Bella e maledetta

Il Macbeth è un’opera maledetta. Da secoli chiunque la reciti a teatro va incontro alle più tremende sciagure: è come se questa tragedia portasse dentro di sé il fantasma di una maledizione, che si diffonde come un virus tra tutti coloro che decidono di metterla in scena. Nel ‘600 la scia di sangue che quest’opera si portava dietro era già così inquietante da indurre il re Giacomo I a bandirla da ogni teatro per 5 anni: non ce n’era bisogno, perché i teatranti stessi si astennero dal recitarla addirittura fino al 1703. E quando il Macbeth tornò sul palcoscenico, a Londra si scatenò una delle più gravi tempeste nella storia della città: la regina Anna non ci mise molto a fare 2 + 2, e ordinò addirittura la sospensione di tutti gli spettacoli teatrali per una settimana.
La maledizione del Macbeth non conosce confini, e quindi nell’800 si spostò fino in America: nel 1849, durante le prove dello spettacolo a New York, scoppiarono dei tumulti che causarono 22 morti e parecchi feriti.
Nel 1937 uno dei migliori attori Shakespeariani di sempre, Laurence Olivier, decise di cimentarsi in una delle poche tragedie del vecchio William che lui non aveva ancora interpretato. Non l’avesse mai fatto: lui perse la voce, il regista morì in un incidente d’auto e l’attrice che interpretava sua moglie rimase gravemente ustionata.
Questi sono solo alcuni dei tanti episodi cruenti causati da questa tragedia. Il professor Peter Lund li conosce tutti, eppure ha deciso di sfidare la sorte, scegliendo proprio il Macbeth come opera da rappresentare alla recita di fine anno. I suoi ragazzi (una classe all’ultimo anno di liceo) sono tutti piuttosto bravi, ma l’attrice principale, Hattie Hoffman, ha qualcosa in più rispetto a loro: non è semplicemente talentuosa, è proprio brillante, quel genere di attrice che quando appare sul palcoscenico fa scomparire tutti gli altri.
Ovviamente è anche la ragazza più carina, e la studentessa più intelligente: Peter non ci mette molto ad innamorarsi, e lei lo ricambia senza nasconderlo, anzi lo corteggia in modo sempre più spudorato. Lui alla fine cede, e i due iniziano una relazione clandestina.
Poi un giorno Hattie viene trovata uccisa a coltellate. Il detective che indaga sulla sua morte è un tipo sveglio, quindi nel giro di pochi giorni scopre ogni cosa sulla relazione che aveva con il suo professore. Tuttavia, non è del tutto convinto che Peter sia il colpevole: conosce bene Pine Valley, e sa che in quel paese pieno di invidie una ragazza perfetta come Hattie Hoffman doveva aver attirato molte antipatie. Chi è stato ad ucciderla? Un professore disperato che cercava di salvare il suo lavoro e il suo matrimonio, o uno dei tanti che vedevano Hattie come il fumo negli occhi?
L’ultima sera di Hattie Hoffman è un libro che non ti fa dormire. Non perché ci siano delle scene cruente, ma perché l’ossessione di sapere chi è l’assassino ti divora sempre di più pagina dopo pagina, ed è scritto così bene che non riesci a mollarlo neanche per un secondo. L’autrice (Mindy Mejia) è bravissima non soltanto nel far salire alle stelle la curiosità del lettore, ma anche nel raccontare la storia da vari punti di vista: quello della stessa Hattie, che ci racconta in prima persona cosa è successo prima della sua morte; quello di Peter, che ci racconta come è nata la storia con la sua studentessa preferita; quello del detective, che mette insieme i pezzi del puzzle con grande intuito e pazienza, confidando nel fatto che alla fine la verità verrà a galla e la giustizia trionferà. Poi ci sono tutti i personaggi di contorno, tutti i compaesani di Hattie, che mal tolleravano il fatto che lei fosse così superiore a tutti gli altri. E’ stato il suo professore ad ucciderla, o il colpevole è da cercare in mezzo a loro? Non posso dirlo, naturalmente. Posso solo consigliarvi di leggere L’ultima sera di Hattie Hoffman: è davvero un libro eccezionale.

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145 risposte a Bella e maledetta

  1. chiediloamanu ha detto:

    interessante. cio che mi serve. lo recupero. grazie mille

  2. Daniela ha detto:

    intrigante davvero, grazie del suggerimento 🙂

  3. Themoc ha detto:

    Non sapevo di questa “maledizione” del Macbeth. È una delle mie opere preferite e la reputo una delle tragedie migliori mai scritte. Tra l’altro Macbeth è il personggio tragico simbolo su cui sono stati modellati altri personaggi tragici famosi come Michael Corleone e Rambo.
    Il libro invece mi sembra il solito “thriller”. Chissà, magari gli darò una chance. Lo metto in lsita intanto.

