Una vacanza memorabile

Quando partiamo per un viaggio, lo facciamo sempre per lavoro o per piacere. La prima motivazione è abbastanza ovvia; la seconda invece è più ambigua, perché il piacere di un viaggio varia da persona a persona. Ci sono quelli a cui piacciono le vacanze rilassanti, e allora prenoteranno un agriturismo o un albergo con spa incorporata in mezzo alle montagne; ci sono altri che preferiscono le vacanze movimentate, e allora sceglieranno di scatenarsi in mezzo alla movida romagnola; ci sono quelli che vogliono esplorare il mondo, e allora partiranno con lo zaino in spalla e i sandali ai piedi.
Robert Lomax non corrisponde in pieno a nessuna di queste categorie di viaggiatori. Ha scelto di andare in vacanza a Hong Kong, ma non l’ha fatto soltanto per la voglia di scoprire una località esotica: l’ha fatto anche per mettere alla prova se stesso, e vedere se riuscirà ad ambientarsi in un luogo così diverso dalla sua America. Proprio per questo ha evitato volutamente di alloggiare nel quartiere chic: lì è pieno di occidentali come lui, e quindi è come abitare nel centro di New York. Per entrare in contatto con la vera Hong Kong, Robert ha preferito andare al mercato del pesce, e prendere una stanza nel primo albergo che si è trovato di fronte.
Com’era prevedibile, quell’albergo si rivela essere un bordello. Tuttavia, a Robert questa scoperta non dispiace più di tanto: infatti una delle prostitute che alloggiano lì è molto carina e molto simpatica, e appena la vede in lui scatta un vero e proprio colpo di fulmine. Tuttavia, conquistarla si rivela essere un’impresa più difficile del previsto: infatti, proprio perché è una prostituta, Suzie ha un’opinione abbastanza negativa degli uomini, e non è affatto facile convincerla che per Robert lei è qualcosa di più di un semplice oggetto sessuale. In più, lei nasconde un importante segreto, che è destinato ad influenzare moltissimo il loro rapporto…
Come avrete intuito, il tema principale de Il mondo di Suzie Wong è l’amore tra due persone appartenenti a civiltà totalmente diverse. Come vi ho già raccontato in un altro post, sono figlio di una coppia interrazziale, quindi l’argomento mi interessa moltissimo. Tuttavia, andando avanti nella visione del film mi sono reso conto che chi lo ha realizzato non voleva parlare soltanto di questo, ma anche dell’importanza di cogliere la vera essenza del paese che visitiamo. Cerco di spiegarmi meglio.
Gli americani hanno una visione abbastanza stereotipata dei paesi esteri. Ad esempio, hanno di noi italiani un’immagine ferma a quando vennero a liberarci dai tedeschi: di conseguenza sono sinceramente convinti che qua in Italia gli uomini hanno tutti i baffoni, le donne portano tutte i vestiti a fiori e abbiamo tutti un mandolino in casa che ci divertiamo a strimpellare nel tempo libero. La verità è che i baffoni continuano a portarli soltanto in Lucania e in Sicilia, le donne cominciano a indossare i vestiti a fiori soltanto dai 70 anni in su e il mandolino lo usano solo gli artisti di strada a Napoli. Ma questo gli americani non lo impareranno mai, perché sono troppo affezionati agli stereotipi con cui sono soliti identificarci. Ne Il mondo di Suzie Wong questo non succede: al contrario, è evidente la volontà di ritrarre l’Asia nel suo lato più sincero e meno turistico, andando a cogliere tanti aspetti che nessuna agenzia di viaggi metterebbe mai nelle proprie brochures.
Guardando Il mondo di Suzie Wong non assistiamo soltanto a una storia d’amore coinvolgente e imprevedibile, ma scopriamo anche una cultura della quale conosciamo molto poco, e che ci affascina sempre di più con il passare dei minuti. Probabilmente non andrò mai a Hong Kong, e continuerò a passare l’Estate in Liguria per il resto dei miei giorni. Ma grazie a questo film, per 2 ore ho avuto l’illusione di esserci stato, e di averla conosciuta molto più di tanti turisti che ci sono andati davvero. Per questo motivo, lo consiglio caldamente anche a voi.

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159 risposte a Una vacanza memorabile

  1. Davvero gli americani ci vedono così? Chissà…ora che il lago di Como è famoso e preso d’assalto dagli americani in vacanza magari, tornando a casa, faranno girare un pensiero diverso …

  2. Comunque grazie del consiglio ! Un giorno lo guarderò, di certo mi sento una persona, anzi una turista atipica: quando visito un paese mai per agenzia mai nei posti convenzionati mai con le guide. Vado di intuito, posti e ristoranti assolutamente non turistici. Spero di riuscire ad andare in Giappone .. presto… tutto organizzato da sola! 😉

    • wwayne ha detto:

      Ti capisco benissimo, perché anch’io sogno di fare un viaggio negli Stati Uniti, ma non voglio che sia uno dei tanti tour pre – confezionati che ti propongono nelle agenzie di viaggi: se farò quest’esperienza voglio che sia qualcosa di unico, non un viaggio che hanno già fatto tutti e che tutti faranno dopo di me.
      Per questo motivo oltre alle città più famose sono interessato a vedere anche delle mete meno scontate, perché è lì che puoi toccare con mano la vera America, al di là dei luoghi da cartolina come Manhattan o Miami Beach. A questo proposito, la città che mi intriga di più in assoluto è Phoenix: dalle informazioni che ho raccolto sembra la più sicura tra le mete meno scontate, e anche abbastanza carina esteticamente.
      Riguardo al film, lo trovi in dvd: dagli una chance, non te ne pentirai! : )

  3. endorsum ha detto:

    mi manca… lo vederi volentieri 🙂

    • wwayne ha detto:

      Lo trovi in dvd. Tra l’altro adesso è caduto nel dimenticatoio, ma sulla pagina Wikipedia del film si legge che al momento dell’uscita ebbe un successo clamoroso, al punto che l’acconciatura alla Suzie Wong divenne un vero e proprio must per le parrucchiere di tutto il mondo. La cosa non mi stupisce, perché è davvero un film straordinario. Grazie per il commento! : )

  4. Biagina Danieli ha detto:

    Bel testo, interessante! Cmq non sono vecchia ma i vestiti a fiori un po’ hippieschi non mi dispiacciono! Però non suono il mandolino. Gli americani se ne faranno una ragione! 😂

  5. Evaporata ha detto:

    Non c’è cosa migliore che andare a vedere un paese in cui un nativo ti accompagna e ti mostra come si vive là.
    Non ho mai visto il film, però mi hai incuriosita, lo cercherò! 😘

  6. maxilpoeta ha detto:

    non conosco questo film, se avrò occasione di trovarlo on line proverò a guardarlo. L’hanno fatto alla tv o è recente?
    Buon wek end 😉

  7. J ha detto:

    Arriverà il momento anche per Hong Kong, se ci vorrai andare, intanto goditi la Liguria e metti sempre in valigia la tua apertura mentale.

  8. Nonna Pitilla ha detto:

    Io ricordo la canzone tratta dalla colonna sonora del film che piaceva a mia madre tantissimo cantata da Nico Fidenco!

  9. Yleniaely ha detto:

    Buongiorno! Meraviglioso film, mi piacerebbe tantissimo vederlo, ne avevo sentito parlare dai miei genitori, provo a cercarlo sul web la trama mi piace molto! 😃
    Grazie mille per la condivisione!

