Genio e sregolatezza

In tutti i campi ci sono delle persone che hanno un grande talento, ma per loro sfortuna non hanno l’intelligenza, la disciplina e l’autocontrollo necessari per sfruttarlo appieno. Sono quei talenti che sono croce e delizia, genio e sregolatezza, e ogni volta che li vedi non sai mai se combineranno un disastro o faranno qualcosa di meraviglioso.
Nonostante la loro indole distruttiva e autodistruttiva, spesso questi terremoti umani finiscono per starci molto più simpatici di tanti altri più perfettini, stabili ed equilibrati, e proprio per questo terribilmente noiosi. Ad esempio, sono convinto che molti di noi vorrebbero per la loro figlia un marito come John Elkann, ma se dovessero scegliere qualcuno per accompagnarli in vacanza o trascorrere una serata in allegria prenderebbero senza esitazione il suo fratellino Lapo.
Nel mondo del cinema, un esempio perfetto di attore genio e sregolatezza è Nick Nolte. Prendete uno qualsiasi dei suoi film e vedrete che probabilmente avrà i capelli unti, la barba sporca di nicotina e il colorito paonazzo di chi alle 10 del mattino si è già scolato la sua prima bottiglia. Ma nonostante la sua vita sregolata e gli effetti terribili che ha avuto sul suo fisico, quest’attore è dannatamente bravo. E quando è abbastanza lucido per dimostrarlo, il film in cui recita diventa sempre una perla di rara bellezza.
In Padre Nick Nolte interpreta uno sceriffo in pensione, che invece di godersi la vecchiaia in santa pace decide di mettersi all’inseguimento di un criminale con cui ha un misterioso conto in sospeso. Il film si basa soprattutto su questa caccia all’uomo, e nel giro di 90 minuti assume tutte le sfumature possibili e immaginabili: in certi momenti prevale la tensione, in altri la comicità, in altri ancora il puro divertimento. Il regista è bravissimo nel saltellare allegramente da un registro all’altro, e nell’intrattenere piacevolmente lo spettatore dal primo all’ultimo minuto. Ovviamente anche Nick Nolte ha dato il suo contributo: il suo è un grande personaggio, e lui lo interpreta con tutto il talento e la passione di cui è capace. Padre sarebbe stato un bel film anche con un altro attore? Sì. Ma con lui è tutta un’altra cosa.

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133 risposte a Genio e sregolatezza

  1. Massimo Orsi ha detto:

    Per quello che può valere, non posso che confermare quanto hai scritto su Nick Nolte, ma vorrei spendere due parole anche per Tim Roth che in questo film è il protagonista (forse un poco sopra le righe con la piega pseudo western, noir e pulp, ma ormai è abituato visto quello che combina nella serie tv Tin Star , in particolare nella recente seconda stagione) e pure il caratterista Luis Guzman visto in decine di film . Niente male per passare un’ora e mezza senza pensieri.

    • wwayne ha detto:

      Sono totalmente d’accordo: Tim Roth è perfetto come nemico di Nick Nolte, e davvero non poteva mancare in un film pulp come questo, dato che è uno degli attori – feticcio di Tarantino.
      Come film sull’inseguimento è molto bello anche “Chi ucciderà Charley Varrick?”: se non l’hai visto, te lo consiglio caldamente.
      Chiudo con una canzone del nostro amato Boss:

      Grazie per il commento! : )

  2. maxilpoeta ha detto:

    la settima arte trionfa sempre nel tuo blog 😉, buon 1 maggio.

    • wwayne ha detto:

      Questo è un grandissimo complimento! : ) Oltre a Padre, dei film di Nick Nolte ti consiglio di vedere anche Hotel Rwanda e Warrior: sono uno più bello dell’altro. Grazie per il commento, e buon 1 Maggio anche a te! : )

  3. Speranza ha detto:

    Non ricordo di aver visto Padre, ma Nick mi piace molto come attore. Hai ragione, le sue interpretazioni sono sempre particolari.

  4. alessiaborghi ha detto:

    …questi terremoti umani… già, genio e sregolatezza come dici tu alla fine ci sono più simpatici degli altri! Bentornato wwayne! Mi mancavano i tuoi articoli!

    • wwayne ha detto:

      Mi lusinga molto che tu aspettassi a gloria un mio nuovo articolo! : ) Pensa che questo l’ho partorito un’ora e mezza prima della sua pubblicazione: ieri sera ho visto Padre e mi è piaciuto così tanto che ho deciso di scriverci subito una recensione, di getto, cosa che non mi capita quasi mai. Anche se non ho passato giorni e giorni a lavorarci sopra e a perfezionarlo continuamente, spero che questo post piacerà ugualmente ai miei lettori. Grazie per il commento, e buon 1 Maggio! : )

      • alessiaborghi ha detto:

        Certo che piacerà! Come ogni tuo post!! Le cose di getto poi sono ancora più “vere” e sincere quindi ancora di più mi complimento con te! Buon primo maggio!!

  5. Giuliana ha detto:

    … immagina Stefania Sandrelli che interpreta Cleopatra …

    • wwayne ha detto:

      So che ha avuto una vita privata turbolenta quanto quella di Cleopatra, quindi in effetti quel ruolo le sarebbe calzato a pennello. Tra l’altro proprio il mese scorso ho visto un altro film del regista di Cleopatra, La contessa scalza: se non lo conosci già, te lo consiglio caldamente. Grazie per il commento, e buon 1 Maggio! : )

  6. marisasalabelle ha detto:

    Certo che da giovane Nick Nolte era belloccio! I suoi film non appartengono ai generi che frequento, ho visto Hotel Rwanda ma il mio ricordo di Nick è legato soprattutto a In fuga per tre, un film demenziale e divertentissimo che è diventato un cult per i miei figli e nipoti. Non ho visto Padre e non ne avevo neanche mai sentito parlare, ma se ne avrò l’occasione lo guarderò senz’altro

    • wwayne ha detto:

      Non conoscevo assolutamente In fuga per tre, quindi Le sono molto grato per avermelo segnalato. Tra l’altro sono andato su Wikipedia per informarmi un po’ su questo film, e ci sono rimasto di stucco: è un film di rapina, esattamente come quello che mi sono messo a guardare stamani (Quel pomeriggio di un giorno da cani). Queste coincidenze mi lasciano sempre a bocca aperta. Grazie per il commento, e buon 1 Maggio! : )

  7. liza ha detto:

    Inutile dirti che adoro Nick Nolte… da tempo immemore, proprio per il suo essere fuori da ogni schema prestabilito dai canoni holliwoodiani…e’una testa matta!
    Il primo film che vidi con lui si intitola Abissi .
    Vecchissimo fine anni 70 non ricordo bene..sta’di fatto che da li in poi e’ stato amore.
    P.s.scusa mi sono accorta poco fa’ che non avevo piu’ il follow al tuo blog…ma ho rimediato.
    Post bellissimo come sempre…
    Col cinema ricomincero a breve…
    😀

  8. Evaporata ha detto:

    Nick Nolte mi piace tantissimo, ma non andrei in vacanza con Lapo Elkann. 😉

  9. Lucius Etruscus ha detto:

    Ora sono curiosissimo di vedere questo film!
    Sono fan di Nick sin da quando ero ragazzino, ed è verissimo quello che dici: non riesco a ricordarlo “tirato a lucido”, era sempre sudato o paonazzo 😀 Ma davvero un attore che non ha bisogno di trucco o trucchetti: entra nel ruolo e non ti lascia scampo, ti fa convincere di quello che sta facendo e senti che nessun altro avrebbe potuto farlo.
    Grazie per la dritta, metto subito Padre nel mirino ^_^

    • wwayne ha detto:

      Hai centrato il punto: Nick Nolte entra così tanto nella parte e si fonde così totalmente con il suo personaggio che, dopo averlo visto all’opera, ti convinci che nessun altro avrebbe potuto interpretarlo meglio di lui. E questo è particolarmente vero nel caso di Padre: ingaggiarlo per quel ruolo è stata una scelta di casting semplicemente perfetta. Grazie a te per il commento, e buon 1 Maggio! : )

  10. Transit ha detto:

    Forse poteva essere un fuoriclasse, ma bisogna fare i conti con la vita dentro e fuori dal set. Grazie del tuo passaggio da me.