    • wwayne ha detto:

      Io invece conoscevo la maledizione del Macbeth già da prima di leggere questo libro, perché ne aveva parlato uno splendido film di Dario Argento (Opera). Naturalmente però non conoscevo per cultura generale tutti i dettagli che ho citato nel post, infatti per correttezza dichiaro che la mia fonte è questa: http://blog.libero.it/annali/11811348.html.
      Non sapevo neanche che i personaggi di Michael Corleone e di Rambo fossero ispirati al Macbeth: approfondirò la questione, perché mi affascinano moltissimo queste reinterpretazioni in chiave moderna.
      Riguardo al romanzo, quando l’ho preso in libreria anch’io pensavo che fosse il solito thriller, ma mi è bastato leggere poche pagine per capire che era molto di più. Per l’abilità nel costruire un romanzo corale e nel ritrarre il microcosmo dei piccoli paesi Mindy Mejia mi ricorda Stephen King. Grazie mille per l’ottimo commento! : )

  4. mondidascoprire ha detto:

    E qual è la morale secondo te?

    • wwayne ha detto:

      La morale è che niente è mai come sembra. Nessuno potrebbe sospettare che Peter Lund sia un viscido seduttore, eppure lo è; allo stesso modo, nessuno immaginerebbe che l’apparentemente idilliaca Pine Valley sia in realtà un covo di vipere, eppure è così. Insomma, è bene non fidarsi mai delle apparenze: una lezione che purtroppo ho imparato sulla mia pelle ben prima di leggere questo libro. Grazie per il commento! : )

  5. lali1605 ha detto:

    Infatti al liceo non lo volevamo studiare!!! Ma col cavolo… e invece alla fine abbiamo dovuto soccombere…

    • wwayne ha detto:

      Ah, quindi nella vostra classe eravate al corrente della maledizione! Ti dirò che io non sono superstizioso a livelli esagerati e paranoici, ma sicuramente credo nella fortuna e nella sfortuna, e soprattutto credo che ci siano delle sorte di “magneti” per l’una e per l’altra. Il Macbeth è chiaramente un magnete per la sfortuna, e l’autrice del romanzo cerca di spiegare questo legame in modo davvero affascinante. Preferisco non dirti altro: la sua spiegazione sulla maledizione del Macbeth non è collegata all’omicidio di Hattie, ma sarebbe comunque uno spoiler rivelartela. Grazie per il commento! : )

  6. Laura Parise ha detto:

    Grazie per la segnalazione. Lo terrò sicuramente presente nei prossimi acquisti

  7. ilblogvuoto ha detto:

    Ora l’episodio dei Simpson dove Ian Mckellen parla del Macbeth ha più senso. Grazie per la segnalazione!

    • wwayne ha detto:

      Quando qualcosa va avanti per tanto tempo, che sia una carriera, un programma televisivo o un ristorante, vuol dire che dietro c’è della qualità. E dietro i Simpson ce n’è tanta. Non soltanto nelle gag, ma anche nei personaggi: quelli principali sono tutti perfetti, e sono molto interessanti anche quelli secondari. E senza dubbio il fatto che il cast di comprimari sia elefantiaco ha contribuito enormemente alla longevità dei Simpson, fornendo infiniti spunti di trama.
      Tra tutti questi personaggi secondari, i miei preferiti sono i più gretti, quelli che hanno dei comportamenti così meschini da diventare comici. Boe e Krusty sono degli esempi perfetti; a questi due è inevitabile aggiungere anche il commissario Winchester. Nella categoria rientrerebbe anche Burns, che però mi ha sempre attirato molto di meno: forse perché di tutti questi è il più stereotipato.
      Mi piace molto anche Apu, perché nel suo negozio è stata ambientata una serie infinita di gag esilaranti. E’ uno di quei luoghi immaginari che mi fanno tornare in mente tanti bellissimi ricordi, un po’ come la pizzeria di Daria o il Peach Pit di Beverly Hills 90210.
      Detto questo, non guardo i Simpson da anni, e non lo farò mai più. Il motivo è molto semplice: essendo cattolico fin nel midollo, mi sono sentito molto offeso da una puntata in cui Dio e Gesù Cristo venivano presi per il culo in modo molto pesante e del tutto gratuito. Grazie per il commento! : )

    • Conte Gracula ha detto:

      Anche io ho saputo della maledizione dai Simpson, ma i chiedo se la lunga lista di disastri associata al Macbeth non potrebbe essere stemperata da tutti quei casi in cui non è successo niente che fosse degno di nota…
      Riguardo ai Simpson, non ricordo una puntata troppo caustica a tema divino – ma nelle ultime stagioni, non ho seguito la serie in modo solerte, perché ormai trovare puntate davvero belle è un’impresa: è andata avanti troppo a lungo, anche quando non c’erano idee! L’ultima puntata degna al 200% era intitolata, in inglese, The Book Job: va vista, è la puntata in cui Homer mette su una squadra per scrivere un libro young adult e lo fa come se fosse uno heist movie XD c’è anche Gaiman che porta le pizze!

      E finalmente vado al tema del post: le storie di questo genere non sono esattamente il mio pane – spesso sono più torbide di quanto io possa tollerare, un mio problema 😛 – ma mi hai messo curiosità riguardo alle elevate capacità dell’autrice 🙂

  8. È stato il mio primo spettacolo a teatro, ero una delle tre streghe. Era riadattato ai giorni nostri, un po’ in Abruzzese, ma la storia era quella e niente sono ancora qua. 😁 buona domenica

  9. Menti Vagabonde ha detto:

    Interessante la tua recensione, credo che spesso gli autori nei loro romanzi raccontino di come le apparenze possano ingannarci, non tutti però riescono a catturare letteralmente il lettore. Per quanto riguarda la tragedia, non sapevo di questa maledizione. Ne ho visto una trasposizione a teatro e fortunatamente i protagonisti – che io sappia – sono ancora in vita 😉 Tra qualche giorno assisterò all’opera…incrociamo le dita!