  10. ysingrinus ha detto:

    Quando ho iniziato l’articolo pensavo che sembrava la storia di Suzie Wong. Nelle righe subito successive ho capito.
    Sono sveglio ma non sveglissimo!

  11. imperfectum ha detto:

    Il film l’ho visto un po’ di tempo fa, forse ero troppo giovane per captare quella parte emozionale che hai espresso in questo articolo. Per quanto riguarda gli stereotipi, molti “stranieri” li hanno nei nostri riguardi, ma li abbiamo anche noi. Nel mio raccontino Io e Parigi, racconto appunto di come a volte vengano annullati dal comportamento che i residenti hanno verso te turista. E credo che proprio l’as

  12. virtuos@mente ha detto:

    Sicuro che i baffoni continuano a portarli solo in Sicilia?
    Dai, organizza un viaggetto per indagare. 🙂
    Articoli sempre interessanti. Buona giornata. 🤗🤗

    • wwayne ha detto:

      Ho girato tutta l’Italia tranne appunto la Sicilia, la Sardegna e la Valle d’Aosta (in pratica le regioni più fuorimano), e dalla mia esperienza ho notato che i baffoni si portano solo nelle zone che ho citato. Se invece continuano ad andare di moda anche altrove, allora avevano ragione gli americani! : )
      Ho adorato il tuo ultimo post, quindi metto il link qua nel mio blog, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://virtuosamente.wordpress.com/2020/07/03/mi-manchi/. Grazie per il commento, e buona giornata anche a te! : )

  13. imperfectum ha detto:

    Credo che come tu ti rapporti all’altro e al rispetto del luogo che visiti, forse possa far cambiare le cose. Partito invio…😊

  14. Enza Graziano ha detto:

    L’Asia che non avevi mai visto 😊 bellissimo post

  15. marisasalabelle ha detto:

    Lo ricordo da quando ero bambina, e ricordo benissimo la canzone, le mie zie avevano il disco!

    • wwayne ha detto:

      Non è la prima a dirmi che questo film Le è rimasto impresso anche a distanza di tanti anni dalla visione, e questo la dice lunga sul suo straordinario valore.
      Non è la prima neanche ad elogiare la colonna sonora, ma confesso che a quella non ho fatto particolarmente caso: probabilmente ero così rapito dalla storia d’amore e dalla magia di Hong Kong che non ho avuto modo di badare anche alla musica di sottofondo. : ) Grazie per il commento! : )

  16. redbavon ha detto:

    Hong Kong è un luogo che mi piacerebbe visitare e quindi raccoglierò questo tuo invito a vedere questo film. Pensa le coincidenze: ho appena pubblicato un post su un viaggio. Molto meno esotico: Stazione Tiburtina, Roma.
    È giunta l’estate e, complice la clausura forzata del Covid, abbiamo tutti una voglia sfrenata di viaggiare. Purtroppo si rimanda tutto al prossimo anno (speriamo). Ma grazie alla fantasia, possiamo ancora viaggiare dove e come più ci aggrada. Ciao!

    • wwayne ha detto:

      Hai tristemente ragione: quest’Estate viaggeremo molto poco, sia perché il Covid ha causato una grossa crisi economica, sia perché una vacanza con la mascherina sempre appiccicata al viso come una museruola non è una vera vacanza. E infatti anch’io sto pensando seriamente di saltare il mio tradizionale viaggio in Liguria – anche perché d’Estate si riempie di lombardi e piemontesi, e quindi andare lì in questa stagione è come infilarsi nella tana del lupo.
      Metto qua il link del tuo post, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://redbavon.wordpress.com/2020/07/04/stazione-tiburtina/. Grazie per il commento! : )

      • redbavon ha detto:

        Grazie per il link!
        Andare in giro con la mascherina, al di là del fastidio, smorza la spensieratezza che di solito ti accompagna mentre viaggi in vacanza. Ti ricorda che non è ancora tutto “normale”.
        Quest’anno occorre portare pazienza e anche avere un po’ di prudenza.

      • wwayne ha detto:

        Sono totalmente d’accordo! Buon fine settimana! : )

  17. Bello l’ articolo, anch’ io ho visto il film e mi è piaciuto molto perchè come dici tu ha saputo mettere in risalto i luoghi e mi ha dato l’ impressione fossero loro i protagonisti e per quanto interessante, non la storia d’ amore.

  18. Interessante articolo, mi hai fatto venire voglia di vedere il film.
    Lo cercherò, grazie!

  19. Daniela ha detto:

    non l’ho visto, e lo so devo riprendere la visione dei film perduti. Per l’autunno/ inverno lo metterò in lista. Grazie!

  20. MARGHIAN ha detto:

    Ciao. Sei della liguria? Allora sai cosa significa “figge”, parola cui ho pensato vedendo la ragazza del’immagine. Uso questa parola come “gergo”, ma nel senso di “bella ragazza”, di Ragazza – o Donna-con la maiuscola. “E’ figge”= “e’ molto bella” quindi. Dire cosi’ nacque un pomeriggio al mare, con noi c’era un amico, paesano ma che viveva a Genova ed era in ferie. .Guardava una ragzza che camminava sul bagnasciuga, io gli dissi: “figge?” e lui altrettanto spontaneamente:”e’ figge, e’ figge”… E cosi’, da allora, diciamo cosi’ 🙂 Ma non ci do’ un senso volgare, ma “bella ragazza- o bella donna- ” anche nel senso di “grazia”, “sorriso”, “simpatia”, modi gentili. Come mi sembra la ragazza dell’immagine.
    Fra le forme di turismo, io detesto il turismo sessuale. L’amore non e’ questo. La matrice dell’amore è il rispetto.

    Gli stereotipi. Anche in questo senso. “I go to Rome: “colosseum”, come se il resto della citta’ non esistesse; “vado a parigi”, “la tour eiffel”, “le moulin rouge”; “vado in grecia”, “i templi”; in Sardegna, “la costa smeralda” ignorando tutta una cultura dell’entroterra che ha inventato halloween 7000 anni fa,e usanze antichissime, e un folklore musicale e di costumi che non ha quasi limiti. “Vado a New York”, Manhattan, ignorando antichi quartieri di quando New York secoli fa si chiamava New Amsterdam.
    Grazie per aver apprezzato il quadro di mio fratello, e per il “buon mare”..
    Ma a proposito, hai visto l’immersione? Se no, rivai nel post clicca su “Si, fra poco ricomincio”. E’ un video del 2017, ma mi riesce ancora. Ciao 🙂

  21. recensioni53 ha detto:

    Quando tanti anni fa ho visto questo film ho pianto moltissimo. Ero molto giovane e mi aveva colpito il fatto che la ragazza ritenesse la sua felicità impossibile. La strada imboccata era per lei senza ritorno ed invece il film raccontava che c’è sempre speranza e che si può incontrare un uomo che ti accoglie nel cuore anche con il tuo passato travagliato perché di fronte all’amore il resto, che è stato necessario per sopravvivere, non ha significato. Non so se questo uomo esiste, ma era bello crederci. Ed ho pianto moltissimo…..

