, mi ci sono trovata quasi per caso e invece è stato un gran bel concerto musicalmente, e lui si è rivelato simpaticissimo.

      • P.S. Grazie a te e buona serata!
        Alexandra

  12. freakout57 ha detto:

    Andare ad un concerto…. l’apoteosi della Musica!

    • wwayne ha detto:

      Parole sante! Visto che abbiamo in comune la passione per i concerti, condivido con te e con i miei lettori una canzone di una delle migliori live band di sempre:

      Grazie per il commento! : )

  13. Paola ha detto:

    Condivido la passione coinvolgente per i concerti … e ottima idea, quanti beu brani postati. L’ultimo, il top!

  14. littledollsite ha detto:

    Che si tratti di grandi band o semplicemente di gruppi che suonano in piccoli locali i concerti sono sempre emozionanti. Adoro la musica dal vivo

    • wwayne ha detto:

      Mi fa molto piacere che anche tu apprezzi la meravigliosa atmosfera che si crea durante i concerti. Visto che abbiamo in comune la passione per la musica, condivido con te e con i miei lettori questa canzone:

      Anche lui era un vero fuoriclasse delle esibizioni live. Grazie per il commento! : )

  15. simogabri1967 ha detto:

    Ciao.
    Belle le emozioni che hai raccontato.
    A me piace la musica e mi innamoro facilmente di chi canta poesia.
    A livello concerti, due anni fa ho assistito a quello di Fabrizio Moro: lo adoro. Ma senza attese e cose così
    Emozionante comunque
    Buona serata

    • wwayne ha detto:

      Anche a me piace molto Fabrizio Moro, è senza dubbio uno dei cantautori più profondi del nostro panorama musicale. E a proposito di musica italiana, condivido con te e con i miei lettori questa stupenda canzone:

      Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  16. Francesco Vecchio ha detto:

    Grazie per il consiglio, per me un concerto live è la migliore esperienza che si possa fare, da musicista vado spesso a sentire dal vivo, non solo le mie band preferite ma anche gruppi che conosco poco e di cui provo una certa curiosità. Il più recente dei Baustelle mi ha emozionato molto 🙂

    • wwayne ha detto:

      Mi fa molto piacere che tu abbia partecipato al dibattito: essendo un musicista, tu hai modo di vivere le emozioni dei concerti dall’una e dall’altra parte della barricata, e quindi puoi fornire davvero un contributo di spessore. Visto che abbiamo in comune la passione per la musica italiana, condivido con te e con i miei lettori questa canzone:

      Grazie a te per il commento! : )

  17. Giulia ha detto:

    Bel post! 🙂 Purtroppo non sono mai stata ad un concerto anche se mi piacerebbe, però so anche che non riuscirei a sopportare le urla, la gente che si accalca e tutto il resto! Riconosco anche che andare ad un concerto è una tappa importante quando si è adolescenti ma non solo, un concerto anzi lo si può apprezzare anche di più quando si è più adulti, a mio parere.

    • wwayne ha detto:

      Ti assicuro che la calca è un problema che si pone seriamente soltanto se vai a vedere un gruppo super famoso come gli U2 o i Coldplay. In tutti gli altri casi magari non hai molto spazio, ma non sei neanche pressata come una sardina.
      Colgo l’occasione per consigliarti questo splendido articolo, in cui un blogger racconta un concerto di Bruce Springsteen a cui ha avuto la fortuna di assistere: https://lapinsu.wordpress.com/2013/09/25/io-e-bruce-3-theres-a-rockers-special-on-tonight/. E visto che abbiamo in comune la passione per la musica, condivido con te anche questa canzone:

      Il cantante è uno dei Beatles, così rimaniamo in tema Norwegian Wood! : ) Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  18. sfabix ha detto:

    Un concerto dal vivo è un’esperienza di euforia collettiva che letteralmente ti droga di adrenalina… se è un festival poi è all’ennesima potenza 🙂 il mio prossimo concerto saranno i Linkin Park a Monza (https://idays.it/it), già non vedo l’ora!!!
    Del libro che consigli oltre al tema della musica mi intrippa il ruolo di “mentore” della cantante verso i suoi musicisti… quando a volte ritornano può essere ancora meglio di prima!!!