  11. astrorientamenti ha detto:

    Ciao,
    bello il tuo post; anche in questo articolo hai la capacità di catturare l’attenzione
    e stimolare la necessità di andare a fondo dell’argomento di cui tratti 🙂
    Tim Roth, di cui si è parlato all’inizio nei commenti è un mio idolo, lo trovo veramente eccezionale
    Nolte invece devo dire che non sempre mi ha colpita, anche se in “Sotto Tiro” lo ricordo come attore
    perfetto per quella parte. Deve vedere il film che proponi e penso che da adesso in poi lo guarderò (Nolte) con più attenzione-
    Ciao buona serata
    🙂

    • wwayne ha detto:

      Anch’io apprezzo Tim Roth. Oltre ai film che ha fatto con Tarantino ricordo con piacere altri 2 titoli della sua filmografia, Little Odessa e Selma – La strada per la libertà: se non li hai visti, te li consiglio caldamente. Grazie mille per i complimenti e per il commento, e buona serata anche a te! : )

  12. tachimio ha detto:

    Adoro Nick Molte che oltre che bravo è anche simpatico. Ho visto tanti suoi film tutti sempre piaciuti. Il tuo post bellissimo gli rende il giusto omaggio. Bravo wwayne. Un bacione. Isabella

    • wwayne ha detto:

      Mi fa molto piacere che tu condivida la mia passione per Nick Nolte, e soprattutto che tu abbia apprezzato il mio post: l’ho scritto di getto e l’ho pubblicato senza averci lavorato sopra quasi per niente, quindi non ero certo del suo valore.
      Come sempre, ti lascio una canzone (“Russians” di Sting):

      Grazie mille per i complimenti e per il commento, e un bacione anche da parte mia! : )

  13. vittynablog ha detto:

    Ho imparato ad amare Nick Nolte quando interpretò anni fa Thomas Jordache , uno ddei personaggi principali del romanzo di Irwin Shaw ” Povero Ricco ” successivamente trasmesso dalla televisione con un altro titolo ma tratto dal libro. Ho letto più volte quel libro perchè lo am profondamente. Anche il seguito ” Mendicante Ladro ” mi hanno preso letteralmente il cuore ! Il personaggio di Nick è difficile e tortuoso , ma con un gran cuore che alla fine sa riscattarsi e farsi molto amare… Da allora mi piace a prescindere… qualunque film abbia lui come interprete, so che sarà un bel film!!!

    Grazie per averlo ricordato . Non si legge spesso di questo attore!!!

    • wwayne ha detto:

      Nick Nolte ha un grande talento nell’interpretare i personaggi difficili e sfaccettati. Lo ha dimostrato non solo nel film che hai nominato tu, ma anche in Padre e soprattutto in Warrior, splendido film sportivo che gli fruttò la sua terza nomination all’Oscar.
      Sono totalmente d’accordo con te quando dici che di Nick Nolte non si parla abbastanza: probabilmente è perché da un bel po’ di anni a questa parte interpreta quasi esclusivamente ruoli secondari, peraltro in dei film che non sempre raccolgono molto successo. Ma quando si ritirerà sentiremo tutti la sua mancanza, ne sono certo. Grazie a te per il commento! : )

  14. Kikkakonekka ha detto:

    Non posso dire nulla sull’attore, perché vedo pochissimi film e lo conosco solo di nome.
    Posso però dire che “no”, Lapo non lo inviterei mai neppure per divertirmi una serata.

  15. Celia ha detto:

    Io sono per John. Sempre.
    Lapo al massimo va bene come amico, con cui uscire occasionalmente per altro; altrimenti diventa presto pesante.
    (Nick Nolte chi? 😉 )

    • wwayne ha detto:

      Sono totalmente d’accordo con te: come ho scritto anche nel post, uno come Lapo va bene per una serata o una vacanza di pochi giorni, ma poi le persone che vivono con il piede sempre schiacciato sull’acceleratore finiscono per diventare ingestibili e indigeribili.
      Riguardo a Nick Nolte, mi fa molto piacere di averti fatto scoprire questo straordinario attore. Se vuoi approfondire la sua conoscenza, qui nei commenti ho elencato tutti i suoi film migliori: prendine uno a caso, e vedrai che ne rimarrai super soddisfatta. Grazie per il commento! : )

  16. Topper Harley ha detto:

    Ignoravo l’esistenza di questo film (prendo nota da appassionato di cinema) ma conosco Nick Nolte e la tua descrizione gli calza a pennello. Penso sempre che sarebbe potuto essere un personaggio migliore ma in quel caso non sarebbe stato più lui.

    • wwayne ha detto:

      Sono totalmente d’accordo: se Nick Nolte tutt’a un tratto diventasse più integerrimo di un arcivescovo magari camperebbe qualche anno in più, ma perderebbe tutto il suo fascino. Lui ci piace così com’è, con tutte le imperfezioni (fisiche e caratteriali) che lo rendono unico. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  17. Neda ha detto:

    Ovviamente, come al solito, non ho visto il film. Lo vedrò in tv non appena lo daranno-
    Concordo con te sull’attore, un artista interessante, un volto ancor più interessante.
    Per quanto riguarda, invece, gli Elkan, preferirei che mia figlia non frequentasse personaggi simili, soprattutto il secondo, non riesco a dimenticare che lui si svegliò, un giorno, con a fianco il cadavere di una sua frequentatrice. Sono fortunati perché fanno parte di una certa famiglia, fossero gente comune, avrebbero dei bei problemi.

    • wwayne ha detto:

      Non sapevo assolutamente che Lapo avesse avuto questa disavventura (chiamiamola così). Ad ogni modo, probabilmente alle sue feste gira tanta di quella coca che situazioni come quella da te descritta possono capitargli in qualsiasi momento.
      Riguardo a Nick Nolte, hai messo in rilievo un aspetto al quale non avevo mai fatto caso prima d’ora: ha un volto interessante. Sembra scolpito nella roccia, un po’ come quello di Jack Palance. Di quest’ultimo attore ti consiglio caldamente la visione de “Il grande coltello”: è uno dei migliori film di cinema nel cinema che io abbia mai visto. Grazie mille per il tuo commento, ottimo come sempre! : )

      • Neda ha detto:

        Lapo, è stato pure incriminato e per un pelo non è finito in galera per quell’episodio,poi di cavolate ne ha fatte ben altre e quando parla, atteggiandosi a guru che insegna agli altri come vivere, gli darei qualche pedata dove gli fa male.
        Il volto di Nolte, come quello di Palance, fanno venire la voglia di fare loro un ritratto, in bianco e nero, sembrano una mappa su cui leggere molto della loro vita.