  22. luisa zambrotta ha detto:

    Bel post per un bel film!
    Ti consiglio di venire a visitare il lago di Como, perché è stupendo
    💙 💜 💙 💜 💙 💜

  23. Kikkakonekka ha detto:

    “Gli americani hanno una visione abbastanza stereotipata dei paesi esteri”
    Questa frase la modifico leggermente:
    Gli americani hanno una visione abbastanza confusa dei paesi esteri”

    Ho visto in TV un documentario, dove si chiedeva agli americani fermati per strada di mettere un dito sulla cartina del mondo, ed indicare nazioni europee (ITA, FRA, UK) oppure quel cattive della Corea del Nord, oppure nazioni africane ed altro. Ebbene: una ignoranza assoluta e disarmante. L’Iran lo collocano in Africa, la Corea non sanno dove sia, errori pazzeschi e percentuale di conoscenza infinitamente bassa.
    Altro che stereotipi: questi vorrebbero governare il mondo, ma non riescono a tenere a freno neppure la loro ignoranza.

    • wwayne ha detto:

      Gli americani sono un popolo notoriamente pieno di sé. Questo li porta a trattare gli altri popoli dall’alto in basso, e a non reputarli degni di particolare considerazione: con questi presupposti, è del tutto naturale (anche se non giustificabile) che in loro ci sia un’ignoranza così abissale riguardo a qualsiasi cosa che non sia americana.
      Come sai ho adorato il tuo post su Lady Gaga, quindi metto il link qua nel mio blog, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://nonsonoipocondriaco.wordpress.com/2020/07/04/saturday-pop-lady-gaga-poker-face/. Grazie per il commento, e buon fine settimana! : )

  24. giomag59 ha detto:

    Ma è un remake? Perché ricordo un vecchio “Il mondo di Suzie Wong”…

  25. Pingback: Una vacanza memorabile — wwayne – Evaporata

  26. blogdibarbara ha detto:

    Ma non avrai una visione un tantino stereotipata degli americani? E mettere 350 milioni di persone in un unico calderone non sa un po’ di pregiudizio? Ah, brutta cosa i pregiudizi sugli altri popoli…
    Quanto a Hong Kong, chi non l’ha vista finora dubito fortemente che avrà modo di recuperare in futuro.

    • wwayne ha detto:

      Quando mi riferivo alla visione datata che gli americani hanno di noi non intendevo dire che tutti loro sono degli ignoranti che non hanno idea di come si vive realmente in Italia: come hai detto tu, questo sarebbe un pregiudizio e una generalizzazione, e io detesto sia l’una che l’altra cosa. Intendevo dire che (salvo rare eccezioni) nel loro immaginario noi italiani siamo fatti così, e non è neanche colpa loro, perché è dovuto al retaggio storico che ho spiegato nel post. Grazie per il commento! : )

  27. Alberto.Bodini ha detto:

    Curioso. A volte mi è capitato di pensare a quante persone si possano innamorare della prostituta che “frequentano”, un po’ come succede con lo psicologo, il famigerato Transfert….

  28. chiaramarinoni ha detto:

    Ciao
    Mi piace molto questo film, peccato che non lo ripropongono, lo riguarderei volentieri. Williams Holden è uno dei miei attori preferiti.
    Grazie per essere passato da me.
    Un abbraccio .
    Chiara

  29. Di questi tempi non conviene andare ad Hong Kong.
    Il film me lo ricordo vagamente…….
    Buona serata

  30. Luca ha detto:

    Bellì’articolo; non ho mai visto il film. 🙂

    • wwayne ha detto:

      Allora sono onorato di avertelo fatto scoprire: è un film straordinario. Se vuoi vederlo, lo trovi in dvd.
      Le belle parole che hai speso per me mi lusingano profondamente, e le ricambio di cuore: anch’io ti stimo molto come blogger. A questo proposito, metto qua il link del tuo penultimo post, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://langolinodellacultura.wordpress.com/2020/07/02/www-wednesday-6/. Grazie mille per i complimenti e per il commento, e buon fine settimana! : )

      • Luca ha detto:

        Grazie della tua stima, ne sono onorato! Sono contento che ti piacciano i miei post; ho paura che qui inserito in questo commento il mio post passi inosservato; se vuoi poi ripubblicarlo sul tuo blog 🙂

      • wwayne ha detto:

        Non preoccuparti, non passerà affatto inosservato! A presto amico mio! : )

  31. Sam Simon ha detto:

    Non lo conoscevo e me lo appunto visto l’entusiasmo con cui ne hai scritto (anche se la trama mi ha ricordato pericolosamente da vicino quella di Pretty Woman…)! Grazie!

  32. kasabake ha detto:

    Hai scritto un post semplicemente meraviglioso e voglio scriverlo in modo chiaro, senza possibilità di equivoci: come sai bene, io ti leggo sempre volentieri, poiché apprezzo la tua cultura cinematografica, che spazia senza alcuna limitazione tra un lontano passato ed un presente modernissimo, perché sai leggere le trame e la sintassi del cinema statunitense del dopoguerra (con il suo conflitto continuo tra le richieste di stabilità e nazionalismo di un ipocrita american way of Life e le istanze civili dei suoi sceneggiatori e dei suoi drammaturghi consci delle aberrazioni di troppo capitalismo e troppo calvinismo) ed assieme ti emozioni per il cinema di genere, giallo o action che sia, cogliendo sempre le storie in purezza, mai, davvero mai, schiavo delle mode, ma sempre sincero, sempre attento alle bellezze nascoste o ai valori di umanità ed amicizia… Ma questo post è secondo me qualcosa di più, un gradino sopra persino al tuo standard di qualità!
    Insomma, l’ho adorato!!
    Tieni oltretutto conto che nel mio giudizio sono stato poco influenzato dal film in oggetto (per me bello, ma non bellissimo, perché a mio avviso, troppo ingessato su un impianto teatrale, che il regista fa fatica a scrollarsi di dosso), quanto invece sono stato letteralmente rapito dalla bontà dei tuoi ragionamenti, perché ciò che hai scritto sulla visione stereotipata che i nordamericani hanno del resto del mondo è così splendidamente chiaro, elegante ed impossibile da non condividere.
    Ad oggi, dopo sei mesi, per me il tuo miglior post del 2020.

    • wwayne ha detto:

      Paradossalmente è anche quello che sta piacendo di meno ai miei lettori! : ) Scherzi a parte, non avevo notato che questo film ha una struttura marcatamente teatrale, e la tua osservazione è davvero molto calzante: infatti molte scene sono ambientate nella camera d’albergo di Robert, e questo è un peccato, considerato che ambientarle all’esterno ci avrebbe consentito di conoscere ancora meglio Hong Kong. Ma probabilmente il budget non lo consentiva: è risaputo infatti che le scene in esterni sono molto più costose rispetto a quelle in interni.
      Colgo l’occasione per raccontarti come sono arrivato a scoprire questo film, perché è davvero una storia particolare.
      Il mese scorso Rete 4 manda in onda “A Wong Foo, grazie di tutto! Julie Newmar”. Io me ne accorgo quand’è già iniziato, ma il film mi piace moltissimo, così decido di comprare il dvd su ebay. A quel punto il sito mi segnala che è disponibile anche un altro film che ha anch’esso la parola Wong nel titolo, ovvero “Il mondo di Suzie Wong”: dalla locandina mi intriga, quindi decido di prendere anche quello. Risultato: il film che ho acquistato per puro caso l’ho già visto e recensito, quello che sono andato a comprare intenzionalmente per il momento non l’ho neanche spacchettato! : )

      • kasabake ha detto:

        Che splendida coincidenza: la vita ci regala continue sorprese e dovremmo sempre ricordarci di esse specie quando tutto ci sembra che remi contro di noi.
        Buona Domenica, amico mio.