    • wwayne ha detto:

      Queste coincidenze mi lasciano sempre a bocca aperta. Ti auguro di divertirti a teatro, ma sono certo che non ti annoierai: il Macbeth è senza dubbio un’opera molto energica ed elettrizzante, con o senza maledizione. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  10. redbavon ha detto:

    Come ti avevo promesso, alla prima occasione sarei ritornato a infognare il bosx dei commenti nella tua webbettola…E quale migliore occasione per un’opera così dannata e – permettimi il commento poco professionale – così menagrama per chi decide di portarla alla ribalta del gentile pubblico. Siamo di fronte all’ispiratore vero e reale di The Ring, che al confronto è uno scherzo di una banda di adolescenti annoiati.
    Se non fosse che la mia lista di libri da leggere si estende da qui a una pila imbarazzante, mi ci sarei già fiondato su. Buona giornata!

    • wwayne ha detto:

      Bentornato nella mia web – bettola, carissimo! Se fosse davvero uno dei peggiori bar di WordPress, tirerei fuori da dietro il bancone due belle bottiglie di Carlsberg, e farei insieme a te un brindisi al tuo ritorno.
      Il tuo parallelismo tra il Macbeth e The Ring è assolutamente geniale: dato che il potere malefico della tragedia Shakespeariana è universalmente noto, non è affatto da escludere che gli autori The Ring ne abbiano tratto ispirazione.
      Riguardo alla tua lista di libri da leggere, io sono nella situazione opposta: non ho niente da leggere, tranne un libro che ho comprato basandomi proprio su un post WordPress (questo: https://thebibliophilegirl.com/2017/03/24/presentazione-pieve-cipolla-di-gianpiero-pisso/). Speriamo che mi dia anch’esso l’ispirazione per un post! Grazie mille per il commento e per il tuo graditissimo ritorno! : )

  11. Neda ha detto:

    Non ero a conoscenza della maledizione del Macbeth.
    Però mi è tornato alla mente il lontano 1982, un anno prima del mio matrimonio e una mia zia regalò a me al mio fidanzato i biglietti per il Macbeth verdiano all’Arena di Verona.
    Alle ore 20 eravamo seduti sui nostri cuscini in attesa della rappresentazione. Da quel momento, ogni 10 minuti esatti, per 10 minuti esatti, si aprirono le cateratte del cielo e piovve a dirotto. Noi aprivamo gli ombrelli e ci stringevamo nei nostri impermeabili, gli orchestrali fuggivano dalla buca dell’orchestra con i loro strumenti, gli inservienti correvano a ricoprire palco e buca con grandi teli di plastica. Dopo 10 minuti smetteva, gli inservienti tornavano a togliere i teli, gli orchestrali tornavano in buca. Dopo 10 minuti ancora acqua…così via fino a mezzanotte quando io, scocciata, fradicia, infreddolita, dissi al mio fidanzato: “Andiamocene, fino a che la scodella dell’Arena non è piena, Giove pluvio non la smette” e ce ne tornammo a casa inviperiti.
    La rappresentazione iniziò, per gli stoici rimasti, solo dopo le due del mattino.
    Se non fu una maledizione quella, non saprei come altro chiamarla.

    • wwayne ha detto:

      Non avrei mai immaginato che un mio post avrebbe dato modo di aggiungere altre prove sulla maledizione del Macbeth. E’ inquietante non solo l’episodio in sé, ma anche i dettagli che hai citato: la pioggia che cade ogni 10 minuti esatti e per 10 minuti esatti, ad esempio, fa davvero venire la pelle d’oca. Sono sempre più convinto che ci sia davvero qualcosa di demoniaco in quest’opera. Grazie mille per l’ottimo commento! : )

      • Neda ha detto:

        Io non credo alle maledizioni, al soprannaturale, ecc. ecc., però, quella sera è rimasta impressa nella mia memoria perché il nuvolone grosso e scuro era piazzato proprio sopra l’Arena, mentre, per esempio, in corso Milano, che abbiamo percorso per uscire dalla città, non era caduta nemmeno una goccia d’acqua.

      • wwayne ha detto:

        Sono dettagli molto affascinanti, e che mettono a dura prova anche lo scettico più convinto. Grazie ancora per aver condiviso la storia sul mio blog! : )

      • Neda ha detto:

        Grazie a te. Buona serata.

  12. Silvia ha detto:

    Molto interessante, buon pomeriggio 🙂

    • wwayne ha detto:

      Mi fa molto piacere che il mio post non sia risultato noioso: dato che è abbastanza lungo, temevo che i miei lettori lo mollassero prima della fine. Grazie mille per i complimenti e per il commento, e buon pomeriggio anche a te! : )

  13. ciliegina ha detto:

    Nooo non puoi lasciarmi con la curiosità addosso! Adesso devi dirmelo 😄😄

  14. Daniele Artioli ha detto:

    Adoro questo tipo di romanzi, con un cast molto ampio e una storia che si regge sulla domanda “chi è stato?”, un modello magari ormai abusato ma che mi intriga sempre. Oltretutto penso che sia molto difficile scrivere questo tipo di storie , dovendo sempre dire e non dire, nascondere e rivelare in modo da tenere desta l’attenzione senza bruciarsi il finale. Non tutti ci riescono, ma a volte ci sono ottimi prodotti, e questo, che non conoscevo, mi attira molto.