      • wwayne ha detto:

        Hai fatto un paragone davvero molto suggestivo. E sono totalmente d’accordo con te: questi due attori sono perfetti per le fotografie in bianco e nero, perché fanno assumere ai loro volti non solo la forma, ma anche il colore della roccia.
        Oltre ad un volto di pietra Nick Nolte deve avere anche un fisico forte come una quercia, perché nonostante decenni di stravizi è riuscito ad arrivare alla veneranda età di 78 anni. Speriamo che resti in attività per almeno altri 10! : )

      • Neda ha detto:

        Si vede che ogni tanto va a depurarsi il fegato in qualche luogo termale.

      • wwayne ha detto:

        Non ci avevo pensato, ma hai ragione: può darsi che ogni tanto vada a disintossicarsi in qualche clinica. Ad ogni modo, anche una continua alternanza tra periodi di sobrietà e altri di stravizi alla lunga finisce per spossare il corpo, quindi fossi in lui mi darei una regolata in via definitiva. Ma probabilmente non lo farà mai: come ho scritto anche nel post, lui è un artista tutto genio e sregolatezza, quindi una vita da soldatino non fa per lui. E a noi piace tantissimo lo stesso! : ) Grazie ancora per la piacevole chiacchierata! : )

      • Neda ha detto:

        Ho sempre pensato che passiamo i primi cinquant’anni della nostra vita a fare cavolate varie e poi cerchiamo di metterci rimedio negli ultimi venticinque. Se sapessimo, da giovani, quanto pagheremo da vecchi le intemperanze che abbiamo avuto, probabilmente avremmo tutti una vita noiosa. Vale la pena, vivere come se si fosse sempre ammalati, per poi morire sani?

      • wwayne ha detto:

        A mio giudizio no, e infatti ho iniziato a vivere nella maniera più sana possibile ben prima dei 50 anni! : ) Buon fine settimana amica mia! : )

      • Neda ha detto:

        Ho cercato anch’io di non strafare mai, ma non mi sono privata di quelle “esperienze” che in gioventù sono state formatrici.

  18. teddyboys8284 ha detto:

    ok ti piace Nolte. non l’ho visto nel film che hai citato ma in altre interpretazioni lo cercherò in streaming per cederlo. se avessi una figlia ? immagina l’impatto noi famiglia di onesti operai ospiti nella sontuosa villa degli Agnelli

    • wwayne ha detto:

      La classe operaia va in Paradiso! : ) Riguardo a Padre, mi fa molto piacere di avertelo fatto scoprire: è davvero un film straordinario. Grazie per il commento! : )

  19. kasabake ha detto:

    Carissimo amico Wwayne, tu non hai davvero idea di quale vastità e complessità abbia raggunto ad oggi (ed è così da molto tempo a questa parte!) l’elenco delle cose che debbo vedere e leggere: quella che il nostro comune amico Lapinsu chiamerebbe la mia watchlist, che si somma all’elenco delle cose che già sto leggendo e che voglio ancora leggere… Davvero un mare, anzi un oceano di libri, fumetti, film, soprattutto nuovi (essendo vecchio in confronto ad entrambi ho la fortuna di aver già visto molte delle cose che per voi oggi sono una scoperta, specie dei decenni 70, 80 e 90 del secolo scorso), sia in italiano che in lingua originale, ma anche di anime, serie televisive, etc…

    Travolto da tale mole (di cui sia chiaro io stesso ne richiedo la presenza e che di certo nessun mestiere o dovere mi obbliga a subire), mi capita talvolta di scartare grosso e di rifiutarmi di vedere pellicole o fiction che (in modo presuntuoso o pretestuoso) non reputo degne di interesse e così è accaduto per Padre, titolo che snobbai alla sua uscita e che ignorai persino quando, la settimana scorsa, Sky me la propose gratuitamente in visione in anteprima tra gli Scelti Per Te del servizio On Demand: insomma, per farla breve, The Padre sarebbe probabilmente rimasto sepolto dalla tonnellata di altre cose che l’avrebbero scavalcata ed accantonato, finché non fosse diventato troppo vecchio per avere ancora appeal…

    Ma poi è accaduto che tu ci hai scritto questo post ed io, anche quando a posteriori non mi sono trovato talvolta concorde con un tuo apprezzamento o una tua critica negativa, ho comuqnue imparato ad apprezzare il valore dei tuoi consigli di visione ed a conoscerti come scopritore di perle nascoste, assolutamente disinteressato e davvero appassionato: quindi questo film è di colpo balzato in testa a tutti ed ora che l’ho appena finito di vederlo, posso solo dirti GRAZIE, perché ancora una volta hai fatto centro!!

    Sono logorroico e ci ho messo un delirio di parole solo per dirti «Ehi, grazie per la dritta», ma tutto questo mi è servito anche per tirarti un po’ le orecchie… Perché Padre non è solo il film di cui tu hai parlato, non è soltanto l’ennesima prova recitativa di un ragazzaccio (oramai anche molto invecchiato e peraltro non benissimo) come Nolte, a cui hai dedicato il tuo pezzo, ma è molto, molto, molto di più…

    The Padre è come il manoscritto di un grande romanzo americano del dopoguerra di cui è andato smarrito il primo terzo delle pagine, perché è una sinfonia che parla di vendetta (quella dello sceriffo federale in pensione Nemes verso il genero e della giovane Lena verso un certo tipo di Chiesa che ha sostituito la spiritualità con il mercimonio) e dell’uomo in fuga (soprattutto dalla parte debole nera della sua anima) con un terribile senso di colpa  mostrando però solo il secondo tempo delle singole storie; è un road-movie senza nessuno dei cliché tipici di questo genere (oramai svenduto alla filosofia spicciola degli hipster da social network); è un noir senza il cinismo un po’ trito e telefonato che invece troviamo quasi sempre; è un action senza sparatorie al rallentatore e senza impossibili acrobazie; è infine un film serio, che racconta una storia seria con personaggi seri ma lo fa con grande leggerezza a volte persino facendoci sorridere.

    The Padre è un film che non parla in maniera diretta ed esplicita di alcuni grandi temi etici e sociali, ma che ugualmente mostra come i suoi autori siano consapevoli (anche se non lo urlano) del mercato delle adozioni facilitate (quasi dei rapimenti legalizzati), dello sfascio delle istituzioni governative e giudiziarie dell’America Latina (anche se non vediamo mai in questo film le facili scene di poliziotti corrotti ma solo di uomini in divisa in grande difficoltà) ed infine, forse il tema trattato con maggiore delicatezza di tutti, quello del turismo sessuale, delle giovani lolite adolescenti, minorenni perfettamente formate fisicamente e sessualmente che giocano a fare le donne e che si vendono ai gringos per pochi dollari ma che sognano ancora i gelati e le caramelle di quando erano solo ragazzine (come viene mostrato nella mirabile sequenza in cui la bellissima attrice colombiana venticinquenne Valeria Henríquez si trucca le labbra con un rossetto rosso acceso di fronte ad un imbarazzato Tim Roth nei panni del Padre e poi, dopo aver giocato a fare l’adulta in grado di reggere l’alcol, crolla nel letto, abbracciata al suo compagno di viaggio (e surrogato di padre putativo), cingendolo ingenuamente con una gamba, senza alcuna malizia voluta, ma mettendolo ugualmente in grande disagio, tanto da spingerlo a dormire per terra).