      • wwayne ha detto:

        Sono totalmente d’accordo: quando tutto rema contro di noi, è fondamentale conservare la speranza che tutto possa risolversi, e che la vita possa sorprenderci in positivo in qualsiasi momento. Buona Domenica anche a te, e a presto! : )

  33. ili6 ha detto:

    non ho visto il film ma ho letto il libro di Mason molti anni fa. Ricordo che mi piacque e ricordo anche che il protagonista Robert era inglese non americano così come inglese è lo scrittore del libro.

  34. sherazade ha detto:

    Anni 60!?
    Ragione familiari mi hanno portato a vivere a New York e laurearmi al City college nel 1978.
    Quelli l’idea dell’italiano meridionale baffuto soprattutto mafioso ero stata portata dai militari in Europa durante conflitto mondiale.
    Oggi italiani di seconda e terza generazione sono americani a tutti gli effetti e non hanno nessun pezzo caricaturale anzi sono molto stimati come imprenditori e docenti universitari nelle università più prestigiose.

    Shera con un abbraccio

  35. Velia Loresi ha detto:

    Ieri sono stata in Calabria passando attraverso la Basilicata, non ho visto nessuno, ma proprio nessuno, nessuno con i baffoni. Scusa tanto, ma tu ci sei stato in Basilicata? O dove hai sentito dire dei baffoni?

  36. lapinsu ha detto:

    Questo tuo bel post mi ha fatto venire in mente una cosa, forse banale, eppure non trascurabile.
    Molti dei film che ho visto nella mia vita li ho visti per caso, perchè mi sono imbattuto in essi senza volerlo. Ad onor del vero prima (quando non esistevano netflix et similia e i film si vedevano soprattutto coi passaggi televisivi) capitava più frequentemente, tuttavia alcuni di essi mi sono rimasti nel cuore.
    A pensarci bene alcuni di questi film sono degli autentici capolavori, dato che solo per pura casualità ho visto “American History x” oppure “Le ali della libertà” oppure “Paura d’Amare”.
    Tra l’altro, se ricordo bene, sono tutti film che vidi negli anni 90 su Rete 4 in seconda serata.
    Prima o poi dovrò decidermi a stilare un elenco di questo tipo di film, potrebbe essere assolutamente intrigante!!!!!

    • wwayne ha detto:

      Dal tuo commento intuisco che hai letto lo scambio di battute tra me e Kasabake, e la cosa mi fa molto piacere! : ) Comunque sul momento mi viene in mente soltanto un film che ho scoperto per puro caso, ma è un film gigantesco: Codice 999. Lo scoprii grazie a un banner pubblicitario su Internet che mostrava soltanto la locandina: di conseguenza non sapevo nulla sulla trama, eppure ebbi il presentimento che si sarebbe rivelato un ottimo film. Non mi sbagliavo.
      Anzi, se vogliamo c’è anche un altro esempio. Una sera mio padre si mise a consultare la programmazione di Stream (l’antenata di SKY), scoprì che quella sera avrebbero mandato in onda Profondo rosso e mi disse che dovevamo assolutamente vederlo insieme. Ebbene, dopo circa vent’anni da quella sera Profondo rosso continua ad essere uno dei miei film preferiti in assoluto.
      Mi fa molto piacere anche di averti dato l’idea per un altro post – classifica, perché ti vengono sempre molto bene. A me ne è venuta in mente un’altra: la Top 10 dei film che avevo sottovalutato. Infatti mi è capitato abbastanza spesso di guardare un film senza grosse aspettative, e di scoprire poi un film molto, ma molto più bello di quello che credevo. In questo senso gli esempi più giganteschi sono Two Lovers, Tutto può cambiare e Stanno tutti bene: sapevo che mi sarebbero piaciuti (altrimenti non sarei andato a vederli al cinema), ma non avrei mai immaginato di trovarmi di fronte a tanta bellezza.
      Tra l’altro Stanno tutti bene l’ho visto per la quarta volta proprio ieri sera (lo programmavano su La5), e ogni volta che lo rivedo mi piace sempre di più. Non è soltanto il miglior film nella carriera di De Niro, ma anche la sua migliore interpretazione e il suo miglior personaggio.
      Tu invece quali film avevi sottovalutato?

      • lapinsu ha detto:

        Di sicuro, IL GLADIATORE.
        Come sai, sono un grande appassionato di storia romana e andai a vedere il film con la puzza sotto al naso: ero certo che si trattasse della solita americanata che oltre a stravolgere la storia inseriva patacconate senza senso. E in parte, sia chiaro, il film è anche questo, però è anche molto altro ed è bellissimo.
        Un altro film che avevo ingiustamente sottovalutato è NOI SIAMO INFINITO. L’avevo bollato come il classico filmetto da adolescenti minorati finchè proprio tu non me lo consigliasti. Assecondai la tua dritta solo per la stima che ho del tuo giudizio, ma in cuor mio ero certo che mi avrebbe fatto cagare… e invece mi ha lasciato intontito ed emozionato…

      • wwayne ha detto:

        Hai citato un film gigantesco. Mi è piaciuto un po’ di meno il film successivo di Stephen Chbosky (Wonder): riconosco che è bello e ben fatto, ma ho avuto la netta sensazione che fosse costruito a tavolino per commuovere lo spettatore. Mio padre invece l’ha adorato, e infatti è uno dei pochissimi film a cui ha concesso l’onore di una seconda visione (non lo fa quasi mai, perché sostiene che guardare un film già visto sia una perdita di tempo).
        Tra l’altro non vorrei sbagliarmi, ma ad un certo punto nel film ho riconosciuto la voce ruvida di Bruce Springsteen in sottofondo: evidentemente tu e Stephen Chbosky siete sulla stessa lunghezza d’onda sia nel cinema che nella musica! : )
        E a proposito di musica, è inevitabile commentare la scomparsa di Ennio Morricone. A questo proposito, volevo mettere in rilievo un aneddoto che ho scoperto solo ieri: lui e Sergio Leone si sono conosciuti perché erano compagni di classe alle elementari. Questo rende la loro vicenda ancora più leggendaria, perché la storia di due sconosciuti che si conoscono fin da bambini e poi finiscono per diventare entrambi delle stelle di Hollywood (peraltro in 2 ambiti diversi e partendo da un paese lontanissimo come l’Italia) è davvero il sogno americano all’ennesima potenza.
        Questo aneddoto ha anche rafforzato la mia convinzione che tutto segua un piano ben preciso. Quante probabilità c’erano che 2 geni assoluti come quelli finissero nella stessa classe? Una su un miliardo, probabilmente. E vogliamo credere che sia un caso? No, non lo era: Dio voleva che le loro strade si incrociassero, affinché ne uscisse fuori tutta la bellezza che hanno donato al mondo.
        Mi soffermo anche sul calcio, facendo i complimenti ai giocatori del tuo Milan. L’anno scorso infatti, quando venne fuori che Gattuso non sarebbe stato riconfermato, i giocatori si lasciarono andare e persero il piazzamento Champions’, dimostrando una professionalità davvero scarsissima; quest’anno invece, nonostante tutti sappiano che Pioli ha i giorni contati, si stanno impegnando al massimo per chiudere la stagione nel miglior modo possibile. Comunque vada a finire, hanno dimostrato di essere uomini veri prima ancora che professionisti.
        I giocatori della mia Fiorentina invece mancano non tanto di professionalità, quanto piuttosto di personalità. Com’era già avvenuto l’anno scorso, appena il rischio di finire in serie B è diventato concreto loro si sono fatti divorare dalla paura, e hanno cominciato a giocare con una costante tremarella alle gambe. Questo è emerso in particolare nell’ultima partita con il Parma: finché eravamo sul 2 – 0 per noi sono rimasti tranquilli, ma appena l’avversario ha dimezzato lo svantaggio i giocatori viola si sono fatti prendere subito dalla paura che il Parma riuscisse a pareggiare, e da allora hanno smesso di giocare lucidamente. Una squadra così debole psicologicamente non può andare lontano, quindi spero che nel prossimo mercato andremo a prendere dei giocatori dotati di personalità prima ancora che di tecnica. Per riprendere il tuo commento, uno con il carisma di Russell Crowe ci farebbe proprio comodo! : )