    • wwayne ha detto:

      Quanto hai ragione! Visto che abbiamo in comune la passione per la musica, condivido con te e con i miei lettori questa canzone adrenalinica al massimo:

      Grazie per il commento! : )

  19. Chiara S. ha detto:

    Mi piacerebbe andare a vedere un concerto. Per ben due volte mi sono persa i Deep Purple ed ora non avrei più motivo, ma soprattutto la persona migliore con la quale condividere la musica, il mio papà.
    😀

    • wwayne ha detto:

      Mi dispiace moltissimo per la tua perdita, e ti esorto ad andare comunque al concerto dei Deep Purple: sono convinto che ti farebbe sentire più vicina a lui. Grazie per il commento! : )

  20. natipervivereblog ha detto:

    Da come l’hai descritto, penso che sia un libro che parli di sentimenti, quelli veri, che legano soprattutto chi ama condividere le stesse passioni, perché quando si parla di musica si instaurano tra le persone rapporti veri e profondi
    Emozionante l’idea che Sally ritorni in pista per la nostalgia dei concerti e non certo per denaro
    Un caro saluto e un augurio di una felice settimana
    Adriana Pitacco

    • wwayne ha detto:

      Non ci avevo pensato, ma hai ragione: uno dei messaggi più belli del libro è proprio il fatto che la felicità si può raggiungere anche senza i soldi, la fama e tutti i vantaggi che essa implica. Chi l’ha scritto è sicuramente una bravissima persona.
      Anch’io ti auguro di passare una bella settimana e spero di risentirti presto, sul mio blog o sul tuo. Grazie per il commento! : )

  21. paologuidotti ha detto:

    Comprato……………poi ti dirò.
    Ciao

  22. paologuidotti ha detto:

    Canzone per canzone

    • wwayne ha detto:

      Mi piace il jazz, quindi apprezzo molto la scelta del video! E ovviamente, apprezzo moltissimo anche il fatto che tu abbia dato fiducia al mio consiglio letterario: attendo di sapere cosa ne pensi. Grazie mille per tutto! : )

  23. lapinsu ha detto:

    Una delle cose più belle quando vado ad un concerto è quella di osservare le persone che mi circondano. Ragazzi, adulti, anziani, talvolta perfino bambini: il look, l’acconciatura, le espressioni, talvolta perfino le mani raccontano tante storie, tutte degne e meritevoli, per ciascun spettatore quel concerto ha un significato unico, particolare e irripetibile.

    HO partecipato a numerosi concerti in vita mia, molti del Boss ma anche a quelli di Vasco, REM, Litfiba, Nomadi, Carmen Consoli, De Gregori, Counting Crows, Irene Grandi. Tra tutti questi una scena è per me memorabile: concerto di Springsteen a San Siro 2013, pochi seggiolini alla mia sinistra è seduta una vecchina, avrà almeno 70 anni. E’ arrivata armata di cappellino e bottiglia d’acqua minerale, ha preso il suo posto e non si è più alzata fino all’ultimo nota. Ogni tanto mi giravo a guardarla mentre Bruce cantava o schitarrava e lei manteneva sempre un’espressione di impassibile estasi.
    Mi son sempre chiesto chi fosse, perchè stesse lì, come mai non fosse accompagnata, quale potente impulso doveva avere per venire a San Siro da sola, farsi la scarpinata per oltre 200 gradini fino al secondo anello, circondarsi di fan scalmanati.
    Il bello della musica è anche questo: sa scatenare emozioni che a volte latitavano sotto pelle ma che più spesso ancora nemmeno esistevano.

    • wwayne ha detto:

      Io i miei “compagni di concerto” non mi limito ad osservarli, ma ci socializzo proprio: un po’ per ingannare il tempo, un po’ perché ho imparato che le amicizie più belle possono nascere proprio da questi incontri assolutamente casuali. In un caso ricordo che siamo anche andati a mangiare insieme dopo il concerto, e siamo rimasti a chiacchierare in quel ristorante anche molto tempo dopo aver finito di cenare.
      Colgo l’occasione per dirti che ho visto un film da te ritenuto orripilante, al punto da inserirlo nella classifica dei film più brutti del 2016 (https://lapinsu.wordpress.com/2017/01/16/i-film-piu-brutti-del-2016/): Whiskey Tango Foxtrot. Non che me lo sia andato a cercare, ovviamente: è capitato su SKY in una sera in cui non avevo niente di meglio da fare, e quindi me lo sono visto.
      Ebbene, ti dirò che mi è piaciuto. Intendiamoci: i difetti che hai messo in rilievo nel tuo post ci sono tutti. Ad esempio, hai ragionissima a dire che è un film piatto dal punto di vista emotivo: lo spettatore non si affeziona minimamente a nessuno dei personaggi, e infatti anche quando loro rischiano la vita non c’è il balzo sulla sedia, non scatta quel momento in cui speri con tutte le tue forze che loro ce la facciano a sopravvivere.
      Tuttavia, nonostante la totale assenza di emozioni, il film non annoia, anzi tiene lo spettatore incollato allo schermo: in due ore di durata non ho mai avuto la tentazione di spegnere la tv, e ho messo in stand – by il film soltanto due volte (di norma lo faccio ogni 10 minuti).
      Insomma, Whiskey Tango Foxtrot riesce ad intrattenere senza emozionare: un apparente paradosso, ma a me ha fatto quest’effetto. : )

      • lapinsu ha detto:

        Se Whiskey Tango Foxtrot ha trovato perfino il tuo gradimento (non la considerare un’offesa, al contrario, apprezzo molto il tuo saper trovare sempre gli aspetti positivi nei film riuscendo ad apprezzare l’inapprezzabile e coniugando i gusti dell’esteta sopraffino con quelli del camionista) significa che quando lo vidi stavo proprio fulminato.
        Sarà che aver dato quella parte lì alla Robbie, lasciandola poi intabarrata per tutto il tempo, per me è un abominio… boh…
        Magari un giorno lo riguardo e mi convertirò eheheheheheh

  24. Stomaco ha detto:

    Sembra affascinante proprio la relazione che si può instaurare fra i diversi cantanti! Deve essere interessante cosa può insegnare una che di tournée ne ha fatte tante a dei giovani inesperti!

    • wwayne ha detto:

      Hai centrato il punto: il legame profondissimo tra la leader del gruppo e i suoi giovani musicisti è senza dubbio uno dei punti di forza del libro. E anche il fatto che parli di musica non guasta! : ) Grazie per il commento! : )

  25. telipinu ha detto:

    E’ indubbiamente una bella esperienza… ma per me più dal punto di vista relazionale che musicale… preferisco molto di più i cd, che la musica dal vivo (in generale… perché poi ci sono anche concerti in cui il cantante è migliore che su cd…)

    • wwayne ha detto:

      telipinu, che piacere ritrovarti qui! Comunque hai ragione, di norma le canzoni su cd sono cantate meglio rispetto a quelle live: anche per questo nel mio post ho fatto capire che paradossalmente in un concerto non è importante tanto la musica, quanto piuttosto tutto il contesto che sta attorno ad essa.
      E visto che la musica piace molto ad entrambi, celebro il tuo ritorno sul mio blog con questa canzone:

      Grazie per il commento! : )

  26. lavitadiunlaureato ha detto:

    Concerti ne ho visti pochi, purtroppo, sto risparmiando tantissimo per regalarmene un paio. Ma ammetto di essere d’accordo con te, per quei pochi che ho visto, ho vissuto queste emozioni. Forse i più belli sono stati quelli dei Muse e Iron Maiden, visti da una roccia al di fuori dello stadio ad Helsinki..organizzati con borsa frigo stracolma di birra e corde vocali scaldate apposta per cantare a squarciagola, tutto preceduto da un ripasso generale dei brani preferiti.