    The Padre è Tim Roth, con tutto il significato truffaldino e metaforico che in venezuelano ha il sostantivo per indicare un prete (“padre”, appunto, come nella nostra lingua) ovvero la maschera che il truffatore di cui non viene mai detto il vero nome indossa per scappare: malgrado il tuo post possa suggerire il contrario, infatti oltre ad un caratterista fenomenale come il grande Luis Guzmán di Puerto Rico (specializzato nel cinema nordamericano di genere action nei ruoli da latino americano), su tutti gli attori del cast svetta un monumentale Tim Roth, con quel suo recentissimo stile da malvagio disincantato pieno di dubbi e frustrazioni, con il quale ha reso interessante anche una fiction altrimenti dimenticabilissima come Tin Star.

    Perdonami Wwayne per essere entrato nei commenti al tuo post a gamba tesa, con questo polpettone che è di fatto una specie di recensione alternativa, ma tu che mi conosci sei bene quanto io tenga al cinema che parla dell’America Latina e che quando non è prodotto in modo autoctono diventa in genere la macchietta di come gli statunitensi vedono l’America del Sud, mentre in questo caso lo spettatore può godersi un affresco di assoluta sincerità e questa bellissima cosa andava detta!

    Non ti rinrazierò mai abbastanza per avermi dato la possibilità di scoprire questa perla.

    • wwayne ha detto:

      Mi fa molto piacere che tu abbia deciso di seguire al volo il mio consiglio cinematografico. Non solo perché è un attestato di stima e di fiducia nei miei confronti, ma anche perché ti ha ispirato una descrizione del film mille volte migliore della mia. Ad esempio, hai ragionissima nel dire che Padre riesce a trattare dei temi seri con grande semplicità e leggerezza, e hai fatto bene a mettere in rilievo il fatto che questo film presenta ben 2 interpretazioni superlative: non solo quella di Nick Nolte, ma anche quella del suo contraltare Tim Roth. Questi 2 grandi attori duettano (anzi, sarebbe meglio dire duellano) meravigliosamente dal primo all’ultimo minuto, e riescono a valorizzare fino in fondo 2 personaggi molto sfaccettati e molto complessi. Come hai detto tu, oltre a loro 2 c’è anche un ottimo parterre di caratteristi, e questo ci fa capire che è stato fatto un ottimo lavoro di casting per ogni singolo ruolo del film: nella sua semplicità Padre è un’opera d’arte curata fin nei minimi dettagli, e gli sforzi che ci sono dietro ad essa hanno prodotto un risultato superlativo.
      Anche se hai già molto da leggere, non posso fare a meno di segnalarti questo post, perché nei commenti io e il blogger che l’ha scritto ci siamo cimentati in una piacevolissima chiacchierata sulla filmografia di Charles Bronson: https://ilzinefilo.wordpress.com/2019/05/03/chuck-norris-18/. Grazie a te per questo splendido commento! : )

      • kasabake ha detto:

        Adoro Charles Bronson, attore spesso bistrattato ma del cui grandissimo spessore recitativo anche un maestro come Sergio Leone si era avveduto! Appena riesco, passo a leggervi!!!

  20. Natasha Wang ha detto:

    Ciao Wweyne credo che come dici tu il bello di ogni persone esce quando è naturale senza schemi e senza aver paura di essere giudicata.Noi in fin dei conti siamo unici e anche ogni attore pur che deve interpretare un personaggio alla fine tira fuori le sue capacità. Un abbraccio Naty e grazie per l informazione andrò a sbirciare qualche film di questi attori.😊

    • wwayne ha detto:

      Nei commenti a questo post ho elencato tutti i migliori film di Nick Nolte, quindi avrai l’imbarazzo della scelta! : ) E sono totalmente d’accordo con il tuo discorso iniziale: le persone più apprezzabili sono quelle che non hanno paura di essere giudicate, perché tenderanno a comportarsi in modo più sincero. Grazie a te per il commento, e un abbraccio anche da parte mia! : )

  21. flyaway2018 ha detto:

    La mia cultura cinematografica è alquanto lacunosa…ma i tuoi articoli stimolano sempre la curiosità!! Grazie e buon sabato 🌹🌹🌹

    • wwayne ha detto:

      Le belle parole che hai speso per me mi lusingano profondamente, e mi fa molto piacere di averti incuriosita riguardo a questo splendido film. Grazie a te per i complimenti e per il commento, e buon Sabato anche a te! : )

  22. guardianoflife1000 ha detto:

    Ho guardato il trailer prima di commentare e seppur non mi ispiri per niente il film (per la trama) ho trovato molto interessante la parte dove parli dell’essere artista. Credo che la follia sia completamente correlata al pensiero laterale che connota tutti gli artisti che si parli di cantanti, poeti, scrittori, pittori, attori, musicisti, scultori o fotografi. E sinceramente credo che non esisterebbe nessuna forma d’arte senza una di queste due caratteristiche.
    Gli artisti però sanno della loro follia e purtroppo sono consapevoli, molto più di quanto ci si possa aspettare, delle conseguenze che essa causa; per esempio la solitudine, crisi insostenibili che portano a relazioni burrascose, conoscenza del dolore e il fatto che hanno la visione di un mondo e società utopiche che non possono minimamente essere replicate nella realtà e, credo, anche una lotta interiore tra la propria parte istintiva, quella morale, quella artistica e quello che la società si aspetta ed è.
    La sfortuna però è che pochi riescono a restare immuni e non venir schiacciati da tutto ciò che li circonda e questo perchè, seppur assumano atteggiamenti, abitudini e comportamenti apparentemente da persone forti, la loro sensibilità rimarrà sempre più elevata rispetto a quella di una persona che non è un artista. Come ben saprai vi sono stati anche molti filosofi che persero il lume della ragione proprio per questo loro navigare nelle profondità dei pensieri e certamente, quando si è una persona creativa, è necessario trovare e avere una valvola di sfogo oltre l’arte. Il punto è sceglierne una ponderata che non ci faccia diventare succubi di essa o che ci porti ad odiare la vita o comunque avere la capacità di vivere e apprezzare la vita. Insomma sarebbe importante trovare qualcosa che non ci faccia diventare dipendenti, ma che mantenga in noi una lucidità ed equilibrio mentale.
    Ps: perdonami se ho scritto un tratto XD

    • wwayne ha detto:

      Non preoccuparti, anzi apprezzo i commenti lunghi, perché mi danno molti più spunti di riflessione rispetto a quelli telegrafici.
      Delle tue riflessioni mi ha colpito in particolare quella sulla visione del mondo dell’artista: a mio giudizio non è tanto una questione di utopia, quanto piuttosto di una tendenza da parte dell’artista ad interpretare il mondo in un modo che non può venire compreso dagli altri, e in certi casi neanche accettato. E’ in casi come questi che la sua solitudine si fa profonda: per uscirne deve avere la fortuna e l’intelligenza di riuscire a trovare un compromesso tra il suo modo di pensare e il sentire comune. Non è facile, ma l’artista è un genio e quindi ha tutti gli strumenti per riuscirci. Grazie mille per quest’ottimo commento! : )

      • guardianoflife1000 ha detto:

        Ah ne sono lieta che apprezzi i commenti più lunghi!
        Però sai, questo non lo dico per vantarmi o perchè adesso è di moda farsi percepire come artisti, ma io sinceramente mi sento come loro. Ti svelerò solo per mail il metodo che uso per sfuggire al dolore o comunque viverlo con più leggerezza. Ora invece ti dirò solo che il creare un qualcosa di nuovo mai esistito prima, un qualcosa di bello o innovativo, non ha nulla a che vedere con il modo in cui un artista conduce la sua esistenza o la sua etica e morale e questo perchè spesso (esistono anche delle eccezioni in cui non è così) le cose vengono create grazie all’ispirazione, noi siamo un tramite, un mezzo. Così come per poter scrivere, con linee sottili, occorre una penna anche per creare queste cose servono gli artisti. Quindi a volte sono ragionate, strutturate e studiate, altre semplicemente si scrivono da sole, di getto; le mani si muovono da sole, il pensiero è fermo.
        Inoltre l’essere molto capace in un settore non significa essere un genio. I geni non esistono. Per essere un genio o lo si dovrebbe essere perfetti e giusti ovunque o specificare il settore.
        Se consideriamo anche Einstein, seppur la sua intelligenza inumana, non lo si può considerare un genio perchè nelle altre 6 intelligenze peccava un po’; in alcune (se non erro quella interpersonale) ne combinò delle belle. Ma in tutto questo non vi è nulla di male o sbagliato perchè siamo esseri umani e seppur ricerchiamo la perfezione ovunque (pensa alle ville palladiane tutti simmetriche oppure all’esigenza di far ordine o strutturare qualcosa) nessuno l’ha mai completamente raggiunta, nemmeno la natura ed essa è proprio bella per questo motivo.

      • wwayne ha detto:

        Hai concluso il commento con una frase da antologia, che sottoscrivo in pieno! Per il resto, come hai scritto anche tu, ci sentiamo via mail. : ) Buona notte! : )

  23. eulaliamontevenere ha detto:

    Aggiungerei, non so se è stato detto nei commenti, anche il bel Gian Maria Volonté

    • wwayne ha detto:

      No, nessuno lo aveva ancora nominato come esempio di attore genio e sregolatezza. Tra l’altro non ho mai visto un suo film, devo rimediare! : ) Grazie per il commento! : )

  24. natipervivereblog ha detto:

    Carissimo, sei un’unica miniera di conoscenza, di diamanti che nel loro prisma incantevole raccontano le varie sfaccettature della vita, perchè il tuo bellissimo dono è il saper raccontare le trame dei film, le caratteristiche salienti, ma anche nascoste, dei vari attori, sullo sfondo di uno scenario, di una rappresentazione che spesso, colti dagli impegni o da sguardi frettolosi, non riusciamo a cogliere…
    Questo scenario è la Vita stessa, quella “scena a soggetto” che ognuno di noi ha il dono di decidere come viverla, come essere “artefici” del proprio destino. Io so che alla fine del mio viaggio, potrò dire di aver realmente vissuto, di aver scelto di vivere sempre, unicamente sempre, ascoltando il mio “battito d’ali”, e il sole, la luce dei sentimenti, ha sempre accompagnato questo mio viaggio.
    E allora, sono fermamente convinta, che dove c’è talento non possa esserci un connubio con una ferrea disciplina o un completo autocontrollo. Con il talento si nasce, non si diventa “fruitore di talento”, ma è un’inestimabile patrimonio( a volte ereditario) , io lo chiamo un’alchimia del destino, un incanto meraviglioso, che vive senza aver la necessità di regole, di rigidi studi che presuppongono una vita stereotipata, basata su modelli e costrizioni. Il vero talento, non può vivere di imposizioni, di costrizioni, addomesticando il suo tempo secondo le convenzioni, i dettami altrui.
    E quindi trovo realmente vera e profonda la presentazione che ci doni di questo grande attore
    “”Aveva i capelli unti, la barba sporca di nicotina e il colorito paonazzo di chi alle 10:00 del mattino si è già scolato la sua prima bottiglia. Nonostante la sua vita sregolata è drammaticamente bravo!”
    Ecco! sono fermamente convinta che se non avesse vissuto “al massimo”, non avrebbe interpretato come mirabilmente racconti, “tutte le sfumature possibili e immaginabili”.
    Il vero artista nella sua arte, recita sempre la sua vita, ci offre in dono una parte di sé e noi siamo realmente grati di questo suo dono, di questa sua testimonianza.
    Certo che a lui rimane ancora molto da svelare, vari segreti che custodisce nello scrigno di un tempo accessibile solo a lui. Perchè in fin dei conti la grandezza di un artista, è quella di dare una voce inconfondibile alla sua opera, lasciando a noi, semplici viandanti, il desiderio di fermarci ad osservarla, a scoprirla per poi, finalmente, riuscire a vivere un po’ del suo respiro vitale.
    Un caro saluto e un grazie sincero per questo tuo post
    Adriana

    • wwayne ha detto:

      Del tuo splendido commento mi ha colpito in particolare questa frase:

      “Il vero talento non può vivere di imposizioni, di costrizioni, addomesticando il suo tempo secondo le convenzioni, i dettami altrui.”

      Sono totalmente d’accordo: chi ha un grande talento spesso non riesce a dominarlo completamente, e quindi non riesce neanche a piegarlo alle convenzioni e ai dettami altrui. E dato che non si piega alle regole non scritte della società, l’uomo di talento viene spesso etichettato come un pazzo, o quantomeno un eccentrico. Ma per fortuna ci sono persone come te, che anziché giudicare preferiscono guardare con un occhio indulgente e comprensivo a questi artisti condannati dalla loro stessa grandezza a non venire apprezzati da tutti. Anche in questo ti confermi una persona rara e preziosa. Grazie a te per i complimenti e per questo bellissimo commento! : )

  25. lapinsu ha detto:

    Imparai ad apprezzare Nick Nolte solo con Warrior, altro film che mi consigliasti tu.
    Ora me ne consigli un altro e già mi metti in crisi, perchè ho veramente un sacco di roba da vedere e leggere, ma poi se perfino Kasabake spende parole al miele per questo film non posso più far finta di niente: voi due siete le mie massime autorità in fatto di cinema e sul vostro giudizio ripongo più fiducia che sul mio. Se entrambi lodate un film, quel film va visto. Punto. Poi potrà anche non piacermi, ma sicuramente saranno 2 ore spese bene.

    Detto ciò, mi ricollego al commento che hai lasciato sul post di Kasabake riguardo Endgame, nel quale hai elencato i cinecomic che hai visto negli ultimi anni. Ho visto che non hai menzionato LOGAN, l’ultimo film della saga di Wolverine con protagonista Hugh Jackman. Credo di averlo già fatto ma poichè “repetita iuvant”, ti rinnovo l’invito a vederlo quanto prima. A mio sindacabilissimo giudizio, è il miglior cinecomic dai tempi del Cavaliere Oscuro di Nolan e paga da bere a ciascuno dei 22 film del MCU. Lo reputo ancora uno dei pochi capolavori realizzati in questa decade e ti confesso che non vedo l’ora di discuterne con te!!!!