      • lapinsu ha detto:

        Stamattina non posso che parlarti dell’impresa di ieri del Milan, ma lo farò alla fine (dulcis in fundo…) perchè prima voglio cominciare da Stephen Chbosky.
        Anche io, come te, ho apprezzatto molto Wonder pur trovandolo meno spontaneo di Noi siamo infinito. Ed hai anche un buon orecchio, perchè è vero che nella colonna sonora c’è Springsteen che canta SANTA CLAUS IS COMING TO TOWN. La sua versione rock di questa classica canzone natalizia è frequentemente suonata dal vivo dal Boss ed è sempre travolgente, perfetta quindi per la scena in cui Stephen Chbosky l’ha usata.
        Sempre su Chbosky, tempo ho anche iniziato a leggere il suo secondo romanzo (L’amico immaginario) tuttavia mi sono dovuto fermare dopo poche decine di pagine perchè mi sembrava di leggere il tema di un bambino di terza elementare: i periodi non erano mai più lunghi di 2 frasi, il lessico elementare, la storia poco avvincente.

        Passando poi al recente lutto che ha colpito il cinema italiano, ti confesso che ignoravo del tutto che Leone e Morricone fossero finiti in classe insieme: è una cosa strabiliante che non mi stupirei se prima o poi Hollywood non ci facesse un bel film (la speranza che lo possa fare un regista italiano è ovviamente vana…).

        Chiudo ora con il calcio.
        Come immaginarai, stamattina sono pervaso da una frizzante allegria per la vittoria in rimonta di ieri sera contro gli odiati gobbi. Il Milan ha giocato un’ultima mezzora strepitosa, aiutato senz’altro da una Juve stanca e più distratta del solito. Tuttavia l’anno scorso ne avremmo presi altri due, quindi è evidente che l’inserimento di giocatori esperti come Ibra e di un allenatore che, pur non avendo nulla di eccezionale, è un professionista serio e navigato, hanno portato palpabili miglioramenti.
        Ora il dibattito tra i tifosi milanisti è tutto incentrato sulla opportunità di varare l’ennesima rivoluzione con Ragnick oppure dare fiducia e continuità al lavoro di Pioli.
        Onestamente io non so ancora da che parte schierarmi: è vero che i risultati del Milan dopo la ripresa del campionato sono stati eccezionali, ma è anche vero che sono stati in larga parte dovuti a una condizione atletica nettamente migliore degli avversari, il che però non può essere considerato un vantaggio strategico anche per il futuro perchè ovviamente la gestione atletica dopo 3 mesi di stop per pandemia è un’evenienza che (ci auguriamo tutti) capiti una volta ogni 100 anni.
        Insomma, per ora mi godo questo filotto di vittorie, per di più ottenute giocando bene e contro storici avversari. Per il futuro aspetto con pazienza, poca fiducia, ma immutata passione!

      • wwayne ha detto:

        Senza nulla togliere ai meriti del Milan, la partita di ieri ha confermato la netta involuzione dei bianconeri. Negli anni in cui la allenavano Conte e Allegri, quando la Juve andava in vantaggio di un gol la partita era già vinta; se poi i gol erano addirittura 2, a quel punto l’avversario non aveva la minima possibilità di agguantare il pareggio. Ieri invece i gobbi hanno preso 4 pere in pochissimi minuti, ed è una cosa alla quale non si assisteva da anni. Certo, si possono trovare delle spiegazioni che assolvono Sarri (come la condizione atletica da te citata), ma resto convinto che con Conte o Allegri i 3 punti sarebbero rimasti saldamente nelle mani dei bianconeri. Sarri ha avuto la fortuna sfacciata che il suo unico avversario per lo scudetto (la Lazio) si sia sciolto come neve al sole dopo il lockdown, altrimenti perfino una società refrattaria agli esoneri come la Juve l’avrebbe già cacciato a calci in culo.
        Riguardo al fatto che i tuoi giocatori abbiano una buona condizione atletica, anche questo è segno di professionalità, perché significa che hanno lavorato con serietà a casa loro nel periodo in cui non potevano allenarsi tutti insieme. Un netto progresso rispetto ai tempi in cui Milanello era popolata da personaggi come Robinho, Boateng e Balotelli.
        Riguardo al vostro futuro, a quanto ho capito Rangnick oscilla da sempre tra il ruolo di allenatore e quello di direttore tecnico: se voi lo assumeste con quest’ultima qualifica, a quel punto potreste tenere in panchina Pioli, che oltre ad aver lavorato bene ha anche un ottimo rapporto con i suoi giocatori (esattamente come ai tempi della Fiorentina). Sostituirlo con un tedesco che non parla l’italiano, non conosce il nostro calcio né i vostri giocatori e dovrebbe imparare tutto questo in un mese di ritiro sarebbe invece una scelta folle. Sono convinto che anche la società giungerà alle mie stesse conclusioni. Nel frattempo, in bocca al lupo per questo finale di campionato! : )

      • kasabake ha detto:

        Parlando di grandi commedie italiane non ti ho mai chiesto amico Wwayne se a suo tempo apprezzasti un film a mio avviso assolutamente iconico ovvero “Il ciclone” di Pieraccioni…
        Questo mi permette di salutarti con il gradevolissimo videoclip della bella e brava Elodie, in cui quel film viene omaggiato.
        Buona serata, amico.