    Sapevo della maledizione di Macbeth, ma nonostante questo l’anno scorso l’ho visto ben due volte al Globe Theatre. È stato meraviglioso. Soprattutto la gestione della parte soprannaturale è stata davvero originale e intelligente, e mi ha affascinato da morire.

    • wwayne ha detto:

      Sono totalmente d’accordo, il giallo è un genere molto difficile da scrivere. Devi stare attento a non sbottonarti troppo, a mantenere sempre alta la tensione, a fare in modo che la rivelazione dell’assassino sia assolutamente imprevedibile… in questo caso poi l’autrice si è complicata ulteriormente la vita, decidendo di raccontare ogni capitolo da un punto di vista diverso (quello di Hattie, di Peter e del detective). Una scelta rischiosissima, che però si è rivelata vincente, visto che il prodotto finale è davvero molto riuscito.
      Riguardo al Macbeth, sai che questo libro ha fatto venir voglia di vederlo anche a me? Appena lo mettono in scena a Firenze mi fiondo a comprare i biglietti. Grazie per il commento! : )

  15. Halsey ha detto:

    Non credo riuscirei ad amare molto un personaggio come Hattie, ma sembra un libro veramente ben scritto.

    • wwayne ha detto:

      In effetti dei 3 personaggi principali (lei, il suo professore e il detective) l’unico veramente adorabile è quest’ultimo, per la sua umanità e il suo altissimo senso di giustizia. Non a caso durante la lettura speravo fortemente che il caso arrivasse ad una soluzione non soltanto per la curiosità di sapere chi fosse l’assassino, ma anche perché il detective se lo meritava profondamente come persona.
      Riguardo allo stile di scrittura, hai centrato il punto: la Mejia è davvero un’autrice coi fiocchi, e ha scritto un libro più scorrevole che mai. L’ho divorato nel giro di pochissimo, anche perché non era molto grosso. Grazie per il commento! : )

  16. cuoreruotante ha detto:

    Neanche io sapevo della maledizione di Macbbeth e, sinceramente, mi ha fatto rabbrividire.. il libro l’ho messo in lista.
    Grazie!!

    • wwayne ha detto:

      Anche a me è venuto un brivido lungo la schiena quando ho saputo dell’infinita lista di tragedie collegate a quest’opera. E’ il soggetto ideale da cui prendere ispirazione per un thriller, infatti questa è una di quelle idee che ti fanno dire “Come mai nessuno ci aveva pensato prima?” : ) Grazie a te per la tua costante presenza sul mio blog! : )

      • cuoreruotante ha detto:

        Ma tu l’hai scoperto prima che lo scrittore lo rivelasse?
        È un piacere leggerti 😊

      • wwayne ha detto:

        Sì, perché ne aveva parlato un film di Dario Argento (Opera). Ti consiglio di vederlo, così come ti raccomando ad occhi chiusi un altro splendido film di questo regista, Profondo rosso.
        Le belle parole che hai speso per me mi lusingano profondamente, e le ricambio di cuore: anche per me è sempre un piacere leggere ciò che scrivi, che si tratti di un post o di un semplice commento. Spero di risentirti presto, sul mio blog o sul tuo! : )

      • cuoreruotante ha detto:

        Buongiorno Wwayne, i film di Dario Argento, che hai menzionato, li ho visti ..un’idea me la Son fatta..mi toccherà leggerlo facendo saltare la lunghissima fila di quelli che dovrei riuscire a leggere in questa vita 😃

      • wwayne ha detto:

        Mi fa molto piacere che tu abbia deciso di seguire i miei consigli cinematografici. Riguardo al libro, vale proprio la pena di fargli fare un balzo in avanti in quella lista: sono convinto che non te ne pentirai. Grazie per la fiducia! : )

  17. Per quasi tutta la durata della lettura del tuo articolo, sono stata convinta stessi raccontando una storia vera tra le tante legate al Macbeth e che quindi sarebbe arrivato pure il finale!! 😳
    E’ finito dritto dritto in wishlist, non posso non sapere come finisce! 😀

    • wwayne ha detto:

      Mi fa molto piacere che la mia recensione ti abbia convinta a leggere il libro, e sono convinto che piacerà moltissimo anche a te. Grazie per il commento! : )

  18. amleta ha detto:

    Meno male che a suo tempo vidi solo “Sogno di una notte di mezza estate” in lingua originale a Londra, altrimenti…..Sinceramente non sapevo di questa maledizione, però è cosa ben strana devo dire, anche se non è raro che in teatro si trovi gente superstiziosa.

    • wwayne ha detto:

      Questo è vero: non a caso la superstizione legata al colore viola nacque proprio in quell’ambiente. Corro a rispondere all’altro tuo commento! : )

  19. teddyboys8284 ha detto:

    conoscevo la maledizione ma non nei paarticolari

    • wwayne ha detto:

      Mi fa piacere che il mio post ti abbia aiutato ad approfondire la questione: è davvero una storia molto affascinante, anche se fa un po’ impressione. Grazie per il commento! : )

  20. eltiempodenadie ha detto:

    La letteratura mi ha sempre affascinato, quindi conoscevo la leggenda ma non sapevo che ci avessero scritto un libro. Sono davvero colpita, anche perché Macbeth è una delle opere più oscure di Shakespeare; probabilmente lo leggerò, grazie mille!!