    • wwayne ha detto:

      Non preoccuparti amico mio: posso metterci anche anni, ma lo sai bene che i tuoi consigli cinematografici li seguo sempre! : )
      Aspettavo a gloria il tuo commento, perché la tua esperienza di tifoso milanista ti ha reso molto competente in fatto di talenti tutto genio e sregolatezza. Solo per limitarci agli ultimi anni, da Milanello sono passati entrambi i talenti più ingestibili di questa generazione, ovvero Cassano e Balotelli. Se vogliamo a loro potremmo aggiungere anche Ibrahimovic, che però era più sbruffone che sregolato.
      Non includo in questa lista Bakayoko: lo ritengo non un talento, ma un onesto centrocampista di rottura. Lui però si crede un fenomeno, e quindi si dà delle arie da diva che neanche Culonio Seedorf ai tempi d’oro. Per fortuna ha rivelato questi limiti caratteriali prima che il Milan sborsasse i 35 milioni del riscatto.
      Anche alla Fiorentina abbiamo avuto tanti giocatori genio e sregolatezza. Mutu ad esempio ogni poco ne combinava una, e anche Vargas per un lungo periodo fece una mattana dietro l’altra (allo stadio dicevano che fosse perché beveva molto vino).
      Come dicevo nel post, paradossalmente questi talenti ingestibili finiscono per rimanere molto più impressi di altri giocatori magari altrettanto bravi, ma più professionali e quindi più anonimi dal punto di vista della personalità. Mi riferisco ad esempio a Giuseppe Rossi, che è entrato nella leggenda per la tripletta alla Juve, ma nelle conversazioni tra tifosi di vecchia data viene ricordato molto più raramente rispetto ai pazzoidi sopra citati. E’ così anche per voi rossoneri?

      • lapinsu ha detto:

        Tra i tifosi del Milan invece accade l’esatto contrario: la mancanza di professionalità è vista come un peccato talmente grave da cancellare qualsiasi altro merito sportivo. Nessuno rimpiange Ronaldinho, ad esempio, che venne a svaccare 3 anni da noi, offrendo anche giocate meravigliose ma sempre con grande discontinuità a causa della sua vita molto poco professionale (le sue serate con bonghi e mignotte negli hotel milanesi sono ormai leggendarie). Viceversa, tutti ricordano con grande affetto la fugace apparizione di Beckham in rossonero: un professionista esemplare, come pochi, nonostante avesse una mediaticità fuori dalla media.
        I tifosi del Milan portano poi nel cuore seconde linee che sapevano essere decisive quando chiamate in causa: Filippo Galli (perenne riserva di Costacurta e Baresi), poi Massare e più recentemente Tomasson.
        Riguardo la vicenda Bakayoko da te citata è stata veramente disarmante: vedere un giocatore che per altro aveva anche fornito buone prove sbracare completamente quando ha capito che non sarebbe stato riscattato, denota una mancanza di professionalità fuori dal comune, quindi meglio perderlo che trovarlo. Per altro, lo spogliatoio del Milan da circa due mesi sembra diventato una polveriera e ogni giorno esce fuori qualche magagna: Gattuso ha senz’altro perso il polso della situazione e anche la società non si è fatta sentire come avrebbe dovuto. Speriamo che sappiano correre presto ai ripari, almeno per l’anno prossimo.
        Ritengo infatti impossibile arrivare quarti, benchè la classifica ancora lo lasci sperare. Infatti, nonostante il nostro calendario sia più agevole di quello dell’Atalanta (che in più dovrà giocare la finale di coppa Italia) e con la conquista dei 9 punti restanti il quarto posto sarebbe molto probabile, ritengo impossibile che il Milan raccolga 3 vittorie, proprio per i problemi di spogliatoio di cui sopra. Già sabato sera, nel match contro la tua Fiorentina, temo che tutti i nodi verranno al pettine. Di solito voi giocate partite memorabili contro di noi, in più c’è Montella in panchina che ha il dente avvelenato per l’esonero dell’anno scorso. Ritengo quindi improbabile fino alla soglia dell’impossibile strapparvi i 3 punti, pertanto il sogno champions finirà presto.
        A quel punto, spero proprio di non arrivare neppure in coppa UEFA, competizione inutile e dannosa (come da te spesso ricordato) che in più fiaccherebbe già una squadra scarsa di suo come il Milan.

      • wwayne ha detto:

        Al posto tuo non sarei così pessimista: è vero che il Milan è in crisi, ma noi siamo proprio in disarmo. E infatti nell’ultima partita siamo riusciti a perdere perfino contro l’Empoli.
        A proposito di coppe europee, dopo 5 anni durante i quali la Champions’ è stata “sequestrata” dalle squadre spagnole, adesso finalmente si comincia a respirare un po’ di aria nuova. Sono rimaste in gara una squadra che non vince la Champions’ da 14 anni (il Liverpool), una che non la vince da 24 (l’Ajax) e una che non era mai arrivata neanche in semifinale (il Tottenham).
        E’ incredibile soprattutto il cammino dell’Ajax: ha dovuto giocare 6 gare preliminari, ha un budget ridicolo rispetto alle squadre inglesi e ha affrontato delle squadre molto più attrezzate, eppure ha sempre dato l’impressione di essere un autentico schiacciasassi.
        Mi stanno simpatiche tutte e 3 le squadre rimaste, quindi potrò gustarmi la finale di Champions’ con la rilassatezza tipica dello spettatore neutrale. Tu invece per chi tifi?

      • lapinsu ha detto:

        A questo punto tifo Ajax.
        Benchè adori Klopp ( sono anni che lo vorrei al Milan) il ricordo di Istambul ancora fa male, quindi spero che perda un’altra finale.
        Mentre per quanto riguarda il Tottenham è una squadra che mi piace anche, ma siccome il suo allenatore è quelli nella lista dei possibili allenatori del Milan, spero vivamente che non arrivi in finale,m perchè se dovesse vincere ogni possibilità che venga al Milan sarebbe preclusa.
        Quindi FORZA AJAX!!

        Tu invece, per chi terrai?

      • wwayne ha detto:

        Come ti dicevo prima, mi stanno simpatiche tutte e 3 le squadre coinvolte. Tuttavia tiferò Ajax anch’io, ma per un altro motivo: per gli olandesi è un’occasione unica, per le altre 2 squadre no. Tottenham e Liverpool non verranno smantellate, e quindi potranno riprovarci l’anno prossimo; l’Ajax invece ha la politica di lanciare i giovani per poi cederli subito dopo, quindi prevedo che quest’Estate cederà mezza squadra e l’anno prossimo tornerà a mietere successi solo in Olanda.
        Attenzione: non sto criticando questa politica. Al contrario, ritengo che per una realtà come l’Ajax cedere i giocatori nel loro momento di massimo splendore sia l’unico modo per competere contro delle squadre economicamente più forti.
        L’importante è che poi i soldi di queste cessioni vengano reinvestiti nella campagna acquisti: se invece vanno a finire nelle tasche dei presidenti (vedi Della Valle) o in dei torbidi giochi di bilancio (vedi Preziosi, che ha speso quasi tutti i soldi di Piatek per comprare una pippa come Sturaro), a quel punto tanto vale tenersi i giocatori forti.
        Riguardo a Pochettino, effettivamente è l’unico candidato di rilievo per la vostra panchina. Gli altri (da Di Francesco a Gasperini) sarebbero le ennesime scelte al ribasso, e il Milan ha bisogno di altro per tornare grande. Se Pochettino è riuscito a portare il Tottenham in semifinale di Champions’, figuriamoci se non riuscirebbe a farvi arrivare almeno quarti in campionato. Se il Tottenham esce stasera, cominciate a fargli una corte spudorata già domattina! : )

      • lapinsu ha detto:

        Hai perfettamente centrato il punto: l’unico modo che ha il Milan di scalare rapidamente posizioni in classifica è quella di affidarsi a un allenatore di grande spessore, che sappia valorizzare i giocatori in rosa portandoli a rendere il 110%. Non potendo investire a causa del FPF (che da un lato è un freno per le proprietà, ma dall’altro è anche facile giustificazione dietro cui nascondersi) e correndo seriamente il rischio di affrontare la nuova stagione con una rosa molto simile a quella attuale, l’unico modo per aumentare il rendimento è quello di scommettere su un allenatore in grado i valorizzare i giocatori.
        Conosco poco Pochettino, però mi piace come gioca il suo Tottenham e, tra gli allenatori di cui si parla, è l’unico ad affascinarmi.
        Gasperini è bravissimo, ma solo in provincia.
        Di Francesco non è neppure bravo.
        Conte è forse il migliore, ma difficilmente spendibile in una piazza diversa da Torino, dove i tifosi lo idolatrano a prescindere.
        Restano quindi soluzioni esotiche come Pochettino, oppure rischiose come Inzaghi (simone, ovviamente) o De Zerbi.
        In tutta sincerità, ritengo che la scelta del prossimo allenatore sarà il termometro con cui valutare l’operato della nuova dirigenza rossonera.

      • wwayne ha detto:

        Sono totalmente d’accordo con te: il Fair Play Finanziario è un patetico alibi che il Milan e tanti altri tirano fuori per giustificare l’immobilismo sul mercato o le cessioni eccellenti. La verità è che l’UEFA non ha mai (MAI) inflitto delle sanzioni eclatanti per le violazioni del Fair Play Finanziario: al massimo ha imposto ad alcune squadre di escludere dalla lista Champions’ i loro acquisti più costosi.
        Non sapevo che anche Inzaghino e De Zerbi fossero in orbita Milan. A mio giudizio il primo non arriverà per evitare conflitti in famiglia (a Super Pippa roderebbe troppo il fegato se suo fratello riuscisse dove lui ha fallito), e il secondo sarebbe palesemente inadatto alla panchina rossonera, perché promotore di un calcio champagne inapplicabile alla rosa attuale del Milan.
        Purtroppo i nostri beniamini dell’Ajax si sono fatti buttare fuori all’ultimo minuto: per vincere la Champions’ bisogna saper soffrire dopo aver acquisito il vantaggio, e purtroppo gli olandesi non ci sono riusciti.
        Questa partita conferma quello che si era visto anche ieri: lo spirito indomito degli inglesi, la loro grinta, la loro capacità di crederci sempre e non mollare mai. Liverpool e Tottenham non si sono mai arrese, neanche quando dovevano segnare 3 gol per rimontare, e quindi strameritano di ritrovarsi in finale di Champions’. A questo punto, vinca il migliore! : )

      • lapinsu ha detto:

        Tra l’altro,il FPF è una istituzione di dubbio valore. Al di là del fatto che le sanzioni addebitate ai club rispondono sempre a pesi e misure molto diverse (il psg ad esempio gode di una incomprensibile immunità), il FPF ha fondamentalmente cristallizzato i valori del calcio europeo: soffocando infatti sul nascere gli investimenti delle proprietà rendendoli sussidiari al raggiungimento del pareggio di bilancio, nessun nuovo club ha potuto affacciarsi nel gotha del calcio europeo, almeno fino a questa stagione, dove cenerentole come Ajax e Tottenahm son arrivate a giocarsi la finale. Per altro questi exploit rischiano seriamente di restare isolati.
        Il problema di fondo del FPF è che, pur sposando una causa concettualmente condivisibile, finisce per tarpare le ali a tutte le squadre che vogliono risalire la china velocemente.
        Ho appena finito di vedere Ajax Tottenahm e non posso che sottoscrivere la tua disamina: entrambe le squadre inglesi hanno saputo ribaltare la situazioni pur essendo prive del loro giocatore migliore (Salah e Kane): solo questo basterebbe per renderle meritevoli di giocare una finale impronosticabile e proprio per questo bellissima da vedere!!!!

      • wwayne ha detto:

        E’ per questo che ho sempre creduto molto nella panchina lunga e nel turn – over: perché quando hai delle riserve all’altezza dei titolari, puoi giocartela anche se gli infortuni ti hanno tolto le pedine più importanti dello scacchiere.
        Ovviamente dev’essere bravo anche l’allenatore a non far scoraggiare i suoi uomini: quando si infortuna un giocatore importante c’è sempre il rischio che i suoi compagni si demoralizzino, e in questi casi è importante che l’allenatore riesca a trasmettergli la convinzione che possono farcela lo stesso. Evidentemente Klopp e Pochettino sono riusciti a fare questo, aiutati anche dal fatto che, come dicevo prima, gli inglesi sono un popolo tenace e indomito per natura. Sarà una sfida tra 2 grandi allenatori, 2 grandi giocatori (quelli che hai nominato) e 2 squadre dall’ottimo gioco: come hai detto tu, si prospetta una finale bellissima! : ) Buona notte amico mio! : )

  26. vincenza63 ha detto:

    Ciao e ben ritrovato!
    Mi piace molto Nick Nolte. Io però lo ricordo in un film con Barbra Streisand. Può essere “Il principe delle maree”?
    Per parlare di perle, vogliamo citare il mio preferito Daniel Day-Lewis?

    • wwayne ha detto:

      Esatto, si intitola proprio Il principe delle maree! Fruttò a Nick Nolte la sua prima nomination all’Oscar.
      E a proposito di Oscar, il mio film preferito in assoluto è In mezzo scorre il fiume, ma al secondo posto metto proprio il film che fece vincere la prima statuetta a Daniel Day – Lewis, Il mio piede sinistro: racconta una storia davvero indimenticabile. Grazie per il commento! : )

  27. Non so per quale motivo non mi è comparso il tuo articolo.
    il film non l’ho visto, Nick come attore è bravissimo. Bravo sia in ruoli drammatici che comici.

    • wwayne ha detto:

      In effetti la versatilità è un ottimo criterio per valutare il talento di un attore. Un bravo interprete sa incidere sia nel dramma che nella commedia, sia da protagonista che da comprimario. E Nick Nolte ce lo ha dimostrato in quasi tutti i film che ha interpretato.
      Lo stesso vale per Bradley Cooper, che però è un artista più completo rispetto a lui, perché si è rivelato ottimo anche come regista e sceneggiatore: speriamo che l’Academy dia presto l’Oscar ad almeno uno dei 2. Grazie per il commento! : )

  28. charlesvas ha detto:

    Bravo attore Nick Nolte ma non ho visto questo film. Il miglior film di Nolte e di Sidney Lumet dal titolo “Terzo Grado”

  29. annaritaverzola ha detto:

    Nick Nolte non è un attore da olimpo hollywoodiano, ma hai ragione nel dire che sia molto bravo. Dunque ha recitato anche ne “I misteri di Pittsburgh”? Devo recuperare il film perché il romanzo di Chabon mi piacque tantissimo! Buon fine settimana!