      • wwayne ha detto:

        Qua in Toscana quel film è un cult assoluto, e ha garantito a Pieraccioni una fama imperitura. E infatti se quel regista riesce a lavorare nonostante abbia esaurito la vena creativa da oltre vent’anni è proprio grazie al suo zoccolo duro di fan toscani, che vanno regolarmente a vedere i suoi film pur sapendo benissimo che il loro beniamino non tornerà mai più ai livelli de Il ciclone.
        Lo stesso destino è toccato a Verdone, che ha perso il tocco magico dai tempi di Viaggio di nozze (ultimo suo film decente). A mio giudizio il suo declino è dovuto non soltanto all’esaurimento della vena creativa, ma anche al fatto che non ha più saputo trovare delle spalle da urlo come la Sora Lella e Mario Brega. Quest’ultimo ha dato il suo meglio proprio in uno dei film che hai citato, Un sacco bello: ho rivisto infinite volte su Youtube la scena in cui lui e il figlio Ruggero dialogano in salotto, perché la considero una delle vette più alte non solo del cinema di Verdone, ma della commedia all’italiana tutta.
        Tra l’altro non so se lo sai, ma anche l’amicizia tra Verdone e il Sor Brega è nata per merito di Sergio Leone. I 2 si incontrarono per puro caso a casa di quest’ultimo, perché il Sor Brega era andato a portare la frutta al suo amico mentre lui era a discutere con Verdone la sceneggiatura di Un sacco bello: appena Carlo lo vide capì subito che sarebbe stato perfetto per la parte del padre di Ruggero, perché l’accostamento tra la sua irruenza e l’atteggiamento compassato del figlio avrebbe creato un contrasto comico irresistibile. Ebbe un’intuizione davvero geniale. E anche in quest’incontro apparentemente casuale, ne sono convinto, c’era lo zampino di Dio. Grazie mille per avermi dato l’opportunità di fare questo splendido viaggio nella storia del cinema italiano! : )

      • kasabake ha detto:

        Il piacere è tutto mio e condivido al 1000% la constatazione del declino inarrestabile di entrambi i cineasti, ahimè!
        La provvidenza ha palesemente messo il suo zampino in quella storia di incredibili amicizie, ma, come ogni buon cristiano sa bene, per rispetto del nostro libero arbitrio, chi è stato baciato dalla provvidenza con un dono se non si adopera per usarlo bene finisce con il restare con un pugno di mosche…
        Buona notte, amico.

      • wwayne ha detto:

        Buona notte anche a te, e a presto! : )

      • kasabake ha detto:

        Mi permetto di intrufolarmi nella vostra deliziosa chiacchierata, per segnalarvi che quella dei due romani di eccellenza, da voi giustamente citati come geni del cinema, era una meravigliosa amicizia che contaminava anche chi stava loro vicino: quando un giovanissimo autore di commedie, anch’egli romano purosangue, decise di dirigere il suo primo lungometraggio, si recò a casa di Sergio Leone per chiedergli se poteva verificare che tutto fosse in ordine per le riprese e Leone, dopo aver valutato lo script ed il cast, sia attoriale che tecnico, si alzò in piedi e fece segno a Carlo Verdone di seguirlo fuori casa, perché dovevano andare a procurarsi l’ultimo pezzo mancante del puzzle ovvero il compositore; fu così che Verdone venne presentato all’illustre vicino di casa di Sergio Leone ossia al suo carissimo amico Ennio Morricone; il maestro scrisse infatti la colonna sonora dei primi due film di Verdone, “Un sacco bello” e “Bianco, rosso e Verdone”, che a distanza di anni restano ancora oggi tra le vette del nostro cinema comico.
        Scusate l’intrusione, ma spesso questa collaborazione è poco citata ed io ho sempre stimato tutti e tre questi grandi romani…

      • lapinsu ha detto:

        Ammetto di non avere una grande passione per Verdone. L’ho sempre preferito come autore che come attore.
        Sapevo che aveva collaborato con Leone (forse ricordo male, ma mi pare perfino che Leone scrisse una sceneggiatura per lui con uno pseudonimo… o forse era per un altro film… la mia memoria zoppica…) ma ignoravo del tutto che Morricone avesse musicato alcuni suoi film. Spettacolo allo stato puro.

        Colgo l’occasione per allacciarmi al commento precedente, nel quale parlavate de IL CICLONE. Ecco, quello è un film che odio massimamente: quando lo vidi mi strappò poche risate, tutte sofferte. La comicità di Pieraccioni mi è sempre parsa artefatta, imperniata su un paio di luoghi comuni stantii e scarsamente brillanti.
        O forse la mia è solo invidio, perchè in ogni film si spupazza una stratopassera fuori categoria…
        Vabbè, comunque IL CICLONE, come ogni suo altro film che per sbaglio mi è capitato di vedere, non mi è piaciuto.

        PS: mi permetto lasciare anche un consiglio per il nostro anfitrione, l’amico Wayne. Stamane mi è capitato di vedere un film datato con protagonista il sempre gigantesco Anthony Hopkins: INDIAN, LA GRANDE SFIDA. E’ una pellicola deliziosa, così piacevole e ricca di buoni sentimenti che senz’altro piacera a Wayne. Ma probabilmente piacerebbe anche a te, Kasa, da sempre estimatore di Hopkins, qui in un ruolo insolito eppure sempre sbalorditivo.

      • wwayne ha detto:

        Ricambio la dritta consigliandoti a mia volta uno splendido romanzo che ho appena finito di leggere: “Verrà il tempo per noi” di Gianni Gardon. L’ho comprato con delle aspettative molto basse (perché gli autori emergenti producono spesso dei romanzi di livello amatoriale), invece ho scoperto un vero e proprio gioiello.
        Riguardo ad Anthony Hopkins, hai usato un aggettivo che gli calza a pennello: è sempre sbalorditivo, anche nei ruoli più insoliti e nei film più deboli. Come forse ricorderai un mio amico è un suo fan sfegatato, quindi capita molto spesso che io guardi i suoi film per poi discuterne con lui, e noto che raramente mi deludono. Certo, senza dubbio il fatto che io sia uno spettatore poco esigente aiuta, ma evidentemente è anche bravo Hopkins nello scegliersi i copioni e nel dare valore a dei film che senza di lui sarebbero brutti come il peccato. Oltre a Indian – La grande sfida mi intriga anche Cuori in Atlantide, perché si basa su un racconto del nostro amato Stephen King. Non so quale dei 2 vedrò per primo, ma appena lo farò sarai il primo a saperlo! : )

      • lapinsu ha detto:

        Avendo visto entrambi i film, posso dirti che Indian è nettamente superiore.
        Non che Cuori in Atlantide sia un brutto film, semplicemente non regge il confronto con l’altro. Tra l’altro il titolo è una colossale presa per il sedere a tutti i lettori di King. “Cuori in Atlantide”, infatti è il titolo di una raccolta edita dal Re, nella quale figurano 5 racconti. Il film con Hopkins si basa sul racconto “Uomini Bassi in Soprabito Giallo” mentre il racconto che dà il nome sia al film che alla raccolta, parla di tutt’altro, ovvero primi mesi all’università di un gruppo di ragazzi che passano molto tempo a giocare a “Cuori” (il gioco di carte) nella sala del campus denominata Atlantide. Tra l’altro questo è nettamente il racconto più bello della raccolta, mentre Uomini bassi in soprabito giallo è il più debole, anche perchè debolmente collegato alla saga della Torre Nera.