  21. Italo Bonassi ha detto:

    Non sapevo proprio questa storia incredibile. Cercherò il libro che consigli in libreria. Grazie

    • wwayne ha detto:

      Mi fa molto piacere che il mio post ti abbia fatto conoscere la storia del Macbeth e che tu abbia deciso di leggere il libro. Grazie a te per il commento! : )

  22. natipervivereblog ha detto:

    Mio padre cantante lirico, spesso si divertiva a raccontarmi le strane fatalità che avvenivano durante le rappresentazioni teatrali. Spesso ci scherzava, e con tono ironico mi diceva che lui continuava ad indossare a teatro il viola, colore che molti cantanti detestano!
    Le avversità causate dal Macbeth, le raccontava dandomi a volte spiegazioni del tipo: ” Sai… il mondo del teatro è proprio strano!”
    M’intriga molto l’ opera che proponi, soprattutto per la trama alquanto misteriosa e per la raffinata tecnica che viene utilizzato per affrontare la modalità della narrazione.
    Raccontare una storia da vari punti di vista, presuppone una brillante carica narrativa che non tutti possiedono.
    Un caro saluto e ancora ci tengo a ribadire la ricchezza inesauribile dei tuoi post
    Adriana Pitacco

    • wwayne ha detto:

      Ricambio i complimenti: anche il tuo commento è molto bello, per la tenerezza del tuo ricordo e per le qualità di tuo padre che esso lascia trasparire (la saggezza e soprattutto l’ironia, che è uno dei pregi più belli che si possano possedere). Grazie per il commento! : )

  23. pattykor122 ha detto:

    Bellissima ed avvincente la tua recensione, non è facile catturare l’attenzione del futuro lettore così in maniera penetrante . E bravo Wwayne, mi hai incuriosito. 😉

  24. lapinsu ha detto:

    Ho letto con piacere (come sempre) il tuo post, anche se la storia e il libro di cui ci hai parlato non mi entusiasmasse affatto. Tuttavia ho appuntato il libro, perchè spesso le apparenza ingannano e perchè i tuoi consigli, praticamente sempre, si sono rivelati azzeccati sia in fatto di film che in fatto di romanzo.
    Solo in un settore non avevi ancora saputo darmi un consiglio giusto, quello delle serie tv, dal momento che tu, come spesso ammetti candidamente, non le segui mai e fai pochissime eccezioni.
    Ebbene, negli ultimi giorni ho bevuto tutto d’un fiato i 13 episodi della prima stagione di Shades of blue, serie televisiva che tu mi consigliasti diversi mesi fa.

    Ebbene, mi è piaciuta. Non mi ha entusiasmato come a te, forse perchè c’erano alcuni passaggi troppo lenti o stucchevoli (tutta la sottotrama del rapporto con la figlia e con l’ex marito violento è abbastanza pallosa e scontata) tuttavia la narrazione ha un ritmo della miseria, soprattutto negli ultimi episodi e, cosa ancor più importante, personaggi coi controcosi.
    Non tanto la protagonista Harley (j lo) personaggio abbastanza monocorde anche a causa dell’interpretazione di J Lo, che si manterrà pure bene e sfoggia due chiappe da paura pure a 47 anni, ma la recitazione non è stata mai il suo forte.

    Il vero titano di questa serie tv è RAY LIOTTA che sfoggia una interpretazione sontuosa, dando corpo sostanza e fascino a tutta la storia.
    Negli ultimi 15 anni ha preso parte a un unico film decente (Crossing Over) senza più rinverdire i fasti dei gangster movie che l’avevano reso celebre (Cop Land e soprattutto Quei Bravi ragazzi).
    Il personaggio che interpreta qui è esattamente la sintesi dei due personaggi di quei film: il boss duro e violento ma col cuore d’oro (Quei bravi ragazzi), il poliziotto tormentato sempre in bilico tra onestà e tornaconto personale (Cop Land).
    Raramente una serie tv offre una caratterizzazione del personaggio così efficacie e ti confesso che vedrò la seconda stagione non appena sarà trasmessa in Italia solo perchè c’è lui (nel caso scoprissi che Ray Liotta non fosse più un regular del cast – e l’epilogo della prima stagione potrebbe anche renderlo possibile – snobberei tranquillamente senza rimorsi Shades of blue).

    Quindi ti ringrazio per l’ennesimo volta del consiglio azzeccatissimo!!!!!
    Prima o poi mi sdebiterò anche io!!!!!