    • wwayne ha detto:

      Sono convinto che ti piacerà moltissimo anche il film. Tra l’altro non sapevo che fosse tratto da un libro: potrei tranquillamente leggerlo, perché mi fido del tuo parere e perché immagino sia ancora più bello del film. Grazie per il commento, e buon fine settimana anche a te! : )

  30. Mi hai fatto venire voglia di dare un’occhiata a questo film (sì, ammetto di non averlo visto). Quanto al discorso su genio e sregolatezza… penso che esisteranno sempre artisti/e così. Non voglio cadere nel banale e dire che l’artista è sempre un po’ matto, ma… a volte quella trasgressione, quell’essere sopra le righe, rende particolarmente efficace la performance artistica (si tratti di un film, di una poesia, o di un quadro).
    Ne approfitto anch’io per dirti che è bello vederti tornare a scrivere; in effetti, avevo fatto un salto sul tuo blog non molto tempo fa, ma ancora non c’era niente di nuovo. Naturalmente, da blogger, so che a volte si prendono periodi di pausa per un qualsiasi motivo 🙂 E comunque, a dire il vero, ho anche dei tuoi articoli vecchi da recuperare…

    • wwayne ha detto:

      Spero che ti piacciano anche quelli! : ) Riguardo a Nick Nolte, a mio giudizio vive in modo così esagerato non solo perché è un artista, ma anche perché è un riccone. Cerco di spiegarmi meglio.
      A mio giudizio, quando hai tutto, cominci a darlo per scontato e a non godere più di nulla. Per una persona normale un tour di New York in limousine sarebbe un’esperienza da ricordare per tutta la vita, per i ricconi come Nick Nolte è una cosa da nulla, come per noi andare a fare un giro al supermercato. Per questo motivo quando sei uno di loro inizi ad andare sempre più all’estremo in tutto ciò che fai, nel tentativo di dare una scossa ad una vita che non ti dà più emozioni. Secondo me a Nick Nolte è successo esattamente questo, e come hai detto tu può darsi che paradossalmente la sua carriera ne abbia giovato. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  31. Austin Dove ha detto:

    100 commenti, chissà se senza il notificatore riusciresti ad accorgerti del mio…
    Un esempio simile in musica mi sembra, nel pop commerciale che ascolto, può essere Miley Cyrus. Che ne pensi?

    • wwayne ha detto:

      Non preoccuparti: faccio sempre molta attenzione ai commenti, e quando vengono dai lettori regolari e acuti come te mi fanno ancora più piacere.
      Miley Cyrus è più sregolata che mai, ma nel suo caso parlerei più di talento che di genio. Tra tutte le sue canzoni, la mia preferita è proprio la più recente, Nothing breaks like a heart. E’ una delle più belle degli ultimi anni, insieme a questa:

      Grazie per il commento! : )

  32. Pendolante ha detto:

    Devo ancora vedere il film, ma Nick Nolte mi è sempre piaciuto molto, forse anche perché quella sua sregolatezza se la porta addosso

  33. fulvialuna1 ha detto:

    Nick Nolte mi piace tantissimo, trovo che sia davvero bravo e i peronaggi che interpreta sono sempre intensi.

    • wwayne ha detto:

      Hai usato un aggettivo perfetto: Nick Nolte è un attore intenso. Vale lo stesso discorso per Andrew Garfield, e infatti hanno sfiorato l’Oscar entrambi. Le somiglianze tuttavia finiscono qui, perché fuori dal set Andrew Garfield mi sembra un tipo molto più “regolare”. Grazie per il commento! : )

  34. ©blu ha detto:

    Non ho avuto il piacere di vedere questo film principalmente perché, di suo, solamente il titolo mi ha sempre dato un certo “fastidio” lessicale. Sarà anche ignoranza la mia o la non propensione spassionata verso Nick di cui riconosco la bravura… fosse stato titolato “The prete” magari mi avrebbe ispirato… chissà! Era tra gli “imperdibili” dello scorso anno?..

    • wwayne ha detto:

      Non so dirtelo, perché non l’avevo mai sentito neanche nominare prima che SKY lo mandasse in onda. E’ stato davvero un caso fortunato! : ) Grazie per il commento! : )

      • ©blu ha detto:

        Proverò a seguire l’indizio!!

      • wwayne ha detto:

        Ottima decisione! Se ti va, poi fammi sapere come hai trovato il film. Se invece non dovessi più sentirti, per me averti convinto a vederlo è già una grande soddisfazione. Grazie ancora per il tuo intervento! : )

  35. Harley ha detto:

    Genio e sregolatezza….anche James Dean cosi di primo acchitto mi torna in mente lui come grande personaggio del cinema americano. Nick Nolte è sregolato da una genialità inconsueta.

    • wwayne ha detto:

      James Dean è davvero un ottimo esempio, e sono d’accordo anche con la frase finale del tuo intervento. Grazie mille per il tuo graditissimo ritorno nel mio blog! : )

  36. annaecamilla ha detto:

    Si dice sempre così, ma in realtà il film lo fanno gli attori principali e non. I copioni sono importanti ma gli attori fondamentali!!!

  37. David Di Luca ha detto:

    Di cinema non so molto, ma la mia (breve) esperienza in teatro mi dice che anche il regista ha la sua importanza. C’è chi riesce a tirarti fuori cose che non sapevi neanche di avere…

    • wwayne ha detto:

      Sono totalmente d’accordo: alcuni registi hanno davvero un tocco magico quando si tratta di dirigere gli attori. E te ne accorgi quando vedi che sotto la loro guida più di un attore ha fornito la miglior prestazione della sua carriera. Scorsese e Tarantino mi sembrano dei buoni esempi in questo senso. Grazie per il commento! : )

  38. Io non credo nel genio maschile mentre la sregolatezza è data dai loro momenti di esaltazione ed ebbrezza, se fanno danni, devono pagarli mentre le persone umane, umanitarie, umanizzanti, riconoscono che l’intelligenza è femmina, la rispettano sacralmente, la omaggiano, le danno ragione e lavorano onestamente e ti assicuro che a volte dalla mie parti vi è di quella noia mortifera causata appunto dalla sregolatezza di quelli che chiamate “geni” maschi che in realtà sono solo mosconi affamati del loro cibo più o meno freddo, auguri per il tuo onesto lavoro in coscienza, per la tua libertà di forza di coscienziosità in luce identitaria presente e cosciente momento dopo giorno dopo anno, nei riconoscimenti dei tuoi meriti reali e ti faccio questi auguri reali mentre mi sto trascinando nella noia, stanchezza dissanguata così mortifera che non auguro mai alle altre persone, io non mi lamento, non sono mai noioso, anche se al momentosto vivendo una sorta di condizione vegetativa ed a malapena riesco a digitare i tasti sulla tastiera del mio povero laptop contraffatto dai ladri del mio lavoro, buongiorno, buon lavoro! ❤ … ❤

    • wwayne ha detto:

      Fai benissimo a non lamentarsi: quando si attraversano delle fasi di noia, di stanchezza o peggio ancora di profonda tristezza, il miglior modo per uscirne è quello di mantenere un atteggiamento positivo e ottimista, e cercare di non piangersi mai addosso. Corro a rispondere all’altro tuo commento! : )

  39. luisa zambrotta ha detto:

    Mi è sempre piaciuto Nick Nolte: lo ritengo un bravo attore
    😊

  40. Emozioni ha detto:

    Nolte ha sempre avuto un suo fascino!
    Niente male davvero.
    Ho visto un paio di suoi film( logicamente non ricordo i titoli☺️) e mi sono piaciuti.
    Niente male davvero!

  41. Vitalii Travinskyi ha detto:

    Il tuo post bellissimo gli rende il giusto omaggio. Bravo wwayne.

    • wwayne ha detto:

      Mi fa molto piacere che tu abbia apprezzato il mio post, e anche che tu condivida il mio giudizio positivo su questo splendido film. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

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