      • wwayne ha detto:

        Che paraculata! : ) Torno al calcio per dirti che qua si respira una tensione enorme per lo scontro diretto di stasera col Lecce. E ti confesso che la cosa mi fa molta rabbia: se dopo un anno di Commisso ci ritroviamo ad aver paura di una squadra di scarsoni come il Lecce, a quel punto tanto valeva restare con i Della Valle. Almeno con loro sapevamo che più della salvezza non potevamo raggiungere, e quindi non ci facevamo delle illusioni che poi rendevano la lotta per la retrocessione ancora più difficile da digerire.
        Oltre a Commisso, ho sviluppato una grande antipatia anche contro Iachini. Da quando è ripartito il campionato i nostri attaccanti (in particolare Chiesa, Sottil e Vlahovic) sono stati sempre i peggiori in campo: questo significa che il nostro allenatore non ha uno straccio di schema offensivo, perché altrimenti sarebbe in crisi un solo giocatore, non un intero reparto. Se a questo aggiungi la paura che trasmette alla squadra con le sue conferenze stampa, in cui descrive costantemente l’avversario di turno come uno scoglio difficilissimo da superare, capisci bene che per me sta diventando sempre più insopportabile.
        I tifosi viola invece non ce l’hanno né con Commisso né con Iachini, e hanno scelto Chiesa come capro espiatorio dell’attuale situazione di classifica. Secondo loro questa doveva essere la stagione in cui Chiesa diventava finalmente un attaccante da 20 gol e il trascinatore della squadra, e invece non è stato né l’una né l’altra cosa. Ebbene, io ritengo queste critiche del tutto ingiustificate: Chiesa è sempre stato questo, ovvero un attaccante da 5 – 6 gol e 5 – 6 assist, e non capisco perché avrebbe dovuto diventare uno sfondareti tutto d’un botto. A maggior ragione se consideriamo che, come ti dicevo prima, quest’anno ha giocato quasi sempre con un allenatore che non ha la più pallida idea di come far fare gol alla sua squadra. Avesse fallito con Gasperini capirei, ma con Iachini…
        Ad ogni modo, se stasera dovessimo tornare a casa con almeno un punto in saccoccia potremmo finalmente archiviare questa ennesima stagione da incubo, e cominciare già adesso a programmare il futuro. Speriamo bene, amico mio! : )

      • lapinsu ha detto:

        La vittoria di ieri vi mette al riparo da ogni paura: oramai vi manca solo 1 punto per raggiungere la fatidica quota 40 e comunque i 10 punti di vantaggio sulla terzultima vi mettono al riparo da qualsiasi preoccupazione.
        Tutto questo nonostante Iachini, che ho sempre reputato un allenatore mediocre, uno di quelli che vanno bene giusto per strappare una salvezza sofferta e del tutto inadaguato per una piazza emotivo e caloroso come quella fiorentina.
        Onestamente non mi spiego come Commisso abbia potuto pensare di affidare la squadra a un tale inetto: probabilmente anche lui ha le idee molto confuse. Mi auguro che per l’anno prossimo sappia scegliere con più criterio.
        Riguardo Chiesa, ho già avuto modo di dirti più volte che secondo me non è proprio un attaccante: purtroppo (specie in Italia,ma il discorso è comunque universale) il criterio principale per giudicare un attaccante è il numero di gol e Chiesa non è un goleador e credo che difficilmente arriverà mai in doppia cifra nella sua carriera. Probabilmente paga il paragone col padre (che invece era un goleador di razza) e quindi non ha mai trovato un allenatore che avesse il coraggio di metterlo qualche metro più indietro (a centrocampo oppure addirittura a fare il terzino) così da poter sviluppare al meglio le sue incredibili qualità dinamiche. Un atleta con la sua progressione deve avere almeno 50 metri di campo per poter sfruttarla al meglio, se lo fai giocare da punta gli restano solo una ventina di metri di campo e quindi il suo gioco resta castrato.
        Di sicuro essere allenato da un catenacciaro come Iachini non aiuta…
        Speriamo bene sia per voi che per Chiesa, dato che è uno dei più fulgidi talenti italiani e sarebbe un peccato se non trovasse un allenatore in grado di valorizzarlo al meglio!

  37. MadameSerendipity ha detto:

    Molto molto interessante,mi hai incuriosita davvero 😊

  38. Film interessante, come I guardiani del destino. Però un appunto te lo devo fare… In Sicilia i baffoni non li porta quasi nessuno! Adesso vanno di moda tra gli hipster 😂

  39. Velia Loresi ha detto:

    Sicuramente il “risultato” dell’ amore di due persone appartenenti a civiltà diverse (i tuoi genitori) è stato “ottimo”. 🙂 Ma perché parlare di “coppia interrazziale”? E’ una definizione che mi lascia perplessa, non era per caso un tale, un po’ di tempo fa, che parlava di razze (senza riferirsi agli animali)? 🙂 Con simpatia (e grazie per il link!)

  40. Alidada ha detto:

    bello! Accetto il consiglio e vedrò il film che deve essere davvero interessante! Buona serata , …sono tornata

  41. fulvialuna1 ha detto:

    Bel post!
    Dall’alto dei miei anni ti posso dire di aver visto questo film tre volte.
    Quando avevo credo due o tre anni, ma i miei genitori erano appassionati di cinema e in casa nostra si parlava di film spessissimo. Questo mi stuzzicò la fantasia, una storia d’amore insolita, un incontro di culture agli antipodi, così lo vidi la prima volta a tredici anni. Film stupendo, come stupendi sono molti film dell’epoca, ormai dimenticati.
    Sarò sincera, lo amo di più per la storia in se stessa che per il contesto culturale, anche se molto affascinante,

    • wwayne ha detto:

      Hai usato 3 aggettivi perfetti: Il mondo di Suzie Wong è un film insolito, stupendo e ingiustamente dimenticato. Tuttavia, ho scoperto con piacere che molti commentatori l’avevano già visto, quindi per fortuna c’è ancora qualcuno che lo ricorda con affetto.
      Ho adorato il tuo penultimo post, quindi metto il link qua nel mio blog, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://tuttolandia1.wordpress.com/2020/07/02/gru/. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

  42. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Ho letto il romanzo di Richard Mason d cui è stata ricavato poi il film hollywoodiano. Non ho visto il film, per cui non ti so dire se romanzo e film siano uguali.

  43. natipervivereblog ha detto:

    E’ un post splendido che vive di una parola magica: il viaggio…
    Viaggio…tema dominante ed affascinante della nostra vita. Al viaggio, come ben dici, associamo la parola “piacere”, ma è un piacere diverso che sottende anche la vera personalità del viaggiatore. Ti soffermi mirabilmente su quel ventaglio costruito abilmente con le proprie scelte riguardanti il motivo del nostro viaggio; scelte che raccontano di movida…o di esplorazione del mondo….
    ma c’è chi, come Robert, che vive il viaggio alla scoperta di se stesso; io lo immagino come uno specchio sul quale riflette la sua immagine. Quest’ immagine è nettamente diversa da quella che ognuno di noi assume d’abitudine durante il proprio sviluppo, è un’immagina sulla quale finora abbiamo distolto lo sguardo, perchè questa nostra identità la scopriamo in particolari “viaggi” della nostra vita. Ed è così anche per Robert perchè la sua scelta di Hong Hong nasce dal desiderio di mettere alla prova se stesso e, come racconti, di scoprire se riuscirà ad ambientarsi in un luogo così diverso dalla sua America. E mettersi alla prova significa eliminare le proprie abitudini mentali che spesso dettano le nostre scelte.
    Ed è così che Robert sceglie di vivere Hong Hong, tenendo come “tema dominante” del suo viaggio la scoperta e, quindi, l’eliminazione di qualsiasi precostituito piano giornaliero frutto del suo ordine raziocinante. Questo capita fortunatamente anche a me! Io lo chiamo decisamente con la parola splendida definita “Cultura” che significa scoperta per arrivare ad uno scambio di conoscenze. Bellissima la sua scelta di andare al mercato del pesce e prenotare una stanza nel primo albergo che si è trovato di fronte. Poi che l’albergo sia un bordello, al vero viaggiatore poco importa! Ed è in questo albergo che scopre un altro viaggio, questa volta con il tema dominante dell’amore…viaggia nel mondo di Suzie. Quel mondo che lo porta ad un continuo confronto e quindi ad una continua ricchezza, perchè Robert e Suzie, come mirabilmente racconti, sono due persone appartenenti a civiltà totalmente diverse.
    E’ un film che elimina qualsiasi stereotipo in quello che spesso viene usato da vari individui, io lo chiamo “L’egocentrismo della visione”, cioè : mi piace vedere e considerare quel popolo sempre in quel modo, la mia visione è perfetta perchè mi è stata dettata dai miei antenati!.
    In questa visione assurda l’egocentrismo individuale si congloba con l’egocentrismo sociale che induce una civiltà al ruolo nefasto di civiltà perfetta e quindi con il potere di dominare l’altra e di “convertirla” alle sue usanze, ai suoi schemi concettuali. In poche parole, il compito che si assume è quello di civilizzare! Questo è l’ordine che si è imposta la civiltà dominante nella sua perfezione.
    Questo tema ci conduce al famoso “Mito del buon selvaggio”, ma anche al ruolo fondamentale dell’antropologia per far comprendere all’uomo la vera e fondamentale pluralità di culture. E questa comprensione ci viene data da questo tuo splendido post!
    Perchè le parole eterne sono: cultura e amore!
    Il vero viaggiatore ama continuamente e attraverso lo scambio di conoscenze comprende il vero motivo della sua vita!
    Un caro saluto e un felice fine settimana
    Adriana