    • wwayne ha detto:

      Ti sei già sdebitato ampiamente: anche tu mi hai consigliato tanti ottimi film, e talvolta mi sono piaciuti anche quelli che hai consigliato di evitare (come Whiskey Tango Foxtrot).
      Riguardo a Ray Liotta, hai tristemente ragione: l’aver ottenuto molto presto un ruolo prestigioso in Quei bravi ragazzi ha frenato la sua carriera anziché lanciarla, perché da quel momento in poi non è più riuscito a trovare dei copioni all’altezza di quel capolavoro (fatta eccezione per pochi film, come appunto Cop Land). Non a caso, se scorri la sua filmografia, troverai quasi esclusivamente dei polizieschi di serie B.
      Tuttavia, come hai detto tu, Shades of Blue gli ha offerto un’ottima occasione per rilanciarsi, perché è un’ottima serie e perché in essa lui interpreta un personaggio bello e di primo piano. Mi fa molto piacere che anche tu l’abbia apprezzata.
      Colgo l’occasione per consigliarti uno splendido film che ho visto ultimamente: I guerrieri della notte. Un film gigantesco: non voglio dirti altro per non rovinarti il piacere della visione. Grazie per il commento! : )

      • lapinsu ha detto:

        I guerrieri della notte lo vidi tanti anni fa, ancora facevo l’università.
        Un film iconico, bello ma che all’epocano non ero in grado di apprezzare compiutamente.
        Prima o poi dovrò rivederlo!!!

      • wwayne ha detto:

        Io l’ho tenuto per anni a vegetare nel mysky, scartandolo sempre quando dovevo scegliere cosa vedere: c’era sempre qualche altro film che mi incuriosiva di più.
        Quando ho scoperto che cosa mi ero negato per anni, chiaramente mi sono dato dello stupido da solo. Ma forse è stato meglio così: certi film li devi vedere al momento giusto, altrimenti rischi di apprezzarli meno del dovuto. Ecco, tu forse non l’hai visto al momento giusto. Tuttavia, sono convinto che quando lo rivedrai ti manderà in estasi! : )

  25. Pingback: Bella e maledetta — wwayne | ...La cucina è una storia d'amore e.... ... The kitchen is a story of love and ....

  26. AmOuR ha detto:

    Bellissimo e interessante complimenti un blog molto intellettuale a differenza del mio ke uso x i miei stati d’animo giornalieri… 👍

  27. Stavo cercando, per l’appunto, un libro da leggere: mi hai dato un’ottima dritta!

    • wwayne ha detto:

      Mi fa molto piacere di averti dato uno spunto di lettura. E’ uno dei lati più belli di questa piattaforma: non hai idea di quanti capolavori io abbia scoperto proprio grazie al passaparola qui su WordPress. Grazie per il commento! : )

  28. Non sapevo della maledizione di Macbeth!!! Il libro sembra interessante. Spero che la maledizione non cada pure su attori e regista di Lady Macbeth 😀

  29. Balverino ha detto:

    Ne avevo già sentito parlare ma sicuramente un approfondimento ed un ripasso utile. Grazie.

  30. Fabio Arancio ha detto:

    Io, così a bruciapelo, potrei consigliarti “Il Padrone del Mondo” di Benson, del 1907. 🙂

  31. Fabio Arancio ha detto:

    Inizialmente, comunque, pensavo che ti stessi riferendo o che avresti parlato dell’ultima trasposizione cinematografica dell’opera di Shakespeare, quella con Michael Fassbender. L’hai mai visto il film? 🙂

    • wwayne ha detto:

      Fabio, che bello ritrovarti qui! Non ho visto l’ultimo film sul Macbeth, e non ho neanche letto Il padrone del mondo. Tuttavia adoro la fantascienza distopica, quindi la tua dritta è stata molto preziosa: leggerò senz’altro questo libro. Grazie per avermelo segnalato, e soprattutto per essere tornato sul mio blog: mi sei mancato moltissimo! : )

      • Fabio Arancio ha detto:

        Caro Wwayne! Mi fa piacere visitare il tuo blog, tornare a trovarti e commentare quando ho qualcosa da dire. Vengono sempre fuori delle belle conversazioni! Spero che il libro possa lasciarti qualcosa dentro. Ci sono molti altri libri che sarei curioso di sapere se hai letto. Bella la divagazione sulla letteratura; pur non sapendo se ti interessa o meno il “genere”, magari un giorno leggerò un tuo pezzo dove parli di Tolkien… o magari di Lewis Carroll, giusto per nominarne due 🙂

      • wwayne ha detto:

        Se li leggerò, sarai il primo a saperlo! Grazie ancora per i complimenti e per il commento! : )

  32. Carla Palmieri ha detto:

    Mi dico sempre che dovrei smetterla di affezionarmi ai libri che traduco, soprattutto a quelli ingiustamente bistrattati dai recensori di Amazon (“Non è proprio un granché”; “un pochino noioso”; “di una banalità sconcertante”). Per me ogni traduzione significa (mediamente) quattro o cinque mesi di lavoro, ed è (anche) una lettura ravvicinata del testo, alla fine della quale se ne sanno vita morte e miracoli, se ne conoscono pregi e difetti. Certo, non tutti i libri sono Grandi Capolavori della Letteratura, ma alcuni, nel loro piccolo, sono ben scritti e ben costruiti; magari non insegnano Grandi Verità, ma possono intrattenere per qualche ora. Ed è vero che i gusti sono gusti, per cui è perfettamente legittimo che certi romanzi non piacciano, ma insomma, è più forte di me: io mi affeziono alle mie traduzioni, e se le maltrattano mi spiace un po’. Perciò grazie, wwayne, del tuo giudizio così entusiastico e ben articolato. Lieta che il libro ti sia piaciuto. :-)))

    • wwayne ha detto:

      Non avrei mai immaginato che la mia recensione sarebbe capitata sotto gli occhi di chi ha tradotto il libro. La passione con cui parli di questo romanzo e del tuo lavoro in generale ti fa davvero onore, e ti rende meritevole della fiducia che un grande editore come Einaudi ti ha accordato. Hai fatto un ottimo lavoro su L’ultima sera di Hattie Hoffman, e sono convinto che sarà così anche per tutti gli altri libri che tradurrai. Grazie a te per il tuo bellissimo commento! : )

  33. articolo come sempre interessante e ben scritto.