    • wwayne ha detto:

      Vedo che anche tu “ripassi la lezione” prima di presentarti ai concerti! 🙂 Scherzi a parte, l’esperienza che hai raccontato è senza dubbio molto suggestiva, e spero di farne anch’io una simile prima o poi.
      Visto che abbiamo in comune la passione per la musica, condivido con te e con i miei lettori questa canzone:

      Grazie per il commento! : )

  27. unrequiredthoughts ha detto:

    Interessante!! Cercherò il libro. Mi hai fatto ricordare il film the Rocker che ha una trama simile, ovviamente scanzonata e divertente https://it.m.wikipedia.org/wiki/The_Rocker_-_Il_batterista_nudo

    • wwayne ha detto:

      Porca miseria, allora devo assolutamente vederlo! Tra l’altro chi ha curato il casting di quel film ha avuto davvero un ottimo fiuto, perché già nel 2008 ebbe l’intuito di puntare su due future star: Emma Stone e Bradley Cooper. A questo punto sono curiosissimo di vederli entrambi alle prime armi! Grazie mille per il commento e per la segnalazione! : )

  28. unrequiredthoughts ha detto:

    Invece per rispondere ad alcuni commenti in cui si diceva che a volte si preferisce guardare i concerti in TV mi hai fatto venire in mente un bell’argomento da trattare sul mio blog. Poi ti aggiorno!

  29. smilepie ha detto:

    andare ai concerti è caricarsi di pura energia

    • wwayne ha detto:

      Parole sante! Visto che abbiamo in comune la passione per la musica, condivido con te e con i miei lettori questa canzone super energica:

      Grazie per il commento! : )

  30. Marina ha detto:

    Ciaooo… eccomi qui a leggere nel tuo bellissimo mondo…. che dirti…. complimenti… !!!!
    Ti auguro una bella serata nonché un buonissimo fine settimana …ciaoo !!!

  31. mariaelenadidonna ha detto:

    Sono attimi che vanno vissuti! Dopo, cosa ti resta? Sei diverso/a di sicuro, ti cambia da dentro. Può sembrare stupido, ma sono emozioni forti che ti lasciano amore, amicizia, semplicità e gioia! Fondamentali nella vita di chiunque 🙂

    • wwayne ha detto:

      Sono totalmente d’accordo: un concerto può trasformarsi in un ricordo indimenticabile, e può arricchirti enormemente a livello umano se riesci a godertelo nel contesto giusto.
      Visto che abbiamo in comune la passione per la musica, condivido con te e con i miei lettori questa canzone:

      Grazie per il commento! : )

  32. Grazie per la segnalazione Wwayne! 🙂 quello che mi hai fatto venire in mente è che è una vita che nn vado a godermi una situazione del genere, un bel concerto per il solo gusto di esserci e ascoltare della buona musica. L’ultimo concerto è stato quello di Max Gazzè, Silvestri e Fabi a Londra (poco distante da qui..;) ) più di un anno fa, forse due… troppo tempo..! 😉 A presto!Gi

    • wwayne ha detto:

      Non sapevo che questi 3 (ottimi) cantanti fossero famosi anche all’estero, e ovviamente da italiano la cosa mi fa molto piacere.
      Visto che abbiamo in comune la passione per la musica, condivido con te e con i miei lettori questa canzone (ovviamente del grande Gazzè):

      Grazie a te per il commento! : )

  33. E. ha detto:

    La tematica del libro è molto allettante! A me piace molto andare ai concerti, ascoltare nuovi artisti, scoprire sempre qualcosa.
    Alla musica poi spesso si legano dei ricordi che mi vengono rievocati da quella particolare canzone quando la riascolto.

  34. simo.me92 ha detto:

    Per chi è appassionato di musica i concerti sono meglio che l’ossigeno 😊

    • wwayne ha detto:

      Buongustaio! Visto che abbiamo in comune la passione per la musica, condivido con te e con i miei lettori una canzone che ha segnato la mia infanzia (e forse anche la tua, dato che abbiamo un’età simile):

      Grazie per il commento! : )

  35. emiliacapasso ha detto:

    la mia vita senza musica non avrebbe senso… anche il mio scrivere si nutre di essa.

  36. Alice Sofia L. ha detto:

    Un concerto è sempre un susseguirsi di emozioni: allegria, eccitazione, adrenalina e quel senso di pace che ti fa dimenticare qualunque cosa.
    Bellissimo articolo 😉

    • wwayne ha detto:

      Anche tu hai scritto un bellissimo commento! Visto che abbiamo in comune la passione per la musica, condivido con te e con i miei lettori questa canzone (che mi dà un senso di pace come poche altre cose al mondo):

      Grazie per essere intervenuta sul mio blog! : )

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