    • wwayne ha detto:

      Il tuo commento mi ha fatto riflettere su un aspetto che mi era sfuggito: Robert decide di intraprendere quella vacanza un po’ avventurosa non solo per mettersi alla prova, ma anche per conoscere meglio se stesso. Infatti quando ci troviamo in una situazione diversa dal solito scopriamo dei lati del nostro carattere dei quali neanche noi sospettavamo l’esistenza, e per noi questa è anche un’occasione per maturare, per imparare a cavarcela anche in delle circostanze dove magari in precedenza non avremmo saputo cosa fare. Robert impara molte cose nel suo viaggio, ma evito di specificare quali, altrimenti non guardi più il film! : ) Grazie mille per i complimenti e per questo ottimo commento, e buon fine settimana anche a te! : )

  44. auacollage ha detto:

    ero nata da qualche mese quando usci il mondo di suzie wong.
    lo vidi – quasi film cult – durante l’adolescenza impegnata in film d’autore in cineteca , se ricordo bene tutti i mercoledì…ma anche immersa nella febbre del sabato sera 😊
    Ho il ricordo di i un bel film e con il tuo spunto..vado a rivederloo! Grassie

    • wwayne ha detto:

      Fai benissimo a rivederlo: è uno di quei film così profondi che ad ogni nuova visione ti dicono sempre qualcosa di nuovo. Lo trovi in dvd.
      Ho adorato il tuo penultimo post, quindi metto il link qua nel mio blog, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://auacollage.wordpress.com/2020/06/12/non-agire/. Grazie a te per il tuo graditissimo ritorno nel mio blog! : )

      • auacollage ha detto:

        No… ma sono onorata. Vado a cercarlo su CB01 che credo tu conosca. Mitico sito di film. Bel film, ben fatto, profondo.
        Però mi pare che esageri.. anche se quando si è della stessa specie ci si sostiene sempre.🌺🙋🏼‍♀️🤗

      • wwayne ha detto:

        E quando troviamo qualcuno che ci sostiene dobbiamo tenercelo stretto! : ) Buon fine settimana, e a presto! : )

      • auacollage ha detto:

        parole sante! anche per te un fine settimana proprio bello!!🙋🏼‍♀️

  45. cuoreruotante ha detto:

    Un altro bellissimo consiglio! C’è su Netflix?

  46. Pingback: Co’ sta pioggia e co’ sto vento chi è che bussa a questo blog?

  47. Madame Verdurin ha detto:

    Come sai ho appena recensito da me Lost in Translation, e anche se non ho visto il Mondo di Suzie Wong (ma ora è sulla mia lista!) credo proprio che i due film abbiano modalità totalmente opposte di rappresentare il paese straniero. Sofia Coppola secondo me ha fatto un bel film, ma nel trattare il Giappone è molto “americana” nel senso che descrivi tu nel tuo post, cioè ragionando per stereotipi (la doccia troppo bassa perché gli orientali sono bassi, la prostituta urlatrice che dice “lip my stockings!”…). Questa superficialità però è funzionale alla storia, sottolinea lo smarrimento dei due protagonisti.

    • wwayne ha detto:

      Sai che non l’ho visto? In compenso ho visto un altro film di Scarlett Johansson ambientato in Giappone (Ghost in the Shell), e te lo raccomando ad occhi chiusi: è visivamente stupendo, anche la trama è ottima e ha una protagonista femminile davvero indimenticabile.
      Riguardo a Il mondo di Suzie Wong, mi fa molto piacere di averti convinta a vederlo, e lo trovi in dvd.
      Ho adorato il tuo post su Lost in Translation, quindi metto il link qua nel mio blog, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://cine-muffin.com/2020/07/29/lost-in-translation/. Grazie per il commento! : )

  48. Pervinca ha detto:

    Bellissima descrizione!Non conoscevo questo film ma con le tue parole mi hai davvero incuriosita e invogliata a guardarlo!Ho sempre trovato il tema del viaggio molto interessante,coinvolgente e stimolante e credo si addica tantissimo al periodo delle vacanze!Lo guarderò sicuramente!
    Grazie dei tuoi consigli cinematografici sempre molto preziosi!

    • wwayne ha detto:

      Le belle parole che hai speso per me mi lusingano profondamente, e le ricambio di cuore: anche i tuoi interventi sono sempre molto graditi. Il film lo trovi in dvd. Grazie a te per i complimenti e per questo bellissimo commento! : )

  49. Riccio ha detto:

    Ho letto tutto il post pensando” Adesso aggiungo anche questo alla lista dei libri da leggere, che però è lunghissima, chissà quando finirò mai di leggerli tutti” e poi alla fine ho capito che è un film. Non mi piace molto guardare film però questo ormai mi ha incuriosito è c’è un vantaggio: la lista dei film che vorrei vedere è – per ora – molto breve!

    • wwayne ha detto:

      In realtà puoi leggere anche il libro: si intitola anch’esso “Il mondo di Suzie Wong”, e l’autore è Richard Mason. Lo trovi sia su Amazon che su ebay. Il film invece lo trovi in dvd.
      Ho adorato l’atmosfera che hai creato nel tuo ultimo post, quindi metto il link qua nel mio blog, nella speranza che lo apprezzino anche i miei lettori: https://larroccodelriccio.wordpress.com/2020/07/30/9615/. Grazie per il commento! : )

      • Riccio ha detto:

        Grazie a te, ne sono onorata!

        (Allora mi segno anche il libro, per quanto la lista è lunga in maniera imbarazzante)

  50. eulaliamontevenere ha detto:

    Tu i film non li racconti: li fai vedere! Bravo!

  51. sherazade ha detto:

    Caro Wayne
    Sono nata dopo la guerra e ho fatto l’università al City College di New York fine anni ’70 e vi erano molti studenti italoamericani.
    Idea che tu hai addebitato era già superata.
    Baffoni e una certa arroganza erano ormai predominio e lo sono tutt’oggi dei messicani/ispanici.
    Nulla da eccepire sul film sulla tua bella rece e sulla sua bellissima storia romantica.
    Shera.
    Alla prossima🌻

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