    • wwayne ha detto:

      Le belle parole che hai speso per me mi lusingano moltissimo, anche perché vengono da un blogger per cui provo profonda stima. Grazie mille per questo graditissimo commento! : )

  34. tachimio ha detto:

    Mio caro adoro i gialli. Questo è un libro davvero intrigante e la tua recensione ha acceso in me una tale curiosità che ne ordinerò al più presto una copia. Bravissimo wwayne. Grazie davvero. Un bacione. Isabella

  35. tachimio ha detto:

    Ordinato. Buona domenica

  36. Non ancora. … lo farò 🙂

  37. Cugine Makeup ha detto:

    Macbeth è una delle mie opere Sheaksperiane preferite! La maledizione associata mi ha sempre incuriosito!

  38. Silvia ha detto:

    Le recensioni su Amazon ne parlano come di un libro deludente e prevedibile. La tua accurata recensione, invece, mi ha molto incuriosita. Grazie! 🙂

    • wwayne ha detto:

      Anch’io rimango sempre molto incuriosito quando su un libro o un film leggo pareri molto contrastanti tra loro: mi sale un’irrefrenabile voglia di capire chi ha ragione. Grazie a te per i complimenti e per il commento! : )

  39. Pingback: Bagni Penali | kasabake

  40. kasabake ha detto:

    Adesso che ho trovato uno scampolo di tempo per scriverti, carissimo amico Wwayne, ne approfitto per dirti che anche quest’anno hai saputo colorare di emozione la mia estate letteraria!

    Ho sempre letto con interesse e piacere i tuoi post, quasi mai didascalici o davvero analitici dell’opera filmica, ma per lo più pretesti per parlare di umanità e per questo, quindi, ancora più gradevoli ed originali (di recensioni pure e semplici il web è già pieno!).
    Mentre, però, la mia watchlist cinematografica e televisiva (viste le mie passioni, spesso al limite del feticismo) è in genere blindatissima e saldamente in mano a cataloghi di scelte operate da me spesso con anticipo di mesi (fiction tv e pellicole su cui m’informo in precedenza), in campo letterario lascio da sempre che la guida della mia diligenza sia con la briglia sciolta e permetto ad una sorta di tiro a quattro di trainarmi verso terreni sconosciuti (anzi, per dirla alla John Ford, verso Sentieri Selvaggi…).
    Ragion per cui, ho amato il tuo ultimo consiglio (tale è sempre una tua recensione letteraria) ed ho già acquistato “L’ ultima sera di Hattie Hoffman” in edizione Einaudi, rigorosamente in cartaceo e presso una libreria amica, nemmeno in un grande network (se vivessi dentro il film di Nora Ephron “You’ve Got Mail” io avrei spudoratamente tifato per il piccolo negozio di Kathleen Kelly…), libro che porterò con me in vacanza tra una decina di giorni circa e del quale sogià che ti ringrazierò ancora!

    Un ultima nota gradevole: tu e Lapinsu, malgrado le tante differenze (come è giusto che sia, in un mondo che dovrebbe aspirare all’uguaglianza etica ed alla diversità culturale ed al reciproco rispetto intellettuale) avete una grande cosa in comune quando recensite un opera d’ingegno ed ossia che non bruciate mai le attese ed i misteri (come farebbe uno stupido trailer acchiappagonzi) ma evocate nuove suggestioni, che vanno ad arricchire la fruizione, senza spoiler e senza la banalità della destrutturazione non richiesta. Grazie.

    • wwayne ha detto:

      Ti ringrazio moltissimo per le belle parole che mi hai rivolto. Le trovo doppiamente apprezzabili: non solo perché vengono da un blogger che stimo, ma anche perché premiano i miei sforzi, che fidati sono notevoli per ogni post che pubblico. Da oltre due anni infatti soffro di una fastidiosa crisi di ispirazione, che mi costringe ogni mese a spremermi non poco le meningi per riuscire a partorire almeno un post da pubblicare. Finora ce l’ho sempre fatta, ma ci sono stati dei mesi (tipo questo) in cui sono arrivato nella seconda metà del mese senza aver ancora scritto una riga. Speriamo che a Luglio l’ispirazione mi venga ben prima.
      Mi fa molto piacere anche che tu abbia dato fiducia al mio consiglio letterario, e che tu abbia acquistato il romanzo in una piccola libreria. Anch’io ne frequento una, e più in generale cerco sempre di comprare meno cose possibili online o al supermercato, prediligendo invece i piccoli negozi. Una volta ho letto che, se ciascuno di noi spendesse solo 100 € all’anno in più nei piccoli negozi anziché nei supermercati, si creerebbero moltissimi posti di lavoro. Ma sto andando fuori tema, quindi mi fermo qui. Grazie mille per il ricchissimo commento, buona vacanza e buona lettura! : )

  41. ilblogvuoto ha detto:

    Ciao wwayne, che Luglio 2017 possa essere un mese spettacolare!

  42. conletizia ha detto:

    Mi piacciono molto i thriller, quelli con la giusta dose di suspence e di colpi di scena, senza banalità e ovvietà varie. Da come lo descrivi tu questo dovrebbe essere proprio come io considero un buon libro, quindi mi fido di te e lo comprerò.

    • wwayne ha detto:

      Mi fa molto piacere che tu abbia deciso di dare fiducia al mio consiglio letterario, e sono convinto che anche tu apprezzerai tantissimo questo libro. Grazie per il commento! : )

  43. Chiara Catanese ha detto:

    Molto interessante, mi incuriosisce decisamente! Lo leggerò:)

  44. Stomaco ha detto:

    Davvero interessante il background del libro! Non conoscevo questa maledizione!

    • wwayne ha detto:

      Io invece la conoscevo già prima di leggere questo libro, perché ne aveva parlato uno splendido film di Dario Argento (Opera). Insomma, il Macbeth è stato una fonte di ispirazione per gli artisti più disparati! : ) Grazie per il commento! : )

  45. startoveringermany ha detto:

    Riesci sempre ad incuriosire tramite le tue recensioni accurate e precise. Grazie 🙂

  46. Julian Vlad ha detto:

    E come sempre, le tue recensioni scatenano curiosità che si contengono a stento 🙂
    Messo in wishlist, ti farò senz’altro sapere. Spero prima che poi.
    Buona serata!

    • wwayne ha detto:

      Metti in wishlist anche “Una vendetta quasi perfetta” di Fabrizio De Sanctis: è un altro giallo da 10 e lode. Grazie mille per i tuoi ottimi commenti, e buona serata anche a te! : )

  47. fulvialuna1 ha detto:

    Il Macbeth e la sua maledizione mi mancava.

    • wwayne ha detto:

      Mi fa molto piacere di averti fatto scoprire qualcosa di nuovo, e soprattutto di averti ritrovata qua sul mio blog: i tuoi commenti mi mancavano moltissimo! : ) Grazie per essere tornata! : )

  48. diserieZero ha detto:

    La curiosità che stimoli nella tua descrizione si è fatta profumo. Ne seguirò l’essenza fino in libreria 🤗

    • wwayne ha detto:

      Questo libro è un autentico gioiellino, quindi sono convinto che manderà in estasi anche te! : )

      • diserieZero ha detto:

        Peraltro il thriller è il mio genere preferito; il mio primo libro di tal genere risale ai tempi del liceo,lo scovai in un cesto al supermercato e ci piacemmo entrambi. Era “incubo”, di Mary Higgins Clark; da lì iniziò un sequel infinito. È talmente nitido in me quel momento,che ne ricordo alla perfezione il titolo lucido color verde metallico 🙂

  49. diserieZero ha detto:

    Ecco la copertina di quell’edizione:

    https://www.amazon.it/Incubo-Mary-Higgins-Clark/dp/8878240419

    Il verde mi emoziona ancora 😌

  50. edyrulli ha detto:

    Ho visto di recente il film dell opera di Verdi alla Scala sul maxi schermo. Per fortuna nn e successo niente, ma aver letto prima il post avrei preso qualche precauzione. Un momento però la regia era di Giorgio Strehler , forse e il caso di indagare se la data dell sua morte e riconducibile al suo lavoro di regista dell opera…! Saluti a wwayne.

    • wwayne ha detto:

      Meglio non indagare, rischieremmo di inquietarci ancora di più! : ) Ad ogni modo, mi fa molto piacere che tu sia riuscita a goderti il Macbeth senza cadere vittima dei suoi misteriosi effetti collaterali. Grazie per il commento, e bentornata sul mio blog! : )

      • edyrulli ha detto:

        Godere e parola grossa. Ciò che mi inquieta e constatare che la gente va a vedere questa e altre opere così fuori dal tempo , inverosimili e con storie decisamente improbabili. Va tutto bene quello che passa il convento senza mai una critica. Io nn mi sento di appartenere a quell esercito sempre pronto ad applaudire e che nn si mette mai in gioco con le proprie capacità. Tanto di cappello alla musica di Verdi e alla prima occasione mi compro il cd, ma tutto il resto…

  51. ljac48 ha detto:

    Non ho letto quasi nessuno dei commenti perché, sebbene tu abbia annunciato che non avresti spoilerato, nulla mi assicurava che in qualche risposta non ci fossero rivelazioni….;-).
    Cercherò il libro tra gli ebook e poi passerò in rassegna i commenti, che qui, in genere, sono sempre simpatici e “istruttivi”!!! 😊

    • wwayne ha detto:

      Mi fa molto piacere che tu abbia deciso di dare fiducia al mio consiglio letterario, e sono convinto che questo libro piacerà moltissimo anche a te. Grazie per il commento! : )

  52. Elisa ha detto:

    Ma daiii non lo sapevo!! Faccio teatro da 20 anni (per passione) e in effetti il Macbeth non è mai stato portato in scena..forse la regista sa di questa maledizione!! : ) Chiederò!
    Mi hai incuriosito sul libro..

    • wwayne ha detto:

      Questo è un grandissimo complimento! E mi fa molto piacere di averti fatto scoprire qualcosa di nuovo su questa grande opera Shakespeariana. Grazie per il commento! : )

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